Cos’è una killer application?

Si tratta di un concetto preso dall'informatica e si presenta come una metafora per intendere un concetto molto semplice: questa è la sezione vincente, l'aspetto decisivo per imporsi.

Cos’è una killer application? Con questo termine s’intende una funzione di un programma – o una qualsiasi attività – in grado di diventare determinante, vincente.

killer application
Qual è l’applicazione vincente?

Si tratta di un concetto tipico dell’informatica dato con con la killer application (o killer app, applicazione assassina) possiamo individuare la tecnologia in grado di imporsi sul mercato. Ma si è imposto anche del mondo del digital e web marketing.

Definizione di killer application

Il concetto di killer app è emerso quando c’è stata la consapevolezza che le persone erano disposte a comprare un hardware più costoso solo per eseguire un software diverso.

Bill Gates ha definito Internet Explorer come un’applicazione killer per il suo impero, Windows.

Perché sviluppare una killer app

Nel settore dell’informatica, lo sviluppo di una app killer può aumentare notevolmente le vendite della piattaforma o del software in questione. Ciò avviene anche per i programmi, i sistemi operativi e i videogiochi. Per capire cos’è una killer app bisogna guardare il proprio obiettivo: portare al successo una determinata attività.

Esempio storici di killer app

Tecnicamente la prima killer app è stata VisiCalc, un software per spreadsheet elettronici del 1979 che ha sostituito i fogli di calcolo manuali. Una rivoluzione.

killer application
Ecco una vera applicazione assassina.

Poi è arrivato l’editor WYSIWYG (what you see is what you get) sempre nel 1979 che ancora usiamo. Per continuare con altri esempi in settori più o meno limitrofi:

  • Tetris, killer app per Game Boy.
  • Mosaic e Netscape per il web.
  • Napster per l’uso della musica.
  • Word ed Excel per il Windows.
  • iTunes per la Apple.

Killer application nel marketing

Cos’è una killer application in questi casi? Di sicuro si unisce a quello che nel marketing ci spinge a essere unici, così speciali da diventare indispensabili e imporre un upselling al cliente. Secondo te ognuno di noi può diventare killer application per i proprio clienti? Aspetto la tua opinione.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

8 COMMENTI

  1. Con questo post credo proprio che tu abbia centrato il bersaglio! La vera killer app siamo noi, nella misura in cui diamo il meglio di noi stessi senza nasconderci dietro convenzioni e formalismi per paura di sbagliare.

    • I formati killer app sono importanti. Arricchiscono il contenuto con modalità differenti. Ma alla fine sono solo dei contenitori vuoti: sei tu autore che li devi riempire con idee e conoscenza. Anzi… prima li devi scegliere, poi studiare e infine utilizzare.

  2. Assolutamente d’accordo.

    Lo sto sperimentando sulla mia pelle in questo periodo in cui non so cosa voglio realmente diventare. Un giorno voglio fare il giornalista, il giorno dopo il copywriter, un giorno sogno di lavorare in un azienda, il giorno dopo voglio essere freelance, e così via…

    Il risultato è che, senza aver scoperto qual’ è la mia killer-app, il mio blog è in costruzione da 3 mesi e non riesco a decidermi sul come riempirlo.

  3. Ciao Riccardo,
    Sono d’accordo sul fatto che ognuno di noi dovrebbe avere io suo stile ma allora ti chiedo: se ad esempio io e te scrivessimo entrambi un post dove spieghiamo come postare una foto su Instagram o su come utilizzare un servizio web, ecc… Entrambi presentiamo gli stessi contenuti magari trattati anche su altri blog, perciò in base a cosa un utente dovrebbe decidere di seguire e commentare i miei post e non i tuoi? Possibile che la killer app stia solo nel MODO in cui scriviamo un articolo?

    • Vuoi il mio punto di vista? Sì, è possibile.

      Ci sono decine, centinaia di articoli simili. Ma è normale, non è un problema: ognuno lo scrive nel modo che ritiene opportuno, dando un tono diverso e qualche informazione in più o in meno. E io posso trovare utili articoli dedicati ad argomenti perché affrontano il problema da una prospettiva differente.

      Il problema sorge quando il blogger X copia pari passo il blogger Y. In questo modo scimmiotta qualcosa che ha funzionato prima, in un determinato periodo storico. Ma non funzionerà più.

      Non credi?

  4. ICO ha perfettamente ragione! Il nome è già da sé una killer app. Sapersi “brandizzare” in maniera appropriata rappresenta fin da subito un elemento in grado di distinguerci. Sapete alla lunga che cos’è un’altra killer app? Sono i lettori che decidono di commentare i post aggiungendo nuovi elementi utili alla discussione! 😉

    • Sicuramente il nome ha un suo peso specifico relativamente al prodotto che sottende, ma qui non parliamo della scelta o l’acquisto di un oggetto finito nello spazio e nel tempo, come un maglione o un bracciale. Un blog e la sua scelta da parte di un utente afferisce ad una sfera più intima e più utilitaria al contempo. Non frequentiamo un blog per il nome ma per le informazioni, i contenuti e il grado in cui questi ci sono utili. Un sito con contenuti validi farà brillare il nome del blog e ce lo farà piacere anche se questo dovesse essere pincopallino.com e trattare di economia e finanza. Quello che voglio dire, sperando di centrare il messaggio del post di Riccardo, è che di primaria importanza sono i contenuti, la forma, i nomi e i lustri sono piacevoli, ma solo per rendere un’esperienza ancora più gradevole all’utente.

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