Cosa significa virale?

Il concetto di viralità viene preso dal gergo tecnico della medicina e indica la capacità di diffusione di un messaggio in modo da sovvertire tutte le regole. E ottenere ottimi risultati.

Quando inizi a lavorare nel settore del social media e digital advertising devi chiarire subito questo punto: cosa significa virale su Facebook e nel web marketing in generale? In due parole: diffusione incontrollata. E aggiungo, particolarmente veloce.

cosa significa virale
La viralità, una definizione.

Un contenuto virale è capace di andare oltre le regole della condivisione individuale e segue quella tipica di un virus: rimbalza da un punto all’altro del web senza tregua, usando strumenti come YouTube o Facebook ma anche i dark social.

Cos’è un contenuto virale?

In particolar modo cosa significa virale quando ci occupiamo di content marketing? Con questo termine intendiamo la capacità del contenuto di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto e in modo incontrollato.

Ciò che caratterizza spesso il contenuto virale (oltre alla gran quantità di visualizzazioni e click) è la natura video, infatti la maggior parte dei casi sono legati proprio a questo tipo di contenuto multimediale. Ovviamente questa non è una strada obbligata.

Da leggere: come creare un blog virale

Come creare un viral content?

Bisogna avere ben presente il concetto di empatia, lavorare in modo da leggere in profondità le esigenze del target. Non esiste la checklist per creare un contenuto virale sicuramente efficace, ma di sicuro bisogna ragionare sul proprio pubblico.

Esempio di viralità online

I casi di contenuto virale sul web sono infiniti. Uno dei più famosi in assoluto è lo spot di Van Damme per la Volvo mentre esegue la spaccata tra due camion. Ma anche le sfide dell’ice bucket challenge hanno raggiunto un buon livello di viralità.

Cos’è il viral marketing?

L’importanza della viralità nella diffusione dei contenuti e nella buona comunicazione online ha acquisito una tale importanza che è nata una vera e propria branca: il viral marketing. Vale a dire la pianificazione dei contenuti in modo da ottenere dei risultati strutturati in termini di visibilità su internet.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

4 COMMENTI

  1. Secondo me è innegabile che un virus tiene in scacco chi colpisce ma un contenuto, per fare davvero scacco matto, l’attenzione la deve conquistare. Non soggiogare.

    Il contenuto-virus lo vedo più come un mezzo che come un fine: il virus si diffonde, penetra nel pubblico rendendolo più ben disposto ai tuoi contenuti e così ciò che produci viene recepito meglio perché corre su una via preferenziale.

    Del resto la gente a furia di essere infettata si immunizza per questo credo che la viralità come unica via abbia una vita giocoforza breve.

    Io lo userei come freccia per aprire una breccia nell’indifferenza dei lettori/clienti/ascoltatori/chi più ne ha più ne metta ma poi in questa breccia bisogna sapere cosa fare passare. E sarebbe meglio non fosse un dono come quello dei Danai.

    • Esatto Monia.

      Il virus potrebbe essere un buon modo per fare breccia, per conquistare una buona attenzione. Però dopo ci vuole la base: ci vuole il lavoro quotidiano, portato avanti mese dopo mese, senza mai fermarsi. Macinando pagine su pagine e informazioni su informazioni.

      Il duro lavoro paga ma non subito. E non sempre in modo previsto.

      Non credi?

      • Non posso che concordare
        Il concept, quello che dovrebbe diventare virale, deve essere prima di tutto studiato anche in maniera strategica… e non sempre è detto che vada così come ti aspettavi.
        Ma di sicuro l’impegno, la continuità, i contenuti vincono
        Incuriosire e portare all’interazione!

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