Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
Talkwalker è una piattaforma freemium di social media monitoring e di analisi del sentiment. Offre rilevamento menzioni, studio delle reazioni e generazione di report per monitorare i dati raccolti da social media, blog, forum e da altre fonti.
Talkwalker è ormai la mia certezza. Una delle difficoltà per il social media manager: superare la prima fase, andare oltre l’ostacolo che si frappone tra la pubblicazione dei post e la nascita di un pubblico fidelizzato che partecipi attivamente.

Hai anche tu questo problema? Hai pubblicato un post, hai scelto un argomento degno di attenzione (almeno così credi) e hai iniziato a scrivere articoli.
Scherzo, il pubblico deve essere rispettato e coccolato con contenuti utili. Ma deve essere anche scoperto, coinvolto in punta di piedi nel tuo mondo. Ecco perché devi assolutamente usare questo tool: ecco come puoi usare Talkwalker.
Indice dei contenuti
Cos’è Talkwalker e cosa fa
TalkWalker è un tool freemium, con una sezione gratuita e una a pagamento, che consente di monitorare i social e le conversazioni online. Serve, quindi, a fare brand monitoring e a individuare l’andamento dei trend sulle piattaforme.

Questo strumento è definito come uno dei migliori social media listening tool dato che si basa sulla consumer intelligence. Questo significa che è in grado di studiare e individuare il target utile alle tue attività di social media marketing.
Da leggere: cos’è e come usare Hootsuite
A cosa seve Talkwalker
Talkwalker è una piattaforma avanzata di ascolto delle discussioni online. Al suo interno trovi servizi specifici per tenere traccia delle opinioni di un segmento, del sentiment, del tenore e della quantità delle citazioni. Ad un blogger serve?
Sì, lo può usare per trovare lettori che siano realmente interessati al tuo argomento, e che abbiano un profilo adatto alle tue esigenze. Un brand può verificare le menzioni del proprio nome effettuando una ricerca su Talkwalker o ricevendo degli alert e intervenire per entrare nella conversazione per scongiurare epic fail.
Un politico invece può usare questo tool per scoprire come si muove l’opinione pubblica e decidere il calendario editoriale su Facebook, Instagram e Twitter. Valutando anche un’eventuale risposta agli user generated content prodotti online.
Come usare TalkWalker
Per capire come si usa Talkwalker devi, in primo luogo, raggiungere la sua pagina principale e prendere confidenza con la piattaforma. C’è una demo gratuita ma anche una serie di possibilità da sfruttare per iniziare a lavorare. Da dove si inizia?
Iscrizione, login, primi passi
Vai in home page, lascia pochi dati personali per l’iscrizione e dai uno sguardo alla dashboard. Ora cerca l’argomento chiave. Esempio: social media marketing.

Talkwalker ti restituisce una schermata con tutti i contenuti che comprendono quelle keyword. Al centro trovi i risultati divisi per media, in alto le segmentazioni.
La grande comodità: puoi aggiungere i filtri di Talkwalker. Effettua la ricerca e poi vai in alto: aggiungi il filtro geografico (Italia) e goditi i risultati. Hai tutti i canali a disposizione, ma per il momento ti consiglio di concentrarti sul più fruttuoso: Twitter.
Osserva le conversazioni su Twitter
Perché proprio su Twitter? Perché è più semplice e naturale far nascere una conversazione se cerchi lettori per un blog di social media marketing.

Ovviamente puoi cambiare in base alle esigenze, e in questo caso ti consiglio di fare qualche prova per capire qual è il canale utile per i tuoi scopi di business.
Ecco i risultati per la ricerca social media marketing sul canale Twitter in territorio italiano. Sotto al grafico cosa trovi? Le persone che hanno pubblicato dei tweet con quella combinazione di keyword. Questo è come si usa Talkwalker.
Puoi avere una lista di persone che parlano di social media marketing (o qualsiasi altro topic) è utile, ma con Talkwalker puoi aggiungere i filtri per migliorare la ricerca. Puoi ordinare i risultati in base alle performance del periodo o agli influencer.
Aggiungi gli influencer da monitorare
Clicca sulla voce influencer in alto per ottenere una lista dei personaggi influenti su quell’argomento. I risultati (definiti grazie a valutazioni euristiche e statistiche) sembrano abbastanza lineari, anche se Talkwalker non garantisce precisione.

Gli influencer sono le persone da seguire. Ma attenzione, non da perseguitare o tormentare con continui messaggi, inviti, tirate di giacca per elemosinare click.
Adesso il lavoro del tool è finito. Adesso è il turno tuo: devi iniziare un lavoro certosino per entrare in contatto con le persone, per iniziare conversazioni e per creare un rapporto virtuoso, basato su un reale interesse.
Usa Talkwalker Alert per creare avvisi
Qual è una delle migliori alternative a Google Alert? L’opzione di Talkwalker, tra l’altro gratuita e facile da usare. Inserisci la keyword da tracciare nel campo e ricevi aggiornamenti rispetto a tutte le citazioni su blog e social che ottieni.
Perché questo tool per tenere traccia delle citazioni, proprio come fa Mention, è così potente? Semplice, puoi utilizzare filtri e regolazioni per togliere tutto ciò che non serve.
Da leggere: cos’è e come usare PostPickr
Completa il percorso di listening con altri tool
Seleziona i contatti, seguili e inseriscili in una Twitter List creata su Tweetdeck per incrociare le conversazioni più interessanti. Ancora qualche social media tool?
- Buzzsumo – Trovi influencer partendo da un indirizzo.
- Talkwalker – Cerchi influencer per argomento.
- Followerwonk – Analizzi con attenzione ogni follower.
- Buffer – Aggiorna tutti i contatti con rubriche.
- Hootsuite – Monitori la Twitter List creata.
- Mention – Monitora determinate keyword.
Cerca, individua, valuta. Ora tocca a te: ora devi sfoggiare la tua attitudine social per conquistare l’attenzione degli influencer. Secondo te è una buona strategia?
Categoria: Strumenti per blog
E’ sicuramente un valore aggiunto, ma con tutti questi processi non si rischia di perdere di vista il blogging in sé (che è, appunto, lo scrivere di un certo argomento, e farlo bene) lasciando troppo spazio a tecnicismi che, se magari scrivi di merda, non ti aiutano comunque? 🙂
Moz-
Il blogging – dal mio punto di vista – è una materia circolare. Nel senso che non riguarda solo l’interazione o solo la scrittura: riguarda tutto. Questo per far partire un blog aziendale, o comunque professionale. Il blogging inteso come attività personale è diverso: tu puoi scrivere per dieci o mille persone, non fa differenza. A patto che interagiscano e siano parte di un pubblico fedele.
Non trovi?
Non so, se per lavoro ok, ma temo sempre che il senso del blog ne esca snaturato. Tu, comunque, fai blogging pur parlando di determinate “materie”. Ma quanti invece hanno un blog sul blogging senza… bloggare affato? E’ come se scrivessi un libro su come scrivere, ma poi effettivamente non ho mai pubblicato nulla.
Forse sono andato OT, pardon XD
Moz-
Sai, è un po’ come la differenza tra un atleta che allena e uno che compete. Per essere un buon allenatore devi aver fatto qualche gara. Devi conoscere il campo, la materia, il corpo. Stessa cosa per il blogging.
Almeno credo.
Esatto, è proprio quello che intendevo dire.
Comunque presto ne farò un post, su tale argomento 🙂
Moz-
interessante strategia. grazie
Come promesso dopo 20 caffè…. Sai cosa Riccardo? La questione è interessante In ottica “professionista del web”, meno per chi si da al blogging per gusto, ma poi l’appetito vien mangiango…
Però comincia a diventare tecnico, io ti suggerirei di approfondirlo questo argomento. Cioè: dammi di più per ogni passaggio che hai descritto.
Interessante, cercherò di seguire i tuoi consigli sul mio nuovo blog!!!
Ciao Riccardo,
ti ringrazio per il post molto accurato e che sembra fatto apposta per la mia situazione. Tuttavia, mi spaventa la cifra mensile che talkwalker richiede alla fine del trail gratuito della durata di 15 gg. Per chi non lo fa per lavoro non esistono altri tool efficaci e meno costosi? Grazie per i preziosi consigli!