Il lavoro più bello del mondo

C'è chi dice (di solito chi ama dormire) il collaudatore di materassi, per altri il lavoro più bello del mondo è quello che ti fa viaggiare. O che magari permette di guadagnare tanto. Ma è così?

Una riflessione che ho intavolato su Facebook e che voglio riportare qui, sul mio blog: qual è il lavoro più bello del mondo? Il mio? O quello che si trova dietro l’angolo? Non so, potrebbe essere un’idea il fashion blogger o magari il critico di serie TV.

Il lavoro più bello del mondo
Il lavoro dei tuoi sogni.

Hai pensato al tuo ruolo tra i professionisti del web? Io spesso. Mentre molti cercano di combattere il cugino, io lancio una sfida: affrontare il desiderio di cambiare vita, mettere in discussione la bellezza di lavorare come web writer.

Sì, ogni tanto sogno di fare il salumiere o il bigliettaio. Oppure quello che presidia il botteghino della metro e fa finta di guardare i monitor. Voglio un lavoro non impegnativo da un punto di vista mentale. E che mi impedisca di pensare.

Sistemare tutto cambiando lavoro

Voglio fare il portiere di notte in albergo. Perché cambiare lavoro e scegliere questa strada?

Così ho tutto il tempo per scrivere un libro. Un altro libro, intendo. Devo stare otto ore fermo, immobile. Come inganno le ore? Scrivendo l’ennesimo manuale per fare blogging, ovvio.

Questa è una patologia comune a molti professionisti del web, o almeno così ho notato chiacchierando con i colleghi: c’è voglia di voltare pagina.

Non è un bisogno impellente ma un pensiero che si insinua nelle giornate difficili. Quando ogni cliente vuole qualcosa da te: attenzione, impegno, dedizione.

Da leggere: cosa significa lavorare nel web marketing

Una sfida quotidiana per lavorare

Ogni giorno c’è una nuova sfida, un sole minaccioso sorge e porta con sé una marea di problemi. Ti vanti di sguazzare nel laghetto della creatività. Ma per quattro denari ogni cliente si aspetta da te la soluzione. Devi cacciare il coniglio dal cilindro.

Anche se serve solo per mascherare un fallimento. Allora somatizzi, vai in depressione. Il lavoro creativo è logorante. Cerchi qualcosa di meno impegnativo.

Sei stanco di esserci sempre, il cliente lo pretende ma non è facile incastrare tutto. Anche l’approccio strategico è massacrante perché le variabili cambiano sempre.

Il lavoro più bello del mondo
Realizza i tuoi sogni.

Prendo come esempio il SEO. Ogni giorno accetta una sfida, una guerra contro Google, contro i competitor, contro il team che vanificano gli sforzi.

Sogni un lavoro che non ti costringa a pensare. Devi solo eseguire. Esiste questa isola paradisiaca? E, soprattutto, sei disposto ad accettare la verità?

Qual è la verità sul tuo lavoro?

In fondo la conosci già: vuoi cambiare lavoro, ma per fare cosa? Hai investito ogni cellula del tuo corpo per raggiungere questo punto, hai affrontato ogni tipo di treno per farti un nome, hai superato paure e incertezze per svolgere un lavoro fantastico.

Ad esempio per guadagnare con il blog. Se stai leggendo questo post sei come me. Hai le stesse paranoie e ti vien voglia di cambiare tutto. Per conquistare un posto fisso e ben pagato. Che ti costringa a non pensare. Ma tutto questo non esiste, i lavori ripetitivi uccidono l’uomo. Prova a chiedere chi vive la catena di montaggio.

cambiare lavoro
Il lavoro più bello del mondo.

La perfezione te la conquisti giorno dopo giorno, un preventivo alla volta, studiando per diventare un professionista. Il lavoro più bello del mondo deve lasciarti lo spazio per divertirti. E se sogni di cambiare, forse, non devi guardare da un’altra parte.

Per approfondire: 5 consigli per fare buona formazione

Il lavoro più bello del mondo

Questi post sono fondamentali per me, sul serio. Riesco a trasmettere quello che vivo ogni giorno, ha un effetto terapeutico la scrittura. Un po’ come gli psicologi che devono fare analisi per scaricare le difficolta del proprio lavoro.

E spero che sia utile a te raccontare la tua esperienza. Fallo qui, nei commenti: il tuo è il lavoro più bello del mondo o vuoi cambiare tutto? Aspetto la tua opinione.

8 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,

    io credo che ci siano 4 aspetti fondamentali da considerare quando si giudica un lavoro: guadagno, stress, salute e tempo libero.
    Il lavoro perfetto è quello dell’artista affermato: il guadagno è altissimo, lo stress è nullo (fa quello che ama, e lo fa se e quando gli va), la salute non ne risente e ha tutto il tempo libero che vuole.

    Per il 99% di noi ovviamente questa è un’utopia, e dobbiamo bilanciare questi 4 aspetti trovando dei compromessi, perché molto spesso migliorarne uno significa peggiorarne altri.
    Prendiamo il mio caso, quello di un programmatore web di un’azienda. Guadagno accettabile, stress medio (mi piace molto il mio lavoro, ma le cose a cui pensare sono infinite e non posso mai staccare al 100%), l’impatto sulla salute è modesto (ma non nullo, stando sempre al computer) e il tempo libero è nella media.

    Vorrei migliorare? Sì, voglio provare a sfruttare la mia esperienza con alcuni progetti online. Non so cosa succederà, lo scoprirò solo provando. C’è anche la semplice voglia di cambiare, di sentirsi liberi dalle catene di un lavoro. Ma quello che conta alla fine sarà quanto migliorerà la mia vita.

    Ecco quindi qual è il mio lavoro ideale, tralasciando le utopie: quello dove i 4 aspetti che ho scritto prima sono bilanciati in modo da darmi la massima qualità della vita possibile. Considerando i miei limiti e quelli dell’ambiente dove vivo.

    • Ciao Alessandro, il lavoro ideale crea un equilibrio. Non è solo un concetto relativo al guadagnare , al monetizzare il proprio tempo. Dobbiamo ricordarci di questo.

  2. Ciao Riccardo, come sai io ho cambiato lavoro e ho fatto un cambiamento radicale: da avvocato a blogger professionista.
    Quando mi presento così ancora ho dei momenti in cui mi sento inadeguata o fuori posto, perché dopo aver studiato 12 anni e aver superato ogni genere di esame e di prova per poter prendere il titolo di avvocato mi sono accorta che quello che un tempo curavo solo come un hobby mi stava portando in una direzione che sentivo più mia.
    E così ho dovuto ricominciare da capo, perché un conto è avere un hobby e un conto è avere un lavoro e farlo fruttare, con tutti i paletti e i limiti che già conosciamo.
    Ho cambiato lavoro e l’ho fatto con uno molto diverso dal precedente.
    Ricordo che i primi tempi quasi mi vergognavo di dirlo ai miei colleghi di tribunale, perché ero sicura che non avrebbero capito e che, forse, mi avrebbero preso in giro. Io ci credevo però, non avevo voglia di essere derisa su una cosa che sentivo stava cambiando la mia vita portandola in una nuova direzione.
    Il lavoro prefetto non esiste, quando una cosa che ti piace diventa un lavoro iniziano anche i problemi ed è inevitabile.
    Devi correre dietro ai clienti, devi avere sempre un’idea, devi essere competitivo, dare un valore al tuo tempo (cosa difficilissima), studiare, farti pagare. Insomma: un bordello! Possiamo dirlo.
    Però per quella che è la mia esperienza non cambierei mai la mia peggiore giornata da blogger professionista dove tutte le persone per cui lavoro mi chiedono contemporaneamente qualcosa con la migliore giornata che ho vissuto da avvocato. E questo perché l’avvocato non faceva per me.
    Ho impiegato anni per capirlo, ho dato la colpa a tutto quello che ho potuto: il sistema, la crisi, le difficoltà economiche, mi mancava giusto “la Kasta!11!!”.
    Ma la verità è che ero io a non andare bene per quel lavoro.
    Perché per il mio nuovo lavoro ho la voglia di mettermi in gioco e affrontare le difficoltà. Per fare l’avvocato non ce l’avevo.
    Ed è questo che secondo me andrebbe valutato quando si ha in mente di cambiare lavoro: avrò la grinta per affrontare le sfide che il nuovo lavoro mi porterà? Se la risposta è si, vale la pena di provare.
    Inoltre, posso dire che aver fatto un diverso percorso professionale in precedenza mi ha portato una ricchezza di strumenti che anche adesso mi sono utili.
    Essendo un avvocato, spesso ho un approccio al problema o alla situazione diverso, cosa che i miei clienti apprezzano.

    • Hai fatto un percorso, sei arrivata a una conclusione e hai scelto la cosa migliore per te: ti sei guadagnata il lavoro dei tuoi sogni e tanto basta.

  3. Il lavoro più bello del mondo è quello che si fa con passione.
    Quello che ti tiene sveglio a lavorare fino a tardi perché ti piace troppo quello che stai facendo.
    Quello che talvolta ti fa arrabbiare, piangere, innervosirti ma che alla fine ami con tutto te stesso.
    Quello che anche quando i guadagni sono minimi vale la pena di continuare a fare, continuare a migliorare e migliorarsi ogni giorno, perché non ti basta seguire la corrente: tu vuoi cavalcare l’onda.
    Io lavoro sul web. Sono riuscita a trasformare la mia passione in un lavoro.
    E non ho alcun dubbio: il mio è il lavoro più bello del mondo 🙂

    • Nel momento in cui puoi dire questo, che hai trasformato la tua passione in lavoro, sei a un buon punto. ma non temere, le rotture di scatole ti raggiungeranno. Non sarà solo rose e fiori (ora però non mi odiare).

  4. Ciao Riccardo! Beh sì, penso di mollare. Emergere come blogger, come creativa o come giornalista è dura ma in fondo è il prezzo che si paga per seguire quei progetti che sono sogni. I sogni sono belli ma complicati, faticosi. A volte mi immagino a piegare t-shirt da Zara, avrei meno pensieri e uno sconto sulla merce. Però non sarebbe la mia vita.

    • Anche io ho lavorato in un negozio, come commesso. Tanti anni fa, prima di andare all’università. Si guadagnava bene, ma hai ragione: non sarebbe stata la mia vita. Però ho provato, eh.

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