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[Case Study] Le immagini su Google Plus sono virali?

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+1Viviamo in un mondo di incertezze, di grandi incertezze, ma una cosa è certa: sui social le immagini sono importanti.

Facebook ne è la prova. Basta postare una foto con gatti e tramonti per raccogliere un numero di like inimmaginabile per un aggiornamento con solo testo. E guarda questa infografica: le foto registrano un engagement ciclopico rispetto agli altri status (+ 120%).

E Twitter, invece? Il maggior numero di retweet è stato raggiunto da una immagine. Anzi, da una foto che cattura l’abbraccio tra Barack Obama e la moglie Michelle dopo la rielezione alla Casa Bianca.

Su Google Plus vale lo stesso discorso di Facebook: le immagini (più in generale i contenuti visuali) riescono a guadagnare maggiore attenzione nello streaming.

Ma dove sono i dati? Qualcuno può confermare la viralità delle immagini su Google Plus? Esiste uno studio scientifico capace di confermare l’efficacia di un’immagine?

Sì, questo studio esiste. Si chiama Exploring Image Virality in Google Plus, e oggi ho l’onore di presentarlo in esclusiva su My Social Web.

Gli autori della ricerca

Jacopo Staiano dell’Università di Trento, Marco Guerini di Trento RISE e Davide Albanese della Fondazione Edmund Mach hanno analizzato i post di 979 top followed user per rispondere a una serie di domande:

  • Le immagini su Google Plus sono virali?
  • Riescono ad attirare l’attenzione degli utenti?
  • Quali sono le immagini più efficaci?
  • Come reagiscono gli utenti?
  • Preferiscono usare il pulsate + 1, la condivisione o i commenti?

La risposta la trovi in questo studio diviso in analisi dei lavori precedenti, descrizione dei dati raccolti e studio della viralità delle immagini su Google +. Ti lascio qualche grafico che mette a confronto aggiornamenti con e senza contenuti visuali, ma anche immagini statiche e dinamiche:

google plus

Self-representation

Gli indici di viralità presi in esame (+1, share, commenti) mostrano dinamiche diverse. Il +1 e i commenti rappresentano apprezzamento e discussione, mentre i re-share racchiudono un meccanismo di self-representation.

L’utente ripubblica un contenuto visuale. E si immedesima in quella immagine.

Questo punto si riscontra nell’esperimento che analizza i visi umani. La condivisioni seguono una dinamica differente rispetto a +1 e commenti: io non ripubblico una tua foto personale perché non mi rappresenta. Piuttosto ti do un +1 o la commento.

Infografiche

Un altro risultato interessante di questa ricerca riguarda le infografiche. Ecco le parole di Jacopo Staiano: “Abbiamo analizzato le dinamiche delle immagini, e pensavamo di registrare i dati migliori soprattutto per meme, cartoon, contenuti ludici. Poi la sorpresa. I dati erano a favore delle infografiche.

La ricerca ha sottolineato l’importanza delle infografiche su Google Plus: il contenuto informativo (e non la caratteristica ludica) delle immagini è alla base dei re-share. Almeno nel campione preso in esame.

Condividi liberamente

Sei libero/a di condividere il PDF di questa ricerca (che sarà presentata l’11 settembre alla International Conference on Social Computing) con chi vuoi. Ovviamente citando la fonte.

Ti ricordo il link del documento: Exploring Image Virality in Google Plus. Buona lettura e buon Google Plus!

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. Buongiorno Riccardo,
    grazie mille per questo articolo, farò tesoro dei dati contenuti per il mio utilizzo di Google+.
    Per quanto riguarda le foto è vero, ho notato la grande differenza fra la pubblicazione di un post di solo testo e un post arricchito da un’immagine … e non c’è paragone.
    Ho fatto anche una prova con la foto di un gatto, immagine inerente cmq al post che stavo condividendo, ed è stata un vero successo!
    Che il #gatto sia vincente? :)
    Buona giornata!

    • Il gatto vince sempre su tutto.

      Comunque nella ricerca vengono analizzate anche le immagini in base alla luce, al viso, ai colori. E ci sono anche le gif…

      Secondo me è una buona ricerca, non credi?

      • La ricerca della buona immagine, quella in grado di catturare l’attenzione, di emozionare, suscitare curiosità, etc… è fondamentale.
        Quando è possibile faccio realizzare immagini ad hoc dal mio designer oppure chiedo al mio fotografo qualche scatto e gli offro visibilità con i credit.
        Che ne dici, faccio bene?

        • Sì, secondo me è un ottimo modo per dare forza al brand. Anche io ho pensato a una linea di citazioni http://pinterest.com/riccardoe/citazioni/ giocherellando un po’ con Gimp.

  2. Ciao Riccardo: ancora una volta vediamo come le immagini siano importanti. Le infografiche secondo me devono essere poche, ma buone. Detto questo, dove possiamo trovare immagini che catturino l’utente rispettando il copyright?

    • Ciao Annarita!

      Ci sono tante risorse per trovare immagini gratuite da utilizzare sui social. Te ne suggerisco due:

      - http://unsplash.com/
      - http://blog.hubspot.com/75-free-stock-photos-im-ht
      - http://blog.hubspot.com/free-stock-photos-design-in-powerpoint-ht

      Prossimamente aggiornerò la mia lista di risorse per trovare immagini gratis. La pubblicherò sulla fan page :-)

  3. Complimenti per la condivisione!

    Una sola domanda, visto che sono sempre stato pessimo con le statistiche: in questo caso l’asse delle y ( F(n) ) che cosa rappresenta?

  4. Del resto anche Guy Kawasaki ha creato una board Pinterest in cui inserisce le immagini relative ai post che pubblica su G+: evidentemente questa strategia ha una sua utilità.

    Conviene tenerla d’occhio…

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