Double opt-in o single opt-in: cosa sono e quale scegliere

Scegliere tra single o double opt-in non è sempre facile. Ci sono delle motivazioni alla base che devi sempre approfondire. Qui trovi una spiegazione per definire i tipi di verifica.

Nel mondo dell’email marketing si definisce un dubbio ben chiaro: double opt-in o single opt-in? Qual è la soluzione migliore per consentire agli utenti di iscriversi? La risposta riguarda la qualità dei contatti che vuoi aggiungere nei database.

Double opt-in o single opt-in: cosa sono e quale scegliere
Meglio single o double opt-in per verifica email?

Questi metodi di iscrizione, infatti, si caratterizzano per un singolo o doppio passaggio: il single opt-in consente all’utente di aggiungersi al database della tua newsletter con un singolo step. Metto l’email e clicco su un bottone, sono dentro.

Posso già ricevere le pubblicazioni. Il double opt-in, invece, prevede un doppio passaggio di conferma. Ed è qui che si snoda la grande differenza. Approfondiamo?

Cos’è un opt-in nell’email marketing

Iniziamo con una definizione di partenza: l’opt-in è il passaggio grazie al quale gli individui lasciano il consenso e si iscrivono al tuo database di contatti email.

Il concetto stesso di newsletter, così come quello sales letter o DEM, si basa sulla necessità di avere una lista di persone che ricevono il tuo contenuto. Questo avviene attraverso l’iscrizione che deve essere agevolata. E deve rispettare delle regole. Ecco, per questo diciamo che l’opt-in deve essere chiaro nel definire come verranno trattati i dati e capace di definire in modo univoco l’informazione, senza doppi sensi e giri di parole confuse.

Da leggere: come scrivere email formale efficace

Definizione di verifica single opt-in

Il single opt-in consente di iscrivere l’utente alla lista con un singolo click. Si può usare quando vuoi far crescere velocemente la lista e non hai bisogno di doppia conferma, ma in questo caso rinunci anche a una serie di benefici specifici.

Ad esempio l’invio di un messaggio extra di benvenuto già nell’email di verifica che può essere trasforma in un valido metodo per accattivarsi il contatto. D’altro canto le differenze si notano, guada che succede quando usi il double opt-in:

Typically, up to 20% of initial subscribers will not complete the final confirmation step. Sometimes people simply forget to follow through, or the confirmation email might get deleted accidentally, or get stuck in spam filters.

campaignmonitor.com

Fino al 20% degli utenti non completerà il passaggio di conferma finale. A volte le persone dimenticano di seguire il double opt-in, l’e-mail di conferma potrebbe essere cancellata per sbaglio o rimanere bloccata nei filtri per lo spam.

Differenza tra opt-in attivo e passivo

Non dimenticare la divergenza tra opt-in attivo e passivo: nel primo caso l’utente deve spuntare in prima persona l’opzione per iscriversi alla lista, mentre nella seconda ipotesi la spinta è già presente e l’utente deve solo cliccare su accetta.

Da leggere: come creare una newsletter

Double opt-in, cos’è e a cosa serve

La versione doppia – nota anche come confirmed opt-in – dopo l’inserimento dell’email con relativo invio di richiesta di iscrizione propone un messaggio di posta elettronica. Questo per conferma della richiesta di ricevere le proprie comunicazioni.

Questa combinazione di doppia verifica, rispetto al sigle opt-in, permette al marketer di ridurre i tempi di crescita del database ma non senza un motivo.

Grazie a questa soluzione solo le persone realmente interessate al tuo lavoro si lasciano raggiungere da email, newsletter, DEM e sales letter. Inoltre puoi ridurre il numero di indirizzi ormai inutilizzati che restano nel database senza un motivo.

E chi lavora in questo settore sa quanto sia importante avere una lista snellita e pulita dai contatti che non interagiscono e non lasciano passare engagement.

Esempio di email per double opt-in di Oracle.

Come deve essere un’email double opt-in? L’esempio in alto può essere un buon punto di riferimento: descrizione semplice di ciò che è stato fatto.

Double opt-in e GDPR: necessario?

C’è una tendenza a individuare il double opt-in come una tecnica indispensabile per rispettare le norme del GDPR. In realtà la doppia verifica non è obbligatoria però è una pratica che può dare maggiori conferme e sicurezze. Anche se da sola non basta.

Meglio double opt-in o single opt-in?

A primo impatto può sembrare giusto dare come preferenza il single opt-in. Perché vige sempre la regola della semplicità: meglio eliminare le frizioni.

Bisogna semplificare la vita all’utente. Questo è vero però c’è anche un altro concetto da rispettare: una newsletter di successo ha come base una lista di email raffinata.

Inutile aggiungere tanti contatti non interessati e che magari non hanno neanche capito che stai iscrivendo le persone a una lista promozionale di email marketing.

Quindi il double opt-in ha dalla sua parte una lentezza endemica nel far crescere il database, però i contatti saranno consapevoli e convinti di ricevere la comunicazione. Ecco una tabella chiara dei pro e dei contro, vantaggi e svantaggi.

Single opt-inDouble opt-in
La lista cresce velocementeLa lista è di grande qualità
La qualità dei contatti non è massimaI contatti si aggiungono lentamente.
Tempo per la manutenzione della lista alto.Non hai bisogno di manutenzione.
Segnalano la tua newsletter come spam.Grande interesse per le pubblicazioni

Il processo di attivazione con doppia conferma via email garantisce un elenco più pulito e frequenze di rimbalzo inferiori. Inoltre riduce la probabilità di essere etichettati come spam e gli utenti sono più partecipativi, attivi e disposti a cliccare.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

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