Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
È possibile condividere più volte lo stesso articolo sui social media? Quante volte posso condividere un post? Lanciare più volte un contenuto online funziona?
In questo processo ci sono abitudini e strategie differenti. C’è chi preferisce sincronizzare la pubblicazione con quella del blog, chi utilizza Hootsuite o Tweetdeck per programmare gli aggiornamenti, chi personalizza ogni condivisione.

Ogni blogger decide in autonomia, tenendo ben presente le proprie necessità e le esigenze dei lettori. Una domanda, però, sorge spontanea: quante volte condividi un post su un canale social? Credi sul serio che le ripubblicazioni siano il male assoluto?
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La teoria è indicata anche da Guy Kawasaki
Guy Kawasaki: “If you’ve heard you should only post once a day, try twice, then three times, and so on. See where the pain point happens. You may lose some followers by posting too often–but then you may gain other followers, and sell more.”
Se hai sentito dire che si dovrebbe lasciare lo stesso articolo solo una volta al giorno, prova 2 e poi 3 volte. Puoi perdere alcuni seguaci pubblicando troppo spesso ma ne puoi conquistare altri. E vendere di più. Questa è l’opinione dell’Apple Fellow.
Credo che questa soluzione sia valida. Condividere un articolo appena pubblicato più volte è una buona soluzione per aumentare le visite del contenuto e soddisfare le persone che non hanno letto il tuo aggiornamento. A patto che relativizzi.
Non esiste una ricetta buona sempre per tutti. Ci sono delle nicchie che possono trovare utile (o indifferente) avere più volte lo stesso articolo nella timeline di Twitter, altre che non hanno alcuna intenzione di sopportare questo affronto.
Perché ripubblicare i post suoi social
La pubblicazione multipla di un post si basa su un principio: le persone che ti seguono non hanno visto il post. Le bacheche social sono veloci, rapide, si aggiornano in continuazione. E sono sempre più influenzate da algoritmi che mostrano determinati contenuti. Valorizzando l’engagement sui commenti social.
Per quanto riguarda Facebook, ad esempio, ci sono diversi fattori che influenzano il ranking. Web In Fermento ha raccolto i punti più importanti in questa lista:
- Affinità: hai già avuto interazioni con quell’utente?
- Time decay: la freschezza del contenuto.
- Tipologia di contenuto: foto, video, link: quale soluzione ha più interazioni?
- Engagement: quel post coinvolge?
Pubblicare non vuol dire essere trovati. Ecco, ha senso inserire più volte un articolo sui social: aumenti le probabilità di ingaggio, fai in modo che quel link venga trovato.

In più dai un’ulteriore possibilità al tuo lavoro di incontrare i favori dell’algoritmo: la prima condivisione non è andata bene, quindi viene penalizzata. La seconda forse andrà meglio, ma per condividere più volte il tuo articolo devi cambiare qualcosa.
Come condividere più volte un post
Devi giustificare la condivisione del post. Sono d’accordo con la ripubblicazione dello stesso contenuto, ma a una condizione: deve esserci equilibrio sulla tua bacheca. Non puoi presentare tre o quattro volte il post con la stessa preview.
Quindi evita la stessa combinazione di headline e immagine di preview. Vero, intercetti persone diverse. Ma ammorbi quelle che ti seguono con maggior attenzione e rischi di apparire come l’account Facebook o Twitter più noioso del mondo.
Per aumentare le condivisioni di un post sui social network puoi puntare alla ripetizione motivata: devi dare un senso alla tua azione, altrimenti è semplice ridondanza. Qualche esempio per ottimizzare l’anteprima nelle ricondivisioni?
- Condividi il permalink di un commento e mostra il contributo del tuo lettore.
- Usa headline differenti tra anteprima del primo e secondo share.
- Porta l’attenzione sulle discussioni che nascono nei commenti.
- Estrapola una citazione dell’articolo differente ogni volta.
- Cambia o aggiungi immagine nell’anteprima o nel post social.
- Lascia una Call to Action per attirare i commenti.
- Evita aggiornamenti simili a breve distanza temporale.
- Usa Click to Tweet per creare delle citazioni da condividere.
- Si è accesa la conversazione nei commenti? Annunciala con i social.
- Aggiorna l’articolo nell’arco della giornata, aggiungi dei contenuti e comunicalo.
- Usa Postabout.it per creare delle call to action da condividere con un click.
- Crea uno o più contenuti visual, quote o infografiche, e ripubblicali nelle 24 ore.
Queste sono soluzioni per giustificare gli share che vanno oltre il semplice aggiornamento. Puoi decidere di ripubblicare il link più volte senza un motivo, ma ricorda di cambiare didascalia e di annunciare il post con un testo differente.
Riabilitazione dei vecchi post del blog
Per rendere il tutto più naturale possibile ho deciso di pianificare la graduale riabilitazione dei vecchi post: li rileggo, li modifico, li aggiorno. E controllo l’esattezza delle informazioni. Ecco come ridare vita ai vecchi post.
Lo sai, il web è in continuo movimento: in questo modo posso proporre ai miei follower e fan un contenuto aggiornato, corretto. Posso far scoprire vecchi contenuti di qualità a chi mi segue da poco senza diventare ridondante.
Attenzione ai tempi dei social del ricondividere
Devi valutare i tempi della singola piattaforma. Twitter è un social rapido, quindi il ritmo è elevato e la ripubblicazione di un link viene diluita in un flusso vario e veloce.
Se segui il principio di Pareto per la selezione dei contenuti (80% link di altri blog, 20% link al tuo blog) sei in una botte di ferro: puoi pubblicare i tuoi aggiornamenti.

Su Facebook non hai il ritmo di Twitter, pubblichi meno contenuti e le ricondivisioni pesano sull’equilibrio della bacheca. Stesso discorso vale per LinkedIn. In linea di massima puoi seguire lo schema Coschedule per organizzare gli share nel tempo.
Twitter è rapido e può ospitare tutte le condivisioni. Non si può dire lo stesso di Facebook e Google Plus. Quindi, in un ipotetico calendario editoriale, devi rispettare il buon equilibrio dei contenuti in base alle piattaforme. Obiettivo? Cariare, arricchire, catturare l’interesse del lettore. E al tempo stesso aumentare il traffico dei post.
Da leggere: come fare un piano editoriale
Quante volte condividi un post sui social?
Sei un appassionato della condivisione multipla? Quante volte posso condividere un post? Oppure preferisci rispettare la regola del singolo share quotidiano.
Pubblicare 2 o 3 volte un post sullo stesso profilo nell’arco di 24 ore non è un affronto o un peccato mortale. Anzi, è una buona attività se viene affrontata con cura. Sei d’accordo? Lavori in questa direzione? Fammi sapere cosa ne pensi.
Categoria: Social network
Guarda io ogni tanto riprendo qualche vecchio post, lo rinfresco (se ne ha bisogno) e poi lo ripubblico sui vari Social e devo dire che per adesso ho ottenuto dei buoni risultati.
Il motivo per cui lo faccio? Sono arrivati nuovi followers che non hanno letto il post scritto 1 anno fa, come hai detto te le bacheche Social sono veloci e qualcosa può scappare, magari il post può essere interessante e quindi uno lo ripropone.
Ma certo, questa è un’ottima soluzione. Se hai qualcosa di nuovo da dire usa i social per amplificare il messaggio. ma lo stesso vale per riprendere articoli vecchi che non hanno bisogno di aggiornamento: hai nuovi fan, nuovi lettori che vogliono conoscerti.
Mi trovo pienamente d’accordo, soprattutto per quanto riguarda Twitter: sul totale dei follower, quanti vedranno il post in un dato momento? Ben pochi.
Condivido anche l’approccio di Mr Tozzo: il pubblico cambia – e sperabilmente si accresce – nel tempo; quindi è giusto dare una seconda chance a contenuti passati.
Quello che eviterei, però, sono i plugin per automatizzare le ricondivisioni. Deve essere sempre spontaneo il tuo lavoro sui social: magari viene ripreso un articolo indecente…
Sono d’accordo 🙂
Grazie dei consigli, cercherò di applicarli al meglio!
Grazie a te per essere passata sul mio blog 🙂
Condivido quanto hai scritto nell’articolo. Anch’io come Mr Tozzo condivido lo stesso post rinfrescandolo con nuove immagini o con commenti o titoli diversi perché la platea cresce ma non dobbiamo annoiare i nostri followers. ?
Questo è il modo giusto di operare: muoversi sempre nell’interesse delle persone, essere utili ma non noiosi. La domanda è: questo post sarò utile?
Ciao Riccardo,
Grazie per tu articlolo.
La situazione per Linkedin è leggermente cambiata . Ora riposto più di una volta. Su Linkedin pubico una volta per giorno. Lo stesso articolo e riposto una volta per 3 mesi.
I risultati sono buoni?