Forse perché non c’è neanche nella vita offline. O perché le persone che popolano queste piattaforme sono tutt’altro che social. E non hanno voglia di conoscere nuove persone.

Ieri ho incrociato una discussione tra @ElisaGatt e @cristumedei dedicata proprio a questo problema: su Twitter non c’è interazione. Su Twitter non c’è voglia di confrontarsi.

 

 

Ognuno guarda al proprio obiettivo, e usa Twitter (immagino anche altri social) solo per spingere i propri contenuti. E quindi pubblica link su link ovviamente autoreferenziali.

Puntiamo il dito sul classico imprenditore che non sa usare Twitter, e si limita a condividere gli articoli scritti dal fantomatico nipote? Passiamo le notti di luna piena in giro per i boschi a dare la caccia al terribile nipote mannaro…

Ho voglia di scherzare. Ma non troppo perché mi ritrovo nelle parole di Cristina. Su Twitter manca interazione: a volte si trasforma in mass media per comunicare indistintamente.

twitter

Ci sono aziende che parlano con i clienti, e fanno bene. Fanno benissimo. Ci sono altre aziende, poi, che condividono solo link autoreferenziali. Non hanno following e non interagiscono.

Sbagliano? Secondo me sì, così come sbagliano i professionisti del web che usano Twitter solo per farsi pubblicità. Questo atteggiamento, però, non è sempre dovuto all’egocentrismo digitale.

A volte, almeno per il singolo individuo, manca il tempo materiale per interagire

.tempo

Quanto tempo ci vuole per chiacchierare con una persona? Due minuti? Cinque minuti? Moltiplica questo per dieci o venti persone che ti chiedono qualcosa, ti retweettano o ti danno il buongiorno.

Il tempo passato a interagire con altre persone su Twitter non è tempo perso. Fa parte della tua identità online, e un professionista del web (IMHO) non può tirarsi indietro davanti all’interazione.

Poi ci sono scelte da valutare e rispettare. Seth Godin non interagisce su Twitter per scelta, non certo per incapacità. Ma per me resta un dovere.

[Tweet “Un professionista del web deve interagire.”]

Se le persone mi seguono è giusto che lo facciano non solo per ricevere valanghe di link. Poi c’è l’aspetto piacevole, la possibilità di conoscere persone fantastiche e questo fa parte della grandezza di Twitter.

Ma ci vuole, e lo ripeterò all’infinito, un impegno fisso soprattutto se sei un’azienda. Per mostrare il lato umano devi iniziare proprio da questo: dalle conversazioni-

Tu come la vedi? Sei d’accordo con me?

22 COMMENTI

  1. Senza conversazione non c’è mercato.
    È sempre stato così, sono gli uomini di
    Marketing che l’hanno dimenticato per anni.

    • Poca lungimiranza, gran voglia di ottenere tutto e subito. I miei risultati migliori li ho ottenuti passo dopo passo. Con costanza e senza fretta.

  2. Io non ho riscontrato molto questa mancanza di interazione su Twitter, che invece noto su Google Plus, anche se molti continuano a dire che là ce n’è di più, ma forse perché hanno migliaia di contatti nelle loro cerchie e io solo qualche centinaio.

    Su Twitter io condivido il mio post del giorno in modo automatico e, considerando che i miei post escono alle 5 di mattina, puoi ben immaginare come passi inosservato. Gli altri lo condividono nell’arco del giorno.

    Ho smesso di seguire persone che su Twitter fanno questo: parlano di sé, condividono 4 volte i loro post, ecc. E altre devo toglierne.

    Io ho trovato modo di collaborare, invece, con alcune persone abbiamo creato post assieme.

    Condivido però quello che dici sull’interazione: deve esserci. Poi, quando vedo alcuni che polemizzano perfino su chi dà il buongiorno, beh, a quel punto mi cascano davvero le braccia e mi domando cosa cavolo ci stanno a fare sui social media.

    Sai qual è il problema maggiore sui social? Che ancora pochi hanno capito che stai di fronte a persone e non a profili o account. Manca il rispetto, prima di tutto, manca l’educazione. Manca proprio la consapevolezza di ciò che sono realmente i social media: mezzi di comunicazione sociale.

    PS: ti scrivo in privato per proporti a tal proposito un guest post, se vuoi.

    • Ciao Daniele!

      Manca il rispetto. A volte io mi scuso con le persone (e lo sai) per non rispondere a ogni tweet perché mi manca proprio il tempo materiale. Però ci sono persone che non si regolano. Manchi di rispondere a un “buongiorno” e tu scaricano addosso valanghe di accuse: sei un guru, sei un montato, ti pensi di essere ‘sta cima…

      Tutto perché non guardano in faccia la persona e si nascondono dietro lo schermo.

      Per il guest post scrivimi quando vuoi qui https://www.mysocialweb.it/contatti/

  3. Manca la pazienza tra le aziende perché manca la conoscenza del mezzo. Tra i “professionisti” spesso é tendenza a mettersi sul piedistallo pensando basti twittare da soli per mantenere lo status qu. .

  4. “Sai qual è il problema maggiore sui social? Che ancora pochi hanno capito che stai di fronte a persone e non a profili o account. Manca il rispetto, prima di tutto, manca l’educazione. Manca proprio la consapevolezza di ciò che sono realmente i social media: mezzi di comunicazione sociale”

    Sono pienamente d’accordo con l’affermazione di Daniele. A volte basta un semplice gesto di cortesia, come un buongiorno o una buonasera, per avere risultati migliori di qualsiasi link dalla veste accattivante. L’uso dei social media dovrebbe servire per parlare alle persone (o clienti) per colmare la distanza segnata dallo schermo e non per gettare l’esca in attesa che qualcuno abbocchi con il portafoglio.

  5. Ciao Riccardo, tu che un pochino mi conosci on-line sai bene che ho sempre pensato che il rapporto umano sia la prima cosa da non dimenticare mai.
    Avevo scritto un articolo dove dicevo “Ricordati che non parli con dei ROBOT, il lato umano deve essere il tuo valore aggiunto”
    Io continuo a farlo, tempo permettendo, magari qualcosa sfugge ovvio ma cerco di stare dietro a tutti.
    Ho notato però che in tanti coltivano il proprio orticello pensando che quello sia il miglior modo di essere “social”, io la vedo diversamente.
    Anche io come Daniele infatti ho spesso il piacere di collaborare con altri professionisti o anche solo conoscere delle persone speciali.
    Buona giornata a te e ai tuoi lettori

  6. Come su Facebook io credo che su Twitter interagiscano di più le persone che si conoscono anche offline. Almeno io noto questa tendenza, per quanto riguarda gli italiani. Mi sembra che mostriamo le nostre abitudini italiche continuando soprattutto discussioni nate da incontri e conversazioni che proseguono da tempo, impiegando soprattutto il telefono o le chat. Penso che in molti non si trovino a loro agio con Twitter perché la chiacchierata non è così immediata come speravano e poi bisogna imparare robe come hashtag e altro che su Facebook non sono indispensabili. Cosicché il numero di persone che interagiscono su Twitter si restringe a gruppi che interagiscono molto tra di loro e nei quali non è così semplice inserirsi. Ovviamente parlo per i comuni mortali, non per le tweetstar 🙂

    • Ciao Giuseppe,
      personalmente la maggior parte delle persone con cui interagisco su twitter sono quelle che non conosco personalmente. Le persone che frequento abitualmente le sento magari per telefono o le vedo.
      Io sui social ho voglia di arricchirmi di nuove conoscenze, di possibilità di business, di confronto e di crescita.
      Immagino anche tu se sei qui a commentare 🙂
      A proposito, siamo già collegati sui social?
      Buona giornata

  7. E vogliamo parlare di quelli che scrivono le stesse cose sia su Facebook che su Twitter? Anche questo, secondo me, è un prodromo di pigrizia piuttosto che incapacità.
    Diciamo che la situazione ha preso questa piega quando si è capito che Twitter aveva un potenziale altissimo in termini di visibilità, quindi c’era da aspettarselo che molti lo avrebbero usato solo per quello. Ho notato che molti dei “twitteremiti” che pubblicano solo link di propria produzione hanno invece un atteggiamento totalmente diverso su Facebook: molto più presenti, molto più spiritosi e molto meno sterili. In sintesi, penso che sia passato, erroneamente, il messaggio che Facebook è un social network per amici, parenti e in generale persone con cui stare in armonia, mentre Twitter è il social dei professionisti, dei vip e dei socialmente impegnati. Mi duole dirlo, ma forse a parte la cerchia degli “early adopters” come noi, gli unici che hanno capito, anche se non totalmente, lo spirito di Twitter sono i bimbiminkia che ti fanno spuntare trendings su Justin Bieber, One Direction e Demi Lovato.

  8. Concordo, l’interazione fa sì, secondo me, che si crei un rapporto, un legame, e anche una fidelizzazione del cliente.

  9. Avete già scritto tutto. Ne potrebbe venire fuori un altro post… 🙂 !!
    Prendo da Riccardo: “Poi c’è l’aspetto piacevole, la possibilità di conoscere persone fantastiche e questo fa parte della grandezza di Twitter.”
    Lo confermo, per twitter (e anche per LinkedIn, e anche per About.me, e anche per ….): dipende da noi, dal nostro modo di porci in relazione con il prossimo, nella vita di tutti i giorni, poco importa se via sms, telefono, in ascensore, per strada o al bar.
    Dobbiamo però conoscere meglio questi strumenti, hanno ancora un potenziale enorme, che non conosciamo nè sappiamo far fruttare; cito solo un esempio: chi di noi usa le liste di Twitter o i messaggi diretti, quando sarebbero i più appropriati ad un certo contesto?

  10. Io non sono d’accordo con questa visione di Twitter. Credo che sia invece un social davvero “social” appunto. Ammetto di non essere una fan di Facebook e di Google +, ma trovo Twitter il più funzionale dei social. Rapido, diretto, veloce, frizzante. Basta cercare un hashtag per trovare persone interessanti o spunti di riflessione. Se mancano gli stimoli occorre guardare al di fuori della propria cerchia, senza fossilizzarsi sui contatti dei contatti dei contatti… personalmente le mie TL (ebbene si, ne ho due) sono campi rigogliosi di informazioni. Il blogger che twitterà mille volte al giorno i propri contenuti ci sarà sempre. Ma troveremo anche chi condivide informazioni utili, chi lancerà qualche segnale interessante. Non credo sia umanamente possibile che un’intera cerchia di persone sia totalmente non-stimolante, non umana. Forse non siamo noi a cercare uno stimolo che, per primi, non sappiamo (o non vogliamo) trovare?
    Twitter mi sta permettendo di venire a contatto con una bellissima realtà di liberi professionisti che sono professionali, umani, passionali. Forse, basta solo cercare di guardare dentro noi stessi e non farsi aspettative sul prossimo pretendendo qualcosa che per primi, non siamo magari in grado di offrire o ricercare dentro di noi.

  11. Anch’io come Daniele trovo maggior interazione con twitter che con google plus, che poi piarliamoci chiaro postiamo su google+ solo perchè è seofriendly visto che gestisce tutto zio google, altrimenti…

    Poi sinceramente non sopporto le polemiche o i flame gratuiti che si creano in alcune circostanze, mentre sul come “confrontarsi” su twitter ci sarebbe molto da discutere.

  12. Di sicuro il fattore tempo è determinante. Se uno dovesse dedicare lo stesso tempo a Facebook, a Twitter e a Google+, se ne andrebbe la giornata. E infatti le aziende dovrebbero avere una o più persone che fanno solo quello tutta la giornata.
    Detto questo, però, credo anche che vi sia un diverso modo di concepire fin dall’inizio i vari social network. Ad esempio, Facebook è stato vissuto da subito come un contenitore in cui metter dentro di tutto, testi, foto, chiacchiere, opinioni, domande e risposte, eventi, inviti, accettazioni/rifiuti di inviti ecc. Twitter invece è stato visto fin dal principio come… “due parole e via”. Mi viene in mente un pensiero? un’impressione? Ok, la twitto e non ci penso più. Una cosa rapida, senza impegno.
    Adesso è chiaro che anche Twitter offrirebbe molto di più, ma le abitudini sono dure a morire.

  13. Alessia e Ciro, neanche io sono fan di Google+, ma cercherò di approfondire: solo qualche mese fa non sapevo che cosa era Tumblr, di cui oggi non saprei fare a meno e che mi ha dato l’opportunità di conoscere – “fuori dalle cerchie già percorse” – sia nuove persone che organizzazioni.
    Resta il fatto che devo fermarmi e ragionare: quali sono i miei obiettivi e con quale strategia desidero perseguirli? Ne deriveranno strumenti e opportunità da seguire, sempre ricordandomi che stiamo parlando solo di mezzi di comunicazione, da impiegare nell’ambito di un equilibrato rapporto con il proprio tempo (e quello degli altri, quando ci leggono).

  14. Ciao Riccardo io ho un blog di cucina sulla piattaforma di Giallo Zafferano, ed ho pensato di icrivermi su Twitter…in 4 mesi ho solo 11 follower. Posto 1 ricetta al giorno ma mi sembra che non ci sia un riscontro, per non parlare del fato che non ci sono commenti ..forse son abituata con fb. Su google + sono in 3,000 cerchie e in 2 anni più di un milione di visualizzazioni, ancora ho una community privata, di cucina , con 154 iscritti. Dammi un tuo parere….ciao e buona giornata!

  15. Anzitutto warning! Il link corretto per raggiungere il blog di cui ci parla Angela è questo: htpp//blog.giallozafferano.it/cuociescuci/

    Abbiamo visitato anche l’account twitter, è @cuociescuci

    Grande effetto delle fotografie allegate, ma i tweet sono quelli automatici prodotti dal servizio, questo è uno dei motivi della scarsa presa…

    Per migliorare? Ad esempio:
    -andare a vedere chi ottiene più riscontri su argomenti simili, e come lo fa, quindi
    – coinvolgere altri account interessati al tema.

    Da ultimo? Questa sera mi porto a casa un paio di ricette sfiziose!

    • Bene! Un grazie anche a Riccardo, che lascia aperti i commenti anche a distanza di mesi, e il suo post diventa così quasi un libro da leggere, su un tema sempre caldo come quello dell’uso di Twitter, che mi sembra non metta barriere alla creatività personale.

  16. credo che, in generale, tutti gli utenti di Twitter scrivonno. Nessuno legge. Una specia di conversazione tra sordi. Tutti parlano, nesusno ascolta.. Di fatto NON si comunica. Un corto circuito che – piacia o no – limita enormemente il potenziale del mezzo.

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