Volare basso o peccare di presunzione: significato e frasi

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

Il peccato di presunzione è quel comportamento in cui una persona sopravvaluta le proprie capacità professionali, meriti o virtù. Spesso avviene ignorando i propri limiti e mostrando arroganza o superiorità rispetto agli altri.


Una  riflessione nata nei commenti del post dedicato all’organizzazione di una redazione. Chi lavora sul web – che sia web writer, SEO o web designer – spesso si trova di fronte a questo dilemma: meglio volare basso o dire sempre di sì e peccare di presunzione?

Volare basso o peccare di presunzione?

Hai una specializzazione, hai delle competenze che ruotano intorno a un tema, e lavori con persone che hanno bisogno di professionisti con un profilo simile al tuo. E fino a questo punto tutto bene. Anche se io pecco di presunzione già così.

Poi il tuo lavoro ti propone una sfida: un’attività ai margini delle tue competenze. Finora hai scritto testi, hai lavorato come blogger freelance, e ora ti chiedono di organizzare una redazione di blogger. Anche tu rischi di peccare di presunzione?

Cos’è il peccato di presunzione: significato

Lanciarsi senza tutele e senza pensare alle possibili conseguenze: questo è un peccato di presunzione. Una presunzione che può essere allontanata accettando un lavoro e, al tempo stesso, investendo in formazione personale e non. Puoi studiare, vero.

Puoi acquistare libri, chiedere a un professionista di dedicare un po’ del suo tempo (a pagamento). Rinunciare a nuove esperienze lavorative solo per paura di non essere capace: no, sbagliato. Lanciarsi senza paura e affrontare una nuova avventura.

Lo fai a viso aperto. Ancora sbagliato. La strada giusta – secondo me – si trova nello studio, nella formazione e nell’esperienza. E nel buon senso. Secondo te, invece?

Chi soffre di presunzione?

Questa è una caratteristica che può manifestarsi in persone con disturbo narcisistico di personalità che tendono a sopravvalutare le proprie capacità, conoscenze o importanza rispetto agli altri. Chi soffre di presunzione tende a mostrarsi sicuro in modo eccessivo, esprimendo opinioni e giudizi senza considerare la possibilità di sbagliare.

Lo schema di chi pecca di presunzione

Forse no se è un lavoro che rientra nello spettro della tua professionalità ma incrocia le competenze periferiche. Che fai se, invece, si allontana dalle tue competenze reali? Pecchi di presunzione, ti spacci per esperto del settore e ti lanci senza paura?

competenze di chi pecca di presunzione

Lasci che il treno passi e ti arrendi. La vita ti vuole blogger, non devi essere capo redattore. Ma in un mondo che impone una continua differenziazione del lavoro freelance è difficile rinunciare a queste esperienze: sono preziose, non puoi ignorarle.

Io credo che ci siano delle vie di mezzo. E credo che ci sia una fase di rodaggio: anche quando hai iniziato il tuo lavoro di blogger procedevi a piccoli passi incerti.

Ma hai imparato e hai assimilato. Ora sei un professionista. Con questa sfida il discorso è simile. Non si tratta di affrontare il lavoro con troppa sicurezza, ma con serietà. Ovvero studiando, osservando chi ha più esperienza e senza peccati di intelligenza.

Alcune frasi su presunzione e gente convinta

Pecchi di presunzione o devi fronteggiare persone che sono soggette a questo sentimento? Ecco una manciata di frasi sulla cattiveria d’animo, sulla gente troppo convinta e cattiva che ti circonda. Iniziamo proprio dalla storica frase di Socrate.

frasi sulla presunzione socrate
Storica frase sulla presunzione di Socrate.

A cosa porta la presunzione di sapere? Ce lo dice proprio Socrate: la superbia, la non comprensione della realtà e l’incapacità di leggere i fatti della realtà così come sono.

  • La presunzione è come un velo sottile: più si crede di sapere, meno si vede.
  • C’è chi confonde sicurezza con presunzione, ma la forza sta nell’ascolto.
  • Le persone convinte di sé credono di camminare sopra gli altri ma restano ferme.
  • La presunzione è una corazza che protegge dalle critiche, ma anche da migliorarsi.
  • Chi è troppo convinto delle proprie idee trova difficile crescere.
  • L’umiltà è il primo passo verso l’apprendimento.
  • Non c’è nulla di male ad avere fiducia in sé, finché non diventa un limite.
  • La presunzione è l’illusione di essere già arrivati, chi ha talento sa di dover imparare.

Riccardo Esposito

Sono un senior copywriter e un web writer freelance specializzato in AI e scrittura testi per landing page. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online (bio di Riccardo Esposito).

Categoria: Lavoro online

7 commenti su “Volare basso o peccare di presunzione: significato e frasi”

  1. Paolo Niccolò Giubelli

    Condivido appieno la tua via di mezzo: il peccato di presunzione se gestito diventa l’avere l’ambizione di superarsi, prendendo un tema, scriverci un articolo e scovare così i dubbi che ci sono dietro. A quel punto si studia, si risolvono i dubbi e si termina l’articolo. Bloggare diventa così un modo per accrescere le proprie competenze insieme agli altri, soprattutto se il blog è di tipo tecnico. Diciamo che forse bisogna peccare di presunzione finché si preme il tasto “Salva bozza” 😀

    1. Riccardo Esposito

      Mi trovi d’accordo: quella spinta “presuntuosa” che ci porta a voler esplorare e approfondire è essenziale per crescere e migliorarsi. Scrivere un articolo su un tema è un processo di scoperta, e ogni dubbio che emerge è un’opportunità per affinare le nostre competenze.

  2. Benedetto Motisi

    Vada per il buon senso: di certo se mi chiedono di progettare il design di un sito questo non sta nemmanco nelle mie competenze periferiche, ma se si propone un progetto dove queste ultime sono toccate, perché non sfidare i propri limiti?

    L’importante poi è essere chiari e capire quanto, nell’economia del progetto, sia importante il core delle proprie competenze e quanto il peso di quelle che consideriamo periferiche.

    my two cents!

    1. Riccardo Esposito

      Perché non sfidare i propri limiti? Perché a volte la sfida fa male: la comfort zone è troppo comoda, troppo. E il nostro cervello rettile ci suggerisce solo una cosa: stai fermo. Stai fermo e sopravviverai. Ma questo era un discorso valido nel medioevo, o quando c’erano i dinosauri.

      Oggi no!

  3. Alessandro Cipriani

    Giustissimo, è la crescita professionale che ti deve spingere, deve darti il desiderio di intraprendere nuove vie, darti la curiosità della sfida, darti la fame di conoscenza di un argomento e il timore per l’incertezza del risultato. Deve aiutarti a porti con il giusto approccio alle nuove sfide e sopratutto a porti nel modo giusto con gli altri, che sia una comunity o un potenziale cliente. Dopo è l’esperienza fatta che ti aiuta a trovare un equilibrio per nuovi approcci professionali, aggiungerei insieme agli errori che si fanno (sempre) e che servono, eccome, più ne hai fatti, meno ne rifai. O almeno ci provi…..
    Quindi, non rinunciare mai. A nuovi lavori, a nuove sfide, ma farlo sempre con la consapevolezza, come dicevo ieri, che hai sempre da imparare e che magari in giro (specie nel web) c’è sempre qualcuno più bravo o che semplicemente è arrivato prima ed ha studiato, letto, visto, provato, testato quella cosa prima di te. Se non succede…..beh è fuffa…

    Grazie Riccardo, un saluto

    1. Riccardo Esposito

      Concordo pienamente con la tua riflessione sul peccato di presunzione! L’apprendimento è un viaggio continuo che va oltre l’esperienza accumulata e si nutre di quella fame di conoscenza e di sfida che descrivi bene. Ogni errore non è solo una lezione, ma un’opportunità per affinare il proprio approccio e crescere in modo autentico. Grazie per aver condiviso queste parole!

I commenti sono chiusi.

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