Un webwriter freelance può guadagnare di più, può massimizzare le entrate? A questa domanda io rispondo con semplicità: sì, basta scrivere un buon preventivo.
Immaginati questa situazione. Apri la tua email e trovi una bella sorpresa, qualcuno ha notato il tuo lavoro e ti chiede un preventivo per scrivere un articolo al giorno per 5 giorni a settimana.

Bella storia! Adesso devi organizzarti e dare al tuo futuro cliente tutte le informazioni di cui ha bisogno. Ma tu sei pronto? Sai cosa scrivere? Hai valutato nel migliore dei modi il lavoro da svolgere?
Forse sì, forse no. Io, per sicurezza, ti lascio 7 criteri da seguire per scrivere un buon preventivo.
1# Argomento
Il primo punto da valutare è l’argomento, un fattore che influisce a pieno titolo sul costo definitivo della prestazione. Se mi chiedessero di scrivere un articolo sul web marketing, il mio onorario non avrebbe variazioni significative; se dovessi scrivere un post sull’attività riproduttiva degli orango il costo lieviterebbe. E anche di molto.
E questo perché io non ne capisco niente di scimmie. Per scrivere un buon articolo (perché il tuo nome va sempre preservato) ho bisogno di tempo per studiare l’argomento, e questo tempo si paga.
2# Tempo
Secondo fattore di rilievo: il tempo. Pianificare la consegna dei contenuti vuol dire creare una tabella di marcia che mi permetta di pianificare, di inserire gli articoli in un calendario.
Chi si fionda nella mia vita pretendendo un articolo di 400 parole per il giorno dopo non sta commissionando un lavoro: sta sballando i piani del povero freelance. Per questo il tempo di consegna è un altro elemento importante da inserire nel preventivo.
3# Ottimizzazione SEO
Noi webwriter scriviamo prima per le persone e poi per i motori di ricerca. Ma quando dobbiamo ottimizzare un testo lato SEO c’è bisogno di qualche attenzione in più. Due sono le ipotesi da prendere in considerazione:
- Il cliente ti suggerisce le parole chiave e tu devi solo ottimizzare un testo in base alle keyword fornite.
- Il cliente ti dice qual è il suo obiettivo e spetta a te trovare le giuste keyword per raggiungerlo.

4# Cura dei Social
5# Prospettive future
Molti clienti ti parleranno di prospettive future. Di possibili sviluppi di un lavoro e di un tuo inserimento, a patto che tu faccia un po’ di sconto sul preventivo. La mia risposta è: dipende. Dipende dal progetto di cui stiamo parlando, dalla persona che ti sta proponendo l’accordo, dalla società che si cela dietro tutto questo.

In questi casi devi avere fiuto. Ma fare un po’ di ricerca su Google delle persone e delle società ti può essere d’aiuto per capire la serietà della proposta. Perché spesso questi sono semplici espedienti per non rispettare il tuo onorario: non farti incantare da proposte troppo appetitose, motiva sempre il costo del tuo preventivo e cerca di capire con chi stai parlando.
Ovviamente se riesci ad avere la certezza (non riuscirai mai ad averla al 100% ma ti puoi avvicinare) che ci siano reali possibilità di sviluppo e altre commesse di lavoro, il tuo onorario può subire qualche flessione. La lungimiranza è importante!
6# Modifiche
Consegni il lavoro e il cliente ti chiede una modifica. Ok, ci sta. Riconsegni il lavoro e te ne chiede un’altra. Va bene, andiamo avanti. Consegni di nuovo il lavoro e arriva un’altra modifica da fare. Ma non poteva scrivertele tutte in un’unica email?
A volte non è colpa del cliente, ma solo di una situazione lavorativa in eterna evoluzione. Nessun problema: si può affrontare anche questa situazione, ma ovviamente una tale schizofrenia del lavoro può portare a un aumento del preventivo.
7# Tariffa base
Questa è la base del tuo preventivo. Nella tariffa c’è una struttura minima che imponi al tuo cliente per scrivere, per affrontare le spese della tua attività e le tasse, queste benedette tasse.
Io ho scelto di mettere una quota minima in centesimi per ogni parola, e poi aumentare a ogni elemento in più che ho appena elencato. Per avere maggiori informazioni sull’argomento c’è questo articolo di Essere Freelance!
Gli elementi del tuo preventivo
- Difficoltà dell’argomento;
- Tempi di consegna;
- Ottimizzazione SEO;
- Cura dei social;
- Prospettive future;
- Modifiche;
- Tariffa base.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Okay, ma come fai a quantizzare il prezzo base? Mettiamo caso io abbia da commissionarti un articolo di 400 parole sui social media in generale, all’interno del quale cerchi di spiegare una infografica (tua o commissionata ad un’agenzia terza). Come faresti in quel caso a presentare un preventivo comprensivo dei costi parziali per ciascuna attività?
Ciao Valerio,
Di solito applico una base di X centesimi per parola. Tempi stretti, argomenti spinosi, modifiche assillanti, richieste SEO e socil saranno gli extra da aggiungere a questa tariffa di riferimento.
Tu invece quale soluzione usi?
Con molta probabilità chi mi commissiona il lavoro, è sempre un’agenzia che ha bisogno di un copy per inviare lettere pubblicitarie. Quindi dovrebbero pagarmi (il condizionale è d’obbligo) differentemente in funzione di due principali fattori:
- difficoltà dell’argomento
- tempo per preparare grafica di contorno e corpo testo
La lunghezza generalmente è sempre la stessa (A4).
Sui blog invece, semplicemente mi pagano per gestirli…ad libitum
Sì, più o meno è così.
Comunque hai introdotto quello che secondo me è un altro fattore: la gestione del blog.
Tu mi paghi per scrivere sul tuo blog, magari anche per gestire qualche comemnto. Ma come la mettiamo con un blog che riceve decine di comemnti al giorno? E jmagari che si occupa anche di argomenti delicati con lettori piuttosto polemici?
Attenzione anche a questo dettaglio…
Salve, vorrei avere un preventivo per qualche articolo da inserire nel mio blog.
Saluti
Ciao Giuseppe!
In serata ti mando un preventivo.
Ciao Riccardo,
complimenti per il tuo ottimo sito, i tuoi articoli sono davvero una risorsa preziosa.
Io aggiungerei che a far variare il prezzo potrebbe essere anche il pubblicare o no l’articolo sulla piattaforma del sito di destinazione: se oltre a scrivere il pezzo devo inserirlo in WordPress, scegliere l’immagine, caricarla, compilare la parte relativa alla SEO, tag, categoria e quant’altro allora sì che il prezzo lievita, almeno per me.
Nel mio caso, se si tratta di un argomento che conosco discretamente, mi accontento anche di 1 centesimo a parola se non devo occuparmi della pubblicazione, in caso contrario chiedo sempre qualcosa in più.
Saluti
Hai dato un ottimo contributo, Andrea. Il tempo necessario per caricare l’articolo su piattaforma è un criterio da valutare attentamente!
Di nulla Riccardo, ho solo condiviso la mia esperienza. Mi è capitato più volte di dover abbandonare dei progetti perchè il tempo per caricare su piattaforma non rendeva più conveniente la collaborazione.
Saluti
Ciao a tutti, io non sono una webwriter in senso stretto, ma vi seguo perchè lavoro nella comunicazione come freelance e quindi trovo nel vostro sito consigli utili anche per me.
A proposito di questo articolo vorrei aggiungere 2 cose: la prima è che, oltre ai tempi di consegna, valuto nel preventivo anche “l’esclusiva”, cioè se sono costretta a mollare tutto per dedicarmi solo a quel lavoro. I tempi brevi di consegna e l’esclusiva non sempre coincidono nel preventivo. Mi spiego: se un cliente mi chiede oggi di consegnare un lavoro domani, nel preventivo conto l’urgenza, cioè i tempi brevi di consegna, e spesso si tratta di un lavoro che riesco a sbrigare in poche ore. Diverso (e vi assicuro che mi è capitato) se devo svolgere all’improvviso un lavoro di più di 20 ore in 2 giorni: in questo caso non conto solo l’urgenza, cioè i tempi brevi di consegna, ma anche l’esclusiva: ho mollato qualsiasi cosa (non solo lavorativa!) per dedicarmi solo a quel cliente e per accontentarlo deve valere la pena aver “mollato” il resto. E’ un ottimo modo anche per educare i clienti che la prossima volta, state certi, vi avviseranno per tempo e non vi diranno “ma si, tanto che ci vuole, basta scrivere due cose e fare due telefonate!”.
La seconda cosa è che ho notato che nel vostro preventivo manca il conto almeno “approssimativo” delle ore di lavoro: come fate a regolarvi solo con il numero delle parole (più ok, le altre cose in lista)? Per stabilire una cifra base valuto più o meno quante ore ci vogliono, e poi vedo se è il caso di aggiungere extra (ad esempio tempi di consegna, ecc).
Grazie!
Ciao Marta,
Hai perfettamente ragione. L’esclusiva è un dato fondamentale da mettere in preventivo, e può essere un buon modo per valutare nel migliore dei modi il tempo del freelance.