Content curation: cos’è e a cosa serve veramente, ecco la guida

Vuoi fare la differenza e diventare un professionista dei contenuti? Non devi per forza creare, puoi anche lavorare sull'organizzazione di ciò che hai già fatto e pubblicato.

La content curation è un processo che consente di raccogliere, organizzare, arricchire e condividere attraverso piattaforme specializzate. Può bastare questa come definizione? Sì, è buona ma non abbastanza per dissipare i dubbi.

Content curation
Cura i tuoi contenuti subito.

Tutte le specializzazioni del web sono circondate da miti e false credenze. Alcuni sostengono che per essere webwriter sia sufficiente saper scrivere, altri pensano che la content curation si riduca alla ripubblicazione di risorse interessanti.

Non è così, assicurato. In ogni caso la content curation è un settore interessante. Interessanti per chi? Per il tuo target? O i tuoi clienti? Per i lettori del tuo blog? Forse per un potenziale cliente. C’è grande confusione intorno alla content curation.

Cos’è la content curation: definizione

La content curation è un lavoro che va oltre la condivisione dei contenuti. Si tratta di un’operazione che lavora su un binario differente rispetto alla content creation, alla pubblicazione di nuovi contenuti.

Sul blog scrivi nuovi articoli su un CMS come WordPress che ti permette di trasformare un piano editoriale in realtà concreta.

Qual è il significato di content curation? Si lavora sull’organizzazione di ciò che già è stato pubblicato e che si trova online: l’opera è di ricerca, arricchimento e ripubblicazione per soddisfare le domande non con nuovi contenuti. Ma con qualcosa che era già presente online ma in modi e formati frastagliati.

Da leggere: come gestire una pagina Facebook

Passaggi della content curation

La content curation non è semplice ripubblicazione di contenuti interessanti. Sotto un certo punto di vista potrebbe rientrare nel mondo del content marketing, ma ci sono delle differenze. Come puoi notare, il percorso presenta numerosi passaggi:

  • Trovare
  • Taggare
  • Valutare
  • Commentare
  • Aggiornare
  • Contestualizzare

Il tutto considerando valori, personalità e relazioni che caratterizzano il curatore. Cosa vuol dire? Chi si occupa di content curation deve dare un valore aggiunto.

content curation
Il flusso di questo lavoro di web marketing – Fonte immagine

Devi trovare contenuti, leggere e selezionare in modo non automatico, arricchire, commentare, contestualizzare, aggiornare. Poi li devi rendere raggiungibili dalle persone interessate. Il processo parte da una massa.

Ci sono persone che creano contenuti in modo diverso. Poi c’è il brand circondato dalla sua aurea di cultura, valori, relazioni e personalità che fa content curation: trova, valuta, arricchisce, mette online e contestualizza in base al target.

Il risultato del lavoro di content curation è una raccolta di contenuti depurata dal rumore di fondo: efficace, utile, lontano da chiacchiere e speculazioni.

Perché fare content curation online?

Nel processo di content curation c’è la selezione, ma c’è anche valore aggiunto. Quest’ultimo punto è fondamentale. Perché si lega a una serie di domande interessanti: a cosa serve fare content curation? Devo investire risorse importanti?

Cos’è la content curation secondo Robin Good.

Perché il web è pieno di informazioni. Troppe. Per questo hai bisogno di qualcuno con le competenze necessarie per guidarti in questo mondo. Così puoi dare un servizio alla tua audience, puoi dare qualcosa di utile e prezioso alle persone che ti seguono. E sai bene quanto sia importante donare qualcosa di valore al tuo pubblico.

Anche un contenuto che non hai pubblicato ma che hai creato. Inoltre puoi diventare un punto di riferimento per una determinata nicchia, una presenza costante nella vita di diverse persone interessate a un argomento. Questo è un obiettivo importante.

I libri per chi vuole sfruttare al massimo queste tecniche: Content Curation. Come selezionare, gestire e condividere i contenuti della rete di Federico Guerrini e Content Curation: How to Avoid Information Overload (Corwin Connected Educators Series) di Steven W. Anderson.

Content curation tool: gli strumenti

Immagino che a questo punto sia importante parlare dei principali tool per fare content curation. Quali sono gli strumenti per organizzare i contenuti?

La ricerca, l’analisi e l’arricchimento di ciò che trovi online sono passaggi da svolgere in autonomia, ma per organizzare il tutto come faccio? Ci sono delle piattaforme che possono aiutare la tua opera: eccole, le trovi qui.

Spidwit

Permette di creare delle vere esperienze di storytelling attraverso un sistema semplice ed efficace. Il meccanismo è semplice: tu hai bisogno di contenuti da condividere e Spidwit te li trova. Così hai sempre il link giusto da mettere sui social.

Flipboard

Un magazine personalizzato che prende da diverse fonti per fare una scrematura. Il web è un tripudio di dati e aggiornamenti, ma tu non puoi leggere tutto. Per questo con Flipboard per mettere ordine in tutto questo e raggiungere l’interesse.

Scoop.it

Con questo tool puoi creare delle pagine dedicate a diversi argomenti e racchiudere le risorse necessarie per affrontarlo nel miglior modo. Si tratta di una bacheca nella quale appuntare articoli, video e immagini. Veramente indispensabile.

Dai uno sguardo a questo content marketing tool.

Hai la possibilità di avere un bookmark per il browser che consente di archiviare un contenuto che trovi online con un semplice click. Che permette di aprire una finestra di dialogo per aggiungere titolo, descrizione e canali di condivisione.

Pinterest

Può essere considerato uno strumento per fare content curation. Perché si basa su bacheche tematizzate da riempire con contenuti che arrivano da più parti. Certo, rispetto a Scoop.it è una soluzione basata sul visual. Ma in alcuni contesti è perfetto.

Curata

Un content marketing tool per professionisti. Con Curata puoi creare dei flussi di informazioni selezionate e distribuirli nel miglior modo possibile. Non è di certo uno strumento per chi sta iniziando, ma ha il profilo tipico delle grandi aziende.

Zeef

Ricordi il caro Delicious? Bene, Zeef è una directory dove puoi organizzare i tuoi link. Ma puoi creare delle sezioni, puoi descrivere e aggiungere informazioni per ottimizzare la condivisione e aggiungere al tuo profilo i link di altri utenti.

WordPress

Non dimenticare che WordPress ha una base di content curation. Puoi prendere l’URL e incollarlo nell’editor di testo di una pubblicazione. Il risultato? Embeddi ciò che hai già pubblicato, in questo modo crei un contenuto composto da altre fonti.

Ci sono anche i social per pubblicare

La content curation si fa solo con Scoop.it e Storify? Questi sono i tool più famosi, ma io credo che sia possibile applicare questa arte alla vita quotidiana dei social.

Come? Alternando (o abbandonando) la ripubblicazione a favore della condivisione arricchita. Ovvero una condivisione che dia valore aggiunto al contenuto che vuoi suggerire ai tuoi fan. Poi Twitter ha anche aggiunto nuove battute ai tweet!

content curation
Curare i contenuti secondo Social Media Today

Fare social media content curation vuol dire filtrare, arricchire e condividere i migliori contenuti attraverso i social network. Tutte le piattaforme sono utili? Scegli in base alle tue necessità. Uno dei migliori era Google Plus ma adesso chiude!

Per approfondire: a cosa serve Twitter

La tua opinione sulla content curation

Qual è il tuo rapporto con la content curation? Hai iniziato a raccogliere e arricchire articoli per la tua audience? Investi risorse in questo campo o credi che non sia il caso? Lascia la tua opinione nei commenti per approfondire il tema.

10 COMMENTI

  1. Mi trovo perfettamente d’accordo! Da un pò di tempo utilizzo scoop.it e lo trovo semplice e fantastico per raccogliere info, commentarle e pubblicarle

    • Scoop.it è un tool indispensabile per lavorare in una direzione utile ai contenuti. Anche io lo uso spesso e con grande soddisfazione.

  2. Ciao Riccardo, ottime le tue considerazioni sulla content curation che approvo tutte la 100%. Sono anni che uso scoopit per promuovere i miei progetti o quelli dei miei clienti, e i vantaggi sono evidenti.

    Il diventare poi un punto di riferimento oppure rendersi visibile come un esperto del settore che si cura, è una delle informazioni più preziose e reali che hai offerto. Lo condivido perché dalla mia esperienza sul campo, sto raggiungendo proprio questi obiettivi.

    • Ciao Mirko, ti ringrazio per la tua testimonianza. Conosco il tuo lavoro e so che stai operando verso questa direzione. Soprattutto per un uso attento di Scoop.it che porta buoni risultati se usato bene.

  3. Ciao Riccardo,
    complimenti per l’articolo.
    Nulla da dire su Scoop.it e Storify che effettivamente sono decisamente validi.

    Riguardo all’uso dei Social ho qualche perplessità. Forse potrebbe adattarsi a questo scopo Google+?

    Ti chiedo un parere: a tuo avviso è possibile usare WordPress per questo fine?
    Non come aggregatore ovviamente…

    Grazie

    Marco

    • WordPress fa un buon lavoro di content curation con gli embedded. Ovviamente sono soluzioni diverse ma può essere utile fondere blogging e cura dei contenuti.

  4. Riccardo…due domande: secondo te una strategia che preveda solo content curation e non anche contenuti originali su un blog può avere senso? Anche perchè sono dell’idea che non è detto che tutti debbano scrivere per forza contenuti originali tanto per farlo….Seconda domanda: tu utilizzi la Content Curation? se si quale piattaforma usi? E come mai non hai citato Paper.li?

    • Ciao Marco,

      Allora, tutto dipende dall’analisi di partenza. poter dire meglio creare nuovi contenuti o fare content curation è difficile senza sapere cosa si deve fare. In sintesi: se vuoi ottenere buoni risultati su Google la creazione dei contenuti è un passo importante. Non obbligatorio sempre e comunque, ma è qui che ti giochi la risposta.

      Poi, su un’attività di email marketing può essere utile raccogliere buoni contenuti e distribuirli. Così fai qualcosa di buono per le persone che ti seguono. Io non utilizzo content curation e ho degli account Scoop.it che curo ma senza grandi investimenti. Non ho inserito paper.li perché non ho mai trovato nulla di buono in questa soluzione. La trovo poco diffusa qui in Italia, non funziona bene.

      • Chiaro ciò che scrivi su Google o sull’email marketing…invece per ciò che riguarda i social media? Io penso che anche lì c’è talmente tanto rumore di fondo e information overload che riuscire a fare curation con criterio può portare valore reale al proprio target..non credi? Ultima domanda su scoop.it….tu hai dati che indicano quanto sia utilizzato e diffuso in Italia?

        • Sicuramente anche i social possono dare un contributo valido. Un tempo Google Plus era una buona soluzione per fare content curation ma adesso la piattaforma sta attraversando un momento difficile, staremo a vedere. Per il resto Facebook e LinkedIn offrono delle buone soluzioni per veicolare contenuti selezionati e migliorati. Statistiche su Scoop.it? No, mai viste.

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