Cos’è l’ozio creativo?

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

L’ozio creativo è un concetto elaborato dal sociologo De Masi. L’individuo è libero di dedicarsi ad attività che lo appassionano e che stimolano la sua creatività. L’ozio non dovrebbe essere visto come tempo sprecato o inattivo.


L’ozio creativo è la sintesi tra dovere e piacere, l’incontro tra ciò che amiamo fare per puro diletto e al capacità di crescere e sviluppare le proprie capacità professionali.

Cos'è l'ozio creativo?
Creatività e ozio creativo.

Questo è un concetto elaborato dal sociologo Domenico De Masi secondo il quale – prendo da Wikipedia – i confini tra lavoro, studio e gioco si confondono. Nella società post-industriale noi freelance del web siamo gli operai che non usano la forza fisica.

Cos’è l’ozio creativo, definizione

L’ozio creatività è la possibilità, ripresa dagli antichi popoli, di utilizzare il riposo non come perdita di tempo ma come recupero della creatività. Nell’ozio creativo il gioco e il riposo vengono intesi come momenti costruttivi per la produttività.

Come nasce l’ozio creativo

Studia, segui le regole, fai i compiti, sgobba per prendere voti migliori, impara ciò che ti dicono di imparare, trovati un lavoro. Un lavoro vero. Uno di quelli che ti costringono a indossare giacca e cravatta tutti i giorni. Altro che dolce far niente.

Dalla rivoluzione industriale a oggi il passo è breve. Tutto è razionalizzazione. Tutto deve essere così. L’essere umano deve essere razionalizzato. Lo spazio anche.

Lo sai che l’orologio, e il relativo calcolo puntuale del tempo, è nato con la rivoluzione industriale? Prima non serviva. Ma la fabbrica aveva bisogno di turni razionalizzati e l’orologio dettava i tempi della vita nelle prime, grandi, metropoli.

Tutto si basa su un’unica regola: quella del lavoro. Si vive per lavorare. E si insegue un sogno: il miglioramento. Il miglioramento attraverso il sudore della fronte.

Lavoro e ozio creativo

Siamo stati abituati a lavorare ogni giorno . Il lavoro nobilita l’uomo e noi rispettiamo il lavoro. Siamo figli di un’epoca in cui è più facile incontrare un unicorno in autostrada che trovare un lavoro. A quello fisso non ci crede nessuno.

ozio

In un mondo che ha cambiato le regolare del lavoro non basta più piegarsi in due dalla fatica. Ce la possiamo piegare anche in quattro, non fa differenza. Dobbiamo essere imprenditori e non solo freelance, dobbiamo essere speciali.

Non c’è spazio per l’improvvisazione e per il riposo. A meno che non sia razionalizzato. E l’ozio non è sinonimo di pigrizia.

Dobbiamo anche recuperare il rapporto con l’ozio. O meglio, con l’ozio creativo. Sembra una follia, vero? Come possiamo creare e produrre se ci riposiamo? Proprio questo è il punto: tu non devi solo lavorare per creare e produrre.

Creatività è ozio creativo

Noi lavoriamo con creatività. E la creatività non la stimoli eseguendo come un automa gli ordini del padrone, o gozzovigliando notte e giorno con i tuoi amici.

Prendi come esempio la storia della cicala e della formica: la prima canta senza creare ricchezza, la seconda accumula. Oggi questa semplicità non può essere applicata: non possiamo più ragionare come formiche o come cicale.

Da leggere: come diventare ispirazione per la tua nicchia

Cosa significa tutto questo?

Te lo dico io: significa lasciare spazio alla tua creatività. Significa cogliere ogni occasione per uscire dagli schemi, per dare il tuo contributo, per improvvisare.

E imparare qualcosa di nuovo. L’argomento è vasto, vastissimo. Impossibile da affrontare qui e ora. Pensa, però, a quante cose fantastiche sono nate per gioco, per una semplice passione. Pensa al fatto che noi adesso siamo qui, a scrivere davanti a macchine ideate da persone che seguivano le proprie passioni nel garage.

oziare
Oziare con creatività.

Tempi e luoghi differenti. Ma c’è sempre da imparare dalle grandi storie. E l’insegnamento che ho individuato io è semplice: prenditi i tuoi spazi. Prenditeli.

Essere freelance vuol dire amare il proprio lavoro. Non vuol dire seguire il capo, non vuol dire seguire i consigli del cliente. No. Il cliente non va dal dentista e gli dà qualche consiglio. Tu sei il professionista e tu sai fare il tuo lavoro.

I prodotti che usciranno dalle tue mani saranno all’altezza delle tue aspettative. E in questa continua catena di montaggio fatta di richieste, preventivi e lavori consegnati dobbiamo ritagliarci lo spazio per l’ozio creativo.

Riccardo Esposito

Sono un senior copywriter e un web writer freelance specializzato in AI e scrittura testi per landing page. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online (bio di Riccardo Esposito).

Categoria: Lavoro online

16 commenti su “Cos’è l’ozio creativo?”

  1. Non possiedo giacca e cravatta e mai le indosserò 😀
    Sono fuori, come età, per trovare un lavoro da dipendente, ci ho provato per quasi 12 anni senza risultato. Devo reinventarmi, quindi.

    Ma so una cosa: io avrò i miei orari e non farò favoritismi a nessuno. Il riposo per me è sacro. Il lavoro mi serve per vivere, cioè per comprare da mangiare e pagare i servizi. Il resto è vita privata e su quella la giurisdizione è mia.

    1. Riccardo Esposito

      Sacrosanto.

      A volte, però, il lavoro si insinua in questo meccanismo che è la vita con una tale insistenza… Non lo nego: faccio fatica a staccarmi dal lavoro. E penso che in fin dei conti compriamo macchine sempre più costose, e perdiamo tempo per selezionare app sempre più performanti, per lavorare di più. Per portarci il lavoro ovunque. Anche nel letto o in bagno.

      Assurdo.

  2. L’ozio significa recuperare la propria natura…occorre disimparare per ritornare a se stessi.

    1. Riccardo Esposito

      Disimparare.

      E continuare a sognare sapendo di sognare.

      Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza

  3. Benedetto Motisi

    Non siamo macchine, ed è vero che l’ozio è creativo e soprattutto vitale per chi lavora di creatività.

    Stando sempre in trincea, specie nel nostro settore che è molto autoreferenziale (dai, non dirmi di no), il rischio è limitare le vedute.

    Io le ultime due-tre idee interessanti per il lavoro le ho tratte dalla mezz’ora di gioco in metro con i Pokémon. .con i Pokémon cacchio. Bisogna avere le sinapsi bruciate, però si sono rivelate vincenti. Assurdo no?

    1. Riccardo Esposito

      Ti dico la verità: no, non è assurdo. Anzi, è assolutamente normale trovare nuovi spunti nei momenti di riposo, quando la mente è libera di connettersi ed espandersi come vuole. Anche verso la fase ludica.

  4. La Creatività è qualcosa di “straordinariamente bello”. Quando posso sono sempre con la testa fra le nuvole 🙂 Ho creato i miei siti migliori vedendo film, giocando ai videogame o suonando la chitarra. A volte mi basta una passeggiata.

    1. Penso che la creatività sia massima espressione dell’essere centrati su se stessi, quindi non può essere né bella, né brutta. La testa fra le nuvole invece, è il contrario, cioè essere decentrati.

      1. Dipende dai punti di vista, per me la creatività è bella da vivere, momento per momento, magari è deformazione professionale. Mentre avere la testa fra le nuvole non mi deconcentra affatto, significa che sto pensando alle mie cose “belle e creative”, sogno qualcosa.

        1. Io ti parlo alla luce della mia professione…tu dici, che la creatività è bella da vivere, io aggiungo la creatività è vita. Per questo non condivido con te la frase “sto pensando “, in quanto la creatività è azione e non il pensiero.Non ho scritto deconcentrare, ma decentrare…ma forse parliamo della stessa cosa, solo che non ci siamo comprensi

          1. Si Suzana, probabilmente stiamo dicendo le stesse cose in modo diverso. Scusami ho letto “decocentrati” al posto di “decentrati” 🙂

  5. Io vivo di creatività Riccardo.
    Mi si chiede di creare concept, di offrire soluzioni innovative e per farlo la mia mente deve essere libera e devo necessariamente ricavarmi degli spazi di ozio creativo.
    La creatività ti colpisce come un fulmine nei momenti più stravaganti e l’importante è avere a portata di mano un supporto su cui prendere un banale appunto e poi metterlo a fuoco anche in un secondo momento.
    Insomma per me sono vitali e nonostante la frenesia di ogni giorno, con una buona organizzazione un po’ di libertà si riesce a trovare.
    In fondo ho scelto di fare questo lavoro perchè lo amo profondamente e non per diventarne schiava…

    1. Riccardo Esposito

      Supporto per prendere appunti. Una curiosità: preferisci cartaceo o uno dei tanti device elettronici?

      1. Riccardo un po’ di tempo fa mi hai definita “amanuense” e trovo che questo termine, usato in maniera così simpatica :), mi si addica molto.
        Preferisco la carta a costo di sembrare antica…
        Sulla carta faccio i miei strani schemi mentali cancello e rileggo ciò che ho cancellato, faccio modifiche ai disegni, inserisco asterischi, cuoricini, liste puntate e utilizzo ogni spazio libero.
        Non so io diversamente non riesco … è come se fra me e la creatività non ci debbano essere filtri elettronici (forse sono un po’ strana e folle ;))
        E tu invece?
        Trovi che dovrei cambiare metodo?

  6. Ottimo articolo Riccardo… Molte volte, e parlo per esperienza personale, ci capita di non concedersi nemmeno un attimo di pausa, arrivando al punto di sentirsi non abbastanza produttivi e stanchi, poi passiamo un fine settimana senza pensare al lavoro e di colpo ecco rinascere tutta la creativitá che era stata persa

    1. Riccardo Esposito

      Questo è un problema: dobbiamo concederci momenti liberi per diventare nuovamente creativi.

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