7 regole d’oro per diventare un VERO freelance

Quali sono i consigli e i suggerimenti per chi ha una partita IVA e vuole fare la differenza? Ecco tutto quello che devi sapere per affrontare questo tema così importante per il tuo futuro online.

Ieri ho dedicato mezza giornata all’organizzazione dei documenti, delle fatture e degli archivi. Poi ho letto articoli su articoli. Perché esistono regole per freelance che impongono anche questo: ogni tanto devi staccare e leggere fonti che ti aiutino.

regole per freelance
Come diventare un vero freelance?

Durante il mio migrare da un sito all’altro (qualcuno lo chiama web surfing ma può essere tradotto con un semplice bighellonare) ho scoperto questa vignetta di Incidental Comics che riassume 7 punti essenziali per ogni freelance.

Circondati di ispirazione utile

Proprio come ho fatto io cercando nuovi articoli da leggere. Altrimenti il tuo mondo collasserà e i clienti cambieranno freelance. Non sto scherzando.

Devi essere speciale, unico, straordinario. E per farlo hai bisogno delle tue ispirazione. Leggi ciò che serve, cura le fonti per care corpo alla creatività e al contenuto che devi creare. Non sei crea dal nulla, tutti hanno bisogno di un riferimento di partenza.

Regole per freelance: dormire

Essere freelance vuol dire non avere orari, vuol dire essere sempre disponibili per una modifica o per una chiacchierata su Skype. Così capita di dedicare poco tempo al riposo. Io dico questo: organizzati e conceduti una pausa ogni tanto.

Segui il tuo stile e non tradirlo

La mia interpretazione personale: gioca secondo le regole, segui il dresscode, ma cerca di essere sempre riconoscibile, di individuare il tuo stile personale e di non copiare il lavoro degli altri. Devi essere unico, non la copia di un altro professionista.

Dividi casa e ufficio, sempre

Te lo chiedo come piacere personale: crea una barriera tra la zona ufficio e la tua esistenza domestica. Altrimenti sarai sempre, e dico sempre, disturbato dalla moglie, dal marito, dai figli, dalla nonna, dalla madre, dal cane o dal pappagallo di turno.

Equilibrio tra input e output

È il punto: non puoi esagerare con le fonti, con gli input, altrimenti rischi di andare in overload di informazioni e di bloccare il processo creativo. Deve esserci equilibrio, sempre.

Guarda il mondo che ti circonda

La maggior parte dei post che pubblico su My Social Web nasce dall’osservazione del mondo che mi circonda. Mi piace essere parte attiva del mondo che osservo e descrivo: in questo modo i lettori si immedesimano e mi seguono.

Regole freelance: promozione

E soprattutto fallo in tutti i modi utili per raggiungere il tuo obiettivo. Magari non con gli elefanti e i palloncini come nella vignetta, ma con un blog e un portfolio che racchiuda i lavori migliori. Senza dimenticare una buona presenza sui social.

regole per freelance
Ecco le regole per freelance.

Ecco, queste sono regole d’oro per un freelance. Ma scommetto che tu, con la tua esperienza come partita IVA, puoi dare ancora un punto a questa lista. O magari due. Nessun limite al contributo: lascia la tua esperienza nei commenti

20 COMMENTI

  1. Post bello bello bello. Posso aggiungere formazione continua e fonti ad hoc, visto che ne abbiamo parlato nel webinar? Anche la conoscenza dei social aiuta tanto a promuoversi al meglio!

    • Ciao Annarita,

      Certo che puoi aggiungere, ti ringrazio. La continua analisi e organizzazione delle fonti non può fare altro che migliorare la vita del freelance.

      Ma questo già lo sai 🙂

  2. Sempre utili i tuoi post, Riccardo. Aggiugerei un’altra regola fondamentale: coltiva i rapporti. Scriviti e tieniti in contatto con le persone che hanno lavorato con te in passato, valorizza il loro lavoro quando puoi, usali come fonti per applicare la regola 1. Sono loro il tuo miglior curriculum e nello stesso tempo potrebbe sempre esserci bisogno di avvalerti ancora delle loro professionalità nel tuo lavoro. L’altra regola infatti è: “ricordati che non puoi fare tutto da solo” 😉

  3. Bel post, complimenti! Concordo con Annarita e Virginia, la continua formazione e coltivazione dei contatti sono altre regole d’oro. Coltivare i contatti anche inteso come scambio/confronto con altri colleghi freelance: confrontarci con i nostri “pari” può essere una fonte importante di stimoli. 🙂

  4. Ciao Riccardo,
    ottimo post, davvero!
    In particolare il punto 3 mi ha fatto morire, c’è sempre il “pappagallo di turno” che viene a disturbarti mentre lavori 😀
    Io aggiungerei un altro punto: Non lasciarti intimidire dai colleghi.
    Perché se è vero che troveremo sempre qualcuno più in gamba, preparato o esperto di noi è altrettanto vero che la cosa non dovrebbe scoraggiarci ma essere da stimolo continuo per crescere ed imparare. Sempre di più.

    • Ciao Maria Grazia,

      Riguardo al punto dei colleghi credo che la strada migliore sia quella dell’amicizia. Basta contrapposizioni, basta sentirsi meglio. Peggio di qualcuno: io devo dire ogni giorno grazie ai miei colleghi, perché è grazie a loro che ogni giorno divento un professionista migliore.

  5. Intelligente e molto vero 🙂 Creare le barriere è fondamentale, anche per una questione psicologica: aiuta ad immedesimarsi e a concentrarsi. Io vivo da sola, ma ho comunque il mio studio superorganizzato e pieno di post it e scritti, agende ed appunti. L’organizzazione è vitale, sempre. In questo caso è fondamentale!

  6. Bella vignetta e bello il post. Sul punto “Dividi casa e ufficio” è vero anche il contrario: non permettere al tuo ufficio di seguirti fuori dagli spazi che gli hai assegnato. Altrimenti il rischio è di non uscire mai, anche psicologicamente, dall’ufficio.

    • @Emanuele – Credimi, io faccio sempre così. Ho comprato un iPad per guardare film, ascoltare musica, giocare con le macchinine virtuali… e invece l’ho trasformato in un ufficio bidimensionale da portare in ogni buco. Mi dà un senso di schiavitù, vero?

      @somonetta -. La fortuna del freelance è questa: hai la possibilità di abbandonare la scrivania e dedicarti ad altro in attesa che arrivi l’ispirazione. Certo, poi ci devi tornare dietro la scrivania.

  7. grazie Riccardo, sei sempre prezioso! e così chiaro che leggerti è un piacere e non un lavoro!
    concordo con Annarita e Virginia assoluta organizzazione dei materiali e dei contatti
    e aggiungo
    quando sei senza ispirazione o troppo stanco una pausa mentale facendo qualcosa cdi molto materiale che ti piace (cucina, giardino, giocare coi bambini…)
    l’ispirazione torna e tu sei rimasto “ancorato” alla vita 😉

  8. Separare casa e ufficio è uno dei miei incubi peggiori, tuttora irrisolto.

    Per quanto riguarda il resto, mi associo a Virginia nell’aggiungere questo punto fondamentale: sebbene trascorriamo buona parte delle nostre giornate davanti a uno schermo, non dobbiamo mai dimenticare che dietro ai numerosi caratteri che quotidianamente leggiamo, piacizziamo e retweettiamo ci sono persone. Il legame tra persone è l’aspetto più bello del “nostro” lavoro 🙂

  9. @Riccardo: non so se dà senso di schiavitù… l’idea dell’ “ufficio diffuso” da una parte è accattivante, dall’altra mi sembra di essere braccato. Dipende dai momenti.

    • Sì, può essere divertente l’idea. Ma io non riesco a mescolare le cose. Devo avere uno spazio dedicato al mio lavoro: un rifugio, una tana, un luogo di ispirazione. Poi… a ognuno il suo 🙂

  10. Ciao Riccardo,
    in questo post utile e divertente rivedo alcune mie pecche “Dividi casa e ufficio” e “Cerca di dormire”…
    Sono una freelance da poco e per cercare di aggiornarmi e formarmi accumulo corsi, impegni e lavori e quindi si faccio le ore piccole davanti al PC.
    Dividere casa e ufficio è una lotta continua, specialmente quando “gli abitanti della casa” non riescono a capire quello che stai facendo.
    Però per essere “liberi” queste sono piccole cose che si devono sopportare e cercare di migliorare.

  11. tanti utili consigli, ne aggiungerei uno quello di fissare degli obiettivi da raggiungere, serve per dare un ritmo al lavoro e fare di tutto per raggiungerlo e possibilmente superarlo!!!

  12. Ciao Riccardo,
    io aggiungerei anche: imparare quando/perché rifiutare un lavoro o non accettare un cliente. Essere “free” vuol dire anche questo.
    Si impara con il tempo ” a fiutare ciò che è da respingere”, ma ci si deve affinare anche in questo, perché poi altrimenti ne risente una gran parte del nostro lavoro/vita quotidiana…
    Ciao!

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