Punti di sospensione, quando e come si usano (e cosa sono)

Sono elementi della punteggiatura italiana che definiscono attesa, pausa, sosta. Possono indicare qualcosa di non dento, la volontà di dire qualcosa. Tu li usi? In che modo esattamente?

I punti di sospensione hanno decine di significati in una discissione d’amore. In psicologia possono essere decifrati e delineati attraverso angolazioni differenti. E i romanzi rosa sono pieni di questi puntini che indicano attesa, pausa, non detto.

regole punti di sospensione
Le regole per usare i puntini sospensivi.

Questi simboli della punteggiatura composti da tre puntolini messi in sequenza fanno gola a chi vuole dare un tono personale e simpatico a ciò che scrive.

Ma se non si usano bene i punti di sospensione rischiano di lasciare il segno. In negativo ovviamente. Cosa devi sapere? Quando si usano i puntini sospensivi? Ci sono delle regole di punteggiatura? Ecco tutto quello che devi sapere.

Cosa sono i puntini sospensivi?

Noti anche come punti di sospensione, sono tre punti fermi messi in fila orizzontale che indicano l’assenza di testo. Possono essere usati per indicare titubanza, esitazione, desiderio di alludere e ammiccare. In alcuni casi sono una semplice omissione di contenuto.

Se devi leggere i punti di sospensione, foneticamente, rappresentano una pausa simile a quella che usiamo con la virgola. Possiamo usare lasciare in sospeso per mancanza di idee, forze, intenzioni. Si usano anche per insinuare ironia o sarcasmo nella scrittura, nei dialoghi ma non solo. Anche il non detto fa uso di questo simbolo.

Da leggere: posso mettere il punto fermo nei titoli?

Quando usare i punti di sospensione

I punti sospensivi (o di sospensione) si possono usare in diverse occasioni. In primo luogo hanno il compito di riprendere lo stile sincopato e incerto di un parlato, ma hanno anche ruoli ben definiti nella narrativa e nella saggistica. Qualche esempio:

  • Per lasciare intendere qualcosa (sai cosa voglio dire… ).
  • Nel momento in cui si tronca un elenco (una sciarpa, un cappello…).
  • Indicano fasi e momenti di stupore, una condizione muta (…non ho parole).
  • Sono simbolo di iterazione, come nelle formule matematiche (1 + 2 … + 9 + 10).
  • Quando si alimenta attesa o suspence (c’era calma piatta in giro…).
  • Sostituiscono parole volgari o insulti (che testa di c…).

Molto importante l’uso dei punti sospensivi nelle citazioni. In un testo riportato, infatti, i puntini sospensivi compresi tra parentesi indicano l’assenza di una stringa che in quella fase era inutile all’economia della citazione inserita nel testo.

Come inserire i punti di sospensione

Per aggiungere questi segnali di sospensione basta digitare tre volte il tasto che usi per i punti fermi. Questa è la base, cos’altro sapere sulle regole di uso di questo simbolo delle punteggiatura italiana? Quali regole segue? Ecco una serie di passaggi.

Simbolo

Per la precisione, c’è un carattere specifico che è rappresentato da tre punti di fila, in orizzontale. Ovviamente, per comodità puoi usare il tasto del punto fermo.

Si tratta del carattere Unicode … Esiste anche un altro simbolo, i punti di sospensione usati nelle formule matematiche: sono leggermente distanziati.

Spazi

Tra i punti di sospensione non c’è spazio, neanche tra i il primo e la parola che precede questo simbolo. L’unico spazio si mette dopo l’ultimo punto.

Questo vale se metti i tre punti all’interno della frase o li usi per chiuderla. Posso iniziare un periodo, un paragrafo, con tre punti sospensivi? Sì, lo spazio va messo sempre dopo l’ultimo elemento e prima della parola che segue. Esempi:

  • … non ho detto niente.
  • Ecco… non puoi accusarmi.
  • Adesso tutto è compiuto…

Casi in cui non si mette lo spazio dopo i punti di sospensione: quando dopo metti parentesi (di qualsiasi tipo) chiusa, virgolette, punti esclamativi e interrogativi.

Quest’ultima soluzione, però, è azzardata e poco coerente. Di solito si tende a non usare altri segni dopo i puntolini di sospensione. Neanche i due punti o la virgola.

Maiuscole

Dopo i tre punti di sospensione c’è uno spazio e dopo si ricomincia con lettera maiuscola se questi elementi si trovano alla fine della frase. Se sono situati all’interno la lettera della parola successiva sarà minuscola. Esempi:

  • Tutto questo mi ha stancato… Ora voglio solo ricominciare.
  • Avevo detto bianca… ma va bene lo stesso.

Quanti puntini sospensivi mettere?

Tre. Questo è il numero di punti sospensivi che devi mettere. Non quattro e non due. Mettere un numero differente rappresenta errore di punteggiatura. Poi c’è un altro aspetto da considerare: quanti punti sospensivi usare in un documento?

L’abuso di questo strumento di espressività può portare un documento a perdere fluidità e leggibilità. Sono simili ai punti esclamativi, ne devi mettere pochi.

Da leggere: le regole della D eufonica

Punti di sospensione in sintesi

L’uso dipende dal target di riferimento: i punti di sospensione indicano un uso disinvolto della scrittura e in alcuni contesti sono sicuramente inopportuni. Per concludere, ti lascio una sintesi delle regole da rispettare sempre.

Dove mettere lo spazio nei punti di sospensione?

Solo alla fine. Non prima e non tra i vari punti.

Quanti sono i punti di sospensione?

Tre. Non di meno e neanche di più. Dopo non seguono altri simboli di punteggiatura.

Quanti punti di sospensione inserire in un documento.

Pochi. Non esiste una regola ma è consigliabile non esagerare.

Dopo i tre punti va la maiuscola?

Solo se inizia una seconda frase. Se continua, invece, si procede con la minuscola.

2 COMMENTI

  1. In molti libri vedo che non usano lo spazio se una frase inizia con i 3 puntini di sospensione, che reputo un errore.
    Per esempio: “…Che ci fai qui?”

    • In effetti ho notato indecisione su questo punto. Come dici, dovrebbe essere un errore. Però in molti casi si lascia senza spazio.

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here