24

Come scegliere e cambiare l’argomento di un blog

Vuoi aprire un blog? Devi scegliere l'argomento giusto, ma forse devi anche cambiare strada. E puntare verso altri temi. Non è facile, lo so, per questo ho pubblicato una guida dedicata.

Shares

All’inizio tutto è semplice, cristallino. Mi piace il social media marketing? Apro un blog dedicato a questo argomento. Amo scrivere? Varo un blog che ruoti intorno alle tematiche care agli scrittori.

Come scegliere l'argomento di un blog

Potrei sfornare un numero infinito di esempi, tutti validi, ma non credo che servano a qualcosa. Il concetto è chiaro, la regola base è semplice: devi porta su carta (digitale, ovvio) le tue passioni.

Ma poi? Basta seguire questa linea per scegliere il tema di un blog? Basta seguire le passioni alla cieca? No, ci sono dei dettagli da sottolineare e da approfondire per dare un minimo di struttura.

Scegliere l’argomento del blog

Scegliere l’argomento del blog non è semplice perché spesso si tende verso la domanda più semplice: come monetizzare? Quindi si interrogano i vari SEO tool per scoprire i temi che hanno maggiori investimenti. E che quindi potrebbero essere più convenienti.

Spesso, però, questa prospettiva è miope. E ignora il concetto che si trova alla base di una buona strategia per guadagnare con il blog: la costanza. Non devi essere speciale oggi e domani, lo devi essere sempre. Ogni santo giorno. Cosa scrivere sul blog per avere successo? La tua passione, scegli la tua passione. Questo è il punto di partenza. Poi i dettagli li trovi nei paragrafi a seguire.

Il blog monotematico

Questa è la soluzione più semplice: ho una passione e voglio aprire un blog per trasformarla in parola scritta, per farmi conoscere e incontrare virtualmente altri appassionati del tema.

Inizio a scrivere? No, non ancora. Prima devi usare uno strumento fantastico per organizzare idee e dare vita ai concetti astratti: devi usare la mappe mentali per definire l’argomento ancora astratto.

Come scegliere e cambiare l'argomento di un blog

Ecco un esempio di mappa mentale

Una mappa mentale prevede un nodo centrale dal quale far nascere una serie di nodi, di sotto-categorie, che ti permette di rappresentare egregiamente la struttura del tuo blog

Guarda l’esempio. Voglio creare un blog dedicato al mondo del blogging? Bene, creo le categorie e relative sotto-categorie che possono trasformarsi in tag (gerarchicamente non legati alle prime).

  • Seo → categoria
    • Indicizzazione → tag
    • Penalizzazione → tag
    • Sitemap → tag
  • Social → categoria
    • Pinterest → tag
    • Twitter → tag
    • Facebook → tag

E così via. In questo modo puoi organizzare con facilità tag e categorie. Ricorda, però, di lasciare il giusto margine di elasticità: puoi sempre creare nuovi scenari per dare respiro ai tuoi argomenti.

Per approfondire: come diventare un blogger di successo

Blog come diario personale

Il blog supera i confini del singolo argomento e abbraccia temi limitrofi? Devi ampliare la mappa, ma il vero problema arriva quando decidi di affrontare temi diversi sullo stesso blog.

Cucina, tecnologia, viaggi e vacanze, giardinaggio: possono convivere sullo stesso blog? Certo, a patto che il tuo blog si presenti come uno spazio personale, un diario dedicato alla tua vita.

Un blog personale può avere una categoria dedicata a ogni aspetto della tua vita. Puoi anche dedicare uno spazio alle tue esperienze professionali, ma ogni post deve concentrasi su un tema.

cambiare argomento blog

Un blog, un tema? Va bene. Un blog, temi differenti? Va bene. Un post, invece, affronta un unico argomento. Questo, almeno, è il mio modo di fare blogging: questo è il mio modo per dare linearità alla comunicazione. Perché il blogging è comunicazione, giusto?

Cambiare argomento del blog

“Non c’è niente che sia per sempre”. Così cantavano gli Afterhours, e anche il tema del tuo blog (molto probabilmente) non rimarrà fermo per l’eternità. Deve evolversi perché questa è la sua natura.

argomento blogIl blogging è un lavoro indefinito, in continua lavorazione. Non appuntare un suo aspetto, un qualsiasi aspetto del blogging, su una bacheca di sughero e congelare la sua natura all’infinito.

No, il blogging è sinonimo di cambiamento. Anche l’argomento può variare, a patto che ci sia un’attenta valutazione. Di solito il mutamento avviene un po’ alla volta, articolo dopo articolo.

Non c’è uno stacco netto, non c’è una virata ma un morbido aggiustamento di rotta: pubblichi qualche articolo diverso, nasce una nuova categoria, aumentano i post che si staccano dalla routine e diventano un appuntamento fisso.

A questo punto la comunicazione con il pubblico è indispensabile. Il lettore deve sapere quello che succede sul tuo blog, deve capire la direzione che hai scelto. Come? Con un articolo di presentazione per la nuova categoria o per l’argomento che stai sperimentando.

Da leggere: come aprire un blog e muovere i primi passi

Blog e topic: le tue soluzioni

Scommetto che anche a tu hai modificato l’argomento del tuo blog, vero? Anche a tu hai comunicare un cambiamento con un post? Mi farebbe piacere leggere la tua esperienza nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

24 Comments

  1. Articolo che fa al caso mio perché il mio e’ principalmente un blog personale nel quale affronto argomenti diversi, da quelli più semplici e inerenti la vita quotidiana a quelli di taglio tecnico .
    Quello che ancora devo fare e’ dare una ripulita alle categorie e tag per usare quelle giuste 🙂

    • Ciao Tiziana, ecco una guida fondamentale riguardo a Tag e Categorie presa da WordPress. Ti lascio anche questo articolo che ho scritto un po’ di tempo fa.

    • Wao, che roba infinita che sono questi blog, ne ho aperto uno da circa una settimana e conto quasi 30 articoli, da quello che ho sentito in giro non sono molti, però vedere tutta questa gente che si dà consigli è positivissimo, grandi!

  2. Intanto hai fatto bene a dire che i tag non sono legati gerarchicamente alle categorie: non sono un archivio (come purtroppo molti pensano), ma strumenti che aiutano la ricerca interna del blog. Quindi, rifacendomi al tuo esempio, il tag Pinterest si può trovare sia in post della categoria SEO sia in quella Social media.

    Anche la mia idea di blogging è identica alla tua: o apri un blog tematico oppure uno spazio personale. Ma anche in questo caso è importante secondo me definire bene il progetto.

    Devo dire che non amo i blog “personali”, perché uso la rete per studiare e informarmi, non per divertirmi o passare il tempo e, quindi, leggere dove sei stato in vacanza o per chi hai votato a me davvero non interessa, neanche se fossi un mio caro amico. Ma la rete è libera e ognuno apre un blog su ciò che vuole.

    Cambiare è normale, perché anche noi, i blogger, cambiamo come persone. Anche io ho modificato alcune cose nel mio blog sulla scrittura. Nel nuovo progetto, invece, c’è stata una riprogettazione totale del blog.

    Che ho fatto? Ho inviato una newsletter agli iscritti che avevo per avvisarli dei cambiamenti: mi pareva giusto, in fondo si erano iscritti a un blog che parlava di web design e affini e si sarebbero ritrovati davanti a contenuti e copywriting. Ho comunicato che potevano tranquillamente cancellarsi dalla newsletter se non fossero stati interessati ai nuovi temi. E qualcuno si è cancellato, infatti.

    Il lettore non può trovarsi spaesato, secondo me. Quindi, se devi perderne qualcuno, fallo nel modo più professionale e onesto possibile.

  3. Il blog, a parere personale, è un po’ come una casa. Suddivisa in camere, ognuna con una sua funzione. Però, esattamente come sostenuto da Daniele, le categorie e le sotto-categorie possono essere soggette a “contaminazioni”. Proprio ieri leggevo di come utilizzare Pinterest come un visual organizer per la content curation (perdonate, ma non ricordo al momento la fonte, aggiungo successivamente il link!).
    Tutto può cambiare, basta saper cavalcare il cambiamento non tradendo la propria organizzazione e le basi del proprio blog.
    Voi che ne dite?

  4. Non ho mai modificato il tema del mio blog, perché il mio blog non ha un tema in senso stretto. Parla di quotidianità pop e così è rimasto da 7 anni a questa parte… certo, l’ho rimodernato, creando rubriche e categorie (ecco, anche lì abbiamo agito diversamente…), ma il senso è sempre lo stesso e non credo che cambierà mai 😀

    Moz-

    • Caro Miki, il blog diario è la libertà fatta social media. Coltivalo, lascialo crescere libero: le interazioni che ottieni sono il miglior termometro per valutare il tuo lavoro.

      • Un diario, sì, ma non nella sua totalità… diciamo che forse è un riassunto delle tipologie di blogging… Ma non è voluto, è che ho sempre desiderato fare una rivista (o un palinsesto televisivo) che le cose si sono create da sole, secondo questa macro linea-guida XD

        Moz-

  5. Bravo Riccardo, stavo pensando giusto qualche giorno fa a questo aspetto. Non è la prima volta che mi pongo alcune domande sulle strategie editoriali del mio blog e dopo qualche giorno, senza dire nulla, scrivi un articolo che risolve esattamente quel dubbio! Grazie!

    Tornando all’articolo in sè, su molti siti di web writing si dice sempre che tra i vari fattori necessari per emergere è compreso anche lo specializzarsi quanto più possibile e questo non è esattamente quello che faccio nel mio blog: se ti capita di passarci, capirai. Ero lì lì per pensare che questo fosse un limite e che dovessi correggere pesantemente il tiro.

    Poi però mi è tornato in mente quello che ho scritto nella pagina che parla di me: “Scrivo su questo blog della mia vita informatica vissuta” e questo corrisponde in buona parte a quello che sostieni nel tuo articolo di oggi. E’ un blog personale dove racconto il quotidiano della mia vita alle prese con l’informatica.

    Che ne dici? Ti sembra un “cappello” troppo grande o può funzionare?

    • Ciao Riccardo,

      Il punto è questo:se è un diario personale della tua attività può andare bene. Ma può essere difficile inquadrarlo come blog professionale. Ad esempio, un blog personale mio può trattare temi di SMM e copy, quindi il mio lavoro, ma può spaziare anche verso la musica (suono in un gruppo) o lo sport (pratico Muay Thai). C’è di tutto di più, ma è il mio diario e va bene così. Chi ama il mio stile troverà sicuramente qualcosa di buono da leggere.

      Se, invece, il tuo vuole essere un blog professionale mi sento di lavorare sulla nicchia. Su My Social Web non troverai argomenti legati alla formattazione del PC o alla soluzione dell’hard disk: troverai articoli che intercetteranno colleghi, appassionati, potenziali clienti. Stop.

      Credi che sia una buona soluzione?

  6. Questo articolo ha risposto perfettamente alle mie domande di ieri 🙂

    Se volessimo riassumere, si può dire dunque che il numero di temi trattati o la decisione di imboccare nuove strade sia un fattore secondario, quando riflette un piano preciso di cui l’autore è consapevole sempre, sia all’inizio sia durante il percorso intrapreso con il suo blog?

    • Ciao Anna,

      Io credo che si tratti di evoluzione. L’evoluzione del tuo percorso di blogging porta a prendere strade, a modificare, a limare aspetti della tua attività.

  7. Leggo spesso gli articoli che scrivi, ma raramente sono abbastanza nel pezzo per commentare con sufficiente coinvolgimento, il mio modo di gestire il blog è un po’ meno professionale di come si parla qui e mi concedo diverse licenze stilistiche 🙂
    Ma, stavolta, mi ha subito colpita l’argomento ed è vicino anche ad un universo semplice e senza pretese come il mio.
    Mi è successo di cambiare rotta e di chiedermi cosa sarebbe successo, me lo sono chiesta prima di farlo e dopo diverso tempo che c’è stato il giro di boa.
    E’ stato curioso notare quanto sia cambiato l’impatto col pubblico nel momento in cui un blog personale scritto da una ragazza expat fidanzata e alle prese con le difficoltà di vivere in un luogo estraneo è diventato il blog di una ragazza single alla riscossa alle prese con gli scontri e incontri quotidiani, ritornata nella sua terra e con le radici e le sue armi in mano, indipendente e forte degli obbiettivi che si pone giorno per giorno.
    E’ cambiato tutto mentre cambiavo io. Non ho organizzato le modifiche a tavolino, ricordo di essere partita con uno stile blogghereccio classico, tipo ‘oggi ho fatto così e ieri colà, domani cosà…’, la gente interagiva perché il circolo che frequentavo era simile al mio, tutte expat e tutte fidanzate/sposate/impegnate… man mano che sono diventata un’altra persona, almeno virtualmente parlando, le mie commentatrici/lettrici hanno smesso di interagire.
    Ho aggiunto qualche categoria, sempre molto organizzata, dividendo classi tematiche e organizzando anche la grafica in modo da evitare che chi volesse leggere solo sulla mia vita potesse farlo, senza incappare in altro genere di articoli… quindi, da quel punto di vista, non ho lasciato che si confondesse tutto, Perché mi rendevo conto che qualcosa stava cambiando, ma non potevo sapere quanto sarebbe stato diverso tutto, dopo la mia metamorfosi…
    Ho inserito tag per rendere semplice la navigazione e la ricerca dei pezzi in base all’argomento e sono contenta del lavoro finale.
    Continuo a poter crescere, perché ci sono categorie madri e infinite possibilità di organizzare i contenuti al loro interno.
    Il fatto è che è diventata come la mia cameretta privata… è come se la gente temesse di entrarci e commentare a suo piacimento.
    Forse questo piglio fortemente personale di gestire le cose, senza dare loro una parvenza professionale e distaccata, fa sentire estranei i lettori.
    Che, però, sono certa ci siano… in quanto i conteggi salgono e qualcuno che conosco di persona e ho indirizzato lì dentro mi dimostra apertamente di avere letto i miei pezzi.
    E’ interessante l’intervento di chi ha detto che ha informato gli iscritti del cambio di rotta, attraverso newsletter.
    Abbiamo tutti il diritto di prendere le nostre strade, ma abbiamo anche dovere di informare e mettere in condizioni di scegliere le persone che stanno davanti alla finestra a leggerci.
    Io, ormai non posso fare granché, ho lasciato che tutto andasse naturalmente e ora ho i commenti sporadici che mi arrivano…
    non eviterei il mio piglio personale solo per ottenere commenti, il mio blog lo sento mio perché lo vesto proprio di quello che è adesso…

    • Ciao!

      Il tuo commento apre mille argomenti, mille argomenti che voglio trattare con precisione. Continuiamo in un post qui su My Social Web? Scriviamo un post sull’argomento?

      • Ciao Riccardo 🙂
        Beh… assolutamente interessante come idea 😉
        Io ho buttato nel mio commento un sacco di considerazioni sparse e disordinate su ciò che è successo nel mio blog con il cambiamento di stile/rotta, ma dimmi se ti è venuta qualche idea particolare per sviluppare un pezzo e vuoi una mia testimonianza [era questa la tua domanda, o volevi solo un feedback riguardo l’idea che ti ho ispirato?]
        Let me know whatever U want!

  8. Nell’ordine ho avuto un blog di scrapbooking poi diventato di fotografia e poi uno si maternitá e educazione.

    Ora mi sono presa un po’ di respiro. Spazio vuoto per capire. Sto studiando. Mondo social. Content marketing e web marketing.

    Mi chiedo se ha ancora senso scrivere un blog. Su quale argomento si può davvero dire qualcosa di interessante? La concorrenza é davvero alta. Un po’ per tutto.

    • Il blog giusto per i tempi di oggi, secondo me, è sempre un contenitore di post-diario (perché altrimenti di blog non si potrebbe parlare) ma che si proponga come un contenitore di riflessioni elaborate per regalare un consiglio e una testimonianza, al lettore.
      Come dicevo su, nel mio commento, quando si parla di quanto si è frustrati o felici nella propria cittadina – mentre si passa il tempo tra spese, lavoretti, e altri cavoli vari personali – ce la si intende solo con le persone simili a noi che scriviamo e rischiamo di finire per essere noiosi, poco coinvolgenti o ancorati troppo a quel ruolo che, quando cambi condizione di vita, cambierà con te e il lettore non sentirà più di rispecchiarcisi dentro.

  9. Ciao ho letto vari post su perché è importante tenere una linea sul proprio blog. Non credo che se uno parla di Napoleone, il giorno dopo può scrivere di macchine. Nel senso all’interno del blog diventa tutto un minestrone. Come ben sai è impossibile comparire se non si trova la propria nicchia, non si può competere con i grandi che trattano svariati argomenti. Purtroppo anch’io ho difficoltà in questo senso. Vorrei aprire un blog nuovo è concentrarmi su un argomento specifico, ma non so cosa. Nel mio blog tratto in genere di liste ma su tanti campi e non va bene. Un altro esperto faceva un esempio di nicchia: sei appassionato di bici parla solo quelle degli anni 60. Ma allora anche i food blogger dovrebbero parlare solo tipo di torte e non anche di pasta? Che ne pensi, ho bisogno di consigli. Grazie e complimenti. Ti seguo spesso.

  10. Be direi che non è mai tardi per leggere gli articoli.
    Mi sono schiarite le idee e come sempre i tuoi articoli sono utili.
    Era in dubbio se cambiare le tematiche del blog e ora ho la risposta.
    Definire il blog in un solo settore è più specifico ma bisogna analizzare anche il motivo per cui si apre un blog.
    Ora grazie anche ai commenti ho le idee chiare e l’obiettivo!
    Davvero grazie e anche io sono a favore del cambiamento.

    • Ciao,

      Mi fa piacere che tu abbia trovato una risposta. Cambiare argomento non è facile, soprattutto se il blog è già ben avviato. Muovi i tuoi passi sempre con cura.

  11. Buongiorno, ho bisogno di un chiarimento! Mi avvicino adesso al mondo dei blog perché devo arricchire il web-site della mia società. Si tratta di una società di servizi che sviluppa davvero un ‘ampia gamma di settori, non sempre direttamente correlati. Vorrei parlare proprio di questo, ma rischierei di portare avanti qualcosa di assolutamente caotico, oppure catalogando i settori di competenza posso riuscire a dare un senso compiuto ai singoli argomenti? Il dubbio è se convenga utilizzare dei blog separati per argomentazione oppure uno singolo ma con una classificazione interna.

    • Ciao Eleonora,

      Così, su due piedi, è difficile dare una risposta. Ci vorrebbe un’analisi per capire se c’è un filo conduttore dei vari argomenti. Usa le mappe mentali per studiare questo passaggio, e punta su questa domanda: c’è un elemento che collega il tutto? Se c’è sfruttalo, io preferisco sempre non dividere i blog. Ma spesso si deve fare proprio così. Non si può scegliere senza un’analisi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *