Io credo che freelance e cliente debbano parlare molto prima di iniziare un lavoro. Non è una condizione indispensabile, si può andare avanti anche senza, ma è una buona abitudine.

rabbia
Che rabbia! – Flickr

Ci sono persone che fanno parte del tuo ambiente professionale, persone che capiscono il valore delle tue azioni. Ma ci sono anche clienti che hanno bisogno di un’introduzione per capire cosa stai facendo.

In altre parole, alcuni clienti devono essere evangelizzati.

Ovviamente hai bisogno di tempo. Evangelizzare vuol dire passare ore al telefono, su Skype o davanti a una scrivania. Poi riporti tutto quello che hai detto su carta per comodità e scrivi chilometri di email come promemoria.

Sembra tempo perso, vero?

In realtà è un investimento utile al tuo lavoro. A te freelance tutto questo conviene: per un cliente è facile accettare un preventivo quando sa cosa stai facendo, per te è semplice lavorare con un cliente che comprende il valore delle tue azioni.

Io investo il mio tempo per evangelizzare il cliente, lui accetta il mio preventivo e lavoriamo bene insieme. Fantastico, non trovi?

Il problema nasce quando ti trovi di fronte il cliente che trasforma la tua opera di evangelizzazione in una sorta di consulenza. Ovvero, cerca di approfondire le tue azioni per fare tutto in casa.

Ovviamente senza il tuo aiuto

Così vedi che il cliente prende appunti con fare furtivo o che incrocia le braccia sulla sua sedia in pelle umana (ricordi Fantozzi?) cercando di memorizzare tutto quello che stai ingenuamente dicendo.

Il tutto sarà riportato, in modo approssimativo, sul taccuino della povera segretaria. O del nipote tuttofare. Quello che ti crea un e-commerce per una stecca di Marlboro e un pieno del motorino.

[Tweet “Il lavoro si paga, la qualità si paga!”]

Beh, credo che questo sia un male incurabile del settore freelance. Se non spieghi ti mandano indietro il preventivo perché è poco chiaro, se ti lasci andare ti copiano la strategia e la mandano avanti a costo quasi zero…

L’unica (magra) soddisfazione? I risultati saranno pessimi perché la mano del professionista fa la differenza. E quando arrivano i guai di certo non possono prendersela con te.

Secondo te questo problema può essere superato? Io continuo a evangelizzare, ma ammetto che a volte casco nella rete dei furboni. È capitato anche a te? Lascia la tua esperienza nei commenti!

20 COMMENTI

  1. Infatti è come dici alla fine: per quanto possa prendere appunti, lui sa fare il suo lavoro e non potrà mai fare bene il tuo.

    Ho avuto clienti, a cui avevo realizzato il sito, che poi hanno imparato ad aggiornarlo da sé, facendo modifiche, aggiungendo testo e pagine. Risultato? Una schifezza, ovviamente.

    La mia idea è molto radicale su questo: il cliente non deve mettere bocca sul suo sito, ma deve affidarlo totalmente a mani esperte. Un pensiero estremista che ai clienti farà ribrezzo, me ne rendo conto.

    • No, non è un pensiero estremista. Quando vai dal dentista gli dici tu cosa fare e come fare? No. Quando vai dal meccanico? Idem. La stessa cosa vale per le professioni del web: puoi dare le tue preferenze nei limiti del possibile. Da me non avrai mai un testo con font rosso solo perché tu hai detto così.

  2. Buongiorno Omonimo,
    molto può dipendere dal tipo di lavoro. Per un lavoro come il mio (sistemista) il fatto che ci siano di mezzo procedure molto tecniche e specifiche mi fa un po’ da scudo e così, quando parlo col cliente, posso “proteggermi” spiegando sì al cliente cosa sto facendo ma senza entrare nel dettaglio esatto dei comandi o delle configurazioni che tocco. Sicuramente nè lui nè il nipote fumatore di Marlboro saprebbero metterci le mani ma, come dicevo all’inizio, questo è possibile solo perchè faccio un lavoro molto tecnico.

    • Sistemisti maledetti…

      Alcune professioni hanno questo vantaggio. Noi webwriter, invece, siamo l’ultima ruota del carro. Tutti sanno scrivere = tutti sanno fare il nostro lavoro.

  3. L'”estremismo” di Daniele (dove le virgolette sono d’obbligo, per quel che mi riguarda) è condivisibile in larga misura. Molte volte non si riesce a beccarsi la consulenza perchè il progetto di fondo, detto senza censura, fa letteralmente schifo. È la stessa cosa che dico sempre quando mi chiedono “magie” SEO: ottimizzare significa lavorare al meglio su un qualcosa di minimamente valido, ci vuole collaborazione, umiltà e riconoscimento dei ruoli rispettivi, altrimenti crolla tutto in partenza.

    Per questo l’approccio di Riccardo secondo me ha molto senso, anche se il rischio è che il cliente si spaventi e lasci perdere… Probabilmente è la mentalità di molti ad essere “fallata” in tal senso: nessuno è mai riuscito a trasformare il piombo in oro…

    • Poi quelli che maledico potentemente sono quelli che “ti pago in base a quanto mi fai guadagnare”.

      E se non guadagni niente perché tutto il resto fa schifo?
      E se non guadagni niente perché, semplicemente, fai finta di non guadagnare?

      Un mondo assurdo!

  4. Spiego sempre quello che faccio al cliente: comunque mi mantengo sempre su discorsi generali, non do mai consulenze gratuite.

  5. Un mio amico/collega, che ha una piccola agenzia, fa firmare un foglio, dove dice che l’azienda non intraprenderà la stessa strategia con un altra agenzia.
    E dice che le aziende alla fine lo percepiscono anche come una prova di serietà, e che fin’ora non ha avuto problemi

  6. Ciao Riccardo,
    i furboni ci sono sempre in ogni attività lavorative, dobbiamo essere un po più diffidenti, io lo sono un po per natura.
    Guarda io volevo migliorare il mio blog, tu lo sai, lo voluto fare con un professionista, volevo una consulenza tecnica scritta, in modo tale da rillegere le parti che non avevo capito, non credo assolutamente che ascoltare dei pareri portino a fovorevoli risultati.
    Tu continua ad evangelizzare stando attento ai furboni, sono in ogni angolo

  7. E’ successo purtroppo specie sulle consulenze software. Io per risolvere adotto una semplice strategia, ne faccio un esempio.
    Il cliente A mi chiede una consulenza per trovargli o creargli un applicativo perfetto per le sue esigenze?
    Perfetto. Accetto il lavoro, evitando come la peste in prima istanza di mandargli qualsiasi tipo di documentazione sui risultati, dato che da quella poi con una ricerca web sarebbe facile per il cliente stesso trovarsi da sè il risultato e poi dirmi ‘L’ ho già scaricato e lo sto provando’.
    Ma soprattutto e ribadisco soprattutto mi faccio pagare in anticipo. Questo valorizza il mio lavoro, mi permette di bypassare i clienti furbetti, e dà prova di serietà.

  8. A me è capitato durante un colloquio di lavoro. Inizialmente pensavo che si trasse di interesse e curiosità per il mondo del social media marketing. E poi è arrivata – la domanda – : “fammi tre esempi concreti di come potenziare il mio business sui social”. Grrrrr

  9. Il cliente avrà una soluzione vincente per il suo business se paga la consulenza come quando va dall’avvocato o dal commercialista e non ne può fare a meno. Altrimenti avrà un prodotto che gli renderà ben poco e per lui sarà come non averlo. Copy, Designer, Seo sono tutti aspetti che vanno curati dalla A alla Z. Ora nel web non si scherza più 😉

  10. Non è capitato una volta ma cento, ma è un rischio che bisogna correre perchè chi fa il lavoro di consulenza deve farlo.
    Certo in futuro saremo tutti un pò più furbi cercando di limitare gli episodi del genere, poi alla fine la strategia iniziale conta ma metterla in atto è molto più complicato, quindi se si rivolgono ad altri per problema di Budget meglio cosi, meglio perderli che averli a romperti per mesi

  11. La prima cosa che mi viene in mente, la più immediata, è che forse sbagli le tue presentazioni (il termine evangelizzare è aberrante). Se un signore che ti ascolta, ad un certo punto comincia a pensare che quello che gli stai raccontando è in grado di farlo da se, non è escluso che l’errore sia il tuo: o banalizzi la tua attività lasciando intendere che chiunque possa essere in grado di farlo, o non sottolinei a sufficienza il tuo ruolo, la tua competenza. Delle 2 l’una se pensa di poter fare da se o ritiene che sia una faccenda fin troppo semplice da gestire, o crede che te non sei in grado di fare la differenza.

    • Ciao Marco,

      Immagino che tutto questo si basi su equilibri sottili, e che nessuno possa dare dei giudizi definitivi sulla propria attività. Certo, forse sbaglio io. Forse c’è un po’ di ingenuità dall’altra parte della scrivania. Una furbizia che nasconde l’ingenua convinzione di poter fare tutto da soli.

      Il termine evangelizzazione ti sembra aberrante? Bah, sono gusti… io ad esempio odio l’uso disgiuntivo di “piuttosto che”. Da respingere con fermezza http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-piuttosto-valore-disgiuntivo

  12. Riccardo sul “piuttosto che” non ho una mia opinione, come non ne ho su moltissimi altri argomenti (perché i panda non si riproducono facilmente in cattività? Perché in giro per Roma vedo in fila nel traffico ancora parecchi quad? e potrei continuare)
    Per il resto sono d’accordo con te, il mio è un semplice ed immediato punto di vista, si potrebbe discuterne o lasciarlo cadere, comunque è una possibilità.
    Hai indubbie capacità di comunicazione, ma potresti non essere un buon venditore, e quindi questo potrebbe generare il problema che hai esposto.
    Un sentito in bocca al lupo per il tuo lavoro.

  13. Caro Riccardo, ti rispondo subito a caldo dopo aver letto il tuo articolo.
    Purtroppo e le dura realtà dei fatti ma non solo in campo freelance, anche lavorando presso aziende ed essendo dipendente, sotto comando di un datore di lavoro o azienda, si incontrano modi di fare diciamo poco raffinati da parte di persone che pur di non ammettere le loro lacune professionali in alcuni campi, pretendono di prendere in mano le redini in settori in cui non sono competenti e si improvvisano quello che in realtà non sono. Ovviamente con notevoli danni.
    Essendo loro i titolari, oppure i raccomandati di turno dagli stessi o più di grado rispetto a te all’interno dell’azienda, ti tocca subirteli e poi rimediare ai danni da loro fatti rimettendoci del tuo prezioso tempo per correre ai ripari come meglio possibile. Cosi finisce anche che poi passi i guai per non aver completato quello che invece era di tua “reale” competenza e poi tocca a te subirti le ulteriori lamentele i rimproveri relativi che non ti spettano.
    Purtroppo gli italiani sono abituati male, nel sud Italia, è ancora peggio, come dico sempre io in molte realtà aziendali “non esistono ne pesi ne misure” per valutare l’operato di un dipendente, di una persona.
    Si pensa solamente al merito profitto.
    La cosa che manca a queste persone che mi permetto di definire “furbette” e che non sono capaci di riconoscere il valore della persona che si trovano di fronte, non so cosa gli passi per la testa, forse si ritengono migliori, più furbe solo perché dipendi dai soldi che ti dovranno dare per il lavoro che dovrai svolgere e questo li fa sentire superiori!??! Bho?!?! Sinceramente preferisco non trattare con queste persone quando capisco che non sanno dare il giusto valore al tuo operato.
    Meritocrazia e la parola che manca nel loro vocabolario, nel loro cervello.

  14. Ciao Riccardo,
    anche io credo fermamente nell’evangelizzazione del cliente, sempre fatto e sempre lo farò! Perché alla fine io voglio avere a che fare con i “buoni clienti”, quelli che comprendono la preziosità delle informazioni e poi ti fanno lavorare meglio… I cattivi clienti, quelli che “rubano” li lascio al loro destino e amen.
    Puoi andare avanti a forza di rubare? Forse anche si, non ma sanno che si perdono la parte migliore del lavoro, che è la relazione vera, autentica, sincera e reciproca tra cliente e freelance 🙂 Questo è il vero arricchimento e il vero “plus” di un lavoro fatto insieme!
    Ciao e buona domenica!

  15. In effetti concordo tutto pienamente, volevo commentare un fatto accaduto da poco, preventivo approvato 20 pagine con sito in 2 lingue, ad un costo e specificando bene nel preventivo che ogni modifica sarà quantificata al costo.
    Dopo 4 mesi finalmente sono arrivato a conclusione del sito, ma dalle 20 pagine siamo arrivati a 43 ed ora il furbetto mi dice per mail che pagherà solo le pagine preventivate, perché io non l’ho avvertito, che il suo consulente mi commissionava pagine e modifiche fatte da lui, ma secondo voi ci fa o ci è???

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here