Fare call to action per newsletter

Quali sono i parametri essenziali per creare una chiamata all'azione veramente utile e funzionale? Ecco i principi impossibili da dimenticare quando lavori su una newsletter o una DEM.

Quando ottimizzi un invio email hai un obiettivo: creare call to action per newsletter che funzionino. Hai bisogno di una chiamata all’azione in grado di invitare l’utente verso un’attività utile alla conversione. Le caratteristiche di una CTA vincente?

call to action per newsletter.
Scrivi la tua call to action per newsletter.

Deve essere breve, diretta. Una call to action vincente non perde tempo. Ma ci sono altri consigli per questo esempio di microcopy virtuoso. Qualche punto per approfondire? Ecco i consigli per creare una call to action per fare email marketing.

Crea una call to action breve e diretta

Questo è il primo punto da sottolineare. Come scrivere una call to action efficace, capace di portare clienti e lead via newsletter? Semplice, devi essere conciso. Non perdere tempo con inutili giri di parole, la CTA è un testo breve.

Il lettore prende decisione in pochi secondi. E non ama decifrare per capire cosa vuoi. Usa parole semplici, in linea con le capacità e le competenze del tuo target.

Non usare termini poco noti e segui sempre il principio di Steve Krug: non farmi pensare, non investire il lettore di un compito interpretativo. Un esempio?

esempio call to action via email
La chiarezza della call to action nella lead generation.

Questa vignetta presa dal libro Don’t Make Me Think del già citato autore ti spiega chiaramente il concetto. Una parola che per te può essere ben chiara diventa oscura per l’utente. E questo si trasforma in mancati guadagni. Vuoi un consiglio?

Il verbo della call to action comanda

Il passaggio più importante: in una CTA via email il verbo deve essere imperativo. Questo è uno dei pochi casi in cui è accettato un comando diretto al pubblico. Attraverso questa semplice frase hai il dovere di investire l’utente con un comando.

Non perdere tempo con inutili giri di parole, la call to action sulla newsletter è quella che usa un verbo imperativo per comandare all’utente cosa fare su una pagina.

Posiziona call to action above the fold

Un consiglio che vale per le email e DEM ma anche per le landing page. Non è un obbligo o un diktat, ma di sicuro l’above the fold è la zona più in vista della pagina.

E se hai creato una risorsa per ottimizzare le conversioni è una buona idea posizionare la call to action proprio in quest’area della newsletter. Vale a dire una zona della risorsa in cui si concentra la maggior parte dell’attenzione del pubblico.

above the fold
Call to action via DEM: attenzione all’above the fold.

Come mostra il grafico di Nielsen, è nell’above the fold che si concentra il tempo di permanenza del pubblico. Se l’obiettivo della risorsa è quello di trasformare gli utenti in clienti è qui che dovresti posizionare la tua call to action per email.

Aggiungi valore all’azione della CTA

Il copywriter che deve scrivere la newsletter sa che un invito all’azione non deve solo comandare. Non bisogna limitare a un pulsante con call to action imperativa ma con i paraocchi, incapace di dare informazioni. E soprattutto valore all’azione. Ecco qualche esempio di frasi per call to action che convertono in una mail:

  • Prenota subito la tua vacanza al mare.
  • Chiedi un preventivo per migliorare il tuo sito.
  • Chiama ora e cambia modo di lavorare.

Non c’è solo il comando ma viene dato un elemento in più che catapulta l’utente verso il risultato. In questo caso la call to action efficace è quella che suggerisce a chi clicca sul pulsante cosa sta per accadere, quale sarà il benefit della sua azione.

Aggiungi valore all'azione della CTA
Dai valore alla call to action per newsletter.

Più un’azione è preziosa per il tuo business, maggiore deve essere l’impegno per organizzare testo, immagini e UX. Infatti le richieste che nelle immagine in alto (gillandrews.com) si trovano nei box color rosso sono quelle più difficili da proporre.

Scegli un bottone per CTA efficaci

Un elemento non secondario per creare una call to action nella newsletter: posiziona il testo su un bottone, un elemento grafico che appare come cliccabile.

Il bottone è un invito all’azione di notevole impatto all’interno della risorsa che stai inviando. Rappresenta un elemento iconico che non può essere frainteso. Qui devi cliccare, ecco cosa comunica. Come creare un call to action button?

  • Verifica contrasto tra font e pulsante.
  • Usa un colore che inviti all’azione.
  • Preferisci animazioni con il passaggio del mouse.
  • Dai spazio tra il bottone e altri elementi.
  • Aggiungi bottoni con forme arrotondate.

La scelta di un call to action button non è facile, dovrebbe essere guidata da test A/B per capire qual è la soluzione migliore in una situazione. C’è da dire, però, che in linea di massima bisogna sempre considerare l’obiettivo della CTA nella mail che invii.

colore della call to action
Scegli il colore della tua CTA nell’email – Fonte immagine

Un invito all’azione che converte è una combinazione di copywriting persuasivo e comunicazione visuale declinata intorno al design. Crea un’area di spazio bianco attorno al pulsante CTA e usa i colori migliori. Metti in risalto il pulsante. Come?

Un bottone con call to action aggressiva, ad esempio per uno sconto o un’offerta di Natale, può andare bene con il bottone rosso. Per vendere, invece, beni di lusso?

Puoi usare il nero. Il verde si associa alla salute e il blu per tutto ciò che riguarda la sicurezza. Tutto questo deve essere valutato per creare una call to action efficace.

Aggiungi elementi di rinforzo nel copy

Le call to action per le newsletter sono quelle che riescono a riunire elementi per rafforzare il messaggio. Qualche esempio di call to action? Guarda Crazyegg.

esempio cta
Come si scrive una CTA nell’email marketing per convertire?

Come puoi vedere da questo esempio di call to action, subito dopo il bottone e il form c’è una stringa di testo che punta sul persuasive copywriting concreto.

In che modo? C’è l’elemento gratuito, puoi iniziare a costo zero, e poi l’utente viene tranquillizzato: ti cancelli quando vuoi, non sei obbligato. Una call to action funziona meglio quando ci sono segnali del genere a rassicurare l’utente.

Punta su urgenza e riprova sociale

Uno dei punti da valutare quando scrivi la tua call to action? L’urgenza. Che può essere comunicata con un conto alla rovescia o una data ultima. Ecco un esempio.

Esempio di CTA
Esempio di CTA con sconto e tempo limitato.

Le persone hanno un debole per questo elemento, se vuoi aumentare i click sulla tua chiamata all’azione devi sfruttare la regola della scarsità. In particolar modo per chiarire un concetto all’audience: hai poco tempo per decidere. Parliamo della:

Naturale tendenza a ottimizzare la disponibilità di risorse di un dato bene, spinge ad una modifica dell’atteggiamento in direzione di comportamenti di acquisto se la disponibilità del bene viene presentata come limitata nel tempo o nella sua accessibilità.

Wikipedia

Le soluzioni per sfruttare queste dinamiche sono tante. Puoi aggiungere una stringa di testo vicino al bottone per indicare l’ultima data per per ottenere un vantaggio economico. O magari inserisci un conto alla rovescia per attivare il senso di ansia.

Ma ricorda che ci sono altre leve persuasive efficaci che puoi sfruttare. Ad esempio la riprova sociale, un elemento capace di aiutare l’utente nella scelta e nel click.

Le tipologie di CTA che funzionano.
Le tipologie di CTA che funzionano.

E che può presentarsi in modi diversi. Ad esempio come testimonianza delle persone felici del tuo lavoro. O numero di clienti soddisfatti, con una media per dare concretezza. Oppure un valore esatto, è più efficace rispetto ai numeri arrotondati.

Dai spazio all’elemento da cliccare

Non affollare il pulsante call to action tra elementi con funzioni differenti, tipo immagini e paragrafi di testo. La CTA deve avere la possibilità di farsi notare, e per fare ciò non c’è nulla di meglio dello spazio bianco. Ma non è solo questo il punto.

Dare rilevanza al pulsante vuol dire anche evitare la confusioni con due o più call to action differenti in una sezione della newsletter. Quale dovrebbe scegliere l’utente?

gli spazi della callto action
Quante call to action mettere in una email?

La soluzione, se è proprio necessario mettere più inviti all’azione, è quella di usare due opzioni che si escludono in base alle necessità della tue business personas.

Da leggere: come scrivere una call to action efficace

Le tue call to action per newsletter

Per creare una soluzione ideale non devi accontentarti ma variare il CTA button per trovare la soluzione migliore. Bisogna fare prove specifiche con A/B test e capire cosa porta più visite, click e conversioni. Sei d’accordo? Qual è la tua opinione?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

7 COMMENTI

  1. Ciao.

    Interessante, ma ritengo di avere un concetto diverso di call to action.

    Una call to action è una chiamata all’azione, formata da una breve frase spesso facente uso dell’imperativo.
    E’ si un invito, ma in realtà è un comando.

    In genere prima si mette il lettore nello stato che vogliamo, nella fattispecie si intende metterlo in uno stato ricettivo magari la fiducia, per poi dargli il giusto comando (Es: “clicca qui” oppure “Scarica ora” o anche “premi subito”) con la call to action.

    Tutto IMHO. 😉

    • Sì, tecnicamente una Call to Action è un invito a compiere un’azione e in alcuni casi (landing page o newsletter) gli imperativi laconici funzionano bene.

      Nel caso di un call to action per aumentare i commenti di un blog credo che abbia poco senso lasciare un invito del tipo “ora che hai letto questo post lascia un commento”; preferisco (questo però è un mio punto di vista) invogliare il lettore attraverso meccanismi meno diretti.

      La tua osservazione, però, è corretta.

  2. Bellissimo articolo, ma come sempre del resto! La Call to action è a dir poco fondamentale! E molto efficace! Grazie mille! Passo allo sperimentare allora 😉

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