Cosa sono e come si usano prolessi e analessi?

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

Prolessi è l’anticipazione di eventi futuri in un testo per generare suspense o fornire una prospettiva più ampia sulla trama. Con l’analessi si fa un salto temporale all’indietro, tornando a eventi o situazioni accadute prima.


Nel mondo della scrittura online è importante conoscere le principali tecniche per gestire al meglio la creazione dei contenuti efficaci e persuasivi. Sappiamo che le figure retoriche possono aiutarci ma non dimentichiamo anche la gestione logica dei periodi.

Cosa sono e come si usano prolessi e analessi?

Prolessi e analessi, infatti, ci consentono di scrivere meglio e creare dei testi capaci di descrivere, raccontare e illustrare concetti in modo migliore. Più interessante. Magari non in un tutorial o in un case study ma di sicuro in un lavoro di corporate storytelling.

Analessi, definizione e usi comuni

L’analessi, nota anche come flashback o retrospettiva, è una tecnica narrativa che interrompe la sequenza cronologica di una storia per mostrare eventi precedenti.

Il termine deriva dal greco analepsis, che significa “ritorno” o “recupero”. Ciò significa che attraverso l’analessi portiamo il pubblico che legge il testo (o guarda il video) indietro nel tempo per dare informazioni decisive sulla trama, sui personaggi o sul contesto.

Da leggere: come scrivere un testo descrittivo

Perché utilizzare l’analessi?

L’analessi è uno strumento della scrittura creativa1 per approfondire personaggi, rivelare segreti, creare suspense o spiegare eventi precedenti che influenzano la trama.

Questo tipo di artificio del bravo copywriter può essere utilizzato all’inizio di una storia per introdurre al mondo narrativo, sia nel mezzo o alla fine per chiarire o svelare misteri.

Come riconoscere un’analessi

Riconoscere un’analessi, o flashback, richiede un’attenzione particolare ai cambiamenti nella narrazione, nel tempo di esecuzione e nello stile. Oltre a una consapevolezza dei segnali che gli autori e i registi utilizzano per indicare il passaggio al passato. Bisogna anche considerare la differenza tra analessi interna ed esterna. Ecco una sintesi utile:

CaratteristicaAnalessi InternaAnalessi Esterna
Momento eventiPrima di un punto della storia principale, ma all’interno del periodo di tempo raccontato.Prima dell’inizio della storia principale.
FunzioneApprofondire eventi, personaggi o situazioni già presentati.Fornire contesto o premessa alla storia principale.
EsempioFlashback su un evento del 2017 in un romanzo ambientato tra il 2015 e il 2019.Racconto dell’infanzia del protagonista negli anni ’90 in un romanzo ambientato tra il 2011 e il 2015.

Come fare un’analessi?

Spesso viene introdotta nel contenuto grazie ai dialoghi dei personaggi, ai ricordi dei protagonisti. Nella scrittura si può utilizzare il narratore per attivare questo artificio o anche attraverso elementi visivi e sonori se stiamo operando a livello cinematografico.

Questa interruzione temporale può essere breve o estesa, a seconda di come l’autore vuole gestire il ritmo narrativo e rivelare le informazioni al pubblico. Per fare un’analessi bisogna gestire al meglio la relazione tra fabula e intreccio2 della storia, vale dire:

Questi elementi servono anche a creare il giusto spannung3, ovvero la tensione della storia. L’uso dell’analessi in antologia e in narrativa ci permette di monitorare questi elementi. Ecco come gli autori introducono l’analessi nei contenuti visivi e testuali:

  • Variazioni visive o sonore: nel cinema, spesso gli analessi hanno sfocature e ombre.
  • Tempi: la storia si sposta in un periodo temporale diverso da quello attuale.
  • Dialoghi o riflessioni: i personaggi fanno riferimento a eventi passati.
  • Cambiamenti: la narrazione assume un tono diverso o uno stile riflessivo.
  • Ambiente: se contesto o ambiente cambiano potrebbe essere un flashback.

L’interruzioni della narrazione è un classico: se la storia principale viene bloccata per concentrarsi su un evento passato, è probabile che si tratti di retrospettiva.

Prolessi, cos’è e a cosa serve

La prolessi è l’esatto opposto dell’analessi: rappresenta un passaggio in avanti, il fast forward che va avanti nel tempo e anticipa. Quindi permette al lettore o a chi sta guardando in determinato contenuto di conoscere qualcosa di non ancora accaduto.

In termini tecnici, possiamo dire che la prolessi è una figura retorica che anticipa un evento o concetto prima che si verifichi o si manifesti. È spesso usata per suscitare interesse o curiosità nel lettore, per creare suspense o enfatizzare un punto importante.

spiegazione analessi e prolessi
Analessi e prolessi, spiegazione semplice.

Rispetto all’analessi, questa soluzione è più utilizzata anche nei testi tecnici. Infatti, la prolessi può anche essere sfruttata in modo fruttuoso e conveniente per introdurre un argomento, un dettaglio utile o un tema che verrà poi esplorato nel testo principale.

Quanti tipi di prolessi abbiamo?

In primo luogo c’è la figura retorica, una tecnica che incide sulla sintassi e anticipa una parte della frase – una parola o una subordinata – per creare un effetto preciso nel lettore. Ad esempio creare enfasi e convincerlo a focalizzarsi su un punto.

Poi conosciamo la prolessi come artificio di scrittura. Nelle narrazioni, il flash-forward può essere usata per creare un senso di movimento o progressione nella storia, introducendo elementi chiave prima che siano completamente sviluppati.

Come si riconosce una prolessi?

Una prolessi può essere riconosciuta quando un elemento narrativo, un dettaglio, è anticipato nella costruzione del contenuto. Si definisce prolessi anche la tendenza a far precedere un concetto o un’azione che avverrà successivamente nella frase.

Ad esempio: il web writer, veloce e determinato, scriveva tanto. Qui viene anticipato lo stato d’animo attraverso gli aggettivi. Anche questo è un esempio di prolessi, in cui un elemento viene anticipato prima della sua introduzione completa nella frase.

C’è un altro modo per riconoscere la prolessi? Nella retorica si usa questo artificio linguistico per anticipare l’obiezione e confutandola con le argomentazioni persuasive.

Quale effetto espressivo crea la prolessi?

Il risultato dell’uso ben strutturato della prolessi? Ci sono diversi effetti espressivi che devi tenere in considerazione. La presenza delle anticipazioni di eventi o dettagli può generare:

  • Suspense.
  • Enfasi.
  • Coinvolgimento.
  • Stile narrativo.

La prolessi può essere utilizzata per mettere in evidenza un particolare elemento o concetto, lo si introduce prima della costruzione principale della frase. Inoltre obbliga a prestare attenzione e a fare connessioni tra le parti della storia che stiamo leggendo.

Da leggere: differenza tra metonimia e sineddoche

Esempi di testi analessi e prolessi

Iniziamo con un esempio di analessi interna in letteratura. Nel romanzo Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez usa questo artificio per approfondire la storia di José Arcadio Buendía. La narrazione si sposta al passato per raccontare la sua giovinezza e il suo incontro con Úrsula Iguarán. Questo permette di comprendere il suo carattere.

Ora un esempio di analessi esterna cinematografica. Il film Quarto potere inizia con la morte del magnate Charles Foster Kane. Il film procede poi con una serie di flashback che raccontano la vita di Kane dalla sua infanzia fino alla sua morte. Queste analessi permettono di scoprire gradualmente la personalità di Kane e le ragioni del suo successo.

Nel film Pulp Fiction di Quentin Tarantino assistiamo a frequenti analessi e prolessi. Lo stesso vale per la serie televisiva Lost. Ora però spostiamo l’attenzione verso il fast forward, l’anticipazione. Quai sono gli esempi tipici in questo caso specifico?

Un caso comune: “Lo so già che non mi crederai, ma…” è un esempio di prolessi che anticipa una potenziale obiezione dell’interlocutore. Volendo si può utilizzare già un artificio per convincere l’interlocutore ad accogliere la tua opinione. Quindi: “Lo so già che non mi crederai, ma questo metodo di guadagno funziona perché…”.

  1. Difficilmente si procede con prolessi e analessi nella scrittura professionale o nella reportistica, nei tutorial o quando scrivi un case study. ↩︎
  2. La fabula è la sequenza cronologica degli eventi di una storia, nel loro ordine reale. L’intreccio è la disposizione degli eventi nel testo narrativo. ↩︎
  3. Il colpo di scena decisivo di una narrazione che coincide con la fase più importante, lo zenit. ↩︎

Riccardo Esposito

Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online (bio di Riccardo Esposito).

Categoria: Scrivere

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