Un consiglio? Devi leggere questo articolo di Forbes. Inizia con un concetto fondamentale: Personal PR non è un’opzione.”We will either have good relations or bad relations. But we have public relations”.

Esatto. Hai bisogno delle relazioni per emergere in questo matto mondo chiamato web. Le competenze sono necessarie, su questo non si discute: costruire il proprio brand sulla fuffa è sbagliato.

personal pr

Ma ignorare le relazioni – quelle relazioni che nascono tra colleghi, potenziali clienti e datori di lavoro – vuol dire voltare le spalle a una buona fetta del tuo lavoro freelance. E non solo: ogni impiegato deve ragionare come un potenziale libero professionista.

Prima ti copri le spalle, meglio è: se nella sala dei bottoni decidono di fare a meno di te (è brutto dirlo ma può succedere) tu hai già iniziato a fare Personal PR. Ma cosa significa fare Personal PR?

Personal PR: una definizione

Inizio dall’acronimo PR: public relation, ovvero quelle pubbliche relazioni che mettono in contatto aziende o persone con destinatari utili a raggiungere uno scopo che prendo da Wikipedia:

Sostenere la reputazione dell’organizzazione che comunica contribuendo alla creazione dell’identità.

Voglio essere più specifico e aggiungere la definizione di prsa.org: le PR rappresentano un processo di comunicazione che costruisce relazioni vantaggiose tra un’organizzazione e il suo pubblico.

Alle relazioni vantaggiose per sostenere la reputazione aggiungo la nota individualistica. Il Personal PR è rivolto al singolo: finora abbiamo citato relazioni pubbliche dedicate alla reputazione aziendale, ma oggi anche il freelance deve curare le relazioni. Vediamo come!

La tua immagine pubblica

Per fare personal PR – per curare le relazioni con colleghi e clienti – devi avere e curare un’immagine pubblica. Cioè devi proporre un profilo che ispiri le persone legate al tuo settore professionale.

batmanNon devi inventarti una identità segreta: be yourself è il primo comandamento. Ma devi trovare la combinazione giusta per comunicare i vantaggi che un singolo può percepire nell’averti tra i contatti.

Hai bisogno degli altri, gli altri hanno bisogno di te. I motivi? Emozioni, informazioni, ispirazione: dipende. Tu devi essere in grado di comunicare nel modo giusto con le persone giuste. Ecco perché devi definire i principali strumenti per fare Personal PR.

Gli strumenti del Personal PR

Ovvero gli strumenti social e quelli del web sommerso: si passa dal blogging ai forum, dalla chat di Facebook a quella di Skype fino ad arrivare alla classica email. Fare personal PR vuol dire comunicare, e la rete ci offre mille occasioni diverse.

Ogni canale deve essere piegato per comunicare la tua professionalità, senza dimenticare un accento personale. Come? Lavorando a 360 gradi e senza fare differenza tra online e offline:

  • Blog
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram e Pinterest
  • Forum
  • Gruppi e Community
  • Webinar
  • Interventi
  • Incontri informali
  • Skype, chat, email
  • Newsletter
  • Libri
  • Collaborazioni online e offline

Non c’è limite al Personal PR: devi creare buoni rapporti tra la tua figura professionale e il mondo esterno. I social sono importanti, ma lo sono anche le opportunità di guardare negli occhi le persone mentre racconti il tuo punto di vista. O mentre prendi un caffè chiacchierando del più e del meno.

caffe
Fonte immagine

Fare Personal PR vuol dire – ecco, questo mi sembra un buon punto di vista – stringere la mano a chi ti chiede un parere, un consiglio, una informazione. Ma perché tutto questo è necessario?

Perché creare buoni rapporti?

In primo luogo perché è giusto che sia così, è giusto essere educati e gentili con il prossimo.

Poi perché oggi le interconnessioni sono continue e imprevedibili. Un aiuto dato nella chat di Facebook può procurare un ingaggio, un’intervista lasciata su un blog può essere la scintilla per un nuovo lavoro, una email scortese può decretare la fine di una collaborazione fruttuosa. Io mi muovo così:

  • Inizia e chiudi ogni conversazione con un saluto.
  • Non pretendere, nessuno deve aiutarti per forza.
  • La chat di Facebook non vuol dire tutto e subito.
  • Quando puoi preferisci il contatto diretto.
  • Sorridere aiuta, la buona educazione anche.
  • Aiuta il prossimo quando puoi.

Soprattutto, a costo di ripetermi, non utilizzare i social per litigare o portare avanti questioni di principio. In un attimo la discussione si trasforma in rissa e basta un attimo per rovinare i contatti.

Ci vuole diplomazia nel Personal PR. Un professionista non litiga, giusto? Tu hai già iniziato a fare Personal PR oppure credi che tutto debba essere lasciato all’improvvisazione?

Per approfondire

4 COMMENTI

  1. Fare PR è indispensabile, e del resto se usciamo dal mondo di Internet, qualunque imprenditore può confermare che coltivare le relazioni è uno dei modi migliori per avere successo. Le relazioni sono fatte di fiducia e di conoscenza, e questi sono i canali migliori per sapere su chi si può contare. Non c’è motivo per cui questo non debba valere su internet!

    • Ciao Paolo,

      Hai ragione. A volte però, parlo per esperienza personale, i social azzerano le distanze e le persone si sentono in diritto di entrare a gamba tesa nella vita delle altre persone. Quante volte mi contattano per chiedere piaceri, favori e opinioni senza neanche accennare a un saluto, un “buongiorno” o un “ciao come stai”. Lasciano il link e dicono: “ti piace?”.

      Certo, i socia azzerano le distanze ma bisogna comunque lavorare sulla buona forma, e in primo luogo sull’educazione. Non credi?

      • Certo! Guarda, mi ricollego al discorso che ho fatto prima: il relazionarsi è l’attività più importante per chiunque voglia lavorare, non solo come freelance (e qui rispondo alla domanda di base del tuo articolo). Il *sapersi* relazione è ciò che discrimina chi ci riesce da chi no. La differenza che giustamente tu metti in rilievo, rispetto al mondo offline, è che l’azzeramento delle distanze moltiplica sì i contatti positivi ma anche quelli negativi, che spesso si manifestano con uno scarso “tatto” nel cercare di approfittare delle occasioni che si creano con un tweet o con una chat. Credo che altro non sia che il famoso effetto “dietro ad un monitor”, dove si sa che gli esseri umani modificano (non sempre) il proprio comportamento. Dove normalmente si chiede “permesso”, su Internet non si chiede nemmeno scusa. Non so quale possa essere la soluzione, se non la naturale ricerca di un equilibrio che porti ad isolare chi vuole solo sgomitare per farsi avanti e a coltivare relazioni con chi intende le relazioni in modo biunivoco. Insomma, l’educazione va premiata per il bene di tutti! 😀
        Ciao e continua così, i tuoi contenuti articoli sono tra i migliori della rete!

        • Dal mio punto di vista ho trovato la soluzione: ignorare o limitare chi si impone con maleducazione nella comunicazione. Per me è importante entrare a punta di piede e uscire salutando: non chiedo l’amicizia a una persona per poi chiedere un piacere dopo 1 minuto senza neanche un filo di presentazione.

          E’ vero che per fare personal PR è utile aiutare il prossimo, ma c’è bisogno anche di un minimo di filtro. Altrimenti…

          Ti ringrazio per i complimenti, a presto!

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