Una  riflessione nata nei commenti del post dedicato all’organizzazione di una redazione.

Chi lavora sul web – che sia web writer, SEO o web designer non fa differenza – spesso si trova di fronte a questo dilemma: meglio volare basso o dire sempre di sì e peccare di presunzione?

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Fonte immagine: Flickr

Hai una specializzazione, hai delle competenze che ruotano intorno a un tema, e lavori con persone che hanno bisogno di professionisti con un profilo simile al tuo. E fino a questo punto tutto bene.

Poi il tuo lavoro ti propone una sfida: un’attività ai margini delle tue competenze. Finora hai scritto testi, hai lavorato come blogger freelance, e ora ti chiedono di organizzare una redazione di blogger.

Un lavoro che rientra nello spettro della tua professionalità ma incrocia le competenze periferiche. Che fai? Pecchi di presunzione, ti spacci per esperto del settore e ti lanci senza paura?

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Anzi, rifiuti. Lasci che il treno passi e ti arrendi. La vita ti vuole blogger, non devi essere capo redattore. Ma in un mondo che impone una continua differenziazione del lavoro freelance è difficile rinunciare a queste esperienze: sono preziose, non puoi ignorarle.

Io credo che ci siano delle vie di mezzo. E credo che ci sia una fase di rodaggio: anche quando hai iniziato il tuo lavoro di blogger procedevi a piccoli passi incerti: ma hai imparato e hai assimilato.

Ora sei un professionista. Con questa sfida il discorso è simile: non si tratta di affrontare il lavoro con presunzione, ma con serietà. Ovvero studiando, osservando chi ha più esperienza.

Il peccato di presunzione

Lanciarsi senza tutele e senza pensare alle possibili conseguenze: questo è un peccato di presunzione. Una presunzione che può essere allontanata accettando un lavoro e, al tempo stesso, investendo in formazione personale e non. Puoi studiare, puoi acquistare libri, puoi chiedere a un professionista di dedicare un po’ del suo tempo (ovviamente a pagamento).

Rinunciare a nuove esperienze lavorative solo per paura di non essere capace: no, sbagliato. Lanciarsi senza paura e affrontare una nuova avventura a viso aperto: ancora sbagliato.

La strada giusta – secondo me – si trova nello studio, nella formazione e nell’esperienza. E nel buon senso. Secondo te, invece?

6 COMMENTI

  1. Condivido appieno la tua via di mezzo: il peccato di presunzione se gestito diventa l’avere l’ambizione di superarsi, prendendo un tema, scriverci un articolo e scovare così i dubbi che ci sono dietro. A quel punto si studia, si risolvono i dubbi e si termina l’articolo. Bloggare diventa così un modo per accrescere le proprie competenze insieme agli altri, soprattutto se il blog è di tipo tecnico. Diciamo che forse bisogna peccare di presunzione finché si preme il tasto “Salva bozza” 😀

  2. Vada per il buon senso: di certo se mi chiedono di progettare il design di un sito questo non sta nemmanco nelle mie competenze periferiche, ma se si propone un progetto dove queste ultime sono toccate, perché non sfidare i propri limiti?

    L’importante poi è essere chiari e capire quanto, nell’economia del progetto, sia importante il core delle proprie competenze e quanto il peso di quelle che consideriamo periferiche.

    my two cents!

    • Perché non sfidare i propri limiti? Perché a volte la sfida fa male: la comfort zone è troppo comoda, troppo. E il nostro cervello rettile ci suggerisce solo una cosa: stai fermo. Stai fermo e sopravviverai. Ma questo era un discorso valido nel medioevo, o quando c’erano i dinosauri.

      Oggi no!

  3. Giustissimo, è la crescita professionale che ti deve spingere, deve darti il desiderio di intraprendere nuove vie, darti la curiosità della sfida, darti la fame di conoscenza di un argomento e il timore per l’incertezza del risultato. Deve aiutarti a porti con il giusto approccio alle nuove sfide e sopratutto a porti nel modo giusto con gli altri, che sia una comunity o un potenziale cliente. Dopo è l’esperienza fatta che ti aiuta a trovare un equilibrio per nuovi approcci professionali, aggiungerei insieme agli errori che si fanno (sempre) e che servono, eccome, più ne hai fatti, meno ne rifai. O almeno ci provi…..
    Quindi, non rinunciare mai. A nuovi lavori, a nuove sfide, ma farlo sempre con la consapevolezza, come dicevo ieri, che hai sempre da imparare e che magari in giro (specie nel web) c’è sempre qualcuno più bravo o che semplicemente è arrivato prima ed ha studiato, letto, visto, provato, testato quella cosa prima di te. Se non succede…..beh è fuffa…

    Grazie Riccardo, un saluto

  4. Io sono una di quelle persone che vola sempre basso, per paura di non essere mai troppo all’altezza di un “nuovo” lavoro. Però sono anche una di quelle persone che si documenta, studia, compra manuali, legge riviste specializzate online, segue blog come il tuo…….. Il mio buon senso dovrebbe risiedere nel cominciare a smettere di rifiutare qualsiasi cosa nuova che mi spaventa sempre un pò. Cmq mi rispecchio molto nel tuo articolo.

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