Come creare community di successo

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

Per creare una community online in una nicchia devi individuare un tema d’interesse per i tuoi seguaci e iniziare a pubblicare contenuti utili. Molto importante seguire i commenti e interagire con il pubblico di riferimento.


I lettori di My Social Web mi chiedono consigli per aumentare i commenti del blog, ma anche per coinvolgere i follower di un gruppo Facebook o i fan di una Fan Page. In altre parole, cercano la soluzione per creare una community di successo.

Come creare una community
Le regole per creare community online.

Un concetto che si traduce, nella maggior parte dei casi, con il coinvolgimento del target. Quindi più engagement. Una community di successo è una community viva.

Ma, spesso e volentieri, tra i follower di una community si nasconde un pubblico di lurker. Individui che osservano, magari con interesse, senza partecipare. Come suggerisce Jakob Nielsen, la Participation Inequality è un problema.

Cos’è una community online?

La community online (o virtuale) è un insieme di persone che si ritrovano su internet intorno a un argomento e grazie a un mezzo. Condividono gli argomenti, hanno in comune passioni e valori importanti. Almeno dal loro punto di vista.

Un insieme di follower o fan che si legano a una determinata piattaforma e a un luogo virtuale per condividere idee, valori, opinioni, punti di vista, consigli. Esistono casi che riguardano gli argomenti più disparati, dagli hobby alla politica.

Nella maggior parte dei casi, ma non è sempre così, esistono delle regole da rispettare per far parte delle community digitali. E poi ci sono i moderatori che si occupano di fare in modo che la discussione prosegua in modo cordiale. Eliminando spam, troll e flame che minacciano la tua comunità online.

Da leggere: come fare monitoraggio del brand

Perché creare una community?

Di base aprire una community non ha un’utilità perché è un’azione spontanea e virtuosa di un gruppo di persone. Ha una funzione rispetto all’obiettivo di questo gruppo, vale a dire fare da tappeto per consentire la condivisione dei valori. Ma non ha un’utilità pratica. Quindi perché creare una community su internet?

Quando il community marketing diventa centrale si raccolgono i risultati. Le aziende hanno interesse a impossessarsi dei gruppi di persone perché fanno parte del target. E usano l’influencer marketing per inoculare valori e prodotti del brand.

Il lavoro del community manager

A capo di questo lavoro ci sono delle figure specifiche che portano il nome di community manager. Il loro ruolo è quello di gestire le conversazioni e agevolare lo sviluppo delle discussioni virtuose, troncando eventuali problemi sul nascere.

Questo lavoro ha diverse difficoltà e sicuramente un brand che vuole lavorare in questa direzione senza prendere come riferimenti dei professionisti rischia di fallire.

Esempi virtuosi di community

Tra i tanti casi di brand che riescono a creare una community aziendale intorno alla propria attività mi sento di suggerire alcuni nomi che hanno fatto grandi cose.

esempio di community
Esempio di community su Twitter per Starbucks.

Il primo esempio di community digitale che cito è quello di Starbucks che porta avanti da anni una politica interessante: rispondere a ogni interazione.

Chiaro, non ci riescono sempre perché la mole di lavoro è infinita ma l’obiettivo è questo. Vale a dire creare un engagement virtuoso grazie alla conversazione.

Utili i casi della Lego e Go Pro, brand che hanno come oggetto le creazioni che gli utenti fanno di determinati oggetti e strumenti: in entrambi i casi la community si crea intorno alla capacità della marca di mettere in primo piano il target.

Come funziona una community sul web

Secondo Jackob Nielsen le community si possono descrivere attraverso una proporzione chiara. La maggior parte del pubblico rientra nella categoria dei lurker: la creazione della community si scontra con persone che non partecipano.

Come creare una community aziendale? Diminuisci gli utenti inattivi. Vale a dire persone che leggono ma non partecipano. Poi c’è una percentuale minima di contributori medi, e una più piccola di utenti assidui. Ecco il modello 90-9-1:

  • 90% di lurker.
  • 9% di contributori medi.
  • 1% di contributori assidui.

La suddivisione riprende il principio di Pareto e suggerisce una inversione della piramide: il 90% dei commenti in una community arriva dall’1% dei visitatori, così come il 10% dei contributi è firmato dal 9% dei lettori interessati.

I lurker portano a casa lo 0% dei commenti dato che leggono e non partecipano. Cosa vuol dire questo secondo te? Come puoi creare community di successo?

Come creare una community di successo
Participation Inequality secondo CoSchedule

In primo luogo devi agire sull’attività interna. Devi semplificare il processo che porta a commentare o interagire nella community, ma soprattutto devi dare una ricompensa alle persone che contribuiscono con maggior frequenza. In cosa consiste?

Come creare una community: 5 idee

Per creare una community online di successo devi essere un buon padrone di casa, e quando gli ospiti lasciano un commento devi intavolare una conversazione virtuosa.

Scegli dove aprire una community

Vuoi creare una community gratis? Lo puoi fare su Facebook grazie ai gruppi ma anche su Instagram aumentando follower e commenti sulla tua pagina. Puoi creare una community su WordPress grazie alla possibilità di ricevere commenti.

Crea buone interazioni con il pubblico

Gli utenti fanno una domanda? Ecco come si crea una community aziendale di successo: lascia la miglior risposta possibile, trasforma il tuo commento in un guest post con il comment marketing, in un contenuto ricco di informazioni e riferimenti.

Come si crea una community online.

Le persone arrivano sulla tua community e cosa trovano? Una distesa di commenti senza risposta, senza interazione: perché dovrebbero partecipare? Come creare una community su internet in grado di portare dei benefici reali al proprietario?

Devi creare un ambiente favorevole e vivace. Devi giocare con gli inneschi e rilanciare con una domanda per creare una conversazione anche dai commenti meno brillanti. Le community avviate si alimentano da sole, ma all’inizio devi investire.

Devi partecipare alle conversazioni online

Perché le persone si comportano in questo modo? Forse perché credono di non essere all’altezza di partecipare alla conversazione, forse perché osservare è gratis ma partecipare comporta uno sforzo cognitivo che nessuno vuole affrontare.

O forse perché il padrone di casa non ha accolto il visitatore nel miglior modo possibile. Forse non hai fatto sentire a proprio agio i lettori e gli iscritti.

Per aumentare i commenti di un blog e l’interazione in una community non è necessario aumentare le visite o gli iscritti. Per fare la differenza basta individuare e coltivare una piccola cerchia di individui. Quello che per Nielsen è l’1% del pubblico.

Scopri gli utenti migliori per la community

Devi creare contenuti di qualità. Ma non basta. All’inizio nessuno conosce la tua community, quindi devi rubare i lettori dei tuoi concorrenti. Sembra un’attività malsana, vero? In realtà si tratta solo di strategia. Devi presidiare le community dei tuoi concorrenti, individuare i nomi più attivi e creare delle relazioni virtuose:

  • seguili sulla community.
  • commenta gli interventi.
  • aggiungili su Facebook e Twitter.

In questa fase del lavoro devi intercettare l’1% delle community, le persone più attive. Una volta individuate, le devi portare nella tua cerchia. Questo è molto importante anche quando vuoi creare una community su Instagram e avere nuovi seguaci.

Ti devi far conoscere, devi fare in modo che le persone siano attratte dal tuo universo. Per approfondire: come conquistare i lettori dei tuoi concorrenti.

Il tuo contributo è decisivo per crescere

Tutto questo è utile per creare una community di successo. Però alla base c’è il tuo contributo iniziale. Un contributo che si trasforma in esperienza da far confluire nella distribuzione delle conoscenze, nella gestione delle conversazioni.

Cosa puoi dare in più rispetto al resto del web? Quello che stai per iniziare (blog, community Facebook, forum) è già stato creato da altre persone. La differenza per capire come mantenere attiva una community di successo su internet?

Come realizzare una comunità di successo
Creare una community è come scalare una montagna.

Perché le persone devono scegliere te e investire tempo prezioso nella tua community? Perché dovrei lasciare un commento sul tuo blog, o sul tuo gruppo Facebook? La risposta: puoi dare qualcosa che altri ancora non riescono a donare.

Ma alla base c’è il tuo contributo, il valore che riesci a dare a una community di successo. Un buon lavoro riguarda la ricerca: prima di lavorare sulla tua community devi studiare quello che si trova intorno a te, devi individuare i principali competitor.

Lavorare su un’analisi SWOT in questo caso non sarebbe una cattiva idea: prima di iniziare l’avventura devi conoscere i punti sui quali puoi fare leva, devi rafforzare i punti deboli e trasformare le minacce in opportunità. Prova il modello che ho creato.

Come creare una community brand?

Ok, le community possono essere utili al tuo scopo. Appunto, qual è il tuo scopo? Non puoi limitarti a condividere i contenuti del tuo blog: è una forzatura.

E poi lo fai già su Facebook, Twitter, le pagine e i profili LinkedIn. Perché non pensare a un modo intelligente per sfruttare le community? Ti lascio qualche appunto:

  • Creare un forum – Non semplice condivisione di link ma diffusione di conoscenza attraverso domande e risposte (lo scopo è questo). Difficile da gestire quando i numeri crescono ma puoi dare anche ad altre persone il ruolo di moderatore.
  • Condividere post altrui – La strada più semplice e immediata. Fondamentale raccogliere link anche da altre fonti, italiane e non. Devi fare content curation.
  • Support per un servizio o un sito – Ovvero un luogo dove la gente trova risposte e soluzioni su un determinato argomento. E la divisione dei post in categorie è perfetta.
  • Video, dirette e webinar – Sì, sulle community è possibile creare dei momenti di condivisione video. Ed è inutile ripetere quanto siano utili questi step per il tuo business.
  • Servizio membership – Alcuni contenuti li condividi con tutti, altri solo a una cerchia di utenti. E questa cerchia li puoi invitare nella tua community privata.

Dove si nasconde la fregatura? Io ne vedo solo una: la proprietà della piattaforma. I 5 punti elencati sono si distanziano dalla semplice condivisione autoreferenziale, la strada più semplice e immediata, e questo è un bene.

Ma sei sicuro di voler affidare tutta la conoscenza di un support a un servizio terzo? E il valore di un servizio membership? Questi passaggi vanno considerati.

Da leggere: idee per social network

Community di successo: la tua esperienza

Non è facile gestire una community. La maggior parte dei visitatori è rappresentato da lurker, persone che leggono ma non commentano. Non partecipano.

Dove creare una community

Molte community si formano intorno a un forum o a un blog di successo, e poi si rafforzano sui social. Altre hanno come riferimento solo un gruppo su Facebook o una pagina Instagram. Puoi anche creare una community con WordPress.

Come mantenere attiva una community?

Molti utenti eviteranno la conversazione. Il tuo compito è semplice: diminuire la percentuale dei lurker trasformando il tuo confronto in un’esperienza unica. Partecipare alla tua community deve diventare un momento di confronto.

Come si crea una community?

Puoi creare un community blog o un gruppo Facebook. Un profilo Instagram può diventare community. Basta iniziare a lavorare sui commenti, sul botta e risposta.

Come si entra in una community

Creare community è un conto. Entrare in questi gruppi un altro. Per far parte di una comunità online devi, solitamente, iscriverti a una piattaforma e chiedere un invito via email o messaggio. Inoltre per entrare bisogna accettare la netiquette.

Riccardo Esposito

Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

Categoria: Marketing

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