Oggi voglio iniziare l’articolo con una domanda: quante volte ti è capitato di leggere e invidiare (ovviamente senza malizia) un articolo di un blogger americano o inglese?

Avanti, non temere. Ammettilo. Non c’è nulla di male… anzi. È normale ammirare chi ha più talento, più esperienza e maggiori occasioni per far fruttare le proprie passioni.

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Per questo è facile incrociare sui blog di settore articoli tradotti dall’inglese all’italiano. In questo modo si sfruttano le conoscenze e le ricerche di un altro blogger, senza rischiare i contenuti duplicati.

All’inizio o alla fine del post c’è una evidente citazione all’autore e, soprattutto, il link alla risorsa originale. Chi salta quest’ultima parte sbaglia, e non di poco: è importante dare il giusto riconoscimento a chi crea i contenuti.

Un passo avanti

La traduzione e la ripubblicazione del testo è una pratica accettata. In fin dei conti non c’è nulla di male: non arreca danni al prossimo, l’autore guadagna un link e i lettori possono scoprire e leggere una risorsa utile.

Perché non si tratta solo di tradurre, ma anche di scegliere un articolo degno di essere tradotto. Proviamo a fare un passo avanti. Proviamo a portare il concetto di traduzione verso un obiettivo superiore.

Siamo sempre pronti a glorificare un autore, ma il traduttore non rientra mai nelle nostre grazie. Eppure la traduzione non è una semplice traslazione del testo: tradurre vuol dire dare significato nuovo alle parole.

Traduzione densa

Tradurre vuol dire arricchire, contestualizzare, incrociare culture. Ed è per questo che ti propongo una traduzione densa per i tuoi articoli, una traduzione che non sia semplice uso di Google Translate ma anche arricchimento.

C’è la traduzione di un articolo, certo. Ma c’è anche il tuo contributo, la tua esperienza che rende il testo tradotto denso di significati. C’è un miglioramento del lavoro, c’è un’idea che è stata presa e rimodellata.

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Tradurre vuol dire dare significato – iStockphoto

Ecco, questo può essere un buon modo di usare la traduzione nel mondo del blogging oggi. Tradurre un articolo non è sbagliato, ovvio, ma io preferisco dare un valore aggiunto ai lettori. E accompagnare le traduzioni con un approfondimento personale.

Proprio come si fa con la content curation, non credi? Secondo te questa è una buona strada o preferisci rimanere fedele alla semplice traduzione? Lascia la tua idea nei commenti.

 

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

14 COMMENTI

  1. Sono assolutamente d’accordo con questo concetto di “traduzione densa” per permettere di variare molto i vari post di un blog permettendo di dare molto valore aggiunto grazie alle proprie conoscenze. Io, nel mio blog, ho sempre tradotto l’articolo senza inserire commenti personali. Da un lato, non voglio alterare le intenzioni dell’articolista originario. Preferisco differenziare tra articoli scritti di mio pugno a articoli propriamente tradotti. Mi piace questa tua frase “Tradurre vuol dire arricchire, contestualizzare, incrociare culture”…sono lauretato in traduzione e per me significa molto arricchirsi e permettere di arricchire gli altri con la traduzione! Fa piacere che se ne parli 🙂

    • Ciao Cristian,

      Anche io sono felice che ci sia confronto su questo punto. In passato ho studiato molto l’argomento relativo alla traduzione, e in particolar modo il significato che si nasconde dietro alla parola.

      Merito dei miei studi antropologici: scrivere una cultura vuol dire darle un valore, un giudizio, una valutazione soggettiva. E lo stesso vale per la traduzione, non credi.

      • Assolutamente. Nel momento della traduzione, la persona conferisce tutto il suo sapere, il suo bagaglio culturale, lessicale, grammaticale. In una traduzione, più i dettagli sono curati, più ci si avvicina all’originale. La cosa meravigliosa è il creare arte da arte: rendere nella propria lingua una poesia/testo narrativo/taetrale/ecc straniera è un atto artistico a tutti gli effetti. Io amo farlo e da tantissime soddisfazioni!

  2. Che bello leggere qualcosa sull’argomento, è proprio quello che faccio nel mio tumblr. Qualcuno diceva che tradurre è tradire (l’ho letto in “un cuore così bianco” di Javier Marìas ma non so se originariamente la frase sia di qualcun altro, libro che consiglio a chi è interessato all’argomento traduzioni tra l’altro.) Sono parzialmente d’accordo, traducendo perdiamo qualcosa della lingua originale in cui è scritto l’articolo, ma allo stesso tempo lo arricchiamo di nuovo significato legato alla cultura della lingua di destinazione, perché una lingua non è un mero codice ma porta con sé tanto valore culturale. Secondo me il valore aggiunto più grande dato da un articolo tradotto è che questo si rende fruibile anche a chi altrimenti non avrebbe potuto leggere tale articolo nella lingua originaria.
    Non posso che concludere anche io con un bel “fa piacere che se ne parli” (: è stata una bella sorpresa leggere questo articolo (: Grazie

    • Ciao!

      Bello l’entusiasmo che ci metti. Ripeto il mio concetto: lodiamo tanto gli autori, ma i traduttori? Sono loro a restituire la grandezza (IMHO) di un Bukowski, di un Baudelaire o di un Kerouac…

      • Il ruolo del traduttore spesso è messo in secondo piano. A mio avviso dovrebbe essere ben visibile su qualsiasi libro, rivista o qualsiasi cosa venga tradotta. Questa sorta di “anonimato”, se mi passate il termine, spesso non permette alla gente di capire la fortuna che hanno e quanto sia importante la figura del traduttore.

        • Ti dico la verità: ho rivalutato ultimamente questa figura. Ho studiato in passato il concetto di traduzione, ma il traduttore… Beh, oggi leggo saggi e romanzi con consapevolezza diversa.

  3. E’ capitato anche a me di farlo e non mi sono fermato alla traduzione pari pari, ho aggiunto del mio.

    Sempre citando l’articolo originale.

  4. Tradurre non è semplice e, un po’ come il classico lavoro di scrittura, qualcuno tende a deprezzarlo.
    Tuttavia, parlando di blogging, sebbene sia concesso tradurre pedissequamente un articolo di un blogger straniero, penso che non sia giusto nei confronti dell’assioma dell’originalità: alla fine, che tu traduca o meno, stai copiando. Sono del parere che bisognerebbe usare gli articoli scritti da blogger stranieri così come si usano quelli scritti da blogger italiani: una fonte di ispirazione e nulla di più. Si può prendere uno spunto, un’idea, ma non mi piace scrivere qualcosa di già scritto, anche se in una lingua diversa.

  5. Secondo me tradurre da un sito o blog straniero può essere utile perchè permette di diffondere conoscenza anche tra chi non conosce le lingue originali, io non lo considererei solo copiare. Dipende un po’ anche da cosa spinge a farlo, un conto è tradurre perchè non si hanno idee proprie, altra cosa è arricchire il proprio blog con il pensiero altrui. Io lo vorrei fare nel mio blog ma ho un dubbio: è sufficiente citare la fonte e linkarla? Non bisogna anche chiedere il permesso all’autore? Ad esempio, se voglio tradurre un articolo di un quotidiano straniero, pubblicato nella versione online, non devo chiedere il permesso al giornale?

  6. Non c’entra direttamente con il copywriting, ma mi piace ricordare un aneddoto. Ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo Fabrizio De Andrè, qualche anno prima che morisse. Lui traduceva un sacco di cose, soprattutto dai grandi cantautori francesi e americani, e non se ne vergognava affatto; anzi, durante quel concerto disse: “La traduzione ha un doppio vantaggio: arricchisce e rende umili”.

    Ho un po’ divagato, ma in fondo è ancora estate, no?

  7. La traduzione, ovviamente, non consiste in una mera trasposizione tra due sistemi linguistici. Una buona traduzione mantiene e ricrea la voce dell’autore, proponendo le sue idee in un modo direttamente fruibile ai lettori nella lingua di arrivo, come se il testo tradotto fosse un’originale.

    Se uno aggiunge elementi propri nella traduzione, diventa un adattamento, non piu’ una traduzione fedele. Sara’ un testo interessante, ma va chiarito quanto e’ attribuibile all’autore originale e quanto invece al “traduttore”.

    I traduttori professionisti esperti sono figure di alto livello.

  8. Sono d’accordissimo, ogni traduzione deve creare valore aggiunto senza che però tutto ciò intacchi di troppo il pensiero dell’autore

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