Cos’è l’ozio creativo?

L'ozio creativo è la pratica di un benessere che arriva da lontano. Esattamente dal riposare in modo da sviluppare la creatività e l'interesse per tutto ciò che sviluppa conoscenza curiosa.

L’ozio creativo è la sintesi tra dovere e piacere, l’incontro tra ciò che amiamo fare per puro diletto e al capacità di crescere e sviluppare le proprie capacità professionali.

Creatività e ozio creativo.

Questo è un concetto elaborato dal sociologo Domenico De Masi secondo il quale – prendo da Wikipedia – i confini tra lavoro, studio e gioco si confondono. Nella società post-industriale noi freelance del web siamo gli operai che non usano la forza fisica.

Come nasce l’ozio creativo

Studia, segui le regole, fai i compiti, sgobba per prendere voti migliori, impara ciò che ti dicono di imparare, trovati un lavoro. Un lavoro vero. Uno di quelli che ti costringono a indossare giacca e cravatta tutti i giorni. Altro che dolce far niente.

Dalla rivoluzione industriale a oggi il passo è breve. Tutto si riassume in una parola: razionalizzazione. Tutto deve essere razionalizzato. L’essere umano deve essere razionalizzato. Lo spazio deve essere razionalizzato. Il tempo deve essere razionalizzato.

Lo sai che l’orologio, e il relativo calcolo puntuale del tempo, è nato con la rivoluzione industriale? Prima non serviva. Ma la fabbrica aveva bisogno di turni razionalizzati e l’orologio dettava i tempi della vita nelle prime, grandi, metropoli.

Tutto si basa su un’unica regola: quella del lavoro. Si vive per lavorare. E si insegue un sogno: il miglioramento. Il miglioramento attraverso il sudore della fronte.

Lavoro e ozio creativo

Siamo stati abituati a lavorare ogni giorno . Il lavoro nobilita l’uomo e noi rispettiamo il lavoro. Siamo figli di un’epoca in cui è più facile incontrare un unicorno in autostrada che trovare un lavoro. A quello fisso non ci crede nessuno.

ozio

In un mondo che ha cambiato le regolare del lavoro non basta più piegarsi in due dalla fatica. Ce la possiamo piegare anche in quattro, non fa differenza. Dobbiamo essere imprenditori e non solo freelance, dobbiamo essere speciali.

Non c’è spazio per l’improvvisazione e per il riposo. A meno che non sia razionalizzato. E l’ozio non è sinonimo di pigrizia.

Dobbiamo anche recuperare il rapporto con l’ozio. O meglio, con l’ozio creativo. Sembra una follia, vero? Come possiamo creare e produrre se ci riposiamo? Proprio questo è il punto: tu non devi solo lavorare per creare e produrre.

Creatività è ozio creativo

Noi lavoriamo con creatività. E la creatività non la stimoli eseguendo come un automa gli ordini del padrone, o gozzovigliando notte e giorno con i tuoi amici.

Prendi come esempio la storia della cicala e della formica: la prima canta senza creare ricchezza, la seconda accumula. Oggi questa semplicità non può essere applicata: non possiamo più ragionare come formiche o come cicale.

Cosa significa tutto questo?

Te lo dico io: significa lasciare spazio alla tua creatività. Significa cogliere ogni occasione per uscire dagli schemi, per dare il tuo contributo, per improvvisare.

E imparare qualcosa di nuovo. L’argomento è vasto, vastissimo. Impossibile da affrontare qui e ora. Pensa, però, a quante cose fantastiche sono nate per gioco, per una semplice passione. Pensa al fatto che noi adesso siamo qui, a scrivere davanti a macchine ideate da persone che seguivano le proprie passioni nel garage.

oziare
Oziare con creatività.

Tempi e luoghi differenti. Ma c’è sempre da imparare dalle grandi storie. E l’insegnamento che ho individuato io è semplice: prenditi i tuoi spazi. Prenditeli.

Essere freelance vuol dire amare il proprio lavoro. Non vuol dire seguire il capo, non vuol dire seguire i consigli del cliente. No. Il cliente non va dal dentista e gli dà qualche consiglio. Tu sei il professionista e tu sai fare il tuo lavoro.

I prodotti che usciranno dalle tue mani saranno all’altezza delle tue aspettative. E in questa continua catena di montaggio fatta di richieste, preventivi e lavori consegnati dobbiamo ritagliarci lo spazio per  l’ozio creativo.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

17 COMMENTI

  1. Non possiedo giacca e cravatta e mai le indosserò 😀
    Sono fuori, come età, per trovare un lavoro da dipendente, ci ho provato per quasi 12 anni senza risultato. Devo reinventarmi, quindi.

    Ma so una cosa: io avrò i miei orari e non farò favoritismi a nessuno. Il riposo per me è sacro. Il lavoro mi serve per vivere, cioè per comprare da mangiare e pagare i servizi. Il resto è vita privata e su quella la giurisdizione è mia.

    • Sacrosanto.

      A volte, però, il lavoro si insinua in questo meccanismo che è la vita con una tale insistenza… Non lo nego: faccio fatica a staccarmi dal lavoro. E penso che in fin dei conti compriamo macchine sempre più costose, e perdiamo tempo per selezionare app sempre più performanti, per lavorare di più. Per portarci il lavoro ovunque. Anche nel letto o in bagno.

      Assurdo.

  2. Non siamo macchine, ed è vero che l’ozio è creativo e soprattutto vitale per chi lavora di creatività.

    Stando sempre in trincea, specie nel nostro settore che è molto autoreferenziale (dai, non dirmi di no), il rischio è limitare le vedute.

    Io le ultime due-tre idee interessanti per il lavoro le ho tratte dalla mezz’ora di gioco in metro con i Pokémon. .con i Pokémon cacchio. Bisogna avere le sinapsi bruciate, però si sono rivelate vincenti. Assurdo no?

    • Ti dico la verità: no, non è assurdo. Anzi, è assolutamente normale trovare nuovi spunti nei momenti di riposo, quando la mente è libera di connettersi ed espandersi come vuole. Anche verso la fase ludica.

  3. La Creatività è qualcosa di “straordinariamente bello”. Quando posso sono sempre con la testa fra le nuvole 🙂 Ho creato i miei siti migliori vedendo film, giocando ai videogame o suonando la chitarra. A volte mi basta una passeggiata.

    • Penso che la creatività sia massima espressione dell’essere centrati su se stessi, quindi non può essere né bella, né brutta. La testa fra le nuvole invece, è il contrario, cioè essere decentrati.

      • Dipende dai punti di vista, per me la creatività è bella da vivere, momento per momento, magari è deformazione professionale. Mentre avere la testa fra le nuvole non mi deconcentra affatto, significa che sto pensando alle mie cose “belle e creative”, sogno qualcosa.

        • Io ti parlo alla luce della mia professione…tu dici, che la creatività è bella da vivere, io aggiungo la creatività è vita. Per questo non condivido con te la frase “sto pensando “, in quanto la creatività è azione e non il pensiero.Non ho scritto deconcentrare, ma decentrare…ma forse parliamo della stessa cosa, solo che non ci siamo comprensi

          • Si Suzana, probabilmente stiamo dicendo le stesse cose in modo diverso. Scusami ho letto “decocentrati” al posto di “decentrati” 🙂

  4. Io vivo di creatività Riccardo.
    Mi si chiede di creare concept, di offrire soluzioni innovative e per farlo la mia mente deve essere libera e devo necessariamente ricavarmi degli spazi di ozio creativo.
    La creatività ti colpisce come un fulmine nei momenti più stravaganti e l’importante è avere a portata di mano un supporto su cui prendere un banale appunto e poi metterlo a fuoco anche in un secondo momento.
    Insomma per me sono vitali e nonostante la frenesia di ogni giorno, con una buona organizzazione un po’ di libertà si riesce a trovare.
    In fondo ho scelto di fare questo lavoro perchè lo amo profondamente e non per diventarne schiava…

      • Riccardo un po’ di tempo fa mi hai definita “amanuense” e trovo che questo termine, usato in maniera così simpatica :), mi si addica molto.
        Preferisco la carta a costo di sembrare antica…
        Sulla carta faccio i miei strani schemi mentali cancello e rileggo ciò che ho cancellato, faccio modifiche ai disegni, inserisco asterischi, cuoricini, liste puntate e utilizzo ogni spazio libero.
        Non so io diversamente non riesco … è come se fra me e la creatività non ci debbano essere filtri elettronici (forse sono un po’ strana e folle ;))
        E tu invece?
        Trovi che dovrei cambiare metodo?

  5. Ottimo articolo Riccardo… Molte volte, e parlo per esperienza personale, ci capita di non concedersi nemmeno un attimo di pausa, arrivando al punto di sentirsi non abbastanza produttivi e stanchi, poi passiamo un fine settimana senza pensare al lavoro e di colpo ecco rinascere tutta la creativitá che era stata persa

  6. Io penso che tutti noi indossiamo un paio di occhiali.
    Occhiali da vista, certo.
    Un paio di lenti che sono la nostra finestra sul mondo.
    La nostra vita però somiglia spesso a un forno.
    Uno di quei forni che quando li apri sbuffano tanto di quel vapore da annebbiarti la vista.
    Peccato che a volte siamo così presi dal bruciare tutte le nostre energie nella nostra vita-forno da non renderci neanche conto che abbiamo gli occhiali appannati e che con gli occhiali appannati non si può fare granché e che anche quando si fa qualcosa non si riesce a farla granché bene.
    Per me l’ozio creativo è quel momento in cui ci si ferma a pulire le lenti e si inforcano un paio di occhiali che sembrano nuovi di zecca.
    E tutto intorno è più chiaro, più facile e riesce meglio.

  7. La creatività arriva quando non ti impersonifichi più con le tue paure e le tue gioie, cioè, le continui a percepire, però non ti lasci possedere da esse. Se non sei paura, ne gioia, allora sei l’osservatore di te stesso che prova questi sentimenti. A quel punto sei libero dall’ego e puoi realizzare qualsiasi cosa.
    La creatività è solo la prima delle conseguenze 🙂

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