Tutti parlano bene dell’umiltà.

Facile, non trovi? Sostieni l’umiltà e ti affianchi a un insieme di valori positivi che, in teoria, tutti dovrebbero condividere. Dichiararsi a favore dell’umiltà è come appoggiare la pace nel mondo.

umiltà blogging
Hai davvero bisogno dell’umiltà? – Fonte

Certo, tutti voglio apparire umili, semplici, modesti. Anche nel mondo del blogging questa moda si è diffusa: non mancano le guide che invitano all’austerità, a non ostentare, a rispettare i colleghi.

Dicono lavora in silenzio, dicono lascia parlare i traguardi.

Perfetto. Sono in sintonia con questa visione del mondo. Ma credo che ci sia bisogno di una piccola precisazione, soprattutto quando si applica il concetto di umiltà al mondo del blogging.

Perché l’umiltà?

L’idea è nata dopo aver letto questo articolo dedicato alle 5 caratteristiche che Google cerca in un dipendente. Una di queste è l’umiltà. Ma un’umiltà particolare che si traduce in queste parole:

Le persone che Google ha assunto (…) sono capaci di discutere all’infinito, ma se qualcuno a un certo punto presenta loro un fatto nuovo sono in grado di dire “beh, questo cambia le cose: hai ragione tu”.

Non basta semplicemente farsi da parte, e diventare agnello sacrificale. No, questo mai. Il web deve essere territorio di scambio, di discussione, e se hai ragione devi difendere la tua posizione.

Ma se hai torto, se qualcuno ha trovato la soluzione che stavi cercando, devi riconoscerei tuoi errori. Non si tratta di arrendersi subito, ma di fare un passo indietro al momento giusto.

[Tweet “L’umiltà di accettare un’idea migliore della tua è una risorsa preziosa #mysw”]

Obiettivo? La qualità

Questa grande elasticità è necessaria nel mondo del blogging, durante le discussioni che nascono nei commenti, ma anche nel corso della tua attività di freelance o in un lavoro di gruppo.

Non si tratta semplicemente di arrendersi, ma di ammettere falle, inesattezze, inadeguatezze per tutelare e raggiungere un obiettivo superiore. Questo obiettivo si chiama qualità dei contenuti.

qualita
Sono di qualità superiore – Fonte

L’umiltà nel mondo del blogging è sinonimo di buon senso, di posizioni chiare e di obiettivi condivisi: devi garantire il risultato migliore al lettore, e questo vuol dire anche tirarsi indietro.

Questo vuol dire anche lasciar parlare chi conosce l’argomento.

Umiltà ma non troppo

L’umiltà può diventare pericolosa. Dando ragione a tutte le voci critiche indebolisci la tua personalità. Non puoi dare ragione a tutti a meno che tu non voglia diventare una banderuola.

Un eccesso di umiltà può portare a una frustrazione difficile da affrontare, e in questi casi la gelosia è in agguato. A cosa ti porta questo sentimento negativo? Solo allo spreco di energie.

[Tweet “L’umiltà nel mondo del blogging ha bisogno di equilibrio #mysw”]

D’altro canto procedere in un’unica direzione con i propri errori è il modo più semplice per fare una figuraccia, per perdere lettori che non hanno voglia di discutere con un bambino.

La tua opinione

Secondo te l’umiltà è un valore da accogliere al 100% oppure fai delle distinzioni? Difendi le tue posizioni in qualsiasi occasione? Sviluppiamo insieme questo argomento.

 

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

14 COMMENTI

  1. Hai detto bene: accettare ogni altra opinione mina la tua personalità. Io in alcuni casi sono pronto a discutere e a cambiare, ma solo se quell’idea nuova non demolisce i miei valori.

    Il mondo è già troppo pieno di omologati, per i miei gusti, tutti pronti a essere d’accordo sulle mode di pensiero del momento. No, io ho le mie idee e le difendo, per quanto possano essere contrarie al buonismo imperante e a quella correttezza politica che ammuffisce la personalità dell’individuo.

    Tornando in argomento, quando ho pubblicato dei post in cui annunciavo cambiamenti nel mio blog, ci sono stati pareri favorevoli ma anche altre idee, che io non ho condiviso. Per esempio alcuni lettori avrebbero gradito post off topic sul mio blog per conoscermi meglio: beh, su quel punto sono stato irremovibile. Il mio blog non tratta argomenti del genere. Se a qualcuno non sta bene, può smettere di leggermi, siamo tutti liberi.

    • Le idee devono essere sempre difesi. Gli errori si devono ammettere, poi possono fare da base per una gradevole e fruttuosa conversazione. Ma continuare con l’accettazione del parere altrui (hai ragione, hai ragione) è veleno per il proprio essere.

      Viviamo anche di queste piccole cose, giusto?

  2. Eccomi!
    Io credo che sia una cosa troppo personale, una questione di carattere che non può essere ridotta su scala, diciamo, meccanica.
    L’umiltà o c’è o non c’è, io ad esempio sono sempre poco umile -anzi, sono prepotente e difendo le mie posizioni con le unghie e con i denti, ma spero di non essere troppo presuntuoso- ma so anche umilmente farmi da parte quando è giusto. E so tranquillamente compiere gesti umili… ma senza rinunciare alla nobiltà (ahahah, scherzo!).
    Quel che voglio dire è che essere umili o non esserlo è parte di noi, certo ci si può lavorare, ma nel blogging preferisco chi resta se stesso, e se è poco umile… che sia poco umile! 🙂

    Moz-

  3. Parlando di umiltà io farei un distinguo.

    Puoi essere “umile” come una pianta. Una pianta che si alza poco da terra. Fuor di metafora puoi quindi essere un blogger che accetta di elevarsi poco dal proprio suolo di partenza. Che rinuncia a priori a cercare di spiccare il volo.

    La linea che separa l’essere positivamente orgogliosi dei propri meriti e delle proprie doti dall’essere superbi può essere molto sottile, è vero, ma è anche vero che se tu per primo non credi in te stesso difficilmente qualcuno lo farà per te.

    Certo, poi c’è qualcuno che si innamora troppo di se stesso. E questo qualcuno non avrà contendenti. E allora coltivare davvero l’umiltà (un’umiltà reale e non solo di facciata) significa coltivare humus fertile. Essere un terreno aperto al confronto. E quindi alla crescita.

    La vera umiltà è stare con i piedi per terra. Ma sempre con lo sguardo rivolto in alto. E più che le proprie posizioni forse è importante difendere i valori che le hanno generate.

    Difendere a tutti i costi anche i propri passi falsi è da sciocchi, difendere l’intenzione che è il motore di ogni propria azione è da tosti.

    • Non potevi usare parole migliori per descrivere questo punto. Dovresti aprire un blog, sai?

      😀

  4. L’umiltà per me sta nel mettersi al servizio dell’utente, nel condividere contenuti meritevoli anche se scritti da altri, nel non pensare di essere “arrivati” solo per un po’ di pageview in più degli altri.
    Umiltà significa voler imparare sempre, non assecondare solo i cosiddetti influencer solo perché fanno numeri anche se hanno torto o si comportano… beh diciamo in modo poco simpatico, ma avere l’onestà di seguire anche chi è agli inizi se porta valore aggiunto.
    Umiltà è dare rispetto a tutti, essere onesti e seguire i propri valori.
    Il che comporta necessariamente il discuterne (mai urlando, che di urlatori ce ne sono troppi in rete), l’ascoltare, il ragionare insieme. Difendo le mie idee strenuamente, ma se mi portano tesi contrarie ragionevoli, convincenti e conformi ai miei valori sono sempre pronta ad ammettere il mio errore.
    Troppo spesso però l’umiltà è confusa con l’inettitudine e questo fa crescere gli squali invece dei professionisti.

  5. L’umiltà è una grande dote che in pochi hanno.
    Ma con cosa ha a che fare, in pratica, con quello con cui abbiamo a che fare di solito, nell’ambito lavorativo e non? C’entra col difendere le proprie idee fino allo stremo? Con la condiscendenza? A mio parere, niente di tutto questo.
    Su qualsiasi argomento, per quanto si possa essere esperti o preparati, bisogna sempre prendere in considerazione le opinioni altrui, accettare il fatto che tante persone hanno spesso tante opinioni diverse, e mai avere la presunzione di avere sempre la verità assoluta in mano. Se poi dopo una attenta valutazione, le opinioni altrui non sono valide per qualsivoglia motivo, si può sempre far notare con rispetto e gentilezza. Perché avere a che fare con persone diverse fa crescere sia come persona che come figura lavorativa.
    Capire che dalle altre persone e dalle loro opinioni c’è sempre da imparare e che non si smette di crescere mai. Rispettare gli altri e avere un confronto, non il prostrarsi. Questa è, io credo, l’umiltà.

  6. Caro Riccardo,
    dopo aver letto l’intervento di Daniele, di Miki e le bellissime parole di Monia, per umiltà rinuncerei pure a commentare in quanto credo che si sia già inquadrato l’argomento da più punti di vista. Essere umili non vuol dire lasciarsi mettere i piedi in testa. Vuol dire ascoltare, lasciar parlare gli altri e poi replicare, anche in maniera energica se necessario, ma senza offendere e mai con arroganza. Vuol dire saper cambiare opinione dopo aver riconosciuto un proprio errore o aver individuato una soluzione migliore ad un problema, senza però venir meno ai propri valori.

  7. Ciao Riccardo,
    io sono per l’umiltà nel raccogliere i suggerimenti ed elaborarli.
    Spiego meglio: non partire dalla certezza di avere per forza ragione ma prendere un commento negativo, un consiglio, etc… e analizzarli.
    Se hai torto ammetti il torto se invece non è così trovi il modo per argomentarlo, senza arroganza aggiungerei.
    Ecco questa è la linea che cerco di seguire e posso dire che con i clienti spesso capita che cerchino in qualche modo di sfruttare le debolezze (e chi non ne ha) per metterti in difficoltà e magari portarsi a casa un prezzo migliore.
    E’ necessario tenere alte le antenne e le difese e cercare di capire chi dei due ha realmente ragione.
    A chi non capita di sbagliare? A tutti! Qual è il problema nell’ammettere un errore? Nessuno nel momento in cui poi lo recuperi 🙂
    Ecco questa è la soluzione, dal mio modesto punto di vista 🙂
    Ciaooo

  8. Anni fa, quando ero studente, per il corso di psicologia politica imbastimmo un piccolo sondaggio sull’orientamento politico e valoriale delle persone.

    Preparammo un insieme di domande micidiale. Alcune erano esplicite: “è giusto essere umili e gentili?” Tutti rispondevano di sì: scattava l’automatismo che chiamavamo ‘discorso della montagna’, di evangelica memoria.

    Però aveva anche delle altre domande, volte a indagare l’orientamento valoriale, che non avevano al loro interno nessun riferimento alla sfera della morale, nessuna parola che la richiamasse. E lì saltavano fuori gli altarini…

    Comunque sì, è giusto essere umili 🙂 Quanto a me, che non sono umile, rimango dalle mie parti a fare lo spocchioso!

  9. Secondo me dobbiamo partire dal pensiero che nessuno “è nato imparato” ed è un concetto che molti non hanno acquisito. Allo stesso tempo deve (dovrebbe) andare a braccetto con una piccola/media dose di umiltà. Come per il blogging, questa filosofia di vita sarebbe eccezionale se fosse radicata in tutti i nostri momenti di vita quotidiana.

  10. Ne ho parlato recentemente sul mio blog trattando il tema del blogger di qualità. Come in tutte le cose, serve equilibrio anche nell’umiltà.
    E sposo in pieno la tua frase “dando ragione a tutte le voci critiche indebolisci la tua personalità”: leggo spesso di situazioni ove tutti danno ragione prima ad A e poi a B, contraddicendosi di continuo solo per non prendere una volta per tutte la propria posizione. Hanno paura di esporsi e mettersi in gioco. Io sono per il farsi portavoce di ciò che crediamo sia giusto, quindi non nascondiamoci mai dietro a nulla.

  11. L’umiltà è riuscire a parlare in modo pacato, difendendo strenuamente le proprie idee, mentre gli altri urlano e cercano di ridurci al silenzio.
    Forse all’inizio la nostra voce sarà coperta dalla confusione, ma se sapremo presentare delle buone idee senza farci intimidire, alla fine riusciremo a dimostrare le nostre ragioni e a convincerli di avere torto.

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