Umberto Eco e le legioni di imbecilli sui social network

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il

Secondo Umberto Eco, legioni di imbecilli marceranno sui social. Nel giugno 2015 queste furono le sue parole. Anzi, ti riporto esattamente la fonte storica. Ecco la sua dichiarazione rilasciata nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano messi a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”

Ansa

Ecco cosa ha detto Umberto Eco. E ha detto questo dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei media. Queste parole faranno storia, lasciano una verità. I social danno parola anche a chi non dovrebbe emettere fiato.

Umberto Eco e le legioni di imbecilli sui social network
Chi sono gli imbecilli?

Facebook, Instagram e via dicendo danno la possibilità di esprimere opinione in modo democratico. Tutti possono parlare. Anche gli imbecilli che offendono un capo di stato, un premio Nobel, un benefattore. Anche Samantha Cristoforetti è stata insultata dai famosi leoni da tastiera che abbondano con i commenti negativi.

Umberto Eco e legioni di imbecilli

Perché una persona che accusa un’astronauta di rubare i soldi dello Stato dovrebbe avere diritto di parola? Perché dovrebbe averla chi la insulta per il suo aspetto fisico? Internet e i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli?

L’opinione di Eco: i social danno parola allo scemo del villaggio. Il web ha dato parola al sempliciotto che atterra sulla pagina di Gianni Morandi o di Selvaggia Lucarelli per sfogare le proprie frustrazioni. Lo stupido si trasforma in vandalo.

I social amplificano la voce perché sono democratici, ma non puoi fare una selezione. La forza dei social è proprio questa: tutti possono accedere ai canali. Tutti possono far sentire la propria voce. Anche Umberto eco e le legioni di imbecilli sui social.

umberto eco

Il concetto dell’informazione efficace online è semplice: la storia del content is king ha prodotto una quantità di contenuti mostruosa. Tutti vogliono un blog aziendale, tutti vogliono create contenuti da dare in pasto a Google e ai social. Ma chi può farlo veramente?

Cosa ha detto veramente Umberto Eco

Non si è limitato a dare la colpa ai social, e ad accusare Facebook e Twitter di dare voce al balordo. Il balordo esiste, cammina, si riproduce. Prima o poi lo incontrerai di persona. Suonerà il clacson mezzo secondo dopo il verde, salterà la fila, commenterà una ragazza che conosci con toni volgari. Il balordo è indipendente.

In realtà Umberto Eco rilega il discorso della legione di imbecilli in un angolo. Seppur importante ma comunque un angolo. Perché commenta anche l’importanza di un discorso legato alla selezione selezione delle informazioni, a quanto sia importante per gli studenti e i giornalisti verificare le fonti online prima di valutarle e usarle.

Il video integrale, Umberto Eco e legioni di imbecilli.

Il concetto è noto. Chi fa content curation, ad esempio, filtra le informazioni. Arricchisce, contestualizza, distribuisce in modo da raggiungere persone.

Per Umberto Eco la conoscenza consiste nel filtraggio delle informazioni. E io appoggio questa idea: il web è una fonte inesauribile in continua produzione che deve essere gestita. E chi non lo sa fare diventa parte della legione di imbecilli.

Come si risolve questo problema?

Eliminando il genere umano. Scherzi a parte, credo che sia utile lavorare su una buona informazione delle nuove generazioni. Credo che nelle scuole debbano tenersi dei corsi dedicati ai nuovi media, al comportamento online, alla netiquette.

Questo è il mondo in cui le nuove generazioni vivranno, per questo le dobbiamo fare formazione. Dobbiamo crederci. Ho tenuto dei corsi nelle scuole del mio paese per sensibilizzare alunni, genitori e professori sul corretto uso dei social network.

umberto eco e legioni di imbecilli
I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli.

I social non sono colpevoli di aver dato voce allo stupido, sono mezzi di comunicazione che seguono logiche differenti dai mass media.

Anche la televisione e il giornale prende spinto dalle logiche social per assecondare i nuovi schemi della comunicazione. Quindi il social web non può essere condannato. Umberto Eco e legioni di imbecilli, secondo te chi ha ragione?

Riccardo Esposito

Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

Categoria: Social network

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