Spesso devo iniziare una blog strategy da zero per i miei clienti.

La realtà è questa: i blog aiutano i professionisti e i freelance. Avere una fonte di contenuti di qualità che si lasci indicizzare da Google e condividere dagli umani è un toccasana per chi vuole farsi conoscere.

blog strategy

Il segreto per lavorare bene e fare centro nel mondo del blogging? Scrivere bene, fidelizzare il lettorecoccolare la nicchia. E costruire un piccolo network che ti permetta di mantenere alto il tuo nome in rete.

Nella maggior parte dei casi viene impostata una strategia tolemaica blogcentrica: al centro c’è il creatore dei contenuti, primo motore immobile, e intorno gravitano i pianeti satellite che portano visite.

Fuori dalla metafora: tutte le energie per il blog, poca attenzione per i social che devono solo condividere. Ci vuole una rivoluzione copernicana per ridare valore ai protagonisti della blog strategy, non credi? Per farlo devi iniziare da tre concetti:

1. Caratteristiche

Devi piegare le potenzialità di ogni piattaforma al servizio del cliente o dei tuoi scopi. Non puoi usare Twitter così come ti muovi su Facebook o Google Plus. E non solo perché su Twitter hai un limite di battute. Ogni social ha delle abitudini, dei rituali da rispettare. Delle caratteristiche ben precise: seguile.

2. Obiettivi

Prendi come esempio Google Plus. Il cliente ha aperto un profilo, ha iniziato a condividere i post del blog, ha visto che la risposta era uguale a zero e ha proferito le parole magiche: “Google+ non serve a niente”.

Fonte immagine: Flickr

Ogni azienda ha degli obiettivi, delle esigenze particolari. Il salumiere sotto casa non ha bisogno di Google Plus ma di Facebook. E tu devi consigliarlo al meglio, devi analizzare gli obiettivi e scegliere i canali adatti.

3. Risorse

Ce la fai ad aprire anche un account Instagram? E pInterest? Hai le risorse necessarie per lavorare con Youtube? Il numero di account è influenzato dalle risorse (denaro, tempo, materiali, competenze) che puoi mettere in campo. Inutile aprire profili quando non puoi gestirli al meglio.

La tua blog strategy

Ora hai un quadro completo delle campo di gioco. La vera rivoluzione di questa strategia riguarda il continuo rimando tra blog e social: non c’è più il blog al centro e i social come ancelle che ruotano intorno.

La creazione dei contenuti non appartiene solo al blog ma anche a Facebook, Twitter e Google Plus. Queste piattaforme si trasformano in piccoli blog indipendenti che puoi usare per pubblicare contenuti, o puoi usare per fare content curation.

blog

Esatto. Ho detto content curation. Prendi un post di Google Plus e trasformalo in una raccolta di link legati a un argomento e arricchiti con una descrizione per aiutare il lettore a valutarne l’utilità.

L’obiettivo è semplice: creare una rete di contenuti e connessioni per la tua blog strategy che abbia con obiettivo non l’esaltazione del blog ma il valore proprio brand online. Ogni azione – ogni condivisione, interazione, aggiornamento di status – è pensata e messa in pratica per dare valore al tuo nome.

La tua opinione

Una blog strategy ha bisogno di competenze tecniche, ma soprattutto di un’attenta riflessione: come sfruttare realmente i social? Basta condividere il link del mio ultimo post? La mia idea la trovi in questo articolo, ora aspetto la tua nei commenti.

10 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo!
    Ne parlavo su Twitter nel pomeriggio. Credo che, come hai scritto, capire che la creazione dei contenuti non appartiene solo al blog, ma anche ai social è di fondamentale importanza per una strategia di comunicazione efficace. L’integrazione e il corretto utilizzo dei mezzi è imprescindibile, non credi anche tu?

    A presto,
    Ludovica

    • Ciao Ludovica, grazie per il tuo commento. Io credo che l’integrazione tra social e blog debba essere completa. Al punto che non debbano esserci differente tra i diversi canali: la stessa attenzione che dedico al blog deve essere dedicata a ogni canale social.

      Non esiste una gerarchia, o sbaglio?

  2. Buongiorno Riccardo!
    Certo, i social sono un mezzo indispensabile per promuovere il nostro blog e dare valore al nostro lavoro. Aggiornarli costantemente richiede cura, dedizione ed anche strategia.

    Buon lavoro,
    Ludovica

  3. Eccomi! Come accennavo su Google Plus, ho dei limiti nella gestione dei social. A volte faccio l’errore di condividere il mio articolo e fermarmi lì. So bene che così non funziona. Mi trovo molto bene su Twitter, meno su Google Plus; Facebook, lo utilizzo come “ibrido”. Devo studiare un modus operandi preciso!

    • Ciao Ivano,

      Mi permetto di dare un consiglio: creare dei contenuti unici per le altre piattaforme. Fatti seguire non solo per i contenuti che condividi (che sono importanti, eh), ma anche per quelli che crei. Ad esempio puoi usare Canva (lo sto usando molto in questo periodo) per creare una serie di quote dedicate a un argomento, o delle raccolte di link complete e ben fatte per aiutare le persone. Il concetto: diventare indispensabile.

      • Sì, Canva l’ho già “assaggiato” e ho già utilizzato Picmonkey per la citazione dedicata al primo maggio.
        Inoltre, mi piace molto l’idea della content curation: G+ mi sembra la piattaforma ideale. Devo scegliere il giorno della settimana da dedicare a quest’attività.
        Grazie dei consigli!

  4. Ciao Riccardo, posso chiederti due link sugli esempi che hai citato (Canva …per creare una serie di quote dedicate a un argomento, o delle raccolte di link complete e ben fatte)? Grazie 🙂

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