7 rimedi per superare lo stress da lavoro

Questo è un punto essenziale della tua vita freelance: devi superare lo stress da lavoro per essere più efficiente. E avere sotto controllo la tu esperienza di libero professionista.

Lo stress da lavoro è una bestia più pericolosa del blocco dello scrittore, più cattiva della paura di parlare in pubblico. Lo stress da lavoro è uno stato di malessere che irrompe nella tua vita e la trasforma. Sembra quasi uno stato depressivo.

stress da lavoro
Stress da lavoro e sindrome da burnout.

Però esistono dei riferimenti chiari per la tutela del lavoratore. Soprattutto quando si parla di stress da lavoro correlato che, come suggerisce il sito Wikipedia:

“Viene esperito nel momento in cui le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo nel fronteggiare tali richieste“.

Per un lavoratore dipendente ci sono soluzioni e le aziende hanno degli obblighi. Ogni azienda deve fare una valutazione dei rischi da stress da lavoro correlato. E compilare il DVR, documento di valutazione del rischio. E per i liberi professionisti?

Stress da lavoro e freelance

Niente, non esistono. O meglio, io non conosco vie di fuga. Chi opera con partita IVA deve lavorare ogni giorno, ogni ora.

Se possibile anche di notte. Le scadenze incombono, le collaborazioni traballano, se ti rompi un braccio sei fregato, se ti ammali non guadagni, i clienti scalpitano lo stato suona il campanello ed esige tributi su tributi. Senza pietà. E capita di rimanere sveglio la notte per lavorare di più.

I pensieri, sai come vanno queste cose. Lavori fino a notte fonda e Gigi Marzullo diventa tuo amico, stai poco con i tuoi cari, la famiglia sembra lontana. Ma sei tu che la stai respingendo. Sei sempre nervoso. Rischi lo stress da super lavoro e la sindrome da burnout.

Non è il lavoro che manca, è la tua salute mentale che vacilla. Lo stress da lavoro è così. Lo vivo ogni giorno. Non sono invincibile e sto provando a fare qualcosa per migliorare. Sto seguendo questi consigli per superare lo stress da lavoro freelance.

Rimani nella comfort zone

C’è questo mito della comfort zone che ti spinge ad andare sempre oltre, a mettere in continua discussione la tua area di sicurezza. La comfort zone è l’azione quotidiana, ben nota. E per migliorare devi andare oltre, devi distruggere quello che sai.

E tentare sempre nuove strade. Giusto così. Ma questa situazione è fonte di stress da lavoro correlato, ti mette di fronte a realtà che vanno oltre le tue competenze.

Solo chi sbaglia impara e riesce a migliorarsi. Però lavorare sempre su questa linea porta all’esaurimento nervoso. Va bene osare e seguire nuove strade.

stress da lavoro
Va bene osare e seguire nuove strade.

Ma percorrere sempre sentieri sconosciuti può essere fonte di stress. Soprattutto quando ti allunghi verso materie che non conosci e rischi di andare oltre le tue competenze. Ogni tanto puoi rimanere nella tua comfort zone, non temere.

Rifiuta rogne e seccature

Vuoi accettare tutti i lavori perché devi fatturare. Vuoi guadagnare di più ma non per avarizia: le tasse mangiano tutto. E questo è un gran motivo di stress perché si accumulano le scadenze, gli impegni, le esigenze del singolo cliente.

Tutti vogliono il lavoro perfetto. È un diritto di chi accetta il tuo preventivo: io pago e pretendo il massimo da te. Ma è compito tuo rifiutare le seccature.

Non tutti i clienti sono uguali, ci sono quelli che apprezzano e sanno valorizzare il tuo lavoro e quelli che vogliono tutto e subito. O quelli che vendono prodotti fallimentari ma pretendono dal tuo piano editoriale o dall’ottimizzazione SEO dei miracoli.

Che non arrivano quindi la colpa deve essere tua. Ora, lo vuoi un consiglio? Rifiuta. Non devi accettare tutti i lavori. Non li puoi portare a termine. Circondati di clienti virtuosi, di gente che paga subito e che valorizza il tuo lavoro.

Poi è chiaro, il confronto c’è sempre: ma tieniti stretto la persona che ascolta il tuo consiglio dopo una verifica e una discussione. Ci sono persone che pagano per avere sempre ragione, sono quelle che ti accuseranno nel momento in cui le cose andranno male. E si prenderanno i meriti se volgeranno al meglio.

Sintomi dello stress da lavoro

  • Scarsa concentrazione
  • Stanchezza cronica
  • Sensazione di testa vuota
  • Ansia, angoscia, attacchi di panico
  • Crisi di pianto e pessimismo
  • Cattivo umore e stati depressivi
  • Problemi alimentari e gastroenterici
  • Perdita del sonno
  • Bruxismo

Stress da lavoro e prezzi

Non devi accettare tutti i lavori. Ma, soprattutto, devi alzare i prezzi. Comunque il cliente chiederà il massimo. Nelle mie landing page scrivo: “Se hai bisogno di articoli da 50 centesimi non mi contattare, non è il mio lavoro”. Sembra assurdo ma è così.

C’è gente che paga questa somma per un post. Chiaro, non puoi aumentare i prezzi senza una motivazione e senza le basi. Per questo c’è il discorso della motivazione e dell’esperienza che ti permette di essere sempre più competitivo.

Investi in formazione, rivendi le tue competenze a un prezzo maggiore, fatturi di più ed escludi una fetta di clienti che avrebbe portato solo stress da lavoro. Non è facile, ma è la strada da seguire: quando alzi i prezzi ti rispettano di più. Da leggere:

Patti chiari con i contratti

Con i lavori più grandi hai bisogno dei contratti. Lo so, sono una seccatura ma ho scoperto a mie spese che non puoi farne a meno. Perché all’improvviso sbocciano nuove richieste, esigenze non preventivate. Che negli accordi verbali erano rimaste vaghe e fumose, poi diventano nette. Metti nero su bianco le tue esigenze e i tuoi limiti, ma soprattutto i tempi e gli impegni. Questo ti dà sicurezza sul lavoro.

Lascia fuori il tuo lavoro

Il telefonino è diventato uno strumento micidiale, riesce a infilare il lavoro in ogni angolo della tua vita. Oggi abbiamo bisogno di digital detox e di app per limitare le notifiche. La mia opinione? Devi lavorare sulla tua volontà, devi essere tu a:

  • Tagliare fuori il tuo lavoro.
  • A dare delle regole.

Pensano che il freelance deve rispondere sempre. Ti mandano richieste assurde, chiamano senza preavviso, per quattro soldi pretendono che tu sia disponibile in qualsiasi momento. Non è così, non rispondere a qualsiasi ora alle email.

E neanche ai messaggi su WhatsApp. Fai bene il tuo lavoro e rispetta le scadenze. Poi prenditi il lusso di mandare al diavolo quello che ti scrive alle otto di sera.

A volte l’ho fatto anche io, lo ammetto. Ma spesso sei un tramite, una ruota del meccanismo. Dobbiamo imparare a gestire i task con serenità, in momenti specifici della giornata. Invece lasciamo che arrivi ovunque, aumentando lo stress da lavoro.

Lavora sul tuo benessere

Non lasciare che le parole minino la tua sicurezza. I rapporti di lavoro raggiungono il punto di non ritorno e c’è un’unica strada da seguire: chiudere. Altrimenti si arriva a spiacevoli situazioni, tipo accuse e ripicche. Non lasciare che le parole arrivino sul tuo tavolo, troverai nuovi clienti e le cose miglioreranno.

Punta al tuo benessere, prenditi delle pause. Chi mi conosce adesso starà ridendo forte. Perché sa come stanno le cose: io non mi prendo pause, non vado mai in vacanza. E sbaglio. So che questo stress da lavoro che mi riguarda è legato anche a questo. Ma soprattutto alla mia incapacità di ignorare ciò che succede.

Lavoro e sindrome di burnout.

Sono coinvolto dal mio lavoro. Mi piace, non me ne stacco. Ma proprio perché lo reputo così importante devo imparare a metterlo da parte per evitare burnout.

Per ricaricare le batterie, per trovare il tempo necessario alla formazione, per leggere un libro che non riguardi il lavoro, per ridere e scherzare. Per fare nuove esperienze. Lo stress da lavoro rischia di diventare una malattia.

Fai pace con il fallimento

Siamo cresciuti con il mito dell’efficienza, dobbiamo sempre esserci e raggiungere l’obiettivo. Fai pace con il tuo essere persona che fallisce, riprenditi il diritto di sbagliare. Questo è il miglior regalo che tu possa fare alla tua salute mentale.

Ti piace pensare che il tuo lavoro è importante, vitale. Non è così, non sei un chirurgo che opera a cuore aperto: puoi fallire anche tu. E non deve essere un problema.

Il tuo stress da lavoro

Lo stress da lavoro colpisce dipendenti e freelance. Chi ha il posto fisso vede il libero professionista come un gabbiano che vola tra mare e cielo, il freelance invidia chi sa cosa deve fare domani. Ma tu hai scelto e devi affrontare la vita.

La devi affrontare così come si propone. Ma puoi fare qualcosa per risolvere questo problema, puoi mettere in campo dei rimedi. Io non ho la certezza chiare.

Non ho soluzioni facili. Anzi, sono ancora alla ricerca di cause e soluzioni, ma ho deciso di seguire queste indicazioni. Tu hai altre strade da seguire? Anche tu hai i sintomi dello stress da lavoro? Lascia la tua opinione nei commenti, è importante.

2 COMMENTI

  1. Credo che questo tuo post fornisca un ottimo spunto di riflessione: si parla spesso di stress da lavoro, lo si lega al tipo di professioni e difficilmente si tratta il problema dal punto di vista del freelance. Il quale, a differenza di un dipendente, non ha dietro un datore di lavoro costretto dalla Legge a valutare i rischi dentro la sua azienda e a dire quali soluzioni attiverà per ovviare a questi problemi. In questo caso sono previste sanzioni, in quello del freelance no. Già deve “lottare” a fare riconoscere il suo lavoro in un’Italia in cui avere una sede fisica sembra essere la condicio sine qua non puoi lavorare in più deve riuscire a far capire le situazioni di stress collegate al suo essere libero professionista. Credo che tra le soluzioni ci sia quel network di cui tu parlavi qualche post fa: circondarsi di persone che fanno lo stesso lavoro o che lo fanno nella stessa modalità è probabilmente il modo migliore per avere supporto quando le scadenze incombenti, i progetti che non vanno in porto, i mancati pagamenti, le 20 ore consecutive ci stanno schiacciando. Solo chi ci è passato e sa come ci si sente, ma in quel momento è lontano da tutto questo, può aiutarci e consigliarci al meglio. Anche perché i freelance, per quanto possano essere in gamba, sono spesso soli.

    • Esatto, la solitudine ci frega. Anche io sto cercando da tempo di costruire una rete di collaboratori per aiutare e aiutarmi. Non parlo di sfruttamento, non voglio farmi al cresta sul lavoro altrui: chi lavora con me lo sa, si tratta di smistare il lavoro quando diventa troppo. per non perdere il cliente e per fare entrare lavori che altrimenti andrebbero persi.

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