Di Riccardo Esposito | Pubblicato il
Per scrivere 30 minuti puoi utilizzare numeri o lettere. Il primo caso è preferito quando devi pubblicare un articolo tecnico, un comunicato ufficiale; il secondo è perfetto per qualsiasi altro testo. In ogni caso resta una scelta personale.
Sei alla tua scrivania e ti chiedi come pubblicare un post. Ti arriva una telefonata. È un cliente che dopo pochi e veloci convenevoli ti chiede di scrivere 30 minuti. Cioè, devi proprio pubblicare un contenuto con un riferimento temporale preciso nel testo.

Posso usare i numeri nel testo o devo preferire le lettere? Inoltre, quando inserisco questi 30 minuti dopo o prima altre unità di misura – tipo le ore o i secondi – devo utilizzare dei simboli particolari? In realtà la regola è abbastanza semplice: serve coerenza.
Indice dei contenuti
Come scrivere 30 minuti in un testo
Se devo scrivere un articolo di 1.000 parole può capitare di dover affrontare anche la sfida degli orari. Quindi, come scrivere 30 minuti in un testo o, più in generale, la durata di un’esecuzione? Molto dipende dal contesto in cui stai operando.
Il modo più semplice: devi utilizzare le parole. Trenta minuti o mezz’ora: questa è la soluzione ideale per indicare il tempo in un contesto standard. per altre condizioni, invece, puoi utilizzare i numeri nel testo. Una buona via di mezzo: 30 minuti. Esempi:
- Sono le 13 e 30.
- Arrivo tra mezz’ora.
- Sarò a casa tra 30 minuti.
- L’aereo parte alle 15.30.
- Ora esatta: 12:30.
Quindi, come puoi ben capire, ci sono diversi modi per mettere su testo l’orario con minuti e secondi. Poi ci sono dei simboli che possiamo utilizzare per determinati ambiti. Per una scrittura creativa e tutor informativi su un blog va bene procedere così.
Per approfondire: come velocizzare la scrittura degli articoli
Come scrivere ore e minuti in un testo
Come si scrive l’orario: con la virgola? In realtà no, questa soluzione porta a confondere il tempo con una cifra decimale. Quindi dovresti utilizzare il punto fermo o i due punti. Ad esempio, conviene usare le formule 13.30 o 13:30 al posto di 13,30.
Su questo punto ci sono pareri discordanti. Ad esempio, la norma ISO consiglia la virgola e tende a evitare il punto. Mentre diversi manuali di stile suggeriscono l’inverso. Dal mio punto di vista, la virgola la evito per la somiglianza con i decimali. Ma non è errore.
Simboli per indicare minuti e secondi
I simboli standard per scrivere ore, minuti e secondi – comunemente usati in vari contesti, come nella notazione dei tempi per gare sportive, nelle specifiche di durata dei video, nei programmi televisivi – sono piuttosto semplici. Ecco le abbreviazioni:
- Ore: hhh (es. 2h per indicare 2 ore)
- Minuti: mmm o minminmin (es. 30m o 30min per indicare 30 minuti)
- Secondi: sss (es. 45s per indicare 45 secondi)
In ambito scientifico e tecnico, si può anche usare la notazione con i due punti per separare le unità di tempo. I simboli con gli apici per scrivere ore, minuti e secondi sono semplici: ‘ per i minuti e ” per i secondi. Le ore non hanno simbolo, restano con la lettera h.

Ad esempio, per indicare 2 ore, 30 minuti e 45 secondi si può scrivere: 2h 30′ 45”. Questa notazione è utilizzata anche per esprimere coordinate geografiche (gradi, minuti e secondi) e altri dati angolari.
Rileggere e fare revisione dei tuoi articoli
Una volta completato l’articolo io ho l’abitudine di prendermi una pausa, anche solo di qualche minuto. Nel caso della recensione ci ritorno il giorno dopo. In questo modo posso controllare anche come ho scritto gli orari nel testo, per evitare errori eclatanti.
Perché staccarti da quello che hai scritto e prenderne le distanze ti permette di rileggerlo con maggiore obiettività. Puoi individuare con semplicità refusi, contorsioni sintattiche.
Ricorda, per scrivere bene devi imparare a respirare. Ora smetti i panni del guerriero e indossi quelli del giardiniere per potare i rami secchi. Inizia la rilettura del testo:
- Alleggerisci le frasi.
- Rivedi la punteggiatura.
- Sintetizzi la struttura.
- Sostituisci termini.
Qui ti viene in aiuto un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari, anche se la ricerca di un lemma migliore ti toglie altro tempo. I 30 minuti li ho scritti bene? Ho usato la giusta punteggiatura negli orari e i simboli per indicare minuti e secondi? Dipende.
Da leggere: quanto tempo ci vuole per scrivere un articolo
Scrivere 30 minuti è un dettaglio (o no?)
Per molti è una questione secondaria. Per me che lavoro ogni giorno con la scrittura online, valutando i singoli dettagli, è importante scoprire anche questo: come si scrivono ore e minuti. Secondo te va bene questa soluzione? Tu come scriveresti 30 minuti?
Categoria: Scrivere
articolo interessante e veritiero…
assolutamente difficile anche se si è ferrati sull’argomento.
Sono all’inizio del mio blog e riesco a pubblicare ogni 2 – 3 settimane per incastrarlo anche col mio lavoro.
Anche se a volte il desiderio di pubblicare il tuo pensiero ti fa venire la voglia di scrivere anche solo 2 righe
Desisti.
Pubblicare due righe non è il massimo se non sei un personaggio autorevole nella tua nicchia. Seth Godin pubblica post di pochi paragrafi. Ma lui può, lui è fonte di ispirazione. Noi dobbiamo ancora fare molta strada. E macinare contenuti di qualità.
D’accordo su tutto, soprattutto sulla rilettura dell’articolo dopo aver fatto passare un po’ di tempo.
Se scrivessi “di getto”, a parte la poca accuratezza dei contenuti, mi sfuggirebbero palate di errori e soprattutto ne risentirei in fluidità, visto che durante tale fase vado a sfrangiare tutti i pezzi inutili e correggo termini inadatti, o ripetuti a sproposito nella foga dello scrivere.
Anche la parte visual porta via tempo, io stessa al momento non sono soddisfatta di come la sto gestendo: per ora mi limito a cercare immagini libere da copyright negli appositi siti, ma sarebbe utile investire più tempo per personalizzarle e arricchirle con loghi, frasi e ritocchi.
Me lo ripropongo come mio step evolutivo successivo 😀
Ciao Kya, il massimo sarebbe, dove possibile, fare delle proprie foto e poi personalizzarle con Photoshop, ma un passo alla volta.
Per la revisione, invece, se hai due occhi amici che ti leggono è un gran vantaggio 🙂
Ciao Kya,
Se cerchi immagini gratis di qualità puoi dare uno sguardo qui mysocialweb.it/2009/07/07/ecco-dove-trovare-le-immagini-gratis-per-il-tuo-blog/
Per la personalizzazione, invece, ti consiglio Canva: è praticamente perfetto, e ti permette di ottenere grandi risultati con uno sforzo minimo. O almeno questa è la mia esperienza.
Riccardo quel tuo post è stato uno dei miei primi punti di riferimento per la ricerca di immagini 🙂 grazie!
Quanto a Canva, è la mia salvezza.
Solo che sono ancora una frana con il calendario editoriale e la gestione dei tempi, quindi spesso pubblico così di corsa da non trovare nemmeno il tempo di usare quello…
Ciao Nadia, Photoshop sarebbe il top, ma non sono ferrata e porta via tanto tempo… Lo uso solo per scontornare 😀
Forse Canva è un buon compromesso per i novellini 🙂
Per quanto riguarda la lettura da parte di occhi amici concordo in pieno, spesso linko il post ai miei “correttori di bozze personali” prima di andare online.
Tra l’altro, essendo completamente digiuni sul tema eLearning, mi sanno anche dire se ho scritto contenuti comprensibili per tutti.
Sì, Kya, Photoshop richiede molto tempo, per questo ti dicevo un passo alla volta. Nemmeno io so usarlo, ma in una prospettiva di lungo periodo si può mettere in conto un corso basic. E sono d’accordo anche sul test di comprensibilità: per un post leggibilità e chiarezza ueber alles :).
Su un blog che seguo su un argomento dove sono abbastanza ferrato tempo fa mi sono messo a coronometrarmi e la media era 18 minuti, per articoli superiori alle 500 parole. Adesso solitemente mi prendo molto più tempo, anche perchè ho diminuito la frequenza di pubblicazione e preferisco prendermi più tempo per analizzare il testo e le frasi da un punto di vista SEO
Ciao Luca,
Nel momento stesso in cui decidi di dare più tempo ai dettagli hai superato al quota dei 18 minuti. Diciamo di sì, anche io posso scrivere 500 parole dotate di senso il 18 minuti. Ma la qualità? Ti dico come la vedo io personalmente: minimo 60 minuti per partorire qualcosa di decente.
Ciao Luca,
hai ragione quando dici che serve più tempo per preparare un articolo in ottica SEO. E questo vale ancora di più quando te lo richiedono le esigenze del cliente, sia esso un’azienda o un professionista che sta portando avanti una precisa strategia di marketing. In questo caso la qualità viene prima del cronometro, anzi il cronometro dovrebbe dimenticarlo. Personalmente, non scendo al di sotto dell’ora e mezza.
Se c’è la possibilità, sarebbe meglio far “decantare” l’articolo per un giorno. A mente fresca, magari stampando il post su carta e rileggendolo ad alta voce, la revisione riesce anche meglio.
Avendo poi qualcuno che può rileggerlo al posto tuo, hai ancora più possibilità di scovare quello che non va. Al di là del fatto che il confronto con un altro blogger è sempre un bel momento di crescita e di stimolo reciproco 🙂 .
Anche io ho questa abitudine di rileggere gli articoli che scrivo a voce alta. Personalmente se qualcosa non fila me ne rendo subito conto 🙂 Ottimo sistema.
Ciao Sara, leggere a voce alta ti aiuta anche a trovare il giusto ritmo di un periodo. La musicalità di una frase, infatti, è la prova che la lettura scorre senza ostacoli. E senza ostacoli, il senso del messaggio arriva al tuo lettore in maniera immediata.
A volte scrivo un post e mi sembra che fili. Quando lo rileggo, invece, mi mi incastro in troppe dentali, mi fermo e la frase si spezza. A quel punto cambio un termine oppure l’ordine di alcune parole, o rivedo la punteggiatura. Se tutto diventa fluido, è segno che può andare. 🙂
Per scrivere un articolo fatto bene 30 minuti sono pochi, verissimo. Dipende anche dal sito e dal contesto, dal contenuto e dalla lunghezza, ma ricordo ancora con terrore quando mi chiedevano di scrivere articoli all’improvviso “urgenti”. La qualità lì però era molto secondaria, si andava a quantità, e infatti i contenuti ne risentivano in modo spaventoso (e credo ne risentano ancora). Ora scrivo articoli con tempi che decidiamo noi o a seconda delle esigenze, i nostri clienti raramente hanno fretta e comunque si parla sempre al massimo di mezza giornata, più che sufficiente rispetto a 30 minuti! In molti purtroppo dimenticano che la qualità ha un prezzo, non solo economico ma anche di tempo. Ottimo post!
Ciao Jessica,
hai centrato il punto: quantità contro qualità. Molti dimenticano che sfornare articoli sommari o al limite di un copia/incolla è darsi la zappa sui piedi. Perché ne risente non solo la qualità, ma anche l’immagine stessa del cliente.
Come avete convinto i vostri clienti che un buon post richiede molto più di 30 minuti?
Intanto, grazie per aver apprezzato l’articolo 🙂
In 30 minuti (volendo anche meno se sei campione in dattilografia) puoi scrivere un pezzo fantastico, ma solo se trattasi di un argomento che conosci in modo eccellente, qualcosa in cui sei maestro e non temi confronti. Anche solo un’esitazione e i 30 minuti non basteranno mai. Scrivere come blogger professionista richiede un impegno di tempo e risorse ben superiore al semplice “butta giù qualche riga e posta”
E se qualcuno ti chiedesse di scrivere un post in 15 minuti?
Sulla mia eccellenza e con una persona che scrive sotto dettatura? Ci sto!
No. Ciò che ti si richiede non è dar sfogo alla tua eccellenza, ma scrivere un articolo per un cliente su un argomento semisconosciuto. In questo caso come te la cavi con i 15 minuti? 🙂
Per me è impossibile scrivere un articolo in 30 minuti, Prima di scrivere devo approfondire l’argomento e capire quali sono le caratteristiche del all’utente medio del blog dove verra pubblicato l’articolo.
Inoltre io non rileggo l’articolo dopo qualche minuti solitamente lascio passare almeno 2/3 ore, in questo modo non ricordo come ho impostato l’articolo e mi viene più facile da correggere.
Concordo in pieno, Alfons. Tra l’altro, studiando il target dei lettori riesci anche a definire lo stile di scrittura più indicato. Senza tecnicismi, ovvio, ma puoi usare una terminologia che per altri utenti sarebbe fuori luogo, perché manca nel loro vocabolario quotidiano.
Contando che per scrivere il mio ultimo articolo ci ho messo, tra una cosa e l’altra, due giorni di lavoro, direi che è proprio impossibile. Mediamente, solo per la fase di scrittura, impiego un pomeriggio. Ok, io sono sicuramente lenta perché non è da molto che mi sono affacciata al mondo del blogging, però mi viene da pensare che la gente non si renda conto nella maniera più assoluta di ciò che chiede. I clienti si dovrebbe mettere bene in testa che chi lavora nel campo delle nuove professioni del web non vende merce al dettaglio.
Sara, per la scrittura ti consiglio un libro che trovo sempre utilissimo: “Lavoro, dunque scrivo!”, di Luisa Carrada. Qui trovi l’indice mestierediscrivere.com/uploads/files/lavorodunquescrivo_indice.pdf
È pieno di ottimi consigli ed è scritto seguendo le regole che l’autrice ti elenca nei vari capitoli.
Indovina chi me lo ha consigliato? 😉
30 minuti per un post? Dipende molto dalla qualità. Mi è capitato di scriverne in 5 minuti, ovviamente la qualità era infima…
Se si vuole fare un buon lavoro serve il giusto tempo.
Grazie mille dell’articolo!
Un saluto,
Alex
Questo è un punto chiaro: scrivere un articolo in 30 minuti, impostando come parametro la qualità, è praticamente impossibile.