Scrivere per il web. C’è chi vede quest’attività come un simpatico passatempo, c’è chi l’ha trasformata in un lavoro, c’è chi vuole pubblicare a costo zero e sfruttare le conoscenze conquistate durante la scuola dell’obbligo. Massimo rispetto, ben inteso. Ho incontrato i migliori professori alle superiori.

sfida

Ma le pagelle decenti non bastano per diventare webwriter. Hai bisogno di formazione specifica, di esperienza nel settore. E poi hai bisogno di coraggio. Tanto coraggio per uscire dalla zona di comfort.

Cosa è la zona di comfort? Una condizione che ti permette di ignorare i rischi della vita professionale, ma anche le opportunità. Detto in altre parole, se vuoi risultati devi rischiare. Devi mettere alla prova le tue competenze. E devi farti il mazzo a tarallo. Questa è la sintesi, nuda e cruda. Senza mezze parole.

Per migliorare la tua attività di webwriter devi superare grandi sfide. Le conosci?

Scrivere semplice

La vera sfida del moderno webwriter. Scrivere semplice vuol dire tradurre la complessità del mondo che ti circonda. Attenzione, la semplicità non è sinonimo di banalità o di articoli brevi.  Non voglio ricreare la solita contrapposizione tra long e short copy.

Puoi scrivere un pillar article chilometrico e distinguerti per la semplicità dell’esposizione. La prima sfida è questa: tagliare il superfluo, non la sostanza. Vuoi qualche consiglio per scrivere semplice?

Voglio lasciarti un consiglio per scrivere nel modo più semplice possibile: parla con i tuoi lettori. Non preparare testi ricamati, pomposi, altisonanti. Togli quello che non serve, lascia trasparire solo le riflessioni. Insieme alla tua personalità, al tuo essere individuo con una gran voglia di comunicare.

Affrontare argomenti delicati

Possono essere diversi. Puoi scrivere articoli dedicati a una brutta malattia. Puoi dedicare un post alla pornografia. Puoi descrivere una situazione penosa (la povertà, la sofferenza, il declino morale). E tu devi essere pronto. Devi essere in grado di affrontare anche titoli delicati. Ma cosa significa questo?

La sfida è questa: mai cadere nella banalità del linguaggio stucchevole, della semplice descrizione della scena. Facile diventare volgari quando il tema è la pornografia, facile trasformarsi in un talk show del primo pomeriggio quando devi raccontare una storia dedicata alla sofferenza.

Come si risolve questo problema? Esperienza, c’è poco da aggiungere. Solo scrivendo decine di articoli puoi maturare uno stile personale. E infrangere il luogo comune, quel vizio del webwriter che ha paura di esporsi. E segue le strade già segnate

Dire qualcosa di nuovo

Hai capito qual è il profilo di questa sfida? Dire qualcosa di nuovo. Non rimescolare le carte e pubblicare un articolo capace di fare la differenza, e di farsi ricordare per la qualità dei contenuti.

No, non è facile.

Non è facile perché oggi la concorrenza è imponente, ci sono tanti blogger che lavorano come e meglio di te. E tu devi farti notare, devi pubblicare contenuti in grado di fare la differenza. Dire qualcosa di nuovo è l’obiettivo, è la leva da sfruttare per avere il coltello dalla parte del manico.

Ma non è facile. Dire qualcosa di nuovo vuol dire investire tempo e risorse. Ma soprattutto mette in discussione certezze, ti costringe a mettere in discussione la zona di confort. Ti piace rimanere in questo cerchio magico, vero? Bene, ma nota bene: non ci sono grandi blogger in questa zona.

La domanda nasce spontanea: possibile dire ogni giorno qualcosa di nuovo? Devo cambiare il mondo ogni giorno con i miei articoli? No, ovvio. Non puoi pubblicare con costanza giornaliera (o anche trisettimanale) e pensare ad articoli capaci di innescare ogni giorno rivoluzioni copernicane.

Io ragiono in questo modo: lascia delle nozioni. Lascia dei punti presi dalla tua esperienza personale, degli approfondimenti che conosci solo tu, che puoi inserire solo tu in quell’articolo. In questo modo l’articolo sarà utile, ma anche unico. Ma per ottenere questo risultato devi togliere il superfluo e puntare sulla sintesi.

Superare i numeri

Il web writer deve superare il limite quantitativo. Quante parole hai scritto? Quanto è lungo l’articolo? Sarà valido? Supera le 700 parole? No, io ho letto che un post deve superare le mille parole per essere valido e per posizionarsi su Google. Vogliamo parlare delle visite? E delle condivisioni? Forse dei link?

No, chi scrive per il web deve puntare sulla qualità del testo. Deve abbandonare le logiche numeriche e deve puntare sulle intenzioni dee lettore. Deve capire, cioè, cosa vuole il suo pubblico. Non deve fare altro. Non deve lasciarsi influenzare dalla sindrome del foglio protocollo. Potevi colpire la professoressa delle superiori con il tema lungo, diviso in due fogli protocollo. Ma sul web non ha valore tutto questo. Conta la polpa, la sostanza.

La tua opinione

Le grandi sfide in un web writer: semplificare, innovare, superare il limite dei numeri. Questo è il mio punto di vista, questi sono gli ostacoli da affrontare per chi lavora nel mondo della scrittura online. Adesso tocca a te: quali sono le grandi sfide per un webwriter? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

4 COMMENTI

  1. La mia sfida? Fare la differenza e aiutare chi mi legge o ascolta a fare la differenza a sua volta, nel suo settore. A volte basta solo il consiglio giusto, quell’idea che non ti era venuta in mente perché, immerso in mille faccende routinarie, hai dimenticato di guardare con distacco a quello che fai!

    • Ciao Marianna,

      Aiutare chi mi legge: questa è veramente una grande sfida. Come ho scritto anche nel post pubblicato oggi (http://bit.ly/google-scrivere), dobbiamo utilizzare gli strumenti di Google per scrivere bene. E questo scrivere bene riguarda soprattutto la nostra capacità di decifrare le esigenze del lettore. Basta un consiglio giusto, ma a volte dobbiamo interrogare Google o le conversazioni sui social (in questo Hootsuite ci dà una mano) per capire qual è la strada da seguire. Sei d’accordo?

      • Come potrei non esserlo, Riccardo! Prima di parlare bisogna ascoltare, tutti quanti, altrimenti si rischia di fare un buco nell’acqua. 🙂 Per fortuna il social web ci permette di capire se si parla di noi e come, adeguare di conseguenza il nostro stile comunicativo, migliorare il nostro calendario editoriale se non addirittura ripensare l’intera strategia.

        • Il tutto mantenendo il proprio stile. Io la vedo così: siamo equilibristi. Da un lato abbiamo le esigenze di chi ci ascolta. Dall’altro c’è il nostro modo di comunicare. Dobbiamo trovare la buona via di mezzo.

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