blogPer un webwriter freelance è utile avere un sito web? Questa è la domanda che ha dato vita a una discussione nel forum di Giorgiotave, sezione copywriting e sviluppo contenuti. Risposta secca e personale: sì.

In questo modo puoi dare visibilità alla tua professione, pubblicizzare i lavori che hai svolto, entrare in contatto con persone che cercano un professionista per scrivere contenuti di qualità. Ma sai che ti dico? Sono fermamento convinto che il blog sia l’ideale per farti pubblicità.

E, di conseguenza, per aumentare le probabilità di trovare nuovi clienti.

1# Puoi mostrare i muscoli

Il motivo principale per aprire un blog al posto di un sito è semplice: puoi mostrare le tue competenze ai futuri clienti. Ogni articolo sarà un manifesto della tua bravura, un inno alla forma, un saggio di grammatica, una fiera della buona formattazione. A ogni articolo qualcuno che penserà: “Anche io voglio un blog così”.

Su un sito web, invece, per quanto tu possa scrivere, non avrai mai gli spazi necessari per mostrare le tue capacità.

muscoli

2# Puoi sfruttare i social

Un articolo ben scritto si condivide facilmente. Il tuo nome attraverserà le maglie del web insieme ai contenuti, si muoverà di monitor in monitor e raggiungerà tante persone. Se hai solo un sito web questo privilegio non te lo guadagni tanto facilmente.

3# Puoi parlare dei tuoi lavori

Hai messo la firma ai testi di un nuovo sito? Scrivi un articolo con screenshot, link e descrizione del lavoro. Gestisci un nuovo blog? Una bella immagine, un link e le tue prime impressioni.

Quando hai un blog è facile parlare dei tuoi lavori, puoi prenderti tutto lo spazio necessario per descriverli e far venire l’acquolina in bocca a chi vorrebbe un webwriter simile nel suo team.

Su un sito statico, invece, tutto questo diventa difficile. Soprattutto se hai tanti lavori da elencare.

4# Puoi rafforzare il tuo brand

Curare un blog è un lavoro duro, ma se ti muovi nel modo giusto riuscirai a farti un nome. Un nome che tutti rispetteranno.

E questo nome (chiamiamolo brand) sarà il tuo migliore amico. Perché ci sarà sempre qualche cliente che proverà a toglierti il giusto compenso. E sarà solo il tuo nome a salvarti dall’oblio dei 50 centesimi ad articolo.

5# Puoi fare esperienza

Molti mi chiedono: “Come faccio a fare esperienza se non ho lavoro? E se non lavoro come faccio a trovare contatti, a imparare i segreti del mestiere, a conoscere altri professionisti?”. La risposta è semplice: cura un blog personale.

Sarà la tua palestra, il luogo dei piccoli successi e degli errori. Qui cadrai e qui ti rialzerai. Così quando arriverà l’occasione avrai solide basi.

Mi dispiace, ma su un sito web questo aspetto è davvero limitato!

#6 Puoi fare buone conoscenze

Non hai bisogno di un blog per lanciarti nelle discussioni su Twitter e conoscere potenziali clienti. Ma quando hai un articolo al giorno (o a settimana) da far leggere ai tuoi lettori tutto è più semplice: c’è più gente che visita le tue pagine, ci sono i commenti dei lettori, ci sono i complimenti e le critiche.

Tutto questo ti metterà in contatto con persone nuove, possibili contatti di lavoro.

Ricapitoliamo. Io scelgo il blog per la mia attività di webwriter freelance perché:

  • Mi permette di mostrare le mie capacità
  • Perché è più social
  • Posso aprlare facilemnte dei miei lavori
  • Rafforza il mio brand
  • Mi permette di fare esperienza
  • Mi fa fare buone conoscenze

Tu vuoi aggiungere un altro punto? Lascialo nei commenti!

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17 COMMENTI

  1. Condivido. Oggi è impensabile che un’azienda e un professionista non abbiano un blog. Io lo aprirei anche se facessi il calzolaio.

    Inoltre permette di avere continui periodici a tema e quindi aumenta la tematizzazione del sito e migliora il posizionamento, anche se questo non dipende solo dai contenuti.

  2. sono convinto che l’utilizzo consapevole e corretto del servizio Web sia importante e fondamentale. la accuratezza e la qualità delle informazioni trasmesse devono essere una prerogativa fondamentale sia di un sito internet sia di un blog. potranno essere secchiate d’ovvietà ma non è sempre così. per quanto riguarda la scelta, credo che l’unione delle due forza telematiche può generare maggiore informazione e maggiore qualità. l’esclusione di una o dell’altra fa perdere posizionamento e potere di comunicazione all’azienda o al progetto. Non solo blog quindi…ma unione fra sito internet e blog.

  3. Ciao Riccardo,
    per iniziare complimenti per l’articolo.
    Secondo me la scelta varia in base all’idea che il web master ha in testa e ai suoi obiettivi.

    Prima di scegliere se aprire un blog o un sito web bisognerebbe capire quale utilizzo se ne deve fare.

    Che ne pensi?

    • Ciao a tutti!

      In effetti ho dimenticato di fare una piccola – ma fondamentale – precisazione: prima di aprire un blog devi avere ben chiara la sua condizione fondamentale, ovvero quella di uno strumento che deve essere aggiornato con costanza e dedizione. C’è chi scrive una volta al giorno, chi una volta ogni tre giorno o con cadenza settimanale: l’importante è avere un blog sempre aggiornato con contenuti di qualità.

  4. Ottimo post che condivido in pieno soprattutto quando dici che il blog dev’essere aggiornato. Credo che sia veramente controproducente per la propria professione aprire un blog per poi lasciarlo marcire con articoli di qualche anno prima, mi fa un pò lo stesso effetto di una casa abbandonata, tu ci entreresti se non per sbaglio?
    Ciao

  5. Ciao Riccardo,
    Fermo restando che condivido in pieno i punti elencati, ma che come ti accennavo via TW il difficile è passare dalla teoria alla pratica :-), mi domando se per caso questi punti valgano anche per i cosiddetti ‘blog di opinione’. Grazie e complimenti 🙂

    • Sì, io credo che anche per i blog di opinione questi punti siano validi. Forse con qualche differenza, ma in linea di massima sì. Come ha detto Daniele, “aprirei un blog anche se facessi il calzolaio” 🙂

  6. ciao, punti interessanti e corretti, tuttavia lavorando con le PMI (che hanno tanto tanto bisogno di comunicare bene) mi sono accorto che preferiscono dare incarichi a consulenti che sono “strutturati”. Mi spiego meglio: perché non un sito della tua attività con all’interno un blog? Puoi abbinare contenuti istituzionali (esperienza, clienti, specializzazioni) ad approfondimenti tematici. I primi supportano e contestualizzano la credibilità dei secondi, che generano traffico ed interesse.

    Questo perché alcune aziende non comprano da un blog writer, ma comprano da un professionista.

    Che dici?

    • Ciao Massimiliano,

      Il sito con blog interno può essere una soluzione. In passato se ne vedevano di più in giro, adesso hanno mollato la presa. Ti risulta? Questa è una mia impressione, secondo me si dovrebbero cercare dei dati, degli approfondimenti…

  7. Ciao Riccardo, complimenti per l’articolo, scritto bene e con passione! Concordo su tutto e confermo, leggendo i dubbi nei commenti qui sopra, che questi punti valgono anche per un blog di opinione. Ho un blog da 6 anni dove parlo di un sacco di cose, ce chi direbbe fuffa, io preferisco dichiarare apertamente che parlo di quello che mi va, quando mi va, se mi va. :)Quando è stato il momento di farmi il sito professionale non ho potuto fare a meno di continuare a scrivere nel blog: dal punto di vista reputazionale è un’arma potentissima! L’ho comunque integrato nel menu del sito ma è rimasto un entità viva e separata.

  8. Condivido pienamente.

    Aggiungerei solo che il blog, i suoi articoli, le sue pagine, sono indicizzate molto rapidamente da Google: addirittura dopo mezz’ora, in alcuni casi.

    Un sito statico non ha questa prerogativa, segue un iter completamente differente e molto più lungo.

    Per quanto riguarda l’aspetto, grazie a bellissimi temi già pronti e ottimizzati, si può strutturare il blog proprio come un sito, utilizzando “pagine” invece che “articoli”.
    In tal modo, si riuscirà a sfruttare l’occhio magnanimo dei motori di ricerca pur mantenendo un aspetto statico.

  9. Un’azienda che vuol fare una buona comunicazione deve necessariamente avere un blog, i cui contenuti devono essere coerenti con la strategia di marketing e comunicazione aziendale. “Purtroppo però gestire un blog con articoli sempre nuovi ed originali può essere dispendioso sia a livello di risorse interne che di tempo, proprio per questo motivo molte aziende non vogliono accollarsi questa “fatica” ulteriore decidendo di aprire un blog”.

    Complimenti per l”articolo ,chiaro, diretto ed essenziale!

    Vi segnalo qualche dritta generica da convidere su come creare un blog aziendale… buon lettura e grazie per gli interesanti argomenti di discussione: http://www.bd-webdesign.com/blog/item/121-come-creare-un-blog-aziendale

  10. Mi permette di mostrare le mie capacità
    Perché è più social
    Posso parlare facilmente dei miei lavori
    Rafforza il mio brand
    Mi permette di fare esperienza
    Mi fa fare buone conoscenze.. Tutti ottimi consigli aventi come base che si deve lavorare. Il sito web è statico? Vogliamo il Blog per essere più presenti e notati? Bene: il lavoro è quotidiano e occorrono competenze supplettive relazionali e di contenuto

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