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Come scrivere un libro: 5 passaggi essenziali

Vuoi inseguire il tuo sogno, hai un romanzo nel cassetto e lo vuoi pubblicare. O magari è un saggio, un testo professionale, un libro di poesie: in ogni caso devi puntare in alto.

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Posso dare consigli su come scrivere un libro? Certo, ne ho pubblicati due. Non saranno dei best seller mondiali, non diventerò uno scrittore di successo, però qualcosa posso dire sull’argomento, non credi? Il primo punto che voglio sottolineare è questo: preparati ad affrontare un lavoro titanico.

Come scrivere un libro

Scrivere un libro, infatti, non è semplice. Anzi, posso dire con una buona dose di sicurezza che è una vera impresa consegnare il manoscritto finale. Ma il passaggio utile per affrontare ogni difficoltà è la lungimiranza. Pubblicare un libro è un investimento pubblicitario, un modo per trovare nuovi clienti.

La mia vita professionale è cambiata da un giorno all’altro dopo la pubblicazione di Fare Blogging. Seminari, conferenze, presentazioni, formazione in aula: all’improvviso scoppia l’inferno, devi essere in grado di gestire l’onda d’urto. Il secondo libro ha sedimentato il buon risultato del primo ma il risultato finale è questo: avere un libro ben distribuito nel curriculum è un vantaggio competitivo importante.

Prima però devi metterlo su carta, e la fase operativa non è semplice. L’assenza di un editore può essere risolta grazie al self publishing, ma non puoi affrontare quest’avventura senza tastiera. Quali sono i passaggi? Ecco il percorso che ho seguito per pubblicare i miei libri dedicati al blogging.

Io voglio scrivere un libro

Questo è il punto dal quale inizia la mia guida per scrivere un libro: la buona volontà. Non puoi andare lontano senza, non puoi basare tutto su un languido desiderio di avere successo grazie alle tue fantomatiche doti di scrittore. No, non funziona così: scrivere un libro è un lavoraccio, una fatica assurda che i profani non possono immaginare.

Non mancano i momenti di soddisfazione. Ma tu non sei un poeta maledetto o uno scrittore della beat generation. Tu non sei Jack Kerouac a spasso per gli stati Uniti d’America. Tu hai un lavoro da portare avanti e una famiglia da seguire. Hai un marito, una moglie, una fidanzata o un fidanzato, degli amici che ti cercano. Hai una vita da alimentare per non essere escluso dalla società.

Un romanziere può leggere, scrivere, dare forma ai suoi personaggi con tutta la calma di questo mondo. Tu no, devi pubblicare un libro (magari un ebook gratis su Amazon) e lo devi fare subito.

Come scrivere un libro? Inizia a dimenticare parte di questo tempo da dedicate alle persone care. Molti contatti su Facebook non si spiegano questo passaggio: “Come fai a lavorare se poi devi scrivere un libro”? Te lo dico io: togli un’ora di sonno dal regime giornaliero, spieghi alle persone care che questo è il tuo lavoro. Insomma, devi desiderare con forza questo libro. Lo devi volere.

1. Devi conoscere il campo d’azione

Prima di iniziare a scrivere un libro devi studiare a fondo l’argomento che vuoi descrivere con il tuo lavoro. In realtà non devi solo approfondire i temi utili per scrivere grandi rivelazioni: per ottenere questo risultato, e pubblicare un libro di successo, devi conoscere la concorrenza.

Devi studiare cosa hanno scritto, come si sono mossi gli altri autori del settore. Perché scrivere l’ennesimo libro pieno di contenuti ridondanti e superflui? Perché pubblicare qualcosa che è già stato detto? L’obiettivo del tuo lavoro non deve essere preda della banalità. Mi chiedi come scrivere un libro?

Ti rispondo così: trova una crepa nella quale far crescere la tua opera. Questa feritoia è la mancanza nel tuo settore, lo spazio che qualcuno ha lasciato scoperto e che nessuno ha avuto il coraggio di affrontare. O non ha avuto la lungimiranza, lo spirito, l’entusiasmo. Quello che devi fare: individuare il punto per far fiorire qualcosa di nuovo. Qualcosa di speciale e unico. Non ti accontentare mai.

Nel frattempo devi imparare a prendere appunti. Il consiglio che do sempre a chi inizia a scrivere un libro: segna tutto. Organizza un taccuino su Evernote da dedicare solo a questo lavoro e inserisci gli spunti, le pagine, le idee che potrebbero aiutarti a rendere unico il tuo libro.

2. Devi anche conoscere il pubblico

La comunicazione nasce dalla conoscenza del pubblico. Così puoi modellare il messaggio in base alle esigenze. Questo vale per un quotidiano, per un blog personale, per un video. Come scrivere un libro? Devi fare una ricerca e individuare le necessità delle persone da intercettare.

Ti faccio un esempio. Quando ho deciso di scrivere il primo libro mi sono guardato intorno. E ho scoperto che c’erano tanti autori dedicati alla scrittura online. Lo stesso per i testi tecnici, quelli che ti spiegano come aprire un blog. Ma c’era poca letteratura sul concetto di blogging strategico. Sui libri si parlava raramente di piano editoriale per il blog. Quindi ho individuato la nicchia.

Poi ho iniziato a indagare, a definire i bisogni delle persone intorno a questo argomento. Come fare un piano editoriale? Quali sono i vantaggi di questo lavoro? E gli strumenti utili per creare un documento del genere? Ci sono delle difficoltà concrete? Le domande sono tante, e gli sviluppi anche. Per questo ho deciso di scrivere un libro che poi ha aperto la strada a Etno Blogging.

Da leggere: perché è importante conoscere il target

3. Organizza la mappa del libro

Hai studiato la concorrenza e approfondito il tema da seguire? Adesso devi creare una mappa mentale del libro. Iniziare a scrivere senza una guida è impossibile. O meglio, puoi riuscirci. Puoi portare a termine l’opera. Però con una fatica immensa e con un risultato ingestibile.

La mappa mentale è la stella cometa del tuo lavoro di scrittura. Come puoi sfruttare questo strumento? Metti al centro del grafico il tema che vuoi affrontare, il titolo del libro. Poi inizia a creare dei nodi. I primi rappresentano i capitoli, e per ognuno di questi devi creare altri punti che racchiudono i titoli dei paragrafi. E poi ancora quelli dei sottoparagrafi, fino a raggiungere gli estremi della conoscenza.

La mappa mentale ti permette di smembrare un argomento e di estrapolare al massimo i punti da affrontare. Hai approfondito il tema, hai segnato negli appunti di Evernote i dettagli che potrebbero essere utili allo scopo, hai stilato una bibliografia e hai scoperto cosa vogliono le persone. Ma anche cose manca nello scenario attuale. Ora organizza i contenuti e iniziare a scrivere il tuo libro.

Quando pianifichi i tuoi contenuti ricorda di affrontare temi evergreen, o comunque di usare uno stile capace di rimanere attuale nonostante il passare del tempo. Non è un obiettivo facile se, ad esempio, ti concentri su Facebook che cambia ogni mese e che aggiunge continuamente funzionalità. Però ci devi provare, e magari riuscire.

4. Come iniziare a scrivere un libro

Questa è la domanda: come si inizia a scrivere un libro? Non c’è una strada definita, non c’è una regola. Non devi per forza iniziare con l’introduzione e chiudere con le conclusioni. La mappa mentale indica cosa scrivere, ma non l’ordine. Io ti dico questo: non ho mai iniziato dalla prima pagina.

Scrivere un libro è un lavoro duro e tu devi prenderti le libertà che quest’opera ti concede: seguire un filo conduttore può essere una forzatura, quindi decidi in autonomia l’ordine da seguire. Però l’opera di rilettura, impegnativa e complessa, deve tener conto di tutto questo.

Ogni paragrafo deve essere incorniciato nel quadro più ampio. Puoi iniziare il libro come preferisci, dal capitolo che ami e che vuoi aggredire con la tua passione. Ma ricorda di coordinare il tutto.

5. Quanto tempo ci vuole?

Il tempo necessario per scrivere un libro non può essere misurato. Dipende dall’autore e dalle circostanze. I clienti possono fagocitare gran parte del tempo e possono mettere i bastoni tra le ruote alle tue buone intenzioni. Come scrivere un libro? Anzi, come trovare il tempo per farlo?

Come scrivere un libro

Devi puntare sulla costanza, non devi perdere il ritmo. Devi stabilire un numero di ore settimanali da dedicare alla stesura del libro, e non devi mai venire meno. Lo so, è dura. Il fatturato richiamano la tua attenzione, gli impegni sono difficili da gestire e c’è anche il blog da aggiornare. Qui entra in gioco la forza di volontà, l’abnegazione, la costanza. Troverai il tempo per gestire tutto questo?

Ricorda che devi considerare anche le risorse per la rilettura, che è molto impegnativa, per l’ottimizzazione di tutti i contenuti visual. Ma anche per le note a pie’ di pagina, la bibliografia, l’indice, le didascalie. In questi casi la differenza tra chi scrive in self publishing e chi è seguito da un editore si vede: nel secondo caso consegni il documento e via, porti a casa un prodotto professionale.

Per approfondire: come trovare il tempo per scrivere un libro

Come scrivere un libro di successo

Questa è una richiesta che non posso soddisfare. Il successo di un libro è dato da fattori ingovernabili. Puoi rispettare tutti i punti che ho elencato – studiare il target, trovare una nicchia scoperta, gestire gli argomenti – e non trovare fortuna. O non avere un editore che ti organizzi la promozione.

Spesso, invece, l’editore non influenza le vendite e il successo dipende dalla tua visibilità in una nicchia. Nella maggior parte dei casi è la buona alchimia a decretare gli obiettivi positivi di un libro.

Senza dimenticare che il concetto di successo è relativo: non devi per forza diventare Umberto Eco, ma puoi ritenerti soddisfatto dei clienti che arrivano grazie alle pubblicazioni. Sei d’accordo? Secondo te questi sono i punti giusti per scrivere un libro? Aspetto la tua esperienza nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

29 Comments

  1. Vero, che forse è persino impossibile diventare Umberto Eco.
    Ottimi punti, direi. Sono d’accordo.
    Io li seguo un po’ a modo mio… sono più “confusionario” e anche nella programmazione di una storia lascio sempre aperte possibilità di nuove strade.
    L’unica cosa che mi segno sempre, imprescindibilmente, è il finale.

    Moz-

  2. Ho trovato questo articolo molto interessante e di reale utilità per le persone che vorrebbero scrivere un libro ma non sanno da che parte iniziare.
    Sulla base della mia esperienza professionale posso confermare che la scrittura di un libro porta diversi vantaggi dal punto di vista del personal branding. Quali sono questi vantaggi? Un professionista che ha questo obiettivo per esempio acquisisce autorevolezza, si qualifica all’interno di un determinato settore, ottiene una reputazione positiva, si distingue dalla concorrenza e non è tutto.
    Dalla pubblicazione del libro deriva poi un grande vantaggio che consiste nel fatto che i clienti ti vengono a cercare e le occasioni lavorative si moltiplicano.
    Per ottenere tutto questo però alla base ci devono essere i contenuti di valore cioè quelli che possono realmente aiutare le persone a risolvere i propri problemi, a soddisfare le proprie esigenze e che li aiutano a raggiungere i loro obiettivi.
    Scrivere un libro è una risorsa soprattutto dal punto di vista professionale ma bisogna pensare anche al fatto che la scrittura non è per tutti, è un vero e proprio mestiere. Esserne consapevoli e magari chiedere aiuto ai professionisti della scrittura può essere dunque il primo passo da compiere verso la creazione di un libro di qualità che permetta il raggiungimento di obiettivi importanti.
    Di fondamentale importanza è la fase di pianificazione alla quale bisogna dedicare tutto il tempo necessario senza avere fretta di cominciare a scrivere. Anche per scrivere un libro ci vuole una strategia e cercare di non lasciare nulla al caso risulterà poi molto utile nel momento in cui ci saranno delle difficoltà per affrontarle nel modo giusto, senza correre il rischio di perdersi per strada.

    • Ciao Marzia, grazie per il tuo commento. La fase di pianificazione per la scrittura di un libro è decisiva, concordo. Poi la stesura viene facile se c’è una base solida. La strategia ti permette di evitare gli imprevisti, anche se il mio vecchio prof di Antropologia Culturale mi avrebbe detto che è proprio perdendo la bussola che puoi trovare la strada giusta.

  3. Ciao Riccardo,

    sto scrivendo un manuale tecnico e il tuo articolo di oggi mi è di grande aiuto. Dovrei essere a posto con i primi due punti (conosco l’argomento e credo di aver individuato le esigenze ancora non soddisfatte dal mercato), ho già uno schema generale degli argomenti e ho iniziato a scrivere i primi capitoli.
    Prima di continuare però voglio leggere il tuo articolo sulle mappe mentali, credo che sia proprio quello che mi serve.

    • Le mappe mentali sono decisive in diverse situazioni. Per scrivere un libro, ma anche per creare un piano editoriale e per gestire articoli impegnativi come i pillar article, i tutorial, i cornerstone content. Senza sarei perso.

    • Grazie a te. Se hai bisogno di informazioni e aiuto per scrivere un libro sfrutta pure questi commenti.

  4. Buongiorno Riccardo.
    Ottimo articolo, i punti che hai illustrato sono esattamente quelli che ho affrontato quando ho deciso di scrivere il mio primo libro.

    Io ho fatto tutto in autonomia e in self-publishing di Amazon. È stato un parto che però mi ha dato grandi soddisfazioni. Ha richiesto parecchio lavoro di preparazione che richiede impegno. Importanti sono le riletture tue ma soprattutto quelle che chiedi di fare ad altre persone, possono uscire spunti interessanti.

      • Mi son trovato molto bene. La procedura di pubblicazione è veramente semplice, tutto tramite wizard. In pochi step il tuo libro è disponibile online in formato elettronico su tutta la piattaforma amazon e sui mercati che tu decidi. Forse l’unica difficoltà è il formato epub ma fino ad un certo punto. Personalmente ho utilizzato LibreOffice con il plugin EPUB. Sulla convenienza dipende….comunque generalmente il 75% del prezzo di copertina è dell’autore. La piattaforma che si chiama KDP mette poi a disposizione dell’autore anche strumenti di monitoring e marketing.

        Se volessimo la versione cartacea esiste il servizio CreateSpace sempre di amazon.

        Io credo nel SelfPlushing come valida alternativa all’editoria classica, dove accedere a quest’ultima (specialmente per coloro che sono alla prima esperienza) può essere difficoltoso.

        Il mio libro che ho realizzato (dal testo alla copertina) al 100% “di persona personalmente” e pubblicato su amazon è Sviluppo Liferay con Maven: Dalla configurazione alla creazione di un progetto d’esempio in pieno stile Maven (Liferay Development Guide Vol. 1).

        SelfPublishing non vuol dire realizzare la propria opera in modo superficiale, anzi, il più delle volte richiede più fatica perchè alle spalle non avete una casa editrice che copre una serie di attività.

        • Confermo l’ultimo passaggio. Il mio lavoro è stato solo scrivere il libro. Una volta consegnato stop, questa è una grande cosa. Non è facile occuparsi dell’impaginazione e della distribuzione.

  5. Ciao Riccardo, grazie per questo tuo articolo. Spesso mi sono chiesta come e dove trovano il tempo per scrivere i grandi scrittori e autori di romanzi di cui le librerie sono piene. Quindi tu suggerisci di trovare una ‘fetta’ del tuo tempo per cominciare a scrivere.

    Sono molto d’accordo con quanto indichi nei punti 3 e 4 sono d accordo con te. L’importante non è seguire una sequenza precisa quando si scrivere. L’importante è coordinate il tutto alla fine, anche se però spesso non viene insegnato così.

    Per la pubblicazione invece se i contenuti sono buoni secondo me un editore lo trovi e credo sia meglio del self publishig. Grazie per questo articolo, credo che scrivere libri faccia parte dell’attività di un buon blogger. Io però direi che è necessario differenziare tra chi scrivere romanzi e chi si dedica ai manuali.

    ?

    • C’è una differenza tra chi scrive libri tecnici e chi si dedica ai romanzi. Sono opere differenti, con caratteristiche specifiche. Io non riuscirei a scrivere un romanzo, anche se mi piacerebbe. Noi web writer abbiamo sempre un libro nel cassetto…

  6. Ho trovato questo articolo molto interessante, veramente utile e “spietatamente” sincero. Bello.
    Io sto scrivendo un libro per Mondadori, un romanzo, ci lavoro da un anno e ogni volta che rileggo i vari passaggi il mio senso autocritico mi porta a correggere una infinità di passaggi che, appena scritti, trovavo soddisfacenti. Il consiglio di leggere per non riproporre la stessa minestra che si trova in giro è giusta, però è importante leggere al fine di allenare la mente alle varie strutture che compongono i libri. Grazie per l’articolo. Andrea

    • Prego, è un piacere aiutare un collega.

      Rileggere è indispensabile, ma sai cosa? A un certo punto devi andare e non pensare. Impossibile ritornare sempre sulle stesse cose.

  7. Avrei una a domanda. In un romanzo che sto scrivendo si parla di musica rap italiana. È meglio citare rapper veri (e magari qualche stralcio di testo) o inventarli di sana pianta? Il mio non è un quesito etico (copyright) ma estetico. Temo che citando il nome di un cantante che ora è in voga e magari fra due anni è già sparito renda effimero anche il mio testo. Voi che dite?

    • Ciao Gerardo, veramente difficile come domanda. Dovrei essere nel settore per darti una risposta sensata, mi dispiace. In ogni caso buona scrittura.

  8. ciao Riccardo…mi accingo a scrivere il mio primo libro…grazie per i tuoi preziosi consigli…ne faccio tesoro…un abbraccio

  9. Ciao Riccardo.
    Mi sembrava che lo stile dei tuoi banner fosse lo stesso di
    quel libro che mi regalarono due natali fa! (Fare blogging, appunto).

    L’ho divorato.

    Oggi ho letto questo tuo articolo e secondo me c’è
    qualcosa d’altro da dire.

    Io penso che per scrivere un buon libro bisogna scrivere.

    Banale, no?

    Scrivere e allo stesso tempo chiedersi se quello che si sta
    scrivendo è buono abbastanza – che è poi l’obiettivo della pianificazione –
    serve solo per interrompere il flusso di scrittura.

    Perché allora non scrivere 300 parole il giorno, 10.000 il mese,
    fino all’obiettivo finale di 60.000 parole, la lunghezza media di un libro di 250 pagine.

    E solo poi analizzare quello che si è scritto e lavorare sulla
    pianificazione come suggerisci tu.

    Io ho scoperto che questo metodo è liberatorio, prima di tutto, e
    mi ha permesso di scoprire quello che volevo scrivere veramente;

    che si è rivelato leggermente diverso da quello che mi ero pianificato
    di voler scrivere prima di aver finito di battere a macchina le mie 60.000 parole.

    Cosa ne pensi?

    • Credo che per scrivere un libro sia necessaria una costanza particolare, una qualità tipica del maratoneta. Ogni giorno uno step, come suggerisci tu. Tante operazioni poi le facciamo dopo. In ogni caso non esiste una regola: se la tua soluzione funziona perché non usarla?

  10. E ‘ da tempo che penso di scrivere una sorta di autobiografia coinvolgendo satelli familiari e non . Alle volte penso sia banale ma vorrei provarci.
    Tutto cio’ che riporterei e’ veriterio.
    Bohh!! Intanto annoto pensieri.

    • Fai bene, continua a prendere appunti per scrivere il tuo libro. ma cosa sono i satelli familiari?

  11. Buonasera. Io scrivo poesie ma a livello amatoriale e avrei sempre voluto pubblicarle ma non l’ho mai fatto. Ad oggi con delle esperienze che ho vissuto vorrei poter iniziare a scrivere un libro…un romanzo.. e inserendo poi alcune delle mie poesie seguendo il filo logico della storia…ma ho delle incertezze e più che altro paure. La storia diciamo che è abbastanza autobiografica ma le persone che mi sono intorno non tutte conoscono i dettagli, quindi vorrei poter non dire che è storia vissuta in prima persona da me ma frutto di vite di altre persone e inventate. Non so se è una buona cosa questa al fine del libro. Ma anche i personaggi stessi, che verranno chiamati con nomi di fantasia, ho il timore di rispondere se mi venisse chiesto se è o no inventato. Forse provo un po’ di vergogna nello scrivere i miei pensieri più intimi e darli al mondo e avere gli occhi critici della gente ma ancor più delle persone a me vicine e che potrebbero riconoscersi nei personaggi. Come potrei affrontare questa cosa secondo lei? Cosa mi consiglia?
    Grazie
    Tina

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