Esatto, quanto guadagna Chiara Ferragni? Una somma assurda: parliamo di milioni di dollari. Ok, ora mi ammazzi. Lo so cosa stai pensando: “Diavolo di un My Social Web, mi attiri su questo blog del cavolo con titolo sensazionalistico. Ora ti denuncio alle autorità, lo dico a Facebook e a Google”.

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Ho barato. Però ho lasciato una parentesi per insinuare il dubbio: è veramente il blog la chiave della fortuna di Chiara Ferragni? Ma chi è Chiara Ferragni? Una blogger? Una imprenditrice? Una stilista? Te lo dico nel prossimo paragrafo, ecco.

Chiara Ferragni, fashion blogger

Chiara è una fashion blogger: è una musa per tutte le ragazzine che vogliono vivere come Paris Hilton senza muovere un dito. O meglio, vogliono guadagnare scrivendo recensioni di vestiti e scarpe. E vivere come lei, come una moderna rock star. Guarda il video, forza! Questa ragazza ha talento.

Ecco, Chiara Ferragni è un idolo per queste persone. E in queste settimane sta diventando un totem anche per noi blogger perché è una vita che ripetiamo e ci ripetiamo la dolce cantilena: con il blog non si guadagna direttamente, si guadagna indirettamente. Lavorando sul concetto di inbound marketing.

Ripetiamo questa cantilena: è la nostra coperta di Linus, è la nostra rassicurazione. Non è possibile guadagnare (direttamente) con il blog. Poi all’improvviso ti sparano in fronte con una 44 Magnum.

Poi la curiosità si fa largo: quanto guadagna Chiara Ferragni? La regina delle influencer e fashion blogger ha guadagnato 15 milioni di dollari nel 2015, un trend più o meno uguale nel 2016 (fonte).

Chiara Ferragni nasce nel 1987 a Cremona. Ha studiato legge a Milano, presso la rinomata università Bocconi. Nell’ottobre 2009 ha aperto il suo blog dedicato alla moda e ha raggiunto in poco tempo risultati degni di nota: dopo tre anni registrava 120.000 visite al giorno per un totale di 850.000 visitatori unici al mese.

Il segreto di Chiara Ferragni

Quindi, quanto guadagna Chiara Ferragni? Otto milioni di dollari. Tu non sai neanche contare fino a otto milioni. Forse non guadagna proprio quella cifra, forse le stime vengono gonfiate ad arte per fare buzz (d’altro canto io sto scrivendo perché ho letto questo numero), però la polpa c’è. Inutile negarlo.

Ormai Chiara Ferragni è un fenomeno. E ha la mia stima perché si è fatta largo in un mondo estremamente concorrenziale. Già ho raccontato le mie vicende con le fashion blogger che elemosinano prodotti in cambio di (penose) recensioni, ma qui siamo su un territorio diverso?

In ogni caso lei ce l’ha fatta. Cosa significa essere influencer? Nella sua biografia, secondo me, c’è il segreto del suo successo:

She inherited from her mother the passion for fashion and photography and already when she was a teenager she became popular on the first online communities, where she shared photos she was taking with her friends. In 2009, when blogs were not yet the today phenomenon, she launched TheBlondeSalad.com, to express herself and relate to 360°.

Analizzo il testo e lo divido in punti: il primo è la passione. Questo è il passaggio essenziale secondo me. Come tutti i blogger di successo, alla base del lavoro di Chiara una passione antica che la porta a diventare esperta e competente in qualcosa che si lega all’argomento moda: la fotografia.

Da leggere: come guadagnare con un blog

L’importanza del nome

Inizia con un account Flickr e apre solo in seguito il blog. Certo, non è l’unica ad aver fotografato pizzi e merletti ma questo è solo un ingrediente. Il secondo è l’esperienza sul campo, sul web, che ha permesso a Chiara Ferragni di guadagnarsi un bene dal valore infinito: un nome autorevole.

quanti soldi ha chiara ferragni

Si è guadagnata notorietà nelle community dedicate alle foto e alla moda. Quindi, un po’ come Monia Papa, prima prima fidelizzi il lettore e poi apri un blog. Chiara Ferragni era già famosa, e quando è nato TheBlondeSalad.com il pubblico era già al suo cospetto. Pronto per diventare tribù.

L’importanza del primo passo

Poi attenzione a questo passaggio: “when blogs were not yet the today phenomenon”. Signori e signore, lei ha aperto le danze: è stata la prima a parlare di moda su un blog? Non so, non credo.

Ma è stata una delle prime a farlo in modo da attirare l’attenzione del pubblico. Le persone avevano bisogno di un blog dedicato alla moda. È la regola del First Mover Advantage: First-mover advantage, or FMA, is the advantage gained by the initial (“first-moving”) significant occupant of a market segment (…) Sometimes, first-movers are rewarded with huge profit margins and a monopoly-like status.

Una reazione giustificabile. Sei la prima ad aprire un fashion blog degno di questo nome e il vantaggio è assicurato. Certo, non è matematico: ci deve essere dell’altro. Ma anche questo è un ingrediente.

Per approfondire: come guadagnare di più.

Quanto guadagna Chiara Ferragni?

Il segreto di Chiara Ferragni è questo (secondo me): ha coltivato una passione per anni, ha guadagnando autorevolezza nelle community dedicate a un argomento ben preciso, ha aperto un blog quando nessuno lo faceva. In altre parole è stata pioniere, ha creato e non ha seguito.

Questo non è sufficiente per giustificare il fatto che la sua attività ora risponda alla cifra di 8 milioni di euro. A volte ci vuole anche un pizzico di fortuna, non credi? Secondo te ho toccato i punti giusti?

30 COMMENTI

  1. Per quanto riguarda l’essere “first moving”, penso immediatamente a Clio Makeup, perché l’ho seguita dall’inizio: in quel caso lei è stata fra le primissime a proporre dei tutorial di makeup in italiano, quando c’erano solamente in inglese, con una buona qualità dei video e una simpatia naturale.

    La seconda cosa che sottolineerei è l’aver costruito una certa autorevolezza PRIMA del blog. E torno a un termine a te caro: il comment marketing, una strategia intelligente e relativamente poco dispendiosa (in termini di idee e di tempo) per preparare terreno al proprio progetto, quale che sia.

  2. Ciao Riccardo! Articolo interessante, che non pecca di quella banalità in cui è facile cadere quando si parla della Ferragni, che è comunque un fenomeno complesso. Personalmente ritengo che anche il suo aspetto fisico più che gradevole abbia giocato tanto nella strada verso il successo, e sono poi d’accordo con la teoria del first mover.

    Buona giornata 🙂

  3. Resto un po’ basita da questa analisi così “superficiale” del fenomeno Ferragni. Ti seguo da tempo (anche se più spesso in silenzio) e proprio perché so che ti documenti e ti reputo autorevole non mi aspetto che vengano tralasciati degli aspetti in realtà molto importanti.

    Premetto che non sono né un’estimatrice né una detrattrice di Chiara, semplicemente la guardo da lontano cercando di capirne anche io i meccanismi. C’è da dire che sicuramente, come dice Beatrice qui sopra, il suo aspetto l’ha agevolata molto e chi la segue bene sa che di Chiara girano anche diverse foto nuda di lei adolescente che le aveva creato un buon seguito su varie piattaforme un po’ discutibili (sia le piattaforme che il seguito). Lei più che parlare di moda ha lanciato il primo outfit blog italiano. Ha sfruttato inizialmente l’effetto “grande fratello” che è quello che la gente ama, cioè spiare la vita di un’altra persona, meglio se questa fa cose fighissime.

    Non dimentichiamo però che da subito la Ferragni ha avuto un ragazzo che ha gestito tutto, che ha visto molto lungo e che secondo me è il vero motore “di testa” di TBS: Riccardo Pozzoli, il suo (ex)fidanzato. Cioè, questa ragazza non era di certo sola. Non che da sola non avrebbe avuto seguito ma sicuramente il saper vendere il prodotto alle aziende, il mettere da subito Chiara nel mercato “medio-alto” anche se all’inizio sinceramente non lo meritava affatto, non è stato certo merito di Chiara. E anche oggi Riccardo gestisce tutto di TBS e ha un’agenzia di comunicazione che si occupa di marketing per un sacco di aziende nel mondo moda e lusso. Inoltre è possibile anche per i blogger stessi, pagando ovviamente, essere seguiti dall’agenzia di Riccardo (che ora non ricordo come si chiama).

    Credo anche, sinceramente, che oggi Chiara sia più semplicemente una modella, la faccia di TBS ma non la testa, o meglio, non più del 20%. TBS non è un blog, Chiara Ferragni non è una blogger, è un prodotto, un media, ma non è blogging.

    I numeri saranno sicuramente gonfiati dai media per fare notizia ma sono sicura la ragazza e tutta la sua crew guadagnino abbastanza bene, soprattutto se nel guadagno inseriamo anche tutti i viaggi pagati, i prodotti che le omaggiano e tantissimi altri servizi.

    Ora possiamo ridiscutere il fenomeno Ferragni sulla base del “non è una blogger ma un brand vero e proprio”.

    Buona giornata 🙂

    • Ciao Giuliana,

      Ottimo intervento. Hai aggiunto delle informazioni importanti. Sicuramente lei è riuscita a toccare un punto importante nel percorso di un blogger: lei è diventata ispirazione. Lei è diventata un’icona, un punto di riferimento.

      Poi, non è una blogger ma è un media. Tutti i blog sono dei media. Dei social media. Solo che in alcuni casi diventano verticali: la comunicazione avviene sempre nella stessa direzione.

  4. Beatrice e Giuliana hanno colto nel segno. Quoto e straquoto quello che hanno scritto. 🙂
    Siamo sicuri che se fosse stata una ragazza “normale”, con un fisico “normale”, avrebbe avuto tutto questo successo?

  5. Ti ringrazio Riccardo 🙂 io continuo a sostenere però che TBS sia un marchio e non un media e che Chiara non abbia fatto nulla per diventare una ispirazione ma sia stata ripulita e “ben manovrata” da chi si è occupato di tutto. È come se ad un certo punto, dopo foto zarre, comportamenti da bimba cresciuta e fare da blogger media uno gli avesse detto “ok, adesso ci penso io a fare soldini, tu però ti limiti ad indossare e fare la testimonial”. Sicuramente ha una sua credibilità ed è di ispirazione ma non è Chiara quanto tutto ciò che è stato costruito. Al contrario riconosco tutte queste qualità a Clio (menzionata nel primo commento). Lei è la testa, il motore e l’ispirazione di tutto. Lei è un modello dal quale ispirarsi, The blonde salad è un case study da analizzare, soprattutto per chi fa marketing.

    Ovviamente questo è il mio pensiero 🙂

    • Ok, quindi è una situazione gestita dall’alto. Vorrei aggiornare l’articolo: hai qualche riferimento ufficiale dal quale attingere (articolo di quotidiano, conferma ufficiale…)?

  6. Ciao Riccardo,
    alla luce di quanto hanno riportato i tuoi lettori nei commenti, il progetto “The Blod Salad”, che non conoscevo, sembra assumere ben altra forma. Se non è un blog propriamente detto non è nemmeno un “prodotto”: è uno status symbol che coinvolge molti utenti e riesce a muovere tanti quattrini. Il fenomeno è molto interessante e merita di essere studiato attentamente, ma tutti quelli che si sarebbero aspettati una specie di Carrie Bradshaw di Sex and the City dietro al progetto rimarranno delusi…
    Simone

  7. Io sono d’accordo con Giuliana, anche nello stupore dell’analisi del fenomeno Ferragni.
    Senza Pozzoli, deus ex machina di TBS, sarebbe una delle migliaia di blogger nate sulla scia del suo successo. Riprova ne è il fatto che quando era a briglia sciolta ha fatto parecchie gaffe con marchi importanti che poi non l’hanno più richiamata.
    Più che passione per la fotografia e per la moda mi sembra che lei, con TBS, abbia esaudito il sogno di una vita (fare la modella).
    Se parliamo invece di modelli oltre alla già citata Clio rilancio con Sonia Peronaci: passione tenacia e talento che in Chiara Ferragni fatico a trovare.

  8. Mmm sulle fonti ufficiali mi trovi semi impreparata nel senso che avendo seguito Chiara sin dall’inizio molte cose sono “palesi” altre le ha dette lei più volte ma se ora mi chiedi in quali interviste o giornali mi chiedi troppo! E poi una ragazza che aveva un Blog chiese info all’agenzia di Riccardo Pozzoli per farsi seguire, ricordo ne parlammo ma mi riferisco ad un paio di anni fa. Ricordarmi le fonti a memoria..mi chiedi troppo!

    Cmq fidati, se la segui da tempo come me, se hai visto tutta l’evoluzione e studiato il fenomeno dal punto di vista marketing allora ti è talmente evidente che non si può pensare neanche lontanamente che la mente sia lei.

    Mi accodo a Laura riguardo la Peronaci. E se vogliamo restare sul filone fashion blogger, una che si è davvero fatta da sola e che ha cominciato come fb Low cost e oggi invece ha contatti con marchi importanti nel lusso è Irene Colzi, anche lei seguita fin dall’inizio 🙂 non credo che guadagni 8 milioni di euro l’anno ma ci campa tranquillamente e oggi anche lei ha una piccola squadra che segue il blog.
    Ho anche il sospetto che non sia più lei a scrivere sul blog ma non mi stupirebbe cmq. Ha fatto passi da gigante nell’ultimo anno!

  9. Hai dimenticato di dire che la Ferragni quegli 8 milioni non li fa col solo blog (se avessi letto per bene l’articolo di WWD lo sapresti) ma soprattutto con collaborazioni e consulenze che sono anche la conseguenza di un piccolo dettaglio di cui, aimè, molte fashion blogger sono prive: è una discreta gnocca con un fisico da modella, ergo risulta la testimonial perfetta, anche per il suo stesso blog.

  10. Già su Twitter (ah, il famoso “dilagare dei commenti anche sui social network”!) ho avuto modo di quotare i commenti di Giuliana quindi, ben lieta di dare il mio contributo, ne approfitto per dire qualcos’altro: al di là del blogger citato io mi sono fermata a riflettere su come, in un modo o nell’altro, chi molto vuole può diventare ciò che vuole.

    Certo, se sei una patatina fritta in un mondo di gente matta per gli hamburger magari parti avvantaggiata ma è tutto più difficiel finché non capisci e accetti che sei una patatina fritta.

    Poi, a seconda del caso, la gente potrà dire “wow, quella è una patatatina fritta!” perché esserlo è qualcosa di più raro, perché sono tutti cavoli sotto cui non nascono neanche i bambini mentre tu sei una pepita d’oro e d’olio oppure dire “ah, l’ennesima patatina fritta”, perché sei solo l’ennesimo prodotto, neanche sfornato troppo bene, di quella friggitrice che i luoghi comuni triti e ritriti non sa più come renderli appetibili.

    L’importante è anche però saper dire “sono solo una patatina fritta”. Quindi non sarò mai anche un pomodoro o una fetta di lattuga. E se sto su un menù pluriapprezzato di un fast food in cui il pomodoro e la lattuga ci sono eccome non posso esser convinta che il merito sia solo mio.

    • Quanto hai ragione Maurizio. In fin dei conti, però, anche questo è il bello di avere un blog: stimolate la reazione dell’una e dell’altra parte. Non credi? Lo sto facendo bene?

  11. Ma io ancora non ho visto “l’altra parte”, anzi mi pare che siamo tutti d’accordo 🙂 Comunque, visto che avevi richiesto delle fonti, ti lascio questo che mi è stato linkato dopo tutti i discorsi fatti qui: http://levipere.com/2014/09/22/chiara-ferragni-fescion-bloggher-da-otto-milioni-di-euro-bufala/

    Ringrazio Laura per il link, interessante!

  12. lei erano anni che cercava di mettersi in mostra sul web, ragazza carina per carità ma non certamente l’unica al mondo, il business lo ha creato il suo ex fidanzato, laureato in marketing (chi più di lui avrebbe potuto)
    lei ha preso l’occasione per saziare il proprio esibizionismo, comune un po’ a tutti quelli della sua generazione, la moda poco più di un pretesto..del resto il compito dei blogger di moda con la moda stessa c’entra pochino

  13. Salve a tutti!arrivo un po tardi in questa conversazione, ma volevo esprimere comunque la mia opinione, dato che da poco ho aperto anch’io un blog di moda e l’argomento mi interessa molto. Non mi addentro nel discorso di Chiara perchè non lo conosco, posso solo affermare che le attuali blogger di successo, secondo me, sono principalmente dei corpi prestati al web e dietro ci sia una staff di web marketing, fotografi e stilisti o simili. D’altro canto mi è stato chiaramente detto che diventa fondamentale indicizzarsi su google per essere nelle prime pagine dei motori di ricerca, e come lo fai se non sei del mestiere?
    E’ sicuramente verò anche però che arrivare per primi in un nuovo mercato hai i suoi vantaggi indiscutibili.
    Un saluto da http://gouttesdevanite.blogspot.it

  14. Il primo passo è sicuramente avere passione per un argomento. Il secondo è dedicarci del tempo e leggere molto per diventare un esperto del settore. Il resto viene piano piano nel corso del tempo…

  15. l’analisi è corretta, senza il consenso precedente nelle community difficilmente sarebbe arrivato il successo, senza contare poi il tempismo, ricalcare in Italia un inedito modello, già sperimentato all’estero con successo
    oggi sarebbe veramente arduo e pressoché impossibile, a meno che di non avere spinte molto forti (per esempio una rivista autorevole che parla di te anche se non sei famoso), replicare il successo del suo blog
    però fare il blogger non è una professione vera e propria, puoi tenere alto l’interesse per un paio di anni, ma rischi inevitabilmente di arenarti, per me nonostante il fatturato e il fatto che se ne parli ancora, il loro blog da tempo cerca più che altro di sopravvivere.
    Ora è stato esportato in America, ma quello che l’ha reso realmente interessante, come contenuti, look, atteggiamenti, target di riferimento, non c’è più
    lo stesso vale per moltissimi altri blog, trasformati in pseudo piattaforme multi contenuto di poco interesse

  16. Chiara Ferragni è una gnocca, ecco perché ha avuto successo. Non voglio intendere che ci sia riuscita perché è una bella ragazza, ma perché effettivamente da fashion blogger è passata a diventar modella. Certo, è stata capace di attirare la dovuta attenzione: al di là del come, in questo è stata brava. Credo, tuttavia, che se fosse stata bassa e in sovrappeso non avrebbe riscosso altrettanto successo: sarebbe sembrata poco credibile.

  17. Io credo che dietro certi fenomeni, ci sia molto di più di quel che si vede. c’è un lavoro enorme, probabilmente fatto da uno staff con i fiocchi. E sicuramente la ragazza non è frivola ma ha “capacità” da vendere. L’essere gnocca, avere fortuna sono solo dettagli

  18. Che strategia ce ne sia è fuori di discussione ma grazie al fatto che è un bella figliola fa la modella, di conseguenza guadagna. Se fosse stata obesa col cavolo che le facevan fare quello che fa. In questo caso, la bellezza è andata a braccetto con il tema i cui tratta: la moda. Se avesse recensito libri sarebbe stato non influente, nel caso suo non lo è.

  19. Seguo Chiara Ferragni da quando ha mosso i primi passi sul web, e riassumerei così i fattori che per me sono alla base dello straordinario successo del blog:
    – un viso angelico e un corpo esile assolutamente perfetti per le foto di moda.
    – senso dello stile: Chiara ha sempre proposto look creativi e molto personali, mantenendo uno stile di fondo tutto italiano (per cui all’estero impazziscono)
    – non si è mai proposta in modo sexy, ma sempre con molta freschezza, rendendosi imitabile da tutte.
    – attraverso il blog ha dato l’impressione, almeno all’inizio, di poter sbirciare nella sua vita personale, fidelizzando un pubblico di migliaia di ragazzine desiderose di identificarsi con lei.
    – fondata una societa’ insieme, Pozzoli si è fatto carico della parte commerciale/marketing, lei di quella creativa: l’immagine di Chiara è divenuta un prodotto, che lui ha saputo gestire molto bene. Ottimo spirito di collaborazione, dal momento che sono stati capaci di superare pure la fine della loro relazione senza contraccolpi sul loro business.
    – il blog ha assunto presto un respiro internazionale (scrivendo in inglese e trasferendosi all’estero)
    – in particolare all’inizio, i look erano giornalieri, con straordinaria puntualita’. Penso questo richiedesse parecchio lavoro.
    – un carattere probabilmente molto determinato: nessuno si è reso conto che Chiara avrà perso almeno una decina di kg nell’ultimo anno, per migliorare la qualità delle foto? Si rifletta bene su quale sacrificio richieda perdere quel peso e, soprattutto, mantenerlo.

    In sostanza, a me sembrano due grandi professionisti che hanno saputo giocarsi ottimamente la (buona) mano di carte nelle loro mani fin dall’inizio.

    Ps l’agenzia Ferragni/Pozzoli segue i blog di altri: questo vuol dire cavalcare l’onda tirando su soldi pure dai concorrenti. Qualcos’altro da aggiungere?..:D

  20. Mi rendo conto che ormai internet rende famose persone che non sono propriamente dei geni. Alcuni sono famosi per aver fatto scoregge in video, altri per aver fatto una recensione ad un paio di mutande. Ormai questi nativi digitali si “emozionano” per il nulla nel vero senso della parola; basta che uno si infili un dito in un occhio e lo posti in internet per arrivare a 10 mln di visualizzazioni con altrettanti messaggi di approvazione. Ed ecco creato un divo senza nè arte nè parte, che nel giro di pochi anni girerà in Aston Martin.
    Che sia chiaro, la mia non è invidia. Buon per loro che abbiano trovato un canale per non fare nulla tutta la vita ed essere ammirati come si potrebbe ammirare un premio nobel per la fisica molecolare.
    Il nulla che avanza.

  21. Credo che le chiacchiere siano sempre più facili dei fatti…( sensazionale scoperta)!! Si parla sempre o per invidia o per ammirazione , ma sempre poco per conoscenza dei fatti! Dietro ad ogni successo di qualsiasi natura credo ci sia innanzi tutto l impegno , la costanza e la voglia di raggiungerlo sempre accostato a conoscenze su ciò che si sta facendo altrimenti il buco nell ‘acqua è la triste conseguenza !

  22. molto interessante,Chiara è un fenomeno ha mostrato che si può guadagnare sui vestiti ma bisogna avere anche la testa sulle spalle e qui anche la conoscenza della legge penso che sia stata importante.Insomma,la ragazza brava ed intelligente!

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