Quanto guadagna un copywriter?

Non esistono tariffe per copywriter ufficiali. Ma una ricerca ha individuato stipendio medio e massimo di chi fa il copywriter in Italia. E può essere molto interessante scoprire i numeri.

Circa 1.700 euro netti al mese. Ecco quanto guadagna un copywriter al mese, in media. E ad avere lo stipendio più alto sono i professionisti che hanno maggiore esperienza: 3.450 euro. Lo stipendio minimo è di  1.150 euro al mese.

quanto guadagna un copywriter
Quanto guadagna un copywriter?

La retribuzione di un copywriter può essere così generosa? Secondo la ricerca di Jobbydoo.it questo è il fatturato o il salario di chi decide di lavorare sodo con la scrittura. Ti lascio anche una tabella di sintesi, sono sempre stipendi netti medi.

CondizioneStipendio (€)
Stage500
Minimo1.150
Medio1.700
Senior3.450

Copywriter: chi guadagna di più?

Tra i copywriter c’è la figura del senior che riesce a far valere le sue competenze e può aumentare il fatturato. O comunque accetta lavori che pagano di più, vestendo ruoli di responsabilità.

Interessante scoprire che i SEO copywriter, chi ha competenze legate all’ottimizzazione per i motori di ricerca, può ambire a uno stipendio migliore. Quanto guadagna un copywriter con una specializzazione del genere? Circa 1.750 € al mese, secondo la ricerca di Jobbydoo, che equivale al 3% in più rispetto alla media.

Da leggere: quanto guadagna un giornalista ad articolo

Chi, invece, guadagna di meno?

Secondo i valori della ricerca – stimati sulla base delle offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma negli ultimi 12 mesi – chi guadagna di meno sono gli stagisti.

In sintesi, se la passa peggio chi inizia con poca esperienza, ma già i copywriter junior possono contare su offerte di lavoro interessanti. Più ti allontani dalla figura entry-level e maggiori sono le possibilità di guadagnare in modo da fare la differenza.

Stipendi più alti con l’esperienza

Quanto guadagna un copywriter in base al tempo? Se un copywriter all’inizio della propria carriera guadagna poco, ma con circa 9 anni di esperienza invece?

Può ritenersi a metà carriera e aspirare a uno stipendio più alto. Dopo 10 anni nel mondo del copywriting puoi puntare verso stipendi oltre i 2.000 euro al mese.

Da leggere: quanto può guadagnare un web writer

Dove si guadagna di più in Italia?

Milano è di sicuro la città in cui fare carriera e monetizzare fatturando di più. La seconda città in Italia è Roma mentre la terza è Torino. Qui puoi ambire alle migliori tariffe per copywriter. Lo stesso vale anche per blogger e web writer.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

8 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con te: il copy è un lavoro (al quale tra l’altro aspiro) e spesso davvero arduo. Generalizzando: togliere valore a chi fa questo mestiere perchè non produce beni tangibili è poco coerente con il fatto che i copy fatti per bene producono ben più di qualcosa di materiale. Producono (guidano, convogliano..) sogni, aspettative, concretizzazione dei desideri.. e inoltre rimangono nella testa delle persone per anni! Cosa c’è di più “tangibile” di questo? Ovviamente esagero ma il concetto spero sia passato.. 😉

    • Ciao Federico,

      sfondi una porta aperta: creare una frase capace di rimanere impressa nel tempo, di generazione in generazione, è una cosa fantastica. Un onore, un evento che capita poche volte a pochi fortunati. Difficile far passare questo messaggio, lo ammetto.

  2. Ciao Riccardo,
    mi trovi assolutamente d’accordo con te.
    Quella del copy è una professione poco tangibile, ma fondamentale. Il riconoscimento del nostro lavoro, ancora, sembra un obiettivo lontano da raggiungere.
    Ci sono tantissime persone che la pensano come “Donald is dead”. Anch’io ho letto l’articolo ed i commenti e non ti nego che, di primo acchito, avrei voluto rispondere con modi e termini molto meno delicati dei tuoi. Ma, siccome dovremmo essere dei conoscitori delle parole, credo tu abbia fatto molto bene ad affrontare il problema in questo modo.
    Una questine ancora aperta alla quale credo potremo porre fine solo lavorando con coscienza e dedizione. Insomma, qualche critico resterà sempre, ma anche loro servono a spingerci a fare meglio, giusto?

    • Bisogna lavorare bene per poter arrivare a un guadagno adeguato alle nostre esigenze. In questo percorso la formazione resta centrale.

  3. La prima cosa che mi viene in mente è: come mai certi commenti (piuttosto superficiali) vengono fatti sempre in forma anonima? Le soluzioni sono due: o l’autore stesso del commento percepisce l’idiozia del concetto espresso oppure ha solo paura di “ritorsioni” internettiane.

    Detto questo c’è una sola sola risposta da dare a chi pensa e professa opinioni simili: quello che lavora alla catena di montaggio lo sa che l’aumento del suo stipendio e dei lavoratori in azienda dipende anche (e in buona parte) da chi la comunicazione aziendale la crea e la divulga? Ha mai pensato che vendere centomila prodotti in un anno o venderli duemila può renderlo più ricco in termini di stipendio e di posti di lavoro?

    Uno slogan può fare la differenza, un ADV ben fatto può trasformare una piccola azienda in una grande impresa.

    Pensare prima di parlare è il miglior consiglio che posso dargli.

    • Da sempre l’anonimato protegge le persone riottose. Il commento-bomba è un po’ come il sasso lanciato dal manifestante o dal tifoso: preso singolarmente non lo farebbe mai; nell’anonimato della massa si sente protetto, non riconosciuto, in grado di lanciare la “bomba” e scomparire. Ecco un po’ di Sociologia spicciola per tentare di spiegare un comportamento poco cristallino…

      La seconda parte del ragionamento, invece, nulla da dire: fila come un treno. Anzi, come una lancia… i treni ultimamente non sono il massimo!

      Ciao Beatrice e grazie per il tuo commento.

  4. Ciao Riccardo, molto interessante questo post. In effetti hai posto l’accento su una questione spinosa. Personalmente credo che qualsiasi lavoro, se esercitato con cuore ed onestà, sia apprezzabile. Se pensiamo ad uno spettacolo teatrale, ciò che si va a guardare per prima cosa è, forse, il nome degli attori. Ma non si potrebbe andare in scena senza costumi, scenografie, luci, audio e… sceneggiatura! Sei d’accordo? Un saluto! Chiara.

    • Ciao Chiara!

      Certo che sono d’accordo. Il successo non è quasi mai merito di un’unica persona o un unico elemento. Ci sono mille fattori da considerare e tra questi, nel caso della Coop, c’è anche lo slogan. E che slogan… ce lo ricordiamo a distanza di anni!

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