6 lezioni di scrittura firmate da Jack Kerouac

Quali sono i consigli per scrivere meglio secondo Jack Kerouac? Come diventare scrittori grazie alle sue dritte? Qui trovi la sintesi da seguire con la massima attenzione possibile.

Chi mi segue sa bene che amo trasformare registi e scrittori in blogger d’eccellenza. Forse hai già letto gli articoli in cui ho parlato di Charles Bukowski e Stephen King, vero? Oggi è arrivato il turno dei consigli per scrivere di Jack Kerouac.

6 lezioni di scrittura firmate da Jack Kerouac
Impara a scrivere come Kerouac.

Jack Kerouac è stato uno scrittore che ha fatto la storia della letteratura. Ed è diventato uno dei punti di riferimento della Beat Generation e un precursore del movimento Hippy. In questo articolo sarà anche professore di scrittura.

Proprio così, Jack Kerouac ci aiuterà a scrivere meglio grazie a questi 6 consigli fondamentali che possiamo applicare anche al blogging e al copywriting.

Prendi sempre appunti

Ogni occasione è buona per far lavorare le idee – tipo i viaggi in treno – ma hai bisogno di un aiuto per farle fruttarle quando servono: devi prendere appunti.

“Sulla Strada”, romanzo pubblicato nel 1957 e manifesto della Beat Generation, è in frutto di una serie di appunti dattiloscritti da Jack Kerouac nel corso dei suoi viaggi su un unico rotolo di carta per telescrivente lungo 36 metri. Il suo obiettivo?

Impara a scrivere con Jack Kerouac.
Impara a scrivere con Jack Kerouac.

Scrivere le cose vissute esattamente come sono successe. Forse non hai bisogno di un rotolo di 36 metri o di scomodi (ma sempre validi) block notes.

Adesso abbiamo gli smartphone, i tablet, applicazioni fantastiche come Evernote: dobbiamo solo prendere la buona abitudine di sfruttare i tempi morti.

Da leggere: Umberto Eco e 40 consigli per scrivere bene

Il titolo dice tutto

Ritorniamo sul capolavoro di Kerouac – Sulla Strada (On The Road). Che tu lo legga in italiano o in inglese, è un titolo efficace che dice tutto. Ma allo stesso tempo è immediato, non nasconde nulla: è preciso. Questo libro racconta uno stile di vita.

E dal titolo lo capisci. Adesso tocca a te: sei in grado di fare lo stesso con i titoli dei tuoi post del blog o di un articolo di giornale? O magari del tuo romanzo? Sei in grado di scrivere una headline immediata, magnetica, asciutta e vincente?

La prosa di Jack Kerouac

Le opere di Kerouac sono l’essenza della prosa spontanea, tecnica di scrittura che mette in primo piano l’immediatezza del linguaggio, il rapido fluire delle parole. Come un musicista Jazz. Sai qual è il consiglio di Jack Kerouac per scrivere?

Se possibile scrivi senza coscienza in semitrance permettendo all’inconscio di far entrare il proprio linguaggio non inibito, interessante, necessario e dunque moderno cosa che l’arte cosciente censura, e scrivi con eccitazione, rapidità con crampi da scrittura o battitura.

Una tecnica di scrittura è complessa nella sua forma pura: lasciati andare al dolce scorrere delle dita sulla tastiera, metti in pausa il razionalismo e dai spazio alla creatività. Sii te stesso nella narrazione e di’ esattamente ciò che vuoi dire.

jack kerouac e i consigli per scrittori
On the Road, il manoscritto

Poi correggi gli errori, modella la sintassi e inserisci una buona punteggiatura. Jack Kerouac non approverebbe questi passaggi, ma almeno abbiamo lasciato scorrere la scrittura con una libertà tutta nuova. E questo è un passo verso la prosa spontanea, libera da inutili orpelli. Così puoi imparare a lavorare come uno scrittore.

Non aver paura di scrivere

Scrivi con naturalezza, senza aver paura di non piacere ai lettori. Potrebbe essere questa la sintesi dei consigli inviati a Don Allen nel 1958 per migliorare la scrittura.

Ci sono alcuni punti che non rientrano nel breviario del buon copywriter – “Rimuovi tutte le inibizioni letterarie, grammaticali e sintattiche” non è un buon consiglio da seguire  – ma le parole di Jack Kerouac hanno un obiettivo ben preciso.

Libera la tua mente dalla paura di fallire. Devi coccolare i tuoi lettori, devi dare alla tua nicchia ciò che vuole ma non aver paura di mettere il piede in fallo. Mai. Prima o poi capiterà e tu dovrai essere abbastanza forte per rialzarti e ricominciare.

Devi vivere per scrivere

Kerouac map

Jack Kerouac era un topo da biblioteca? Può essere paragonato a Stephen King? No!

Era un vero viaggiatore, un nomade più vicino a Charles Bukowski: incapace di legarsi ad un luogo che cercava la sua verità spostandosi di città in città. Kerouac aveva il culto del viaggio e lo scriveva nei suoi libri di successo.

Il romanzo “Sulla Strada” è nato così, come un diario dei suoi spostamenti attraverso gli Stati Unito e il Messico (nell’immagine tre diversi tragitti seguiti nel 1947, 48 e 50) e non è l’unico esempio. L’incontro con Alene Lee a San Francisco è la base per “I Sotterranei” ed Esperanza Villanueva, vedova del fornitore di William Seward Burroughs, è la protagonista dell’opera “Tristessa”. Esempio: il libro “I viaggiatori del Dharma” descrive un viaggio sia geografico che spirituale di Jack Kerouac.

Non smettere di sognare

Come scrivere un libro? mentre ero alla ricerca di materiale su Jack Kerouac, mi sono imbattuto in questa intervista della traduttrice, giornalista e scrittrice Fernanda Pivano.

Qui non trovi solo consigli per scrittori.

Al minuto 6.30 arriva una dichiarazione fantastica della Pivano che mi ha fatto riflettere molto: “Ma perché sei così disperato? Che cosa vuoi? Cosa cerchi? Cosa vorresti? Voglio che dio mi mostri il suo volto, mi rispondeva. Perché loro erano così (…) erano straordinari poeti”.

Da leggere: consigli di scrittura secondo Charles Bukowski

Jack Kerouac e la scrittura

Il concetto è chiaro: devi scrivere con il cuore, con la passione che ti brucia dentro. Come un pazzo poeta della Beat Generation. Forse così riuscirai a partorire piccoli capolavori folli e visionari. Ma per la rilettura usa la ragione: “Scrivi da ubriaco, correggi da sobrio” (Ernest Hemingway).

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

3 COMMENTI

  1. Tutto molto vero. A parte che sconsiglio di scrivere ubriachi, ricordo che Kerouac è morto giovane. C’è anche una settima lezione che possiamo imparare da Kerouac: non cambiare bandiera. Kerouac era stato preso come esempio, ma quando si schierò a favore della guerra in Vietnam e contro i pacifisti, furono molti a considerarlo un voltagabbana e uno che rifiutava i suoi stessi lavori: questo è stato il suo social media fail, continuando la metafora.

    • Certo, ci sono deglia spetti del Kerouac scrittore che è meglio non assimilare. Per curiosità: con quali motivazioni si schierò a favore della guerra in Vietnam? (bello l’esempio del social media fail ante litteram)

  2. Nonostante le apparenze Jack Kerouac era semplicemente un conservatore, in parte per la sua educazione cattolica.
    Ha scritto On The Road agli inizi degli anni 50, quando era molto giovane, ma poi è stato pubblicato solo nel 1957: erano passati anni. Inoltre la fama immensa che il libro gli ha derivato, lo ha preso alla sprovvista e da bevitore è passato alla condizione di alcolista. L’età più matura, anni di rifiuto, l’alcolismo hanno probabilmente inasprito le sue vedute politiche e culturali (si vocifera che fosse anche un razzista, ma queste sono chiacchiere senza fondamento).
    Risulta quanto meno strano leggere On The Road e pensare a Kerouac come un conservatore, perché rappresenta perfettamente gli ideali della Beat Generation che erano tutto fuorché tradizionali e che poi avrebbero ispirato il movimento hippy e la rivolta studentesca del 1968, per questo sono convinta che l’alcolismo e l’età siano in questo caso da tenere in considerazione.

    [Questo topic mi esalta, perché sono una cultrice della Beat Generation. Mi diplomai nel 2005, anno del 50esimo anniversario della morte di James Dean, e decisi di incentrare la mia tesina sulla Beat Generation: partendo proprio da James Dean, passando per Kerouac, parlando di Marcuse e terminando con le rivolte studentesche. Si intitolava “Ribelli senza causa”, come il titolo originale di “Gioventù bruciata”]

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