Che cos’è la D eufonica e quando si usa?

La D eufonica permette di mantenere la giusta alternanza tra vocale e consonante quando scrivi e nella pronuncia delle parole. Bastano pochi passaggi per rispettare questa regola.

La D eufonica è un elemento che si aggiunge a congiunzioni (E/O) e preposizioni semplici (A) per evitare che si incontrino due vocali simili. Rappresenta un elemento fonetico che consente di instaurare una buona alternanza tra consonante e vocale.

D eufonica
Quindi, è obbligatoria la D?

Anche se la regola per usare la D eufonica (dal greco euphonìa, suono armonico) è abbastanza semplice ci sono ancora molti casi in cui questa semplice indicazione viene ignorata. Meglio approfondire l’argomento e dare indicazioni.

Cos’è la D eufonica

L’aggiunta della consonante D (epitesi) a elementi di congiunzione e preposizione per evitare il bisticcio con la parola successiva che inizia con la stessa vocale.

La D eufonica affonda le sue radici nel latino con le particelle ad, et, aut e arriva fino ai giorni nostri passando per l’italiano antico dove si usavano anche ned, sed, ched per indicare l’eufonia (aggiungere una consonante finale alla congiunzione o proposizione che incontra un altro elemento con la stessa vocale) di né, se e che. Oggi questi casi sono scomparsi per lasciare posto, solitamente, a ed e ad. Raramente od.

Da leggere: come scrivere meglio

Quando si usa la D

La D eufonica si usa nella lingua parlata e scritta. Riguarda il momento in cui si incontrano O/E congiunzione o la A preposizione con parole che iniziano con la stessa vocale. Questa D si aggiunge per evitare cacofonie ed errori fonologici. I casi:

  • Preposizione ad al posto di a.
  • Congiunzione ed al posto di e.
  • Congiunzione od invece di o.

A volte la D eufonica, anche se è tecnicamente corretta, rende pesante la lettura. Questo è il caso di OD, che nella lingua scritta tende a essere abbandonato.

Esempi e regole base

  • Vivo ad Ancona.
  • Ed ecco i miei amici.
  • Visioni od odori.

Devo usarla sempre?

No, non abusare della D eufonica. Non la puoi inserire a piacere: è un elemento ben preciso da dosare quando serve. Ovvero nel momento in cui si incontrano una congiunzione o una preposizione che crea cacofonia con la stessa vocale.

L’uso della ‘d’ eufonica, secondo le indicazioni del famoso storico della lingua Bruno Migliorini, dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, quindi nei casi in cui la congiunzione e e la preposizione a precedano parole inizianti rispettivamente per e e per a

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Altri casi in cui è meglio evitare? Non si usa la D eufonica prima della H aspirata e prima di un inciso. Allo stesso modo si tende a non mettere Questo elemento quando la parola successiva inizia con la combinazione ED o AD. Esempio:

  • Ho dato questo a Adamo (non ad Adamo).
  • Si parla di Inferno e Eden (non ed Eden).
  • Ho dato questo a Adolfo (non ad Adolfo).
  • Ho visto case e edifici (non ed edifici).

D eufonica, eccezioni

Anche se la D eufonica segue norme precise – aggiungere la consonante per evitare cacofonia di vocali delle congiunzioni e preposizioni – ci sono delle eccezioni:

  • Ad esempio.
  • Ad ogni modo.
  • Ad eccezione.
  • Tu ed io.

Questi sono esempi di combinazioni cristallizzate in cui la buona forma sonora ha vinto sulla regola. Una prova in più che conferma il buon senso della nostra lingua.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. Io la uso raramente, a dire il vero.
    In alcuni casi la evito trovando un sinonimo, come “per esempio” anziché “ad esempio”.
    Nel caso di vicinanza di vocali con accento differente non la uso: “e ecco”, perché è in effetti “é ècco”, quindi nella pronuncia non vedo un inciampo.
    Non mi piace trovarla sempre a contatto di vocali, anche diverse, come fanno molti: ad uso, ed ultimo, ecc.

  2. Ed io che resto stupito da un articolo così chiaro ed esaustivo su questo “minuscolo” dettaglio 😉

    • Ciao, grazie a te per aver commentato il mio articolo dedicato alla D eufonica e alla buona scrittura.

      • Forse è anche questione di dialetto?
        Nel romanaccio non si usa 😀
        “So’ stato a Anzio”, per esempio.
        O anche: “E eccote, finalmente!”

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