Premessa: io odio il termine “tribù”. I miei studi di Antropologia Culturale mi impongono un occhio critico nei confronti di questo termine che ingabbia, costringe a una posizione subalterna il destinatario.

James Clifford ha pubblicato un’opera per analizzare questo fenomeno: “Scrivere le Culture”.

Se hai voglia e tempo di leggere te lo consiglio: analizza l’uso colonialista del linguaggio da parte dell’Occidente. Ma per questa volta metto da parte le mie idee legate al passato antropologico.

pubblico

Il tuo blog ha dei lettori. Ha un pubblico. Le persone arrivano sulla home page, navigano, sbirciano nella pagina about me, leggono qualche articolo e se ne vanno. Poi magari ritornano cliccando qualche link sui social. Per puro caso. Si iscrivono anche al feed rss. Ma non partecipano alla vita del blog.

Il tuo blog ha un pubblico più o meno stabile. Magari ha anche un pubblico fidelizzato, ovvero capace di ritornare giorno dopo giorno sui tuoi articoli. Ma non ha un vero e proprio gruppo.

Vuoi creare una tribù intorno al tuo blog? Ecco i consigli legati alla mia esperienza quotidiana.

Esclusività

Questo è il punto essenziale. Per creare una tribù intorno al tuo blog devi puntare sull’esclusività. Devi piantare le basi per far nascere un rapporto esclusivo tra il tuo essere blogger e i tuoi lettori.

Detto in altre parole devi dare un valore a chi ti segue. Chi legge il tuo articolo deve trovare qualcosa di diverso da quello che può leggere su qualsiasi altro blog del settore. Non puoi permetterti di copiare, non puoi prendere spunto in continuazione. No, oggi non più.

Oggi devi essere esclusivo. Devi creare qualcosa con la tua testa, con le tue mani. Devi avere un’identità riconoscibile ovunque. Parlo di un’identità visiva ma anche concettuale. Le persone devono riconoscere al volo i tuoi colori, il tuo font, il visual che caratterizza i tuoi post.

Ma deve riconoscere anche i contenuti. Devono leggere un tuo guest post e pensare: “Ok, questo è il mio blogger preferito”. Un rapporto esclusivo può regalare grandi soddisfazioni. Per approfondire:

Fiducia

C’è un rapporto di fiducia da creare tra te e il lettore. Hai puntato sull’esclusività, ora la tua identità è chiara. Ma adesso devi far capire al lettore che tu ci sei, che non rappresenti solo una comparsa.

Non sei un blogger di passaggio. Pubblichi con costanza, può sempre trovare nuovi contenuti sul tuo blog. Non è sufficiente: devi diventare un punto di riferimento per il lettore. Una sorta di mentore.

lettori pubblico

Fanno una domanda? Lasciano un commento? Ti chiedono un consiglio? Fai del tuo meglio per indicare la strada. Non puoi essere ovunque e non puoi rispondere in qualsiasi momento. Hai anche una vita privata. Ma questo è il destino di chi ha scelto di trasformare il pubblico in una community.

Il lettore deve fidarsi di te. Deve sentirsi libero di chiedere ed esporre i dubbi. Per questo devi lavorare molto sull’accorciare le distanze. Non puoi continuare a proporti come il blogger inarrivabile. Semplicemente perché non lo sei, e perché il pubblico smetterà di seguirti prima o poi. Ecco una manciata di regole semplici ed efficaci:

  • Sii amichevole con le persone che ti cercano sui social.
  • Ringrazia sempre.
  • Metti da parte la spocchia (anzi, eliminala definitivamente).
  • Il sarcasmo rischia di non essere capito.

Un dettaglio: scegli una scrittura semplice, capace di riprodurre il rapporto faccia a faccia. Non scrivere per i professori, scrivi per i tuoi amici. Questa è la prima regola per farti amare dai lettori.

La voce del lettore

I grandi progetti che trasformano i lettori in una tribù rispettano questo punto. Come? Creando una community, curando un luogo in cui lasciare spazio alle domande e alle opinioni dei lettori.

Può essere un forum, un gruppo su Facebook, una community su Google Plus: non fa differenza. Quello che conta è lo spazio che lasci al lettore. Ovviamente non c’è bisogno di aggiungere un nuovo canale impegnativo – come, appunto, un forum – per ottenere risultati su questo fronte.

blogger influencere

Puoi ricreare tutto questo anche sul tuo blog, sui social. Basta creare dei punti di interazione con il lettore: chiedi opinioni, stimola la conversazione, fai in modo che ci sia una corrispondenza.

Le persone lasciano volentieri dei contributi, ma devono trovare una corrispondenza da parte tua: crea discussione, interessati alle opinioni, ringrazia chi lascia commenti e pareri sui tuoi canali.

Un consiglio dal libro “Fare Blogging“: esplora i blog dei tuoi colleghi, individua i lettori più attivi, seguili sui social e inizia a fare comment marketing per portarli verso il tuo blog. Questo è un buon modo per guadagnare lettori attivi, ma non esagerare: devi seguire sempre un percorso naturale.

Diverse strade

Ogni blog offre diverse soluzioni per fidelizzare l’utente. La strada più semplice: il feed rss. Ovvero la notifica per eccellenza: hai pubblicato un nuovo contenuto, subito arriva la notizia nel reader.

Questo è un buon modo per diventare una lettura fissa, ma un blogger che vuole trasformare il pubblico in tribù deve offrire qualcosa di diverso. Deve mettere a disposizione diverse strade per entrare nel circolo. Per questo è necessario sfruttare almeno 3 soluzioni: Facebook, Twitter e G+.

È una condizione essenziale? No, ma permette di abbracciare 3 universi di appartenenza social. Se vuoi ampliare l’offerta, e le strade per fidelizzare il lettore, ti consiglio di puntare sulla newsletter.

La newsletter (ecco la mia) è qualcosa di diverso. Abbandona la confusione del post pubblico e si rivolge direttamente al lettore. La newsletter è esclusiva, ed è proprio questo il fulcro del discorso: creare un rapporto speciale con il lettore, un rapporto diretto, intimo, confidenziale.

Ma non usare la newsletter per pubblicare solo offerte: sfruttala per inviare contenuti utili. I lettori devono ritenersi fortunati ad averti scoperto, non devono considerarti come l’ennesimo volantino web.

Leggi anche: come migliorare il tuo feed rss in pochi minuti

Il pubblico diventa tribù

Il pubblico ha un interesse comune, ha un motivo condiviso che permette a un numero indefinito di individui di essere presenti nello stesso luogo. Ma restano individui. Lo dice il termine stesso:

Individuo – Ogni singolo ente in quanto distinto da altri della stessa specie; in particolare, l’uomo considerato nella sua singolarità (Treccani).

Ma il pubblico può diventare tribù. Può diventare un gruppo che condivide un’appartenenza profonda. Non legata al variare delle stagioni. E questa appartenenza si basa su un rapporto di fiducia reciproca. Un rapporto che devi curare ogni giorno. Ogni ora. Sul blog e sui social network.

Sei d’accordo? Ma, soprattutto, sei pronto/a a trasformare il tuo pubblico in tribù?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

5 COMMENTI

  1. Ric, che posso dirti… io non lo faccio come strategia che porti a qualcosa ma perché amo avere contatti anche extra-blog. Mi piace pensare che il blog sia come uno dei luoghi, ma poi ce ne possono essere altri dove parlare e incontrarsi.
    Pertanto ho voluto creare le MozInterviste, che lasciano una traccia concreta del vostro passaggio da me e hanno lo scopo di creare una piccola rete di persone. Forse le tribù di cui parli, boh.
    Una rete che poi voglio omaggiare ogni anno col blogpanettone, in un racconto dove -chi vuole- viene inserito nella trama 🙂
    Non so se sono un punto di riferimento per i miei lettori, se ho formato una tribù o altro: spero però che quanti mi leggono e seguono si divertano sempre e comunque, mi basta questo^^

    Moz-

      • Sì, potrebbe. Ma il mio voler creare una tribù (o fare rete, che dir si voglia…) non è nato con lo scopo di non essere dimenticato, di essere un mentore (nziamai!), di essere inarrivabile.
        Nasce con lo scopo di fare del blogging in un contesto più amichevole, una sfera più intima in cui poter spesso uscire anche fuori dall’articolo in sé, letto e commentato.
        Coi miei lettori (al 90% anche io loro lettore) amo sentirmi anche altrove, per telefono, messaggi, cazzeggiando magari pure dal vivo^^
        Altrimenti tutto diventa troppo serioso… e anche fosse un lavoro, sarebbe pesante.

        Moz-

        • Beh, considerando la mole di commenti che ricevi ogni giorno mi sembra che il risultato sia stato raggiunto.

          Non hai bisogno d’altro, ecco.

  2. Ciao Riccardo.
    Mi piace leggere i tuoi articoli: semplici (nel senso più positivo del termine), completi e sempre coerenti.
    Data la mia inesperienza nel settore, non sono certo la persona più adatta per dirti se sono d’accordo o meno con te… solo il tempo lo potrà dire (il mio settore tra l’altro è anche un po’ particolare). Per ora mi limito a mettere in pratica i tuoi consigli. Grazie. Ciao.

    Elena

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