La domanda è di quelle che rimandano alla notte dei tempi. Meglio scrivere un contenuto al giorno o un articolo al mese? E questo articolo al mese deve essere decisivo per le sorti dell’universo? La mia opinione è chiara: non devi cambiare il mondo ogni volta che pubblichi un post. Non c’è bisogno.

Ma c’è bisogno di un contributo concreto: il tuo articolo suggerisce un passaggio che gli altri blogger hanno ignorato? C’è una lista di tool che nessuno conosce? Viene affrontata quella funzione che tutti fanno finta di non vedere solo perché è fastidiosa come una spina nel fianco? Questo è lo spirito.

calendario editoriale

Scrivere un articolo al giorno è cosa buona e giusta perché ti permette di fidelizzare il lettore, ti consente di alimentare con costanza quotidiana il flusso di visite. Tutto dipende dagli obiettivi, ma aumentare le (giuste) visite vuol dire rinvigorire le opportunità di trasformare lettori in clienti.

Più articolo, più visite, più potenziali clienti che vagano sul blog. Poi la landing page fa il resto. Come risolvi la questione della qualità? Creare un articolo superiore non è facile. Ti porta via tempo e risorse, chiede attenzioni come un neonato: lo devi alimentare con riflessioni, dati, informazioni impossibili da trovare altrove. Soprattutto, devi intercettare un’esigenza.

Devi puntare sulla qualità

Cosa vuole la tua nicchia? Difficile dirlo: inizia a studiare le serp, a ragionare sui dati di Google Keyword Planner, Google Trend e Suggest. Poi continua a passeggiare tra forum e community, ascolta la voce del tuo pubblico. Hai individuato il topic? Adesso devi costruire il post.

Non mi dilungo, il lavoro per creare un articolo impeccabile è lungo. Potrebbe essere un lavoro infinito, per fortuna c’è sempre il bisogno di mettere un punto alla ricerca per consegnare al pubblico, al mondo intero, il prodotto della tua esperienza. Quindi il tuo blog ha davvero bisogno di tutto questo?

Ogni santo giorno? Ogni settimana? Quando puoi resistere?

Il contenuto deve essere pensato per raggiungere gli obiettivi. Stai pensando a un buon posizionamento? Vuoi fare in modo che la tua pagina conquisti una delle prime posizioni della serp? Le ricerche parlano chiaro: i contenuti lunghi hanno buone possibilità di ottenere risultati degni di nota.

Non è vero che le persone ignorano i contenuti lunghi: leggono quelli interessanti e ben confezionati. Le 2.000 battute state pensate per ottenere il miglior risultato possibile al netto della fuffa? I lettori premieranno il tuo lavoro. E non solo i lettori. Guarda questo grafico di serpIQ.

contenuti

I contenuti presi in esame hanno delle posizioni invidiabili, ma sembra che i contenuti più lunghi presentino un ranking migliore. Non c’è una correlazione netta, questo è chiaro. Non basta scrivere tanto per ottenere un buon posizionamento nella serp. Google indicizza contenuto, e tu hai la possibilità di dare al software ciò che vuole. A patto che sia studiato e utile al lettore.

Per approfondire: 8 consigli per scrivere meglio.

Ma anche sulla quantità

Le parole di Seth Godin sono significative: “Do it every day (…). Clear, crisp, honest writing about what you see in the world. Or want to see. Or teach (in writing). Tell us how to do something”.

Ci sono tanti motivi per scrivere ogni giorno e seguire una stabilità. Tipo tre articoli a settimana, ecco. Questo è un buon numero di articoli. Quattro? Meglio ancora. Cinque solo per gli eroi. Di più? Non credo che sia utile. Ma quali sono i motivi per pubblicare ogni giorno (o quasi)?

  • Traffico stabile – Ogni giorno nuove condivisioni, visite, poche flessioni su Analytics.
  • Fidelizzazione – Le persone si abituano alla tua costanza, ti seguono, cercano i tuoi post.
  • Forza al brand – Ti fai conoscere, le persone leggono ottimi contenuti con il tuo nome.
  • Social media marketing – Più articoli, più discussioni su Facebook, Twitter, Google Plus.

Un articolo non deve essere decisivo per il tuo target per trovare posto sul tuo blog. Devi scrivere solo quando hai un argomento valido (questo sul blog personale), ma il tuo articolo non deve essere la manna dal cielo. O almeno non sempre. Devi aggiungere ogni giorno un tassello alla conoscenza.

pomodoro

Non riesci a trovare il tempo per scrivere un articolo al giorno. Questo è un dramma per chi non riesce a organizzarsi. Perché è solo questo il problema. Io seguo la regola dello scrittore-viaggiatore: porta sempre con te un taccuino digitale per scrivere, iniziale articoli, segnale headline che all’improvviso arrivano alla tua attenzione. E quando il gioco si fa duro usa il Pomodoro Timer.

Per approfondire: 7 consigli per diventare un blogger produttivo.

Quindi? Qualità o quantità?

Per ottimizzare il calendario editoriale ti consiglio di scegliere una via di mezzo. Quando lavori sul documento che pianificherà il tuo lavoro devi trasformare le idee e le fonti raccolte in titoli da dividere in categorie. Ecco, in questa fase puoi scegliere come affrontare gli argomenti.

Basta un articolo di opinione? Oppure vuoi creare un long form content? Io lavoro in questo modo: con intervalli regolari (e soprattutto quando necessario) arricchisco il mio blog con un pillar article, un tutorial, un articolo da inserire nella categoria dei long post. Ovvero articoli lunghi e approfonditi.

Quindi la mia strategia è questa: ogni giorno dono dei consigli pratici su un tema importante, poi isolo un tema decisivo e approfondisco. Costruendo un articolo capace di resistere nel tempo, di posizionarsi e di guadagnare buoni link. Un esempio? Quello dedicato alle immagini gratis.

Secondo te è giusto? Preferisci puntare solo su articoli di qualità, densi e approfonditi? Secondo te c’è spazio anche per articoli di opinione, leggeri e facili da “digerire”? Lascio la parola: aiutami ad approfondire l’articolo con il tuo commento.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

9 COMMENTI

  1. Ecco, la trasformazione del mio blog è in atto.
    Da 2 articoli settimanali passai a 3, e nell’ultimo anno a 4.
    Ora ho -complice l’estate- sperimentato il “post quotidiano” che dovrebbe diventare il calendario fisso per la decima stagione del Moz o’ Clock.
    Ho riscontrato tutto quello che dici: ascolti in (enorme) crescita e forza al brand.
    La qualità? Quella ci sarà sempre: vero, non bisogna cambiare il mondo ma nemmeno dare merda ai tuoi lettori.
    Molte cose me le sono già preparate, altri post saranno sicuramente più leggeri. Insomma, credo possa essere un buon compromesso che accontenti me e chi mi segue.

    Moz-

  2. Ciao Riccardo… che ne dici se puntiamo alla “QUANTILITÀ”? E cioè indipendentemente dalla mole di lavoro che si produce questo debba essere di sempre e comunque di qualità?
    Quanto tu scrivi è corretto, l’organizzazione del tempo e della giornata è fondamentale, ho tenuto un workshop a SMAU proprio su questo argomento per cui sfondi la porta aperta. Quello che però tempo di contraltare è quello che ultimamente vedo. Se devo essere sincero di post e blog ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i gusti però la qualità (a partire dall’italiano) e soprattutto i contenuti dei testi lasciano un po’ a desiderare. Un esempio… del restyling di Google credo ne abbia parlato mezzo mondo (anzi facciamo tre quarti), ora non voglio dire con questo che se Big G fa qualcosa non sia importante… io però è qualche mese che preparo (e andrà online entro qualche giorno e non vedo l’ora) del materiale su esempi di marketing dalla fine dell’Ottocento in poi… Quello che voglio dire, è che noto una sorta di mancanza di varietà… Ma forse mi sbaglio ed è la mia sensazione… Tu parli giustamente di trovare la nicchia… ma paiono tutte esaurite… forse sono io pessimista?

    • PS a proposito della qualità dell’itlaiano… errore di battitura… volevo scrivere “Quello che però temo di contraltare….” 🙂 ecco vittima di me stesso

    • Io la vedo in questo modo: esce la notizia, se posso essere la fonte principale la rilancio, altrimenti decido. O passo e lasciano che siano gli altri a scannarsi o creo una risorsa veramente unica. Inutile buttarsi nella mischia.

  3. Ciao Riccardo!
    Senza dubbio la tua varietà paga: dando movimento non addormenterai i lettori che altrimenti, sarebbero annoiati da un blog monocorde. E ti ringrazio per questo, in quanto tuo assiduo ed entusiasta lettore ;-).
    Per quanto riguarda il grafico che hai inserito nell’articolo, che intercettai anche io qualche tempo fa su Quicksprout (https://www.quicksprout.com/2014/03/31/how-long-should-each-blog-post-be-a-data-driven-answer/), è schiacciante e non lascia spazio a repliche: più caratteri scrivi, più l’articolo ha chance di posizionarsi in alto nelle SERP. Se poi l’autore di un post del genere è Neil Patel… cosa vorrai mai controbattere?
    La “provocazione” che vorrei avanzare è un’altra: quante SERP ci sono con articoli di lunghezza inferiore ai 1000 caratteri, posizionati benissimo? Molte: chi fa scrittura SEO, come te, lo sa. Credo che infatti che quest’ultima, più che una scienza dettata da numeri, sia un’arte. È vero, i numeri possono guidarci e suggerirci la via corretta da seguire, ma se la risposta, ad una query, non necessita di 2000 parole e riesci a scrivere un contenuto, oltre che di valore, di qualità, allora i riferimenti statistici se ne vanno un po’ tutti a benedire, non trovi? E poi, nel web writing, il dono della sintesi e dell’esser concisi, ma completi, paga sempre.
    In ogni caso, tornando alla domanda che poni sul calendario editoriale (long form o pillar article, per intenderci) per il mio blog, gestisco i piani editoriali cercando di dargli movimento, concedendomi anche la libertà di pubblicare post di opinione, non troppo lunghi, ricordandomi che l’atto di scrivere sul web, può essere (e deve essere) qualcosa di spontaneo.
    Che ne pensi?
    Ciao e a presto.

  4. Ciao scrivere articoli “lunghi” richiede sicuramente tempo e per chi come me lo fa per passione e non per lavoro non è possibile fare più di un articolo alla settimana, creando contenuti di qualità. E’ vero che sui blog che seguo non ci sono sempre articoli di approfondimento ma molte volte si mischia l’approfondimento con qualcosa di più leggero, un riferimento ad un altro sito o qualcosa del genere.
    Ci devo pensare seriamente a come strutturare il livello editoriale del mio blog (neonato).

    Grazie per l’articolo mi ha fatto molto riflettere!

  5. Ma secondo me dipende dal tipo di blog che vuoi portare avanti, se il tuo obiettivo è quello di dare sempre le ultime news allora naturalmente devi puntare sulla quantità.

    Invece la quantità ci dovrebbe sempre essere sia che tu pubblichi una volta al mese o tutti i giorni.

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