18

Scegliere il nome del tuo blog: 5 modelli indispensabili

140 Flares 140 Flares ×
Share on Facebook74Share on Google+35Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn31Email this to someone

Questo è un post per chi muove i primi passi nel mondo del blogging. O per chi lavora nel settore come blogger professionista. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono spazi per chi blogga ma non troppo. Oddio, se vuoi dare uno sguardo fa’ pure. Ma rischi di ritrovarti con la mente piena di dubbi.

scegliere il nome del tuo blog

Il motivo? In questo articolo spiego come scegliere il nome del tuo blog. Quindi come muovere il primo passo in un mondo fatto di articoli, pagine, pubblicazioni, immagini, testo e video. Vuoi scegliere il nome del tuo blog e non sai da dove iniziare. Oppure sei nella mia stessa condizione: fai formazione o lavori come blogger aziendale e ti chiedono di trovare il nome per un nuovo progetto.

Tu che pubblichi da qualche mese, non hai paura di scoprire che hai sbagliato? E che hai scelto un nome pessimo? No, non sono qui per giudicare o per far venire l’ansia. Voglio solo dare qualche consiglio per aiutarti a scegliere uno degli elementi più importanti della tua esistenza online.

Come scegliere il nome del tuo blog

Il nome rappresenta la sintesi. Attraverso il nome dai un significato alle cose, ti aspetti che le persone capiscano cosa ci sarà dietro il click che fai nella serp, suoi social, in un collegamento passato via email o inserito in una pagina web. Il nome del blog per Luisa Carrada si inserisce nell’universo dei microcontenuti, stringhe di testo che devono essere trattate come perle di chiarezza.

“40-60 caratteri al massimo che devono contenere, far assaporare e pregustare il “macrocontent” di intere pagine o di un intero sito. (…) È grazie a loro che il lettore può cogliere con un solo sguardo, anche senza una lettura approfondita, il contenuto o il tema di una determinata pagina”.

Sul web devi far capire subito qual è il punto, qual è l’argomento. Il nome del tuo blog deve rispettare questa regola: leggo il nome e capisco subito di cosa si parla, qual è il tema affrontato nelle pagine e nei post. È sempre così? È una regola definitiva? Assolutamente no. Trasformare il topic del blog in un nome non è l’unica soluzione. In linea di massima hai 5 possibili strade da seguire.

1. Nome del blogger

Passi il tuo nome al blog, niente di più. Ci metti la faccia, e ci metti anche il nome e cognome. Questa è la strategia ideale per i freelance, per i blog aziendali (che prendono il nome dell’azienda) e per i professionisti del web che vogliono farsi riconoscere. Non è una tecnica brillante, ma funziona se vuoi usare il blog come strumento per farti conoscere e per spingere il tuo business.

Usare il nome e cognome è perfetto in ottica personal branding, e anche per fare brand protection. In questo modo aumenterai le probabilità di avere una serp occupata dai tuoi risultati quando le persone digiteranno il tuo nome e cognome (può essere utile abbinare anche un dominio).

2. Soprannome del blogger

Spesso i blogger decidono di dare un nome particolare al proprio blog. Un nome che riprende il nickname storico, una somiglianza con un personaggio famoso, qualcosa di caratteristico. Questo sistema si adatta a molti generi: può essere usato da blogger professionali o amatoriali.

Anche se a volte i blogger che nascono per hobby si trasformano in piattaforme professionali.

A questo punto ti lascio un consiglio: quando scegli il nome del tuo blog, e decidi di utilizzare un soprannome, pensa agli sviluppi. Potrebbe (ho usato il condizionale, eh) essere difficile trasformare il soprannome che avevi da bambino in un blog per promuovere la tua attività di freelance.

3. Blending

Il blending è un artificio linguistico per fondere due o più parole. L’esempio che già conosci: infographic, oppure gifographic. Ci sono diversi modi per formare un blend. Wikipedia suggerisce:

  • Fondere l’inizio e la fine di due parole (brunch » breakfast e lunch).
  • Fondere l’inizio di due parole (cyborg » cybernetic e organism).
  • Fondere due parole in base a una concordanza sonora (Californication » California e fornication).

Il blending è un espediente interessante per creare un buon nome. Rende l’idea e riesce a sintetizzare concetti differenti. Ha anche un altro vantaggio: è speciale, è creativo, è tuo. Il blending frutto di un’idea che nessuno può rubare. O meglio, te la possono rubare. Ma sarebbe una caduta di stile.

Per approfondire: fai consulenza per il tuo blog.

4. Promessa

La promessa è speciale. La promessa è una stringa di testo che lanci al lettore e gli comunichi cosa troverà in queste pagine. Anzi, non lo dici: lo bisbigli. Poche parole, grandi promesse. Che devi rispettare, altrimenti rischi il tracollo. Ora ti faccio qualche esempio di naming:

  • Problogger » Tutto quello che ti serve per migliorare la tua attività di blogger.
  • Time Management Ninja » Ti spieghiamo come gestire alla grande il tempo.
  • Write to done » Un approccio pragmatico alla scrittura.
  • Web In Fermento » Qui trovi qualcosa di vivo, di frizzante.
  • My Social Web » Un blog dove puoi leggere il mio punto di vista sull’argomento social web.

Con un nome che promette qualcosa di speciale non hai scampo: devi dare il meglio. C’è anche un altro aspetto da considerare, e che riguarda sempre il futuro del tuo lavoro. Sei sicuro che rimarrai in questa cerchia? Hai scelto un nome che strizza l’occhio ai copywriter, ma scriverai testi in eterno? Pensa a SEOmoz che ha scelto di trasformarsi in Moz. Tu ce la faresti?

5. Gusti personali

Ti piace il rosa o il nero, quindi scegli un nome capace di richiamare questi colori. Ami scrivere quindi c’è qualcosa che rimanda alla scrittura nel tuo naming (Penna Blu ad esempio). Qui sei tu il padrone, tu gestisci la tua passione. In questo caso potrebbe esserti d’aiuto lo strumento mappa mentale: metti al centro il topic e crea connessioni di significato sempre più profonde e definite.

Esistono dei tool per generare nomi utili per il tuo blog? Certo, ci sono. Non sono il massimo ma in qualche situazione possono darti una mano per oliare il blocco creativo. Ecco quelli che conosco.

Questi sono strumenti utili. Poi ci sono le mappe mentali. In ogni caso la soluzione migliore per trovare il nome del tuo blog è un’altra: un gruppo di amici e colleghi, un tavolo grande, fogli e penne, una connessione a internet, un laptop, una bella scorta di pizze e kebab, una serata libera.

Cerchi un documento che ti aiuti a scegliere il nome del blog? Ti consiglio Branding Naming Worksheet: scarichi il PDF e lo compili per schematizzare tutto.

Consigli pratici per scegliere il nome del tuo blog

Ora hai la base per scegliere il nome del tuo blog. Questi modelli non racchiudono le mille sfumature che puoi mettere in gioco per raggiungere un buon risultato. Le soluzioni sono infinite se lavori con giochi di parole e figure retoriche. Ci sono, però, dei punti da rispettare per dare una marcia in più al tuo nome:

  • Facile da scrivere.
  • Facile da leggere.
  • Facile da pronunciare.
  • Unico.
  • Breve (quattro parole massimo).
  • Semplice.
  • Lontano da qualsiasi doppio senso.

Il doppio senso è voluto? Perfetto, dimentica questo punto. Un ultimo dettaglio: quale dominio scegliere? Ha ancora senso parlare di keyword nel dominio? Funzionano gli exact match domain? Domenico Puzone ha raccolto le opinioni di diversi SEO: se ti interessa l’argomento ti consiglio il suo post. E ricorda di non copiare MAI il nome di un altro blog: la figuraccia sarebbe imperdonabile.

Per approfondire: 9 tool indispensabili per scegliere il dominio

Il nome del tuo blog: racconta la tua esperienza

Ok, queste sono le soluzioni che userei per scegliere il nome del tuo blog. Questo però è un punto di vista: tu come hai trovato la combinazione giusta? Credi che nell’articolo ci sia la chiave di volta per fare un buon naming? Come hai scelto il nome del tuo blog? Aspetto al tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

18 Comments

  1. Stavo per dire che il mio ricade nella Promessa e forse un po’ anche nei Gusti personali, e poi ho visto che mi hai nominato in questi ultimi 😀
    Nel mio caso volevo un nome che richiamasse la scrittura.

  2. Il mio blog si chiama toxnetlab e il suo nome arriva dal mondo “offline”, infatti questo nome l’ho usato per la mia prima LAN casalinga nel lontano 2002 quando arrivò Fastweb. E’ la fusione delle prime tre lettere del mio cognome (TOX), net (perché era una rete) e LAb (perché come in un laboratorio facevo i miei primi “esperimenti” con le reti/server/sistemi operativi).

    Quando nel 2009 ho aperto il mio blog ho deciso di utilizzare sempre toxnetlab come nome perché la filosofia non cambiava molto dal mondo offline, tox (sempre le prime lettere del mio cognome), net (con il blog si fa networking) e lab (perché come allora anche oggi sperimento però questa volta con il web/comunicazione/socialmedia etc.. )

  3. Il nome del mio blog è assolutamente autocelebrativo 😀
    Ricordo che lo ideai in treno, all’inizio come nome per una rubrica… mi piaceva il suono e la fluidità dei termini 😉

    Moz-

      • Sì, lo ha.
        Moz deriva dal mio nickname storico, Mozgus, che è un personaggio dell’opera Berserk di K. Miura.
        Da lì, la gente sui forum e chat abbreviava in Moz, quindi Moz è stato.

        Il titolo Moz o’Clock mi venne in treno, agli inizi del 2007… mi piace come suono (mozzoclòc), dava un senso e identità maggiore al blog che avevo aperto e così ne cambiai il nome 😉

        Moz-

  4. Ciao! Ho passato alcuni mesi a pensare al progetto del mio blog, avevo scelto un “rassicurante” mamma+ aggettivo…poi, guardandomi intorno, mi sono accorta che appariva banalotto. Allora ho fatto brainstorming creativo ed è venuto fuori Enigmamma: enigmi per mamme, o mamme enigmatiche. Sottotitolo dubbi e rebus genitoriali. Credo sia un bel nome: a volte ho qualche dubbio, poi mi riapproprio dei sentimenti con cui l ho creato, e mi sembra bellissimo. Il blog è amatoriale e lo uso anche come palestra per una eventuale futura professione da Content Manager…chissà! 🙂

  5. Grazie Riccardo per questa riflessione! L’avessi letta prima… Quando ho creato il mio “Dad 2 Tri”, un sito sul triathlon, è nato come blog personale, e quindi ho scelto il mio soprannome: “da papà a triatleta”, “dad to (2) tri”.
    Quando poi il progetto è cresciuto ed è diventato un sito con guide e tutorial per principianti, mi sono reso conto che il nome non è molto comprensibile e facile da ricordare e pronunciare… ma ormai cosa posso fare? 🙁

    • Non è un’operazione semplice. Il rebranding può essere un totale successo o un fallimento epocale. Prima cosa: hai condiviso le tue idee con il pubblico? Cosa ne pensano gli altri lettori? EÈ solo una tua opinione?

      • Grazie del consiglio! Posso considerare un sondaggio tra gli iscritti alla newsletter. Per un eventuale rebranding devo valutare i pro e contro… Devo valutare se con un nome migliore avrei più successo, e se vale la pena di rischiare di disorientare una community già esistente.

    • Non è un’operazione semplice. Il rebranding può essere un totale successo o un fallimento epocale. Prima cosa: hai condiviso le tue idee con il pubblico? Cosa ne pensano gli altri lettori? È solo una tua opinione?

  6. ciao Riccardo, ecco che sto ragionando sul nome del mio sito e tu scrivi l’articolo. Grazie davvero. Rientro nel punto 1 e avrei scelto nomecognome ma purtroppo il .it è già preso e punta a una pagina bianca. Ora io sono in forte dubbio (al momento non mi viene la soluzione creativa, ma proverò con il metodo pizze&kebab): meglio scegliere il .com e rischiare di essere confusa oppure usare lo short name con cui mi firmo da sempre? lasacco
    ps: se questo rientra nelle consulenze, dimmelo che ti chiedo un preventivo.

    • Ciao Laura, per quanto riguarda il discorso “meglio un dominio .it o .com” credo che la discussione sul Forum Giorgiotave ti possa aiutare http://www.giorgiotave.it/forum/lingue-straniere/181008-o-com.html

      Lasacco? Non mi convince, ti dico la verità.

  7. Ciao Riccardo, la scelta del mio nome viene da 2 fattori: Este (da Estensi) riferito alla mia città (Ferrara) e un generico Computer. Ora però mi sono reso conto che è molto impersonale e le persone mi domandano se ho aperto un’azienda o un negozio a Ferrara… Quindi dato che sono all’inizio ero propenso a cambiare e utilizzare semplicemente il mio nome e cognome dato che non c’è alcuna azienda, sono io “lavoro” per me stesso senza nessuna facciata aziendale.
    Una curiosità: perché il tuo “blog-ammiraglia” è mysocialweb.it e non riccardoesposito.it?

    • Perché a volte le scelte arrivano dalle impressioni che ti folgorano e non dal buon senso. Ho registrato riccardoesposito.it anni dopo e solo per fare brand protection.

  8. Che idea ti sei fatto del dominio con caratteri speciali come il -? Avrei bisogno di un consiglio in questo verso dato che vorrei fare un dominio che unisce due keyword con il fatidico –
    Grazie

    • Ciao Domenico,

      Riprendo dalla guida di registro.it: “I caratteri ammessi durante il processo di registrazione di un nome a dominio .it sono i seguenti: ASCII: cifre (0-9), lettere (a-z) e trattino (-)”. Riguardo all’utilità o meno del trattino puoi dare uno sguardo a questa discussione: http://www.giorgiotave.it/forum/posizionamento-nei-motori-di-ricerca/219064-dominio-con-trattino-centrale.html

      Fonte: http://www.nic.it/sites/default/files/docs/Linee_Guida_Tecniche_Sincrone_v2.1_0.pdf

  9. Buongiorno Riccardo,
    abbiamo deciso di riprendere in mano seriamente un blog creato tanto tempo fa (un diario di enogastronomia e viaggi) mantenendo il nome. Avevamo intersecato i nostri nomi (Rimachinu) e avevamo in discreto riscontro. Troppo complicato da ricordare?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *