Umanizza la scrittura (e aumenta le interazioni)

Per vincere in questo mondo di blogging e web writing devi umanizzare la scrittura. Cosa significa? Scopriamolo insieme con questo articolo dedicato alla buona attività

Ogni volta che mi trovo su un palco o dietro a una cattedra per fare formazione cerco di trasmettere questo valore: devi umanizzare la scrittura dei tuoi post. Li devi trasformare in porzioni di conoscenza facili da leggere e da comprendere. 

umanizzare scrittura
Come umanizzare la scrittura.

Scrivere bene, infatti, è un concetto generico. Un concetto difficile da inquadrare e da mettere in pratica nell’attività quotidiana del blogger. Da dove iniziare?

Cosa significa scrivere bene?

Scrivere bene: rispettare la grammatica? Evitare errori di ortografia? Curare la leggibilità? Tutto giusto. Ma per me scrivere bene vuol dire anche umanizzare. Ovvero fare in modo che il testo diventi sinonimo di interazione faccia a faccia, senza filtri, per abbattere le distanze.

Le distanze geografiche ci sono, esistono. Ma il web dà questo grande vantaggio: permette a tutti di essere in contatto. Prima solo il telegiornale aveva il potere di raggiungere, con un messaggio più o meno fazioso, il palermitano e il torinese nello stesso momento. Oggi posso farlo anche io con un blog. Che grande invenzione, vero? Per questo io amo fare blogging.

Per riuscire nell’opera devo umanizzare il messaggio. Devo uscire dalla logica del mass media e lavorare sullo stesso piano del lettore. Devo umanizzare i testi, devo umanizzare il mio essere blogger. Ecco 4 consigli utili da mettere in pratica oggi.

Conosci il tuo target

Non puoi umanizzare la tua scrittura se non conosci il target, le persone che vuoi raggiungere. Una buona attività di blogging ha bisogno di questo passaggio, devi conoscere le intenzioni di ricerca e le esigenze dei tuoi lettori. In questo modo:

  • Dati di Analytics.
  • Informazioni sulle query.
  • Discussioni online.
  • Messaggi privati.

I dati di analytics comprendono i risultati che puoi ottenere dalle statistiche. Il secondo punto riguarda l’analisi che puoi fare con Answer The Public, Google Trends, Ubersuggest e altri tool che ti permettono di scoprire cosa le persone chiedono a Mountain View. Con le discussioni online ascolti il pubblico mentre chiacchiera.

La guida per usare Answer The Public.

Ciò avviene sui social, nelle community, nei forum. Tutto questo – insieme ai messaggi privati – ti aiuta a capire cosa vuole il tuo pubblico. Poi dovresti creare delle personas, ovvero dei modelli idealtipici dei tuoi potenziali lettori. Ti consiglio di dare uno sguardo a questo post per creare le personas con un template.

Da leggere: la mia ricetta per scrivere tanto e bene

Raccontati nei contenuti

L’ho fatto anche in questo post. Rileggi l’attacco: “Ogni volta che mi trovo su un palco o dietro a una cattedra per fare formazione“. Sto raccontando una mia esperienza, ti sto coinvolgendo nel mio mondo. Sto mettendo in campo una mia esperienza.

Puoi raccontarti in modi e in tempi differenti. Puoi iniziare un articolo con un aneddoto, ma puoi anche inserire delle chiose per dare una valutazione di un evento. Ad esempio: “Che grande invenzione, vero? Per questo io amo fare blogging”.

Cosa significa questo? Ti sto mostrando un aspetto di me, del mio essere umano. Ovviamente tutto questo deve essere funzionale all’argomento affrontato nel post.

Punta su semplicità e brevità

Devo investire su questo punto. Un testo umano è breve, semplice, privo di trappole. Devi scrivere come mangi. Spesso semplicità viene confusa con banalità.

Ma questo è un mito da sfatare. La semplicità è l’opera ultima dello scrittore che toglie tutto ciò che non serve, facilita il lettore che può trovare subito quello che sta cercando. Il tutto senza perdere il piacere della scrittura.

Usa periodi semplici

I periodi devono essere semplici, basati su un buon uso del respiro. Stesso discorso vale per le parole: usa quelle del tuo pubblico, e non scegliere termini altolocati solo per vantare il tuo vocabolario. Usare le parole giuste dà senso al mondo, permette di condividere conoscenza attraverso un codice.

Togli quello che non serve

Meglio un articolo lungo o uno breve? La risposta è sempre la stessa: dipende. Ci sono argomenti che hanno bisogno di 800 parole, altri che ne vogliono 2.000. Tu devi essere in grado di scegliere la soluzione migliore per il tuo pubblico.

Ma senza annoiare con giri di parole: spingono il lettore ad abbandonare l’articolo. Meglio scrivere poco e bene? Tanto e bene? Meglio scrivere il giusto.

Coinvolgi il lettore nel testo

Nel modo più semplice: con delle domande. Prova a inserire nel testo delle questioni per riprendere l’attenzione del lettore, per mostrare qual è il tuo interesse.

Ma soprattutto per chiamarlo in causa. Da quando hai messo piede nelle scuole elementari sei abituato a questo sistema: la domanda richiama la tua attenzione.

E tu ti senti in dovere di dare una risposta. O almeno di iniziare a ragionale su una possibile opinione. In questo modo puoi creare un confronto con l’autore: le opinioni possono combaciare o meno, ma questo è il senso del blogging.

 Perché umanizzare la scrittura?

In questo modo puoi aumentare le interazioni. Umanizzare i post vuol dire parlare con la persona che hai di fronte, e accorciare le distanze. Qual è il primo passo utile per aumentare le interazioni con il lettore?Semplice, bisogna farsi capire.

Perché dovrei commentare o condividere un post incomprensibile? Perché dovrei interagire con un articolo che non ha avuto il buon senso di rendersi leggibile?

umanizzare la tua scrittura
Sono passaggi importanti.

Perché dovrei lasciare un commento alla fine di un post tronfio e vanaglorioso che si erge con toni altolocati, o comunica con il linguaggio della tipica azienda leader del settore? Se vuoi aumentare i segnali postivi che nascono intorno a un blog (condivisioni, interazioni, commenti, link) devi partire da una scrittura umana.

Non bastano questi punti. Devi lavorare sodo con il calendario editoriale e scegliere gli argomenti utili ai lettori, devi mettere in pratica una buona attività di SMM e community marketing. Ma il primo passo è questo: umanizzare la scrittura.

Per approfondire: tutte le sfide di un grande web writer

Vuoi umanizzare la scrittura?

Scrivere per gli esseri umani, non per i motori di ricerca. Quante volte hai letto questo passaggio? Sembra un punto semplice da mettere in pratica, eppure sbagli in continuazione: non sei tu l’essere umano degno di attenzione, ma il tuo pubblico.

Secondo me qui si nasconde la chiave decisiva del fare blogging. Non è importante solo quello che dico, ma come lo dico: come mi relaziono nei confronti del lettore, come mi posiziono. Io voglio umanizzare il più possibile i miei testi, e tu? Qual è la tua opinione? Aspetto le tue idee nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

8 COMMENTI

  1. Anche se molti commenti possono sembrare banali, sono cose su cui non ci fermiamo a riflettere. Il fatto di scrivere più con semplicità è senza dubbio fondamentale a volte ci arrovelliamo il cervello in cerca di una frase complessa quando basta poco per fare capire il concetto. Grazie, molto utile questo articolo!!

    • Ciao Paolo,

      Il punto è questo: la semplicità è semplificazione o banalizzazione? Veramente basta scrivere facile per far capire tutto? la verità è che per scrivere bene hai bisogno di tanta esperienza. E di tanta conoscenza dell’argomento. Sei d’accordo?

  2. Ciao Riccardo,
    come al solito ti seguo, sin da quando mi sono imbarcata nell’avventura freelance, e come al solito mi trovo d’accordo.
    Alla tua lista aggiungerei la capacità di far toccare ai nostri lettori/ascoltatori la nostra “imperfezione”. Lasciar trasparire tutta la professionalità del caso ma ricordando che siamo umani, non fenomeni. Che non siamo infallibili né nati con la tastiera sotto le dita (i futuri copywriter probabilmente lo saranno, sigh), e che chi sta parlando è una persona che, per arrivare dove si trova ora, ha faticato e fatto errori. Anzi, ne fa probabilmente tutt’ora. Insomma, trasudare professionalità da tutti i pori ma anche quella vena di genuina imperfezione che è parte di tutti noi. 🙂

    Che ne dici?

    • Iniziare un articolo da un errore: quanto mi piace questa cosa. Le persone sono sempre alla ricerca di consigli su come avere successo, ma vogliono conoscere anche gli errori altrui. non per goderne, ovvio, ma per capire come non sbagliare e come risolvere eventuali situazioni simili.

      Quindi per me è un ottimo consiglio, grazie!

  3. Caro Riccardo,
    Credo che in modo indiretto (o forse consapevolmente) tu abbia toccato un aspetto ancora più di ampio respiro che il solo scrivere un articolo “umano”. Oggi un grosso problema che esiste nelle relazioni tra persone, siano esse a Torino ed a Palermo o nello stesso condominio è l’incapacità di relazionarsi tenendo in considerazione che chi abbiamo di fronte è una persona come noi. Non parliamo poi dei “rapporti” via web, che sembrano scatenare il lato più nichilista delle persone. Il web è oggi sicuramente affollato, trovi volendo un po’ di tutto, ma la domanda che mi pongo sempre è cosa trovi? È a questa domanda che cerco di dare risposta quando voglio scrivere un pezzo.
    Credo che l’aspetto più difficile di quello su cui ti sei soffermato in questo pezzo è il fatto che il nostro pubblico alle volte è talmente stato assuefatto a contenuti scarsi o non umani, o pressapochisti, che davanti ad un buon contenuto “forse” questo a fatica è capito. Dall’altra parte poi ci siamo noi che giustamente ci poniamo l’obiettivo di scrivere un testo semplice, efficace, comprensibile e “umano” e che dobbiamo fare lo sforzo più grande quello di non farci distrarre da noi stessi.
    Quando ho deciso di scrivere “Ascoltare” (e il titolo non è per nulla casuale) ho cercato prima di tutto di parlare proprio di questo aspetto, chi abbiamo attorno va ascoltato, capito…
    PS
    Chiudo questo commento con un PS… ci sarai a SMAU Milano tra un paio di settimane? Io terrò un workshop venerdì 23 in mattinata proprio su argomenti come questi e oltre ad avere come sempre il piacere di seguirti mi farebbe piacere incontrarti dal vivo…

    • Cosa trovi?

      Devi essere in grado di selezionare. le persone ti scelgono per quello che decidi di mostrare, per la tua capacità di trovare/creare e pubblicare. Ecco perché le persone decidono di leggere te, o un altro blogger.

  4. Noi dobbiamo scrivere per delle persone reali, non per delle macchine, e tanto meno per google! Umanizzare e creare un’interazione con la propria utenza, sotto questo punto di vista, è essenziale per un buon blog!
    Grazie mille dell’articolo!

    Alex

    • Questi sono i consigli per scrivere bene online: basta considerare questo per fare un buon lavoro di seo copywriting.

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