Volare alto e rischiare o rimanere al sicuro?

Preferisci vivere una vita da subordinato per non rischiare o preferisci tentare la strada indipendente per inseguire i tuoi obiettivi? Oggi è questa la mia riflessione e la mia domanda.

Oggi non voglio scrivere articoli tecnici, guide per creare un blog o approfondimenti dedicati al SEO copywriting. No, oggi voglio volare alto e affrontare un tema caro.

Volare alto e rischiare o rimanere al sicuro (in basso)?
Volare alto e rischiare o rimanere al sicuro (in basso)?

Il dubbio: preferisci camminare con le tue gambe o rimanere all’ombra degli altri? Meglio essere piccoli e crescere con calma o seguire la scia per avere dei vantaggi immediati ma legati ad altre persone? Io punto sulla prima opzione.

Ovviamente non mi ergo a detentore della verità. Nessuno può dirti qual è il momento giusto per lasciare il lavoro fisso e aprire una partita IVA: devi capirlo. E lo devi fare nel miglior modo possibile, senza traumi. Almeno questa è la teoria.

Riflessione sulla voglia di volare alto

Ma non è meglio collaborare per raggiungere un fine comune? Certo, però tu conosci la natura umana. E se non al conosci te la suggerisco io: homo homini lupus, ogni uomo è lupo per il suo simile e prevale la legge del più forte.

Non sempre le persone che si trovano sul tuo cammino sono disposte a lasciarti andare e a benedire i tuoi passi quando ti rendi conto di non essere più una matricola. Spesso si parla di collaborazione, ma è sfruttamento. Puro e semplice.

All’inizio ti sta bene, ci credi. Anche perché questa è la strada da intraprendere per diventare un professionista del web: devi fare la gavetta. Te lo dicono tutti.

Sii umile, impara dai migliori, ruba il mestiere da chi conosce qualcosa in più. Come si dice a Napoli: rimettici le spese ma fattela con chi è meglio di te. Ovvero frequenta sempre persone più brave. E tutto questo si paga in ore/lavoro.

Per approfondire: i migliori libri di web marketing

Sei scudiero o cavaliere con armatura?

Per questo, lo dico e lo sottoscrivo, a volte può far comodo lavorare gratis. Poi, però, c’è bisogno di rispettare il lavoro altrui. E non puoi trattare l’altro come un semplice scudiero, un servo della gleba da sfruttare e modellare come preferisci.

Soprattutto quando poi tutto questo viene presentato come collaborazione. Come un darsi una mano a vicenda. Così c’è chi mangia le briciole e chi cena per due.

Giusto compenso: non siamo tutti uguali

C’è chi guadagna di più perché fa guadagnare di più. Questo ha una logica. Ma sai cosa ti dico?  Decido io come giocare le carte che merito. Faccio pratica, faccio la gavetta, faccio il tirocinio. Ma poi basta, provo a camminare con le mie gambe.

volare alto
Io voglio volare alto.

Mi miglioro, esco dalla comfort zone, volo alto. Rischio e punto sulla formazione. Ma proseguo un passo alla volta, senza millantare o dare false promesse.

Nessuno può dare promesse o certezze

Non sarò io a darti il consiglio ultimo. Lasciare il lavoro per aprire una partita IVA, chiedere un aumento o una posizione migliore, cambiare le regole del gioco per osare di più: qui sei tu a prendere la decisione. Io posso dirti solo che è dura.

Le tasse sono senza pietà, gli orari anche. Arrivi a parlare di digital detox per mettere ordine nella tua vita. Se non hai le spalle forti tutto questo diventa un dramma, una sofferenza. Peggio ancora se decidi di iniziare il tuo percorso e non hai clienti.

Da leggere: come creare un blog di successo

Quanto tempo riuscirai a resistere?

Nel momento in cui cercherai qualcosa in più – delle libertà non concesse, dei diritti dovuti, dei benefici tanto attesi – cosa succederà? Quante ingiustizie sei disposto ad accettare? Qui puoi decidere: resisto e vado avanti, stringo i denti e rischio tutto.

Tu cosa hai deciso? Sei rimasto al tuo posto o hai dato una possibilità al tuo talento? Hai deciso di volare alto? Raccontami la tua storia nei commenti.

10 COMMENTI

  1. Ognuno ha i propri tempi di “maturazione” – e molto dipende dagli scopi che ci si pone: a volte una collaborazione “pro-bono” porta vantaggi a lungo termine che un incarico a pagamento non può offrire 🙂

    • Perfettamente d’accordo. Non dobbiamo lavorare gratis, ma fare in modo che ci siano dei vantaggi reali per noi. A volte arrivano buone cose.

  2. Il momento giusto per lasciare il posto fisso è sicuramente quando vedi che ti mettono i piedi in testa e non apprezzano il tuo lavoro e non ti propongono per delle promozioni di carriera o premi in denaro 🙂

    • Il problema è che a volte siamo troppo legati al nostro lavoro, e anche se ci mettono i piedi in testa facciamo finta di non accorgercene.

  3. Giusto vero quello che scrivi solo che quando arrivi a situazioni limite ti assicuro che non ci pensi due volte a chiudere con il posto fisso (se te lo puoi permettere ma farsi trattare male dagli altri e ‘ masochistico )

    • Conosco bene queste situazioni, non ti preoccupare. Per questo ho deciso di avere il pieno controllo delle mie possibilità professionali.

  4. Ciao Riccardo!
    Quando ho iniziato con il blog ero piccolissima e andavo pianissimo. Ero spaventata e non avevo uno zaino di digital e blogging sulle miei spalle. Me lo sono creata quello zaino. Step by step. Non mi ha aiutata nessuno. Sentivo però che era la strada giusta. È stato questo a non farmi mollare anche quando per imparare ho lavorato gratis. Poi ho smesso una volta appreso tutto quello che c’era da apprendere. Lavorare con il blog non è una cosa per tutti, è una strada in salita, tutti i giorni. Ci deve essere dedizione e costanza, proprio come hai scritto tu tante volte. E poi entusiasmo.

    • Ciao cara.

      Lavorare gratis, mai concetto è stato così frainteso. A volte le persone saltano dalla sedia quando sentono questo passaggio. Ma ti assicuro che io lavorerei gratis al cospetto di persone competenti. per imparare. Certo, per un periodo limitato. Ma anche questo è un passaggio importante.

  5. Ciao Riccardo, forse è uno dei tuoi articoli “motivazionali” che mi sono piaciuti di più!

    Da quando ho iniziato questo lavoro non sono mancati gli “sfruttatori”. All’inizio va bene, impari, ti fai le ossa e “rubi il mestiere”. Prima o poi la storia deve finire perché altrimenti o smetti o perdi l’entusiasmo per ciò che fai (e allora tanto vale tornare ad essere dipendente!). A un certo punto si deve trovare il coraggio di volare in alto!

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