Sei un copywriter, un blogger, un webwriter. Insomma, scrivi per guadagnare il pane che porti a tavola. E hai una routine: tu scrivi, il cliente paga. Tutto bene. Ciao, alla prossima. Spettacolare.

Ma non funziona sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi il cliente rimanda indietro il testo per una revisione. A volte le revisioni sono due. Tre. Quattro. Anche cinque. Il rischio è quello di rimanere a vita nella foresta incantata delle revisioni. Non te lo auguro, sai?

revisioni
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I creativi (non solo chi scrive) conoscono questo nodo. I principianti vanno in crisi in questi casi. E anche i freelance esperti hanno bisogno di un confronto per risolvere il problema. Obiettivo? Massima soddisfazione per il cliente e ottimizzazione dei tempi.

Devo cambiare la mia strategia, e ottimizzare un paio di punti che voglio condividere con te.

1. Chiacchieriamo

Prima di iniziare facciamo una chiacchierata. Questo è il mio punto di partenza. A volte è necessario un confronto faccia a faccia, nella maggior parte dei casi basta uno scambio di opinioni su Skype. Oppure un’intervista scritta, come faccio io, per fissare alcuni punti:

  • Valori
  • Obiettivi
  • Competitor
  • Punti di riferimento

E poi chiedo ai clienti se c’è qualcosa di veramente unico. Cosa ti caratterizza? Cosa ti distingue dagli altri? Sei speciale? Qual è il tuo modo di rendere imprescindibile il tuo prodotto o il tuo servizio?

2. Niente di personale

Devi lavorare sulla personalità, sul tuo essere scrittore. Sai di cosa sto parlando, vero? Mi riferisco al tuo orgoglio. Lo so che la scrittura è sacra e che quando toccano le tue creazioni diventi una belva.

Ed è questo il segreto: non devi prendere la richiesta di revisione (che resta legittima, eh) come un’offesa personale, come un attacco alla tua persona. Si tratta di un normale equilibrio professionale.

Tu conosci il tuo lavoro e puoi giustificare le tue scelte. Giusto? Bene, passa al prossimo step. Ma prima ripeti questo mantra: non è un attacco, non è un attacco, non è un attacco, non è un attacco.

Per approfondire: devi imparare a sbagliare per diventare un professionista.

3. Giustificare

Devi giustificare le tue azioni. Quando proponi un lavoro a un cliente devi spiegare, prima ancora di iniziare a scrivere, quali saranno le caratteristiche dei testi. Il cliente critica perché non conosce le motivazioni, non conosce gli aspetti tecnici che ti hanno portato a prendere determinate decisioni.

Io mi muovo in questo modo: spiego perché – ad esempio – ho usato la seconda persona singolare, lascio esempi e motivazioni teoriche. Poi avverto: questa è la ricetta per puntare a determinati risultati. Vuoi fare diversamente? Rischi di buttare nel fuoco il tuo lavoro.

In qualche caso può essere utile fare una vera e propria formazione al cliente. Questo è un trucco che adotto per i lavori più grandi, quando è giustificato investire del tempo extra per introdurre i responsabili del progetto verso la mia professione e il mio modo di affrontare il lavoro.

4. Una buona piattaforma

Anche la piattaforma può fare la differenza. Come mandi le bozze? Ogni revisione diventa un carosello di file che scompaiono, si perdono, e soprattutto non si adattano al lavoro di correzione. O comunque si adattano poco rispetto alla soluzione Google Drive.

Con questo strumento puoi condividere il file con il tuo contatto senza inviarlo, e puoi sfruttare il comodo sistema di note per indicare cosa correggere. Chi rivede può commentare la nota o risolverla.

La chat interna tra chi sta lavorando contemporaneamente sullo stesso file completa l’opera.

5. Preventivo

Sul mio profilo Facebook hanno confermato quello che avevo in mente: inserire le bozze nel preventivo. Questo significa dare dei limiti al cliente: hai diritto a una bozza, hai diritto a una revisione. Poi stop. Cambiare idea è legittimo, ma dopo un certo punto diventa un lusso.

Personalmente credo che questa sia la soluzione giusta. E la metterò in pratica da questo momento: chiacchierata approfondita, intervista, bozza di poche pagine per avere un assaggio dello stile, delle potenzialità del testo. Eventuali rifiniture e si procede.

La seconda parte del lavoro arriva a metà. Ancora una verifica. Tutto bene? Si chiude. Ovviamente c’è molto da fare per migliorare il preventivo. Io aggiungo anche il contratto, per sicurezza.

Da leggere: come creare un buon preventivo e guadagnare di più.

6. Compromessi

Nei casi peggiori la situazione è questa: scendere a compromessi. A volte è necessario, a volte no. Devi essere tu a fare la differenza. Quando hai un nome forte puoi permetterti di rifiutare un lavoro incapace di adattarsi alle tue caratteristiche. Ma è sempre così? Puoi rifiutare qualsiasi cosa?

Non credo. C’è sempre una condizione in cui vieni chiamato per essere semplice esecutore, una situazione che non puoi rinunciare anche quando infrange i tuoi valori. In questi casi puoi puntare al compromesso per soddisfare i bisogno del cliente e la tua professionalità.

Infinite revisioni: la tua opinione

Sì, devo lavorare su questi punti. Tutti possono migliorare. Devo approfondire la discussione con il cliente, non devo aver paura di chiedere spiegazioni e devo rielaborare il preventivo. In modo da dare una forma diversa al rapporto che porterà alla consegna di un lavoro migliore.

Quando i dettagli sono chiari tutto diventa più semplice, o comunque puoi puntare su una comunicazione capace di mettere le carte in tavola. Anche quando la situazione si complica.

Ti piace la mia strategia per uscire dalla selva delle revisioni continue? Vuoi aggiungere qualche passaggio alla lista? Lascia la tua opinioni nei commenti, ti ringrazio in anticipo.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

2 COMMENTI

  1. ho una domanda: se sono le idee del cliente a cambiare spesso? Se nemmeno lui ha un’idea precisa di se e del suo brand ( e di dove vuole arrivare)? Cosa posso fare?

    • Devi parlare con il cliente, e soprattutto devi spiegare che ogni revisione extra può diventare una spesa in più. Il tempo è denaro e tu non puoi perderlo in questo modo. Poi tutto dipende dal cliente e dal budget: se paga bene allora ha tutto il diritto di cambiare idea. E tu diventi una sorta di consulente.

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