Il confine tra spazzatura e contenuti di qualità

Una riflessione legata al mondo della scrittura e della pubblicazione di buoni contenuti sul web: qual è la differenza con la spazzatura? Esiste un confine netto da osservare e valorizzare?

Proprio così, esiste un margine evidente tra spazzatura e contenuti di qualità? Tra le discussioni che si sono sviluppate intorno a uno dei miei ultimi post si è insinuata una domanda (@simonaskitchen) divisa in più tweet. Ecco un estratto significativo.

Sul web ci finosce di tutto, roba di qualità e spazzatura. Se cerchi un’informazione, come fai a riconoscere quella di qualità dalla spazzatura?

La risposta è semplice: content curation. Nel social web siamo sommersi dalle informazioni e trovare le fonti giuste è diventato un lavoro a tempo pieno.

spazzatura e contenuti di qualità
Differenza tra spazzatura e contenuti di qualità.

Per questo seguiamo altre persone che estrapolano le informazioni relative a un determinato argomento, le selezionano e le organizzano in un unico flusso.

Questo cosa significa?

Se sei un utente che cerca contenuti di qualità e vuole evitare la spazzatura significa che devi scegliere bene le tue fonti, seguire le persone che meritano e non aver paura di defenestrare quelle che non rispondono alle tue esigenze.

Se stai costruendo la tua community, invece, significa che tu sei quello che condividi. Quindi devi prestare massima attenzione al lavoro di content curation.

Ogni volta che condividi un link su Facebook o su Twitter stai dando informazioni e meta-informazioni a chi ti segue: i lettori leggono l’articolo, lo valutano ed esprimono un giudizio anche sulla fonte dell’informazione, in ambito professionale.

Il valore della fonte

Quindi fai sempre attenzione a quello che condividi, non ragionare nell’ottica del “Va beh, tanto mica l’ho scritto io questo articolo” e soprattutto metti un freno agli scrocconi digitali. Ovvero a chi pubblica copiando il tuo lavoro.

1 COMMENTO

  1. Io sono una “defenestratrice” di professione. Ma è pur vero che non scarto a priori e mi soffermo a valutare. Insomma a volte non guardo per niente la confezione ma solo il contenuto. Quando il contenuto c’è, aspetto che si evolva anche la confezione e che diventi degna del contenuto. Hai ragione per il discorso condivisione, è come fare tuo l’altrui pensiero. L’articolo linkato di Rudy Bandiera carinissimo. Penso dipenda dal poco tatto, poco rispetto per il lavoro altrui. Non solo in questo ambito si manifestano queste modalità di comportamento. Si cerca di sfruttare, approfittare. “Il tempo è denaro” diceva un noto riccone con tuba e ghette. Anche il tempo degli altri, aggiungo io.

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