Come scrivere un articolo di 1.000 parole in 30 minuti

Riesci a scrivere un post in 30 minuti? Davvero c’è chi arriva a chiederti di scrivere un post in così poco tempo? Certo che c’è. In questi casi devi prendere una decisione e seguire una tecnica.

Sei alla tua scrivania e ti chiedi come scrivere un post. Ti arriva una telefonata. È un cliente che dopo pochi e veloci convenevoli ti chiede di scrivere un articolo in 30 minuti. Di 1.000 parole. Sei impegnato in un altro lavoro, ma non è questo il punto.

scrivere un articolo in 30 minuti di 1.000 parole
Come scrivere un articolo in 30 minuti.

Puoi sturargli le orecchie con una risata, ma rischi di perdere il cliente per eccesso di difesa. Oppure puoi spiegargli che non sei Ethan Hunt alla guida della Impossible Mission Force, elencandogli i motivi per cui 30 minuti sono davvero pochi.

A meno che tu non scriva di un argomento su cui sei ferratissimo, un post degno di questo nome ha bisogno di tempo. Prima ancora di mettere mano alla tastiera per dare forma ai tuoi pensieri, infatti, c’è una fase di raccolta delle informazioni.

Come scrivere articoli in 30 minuti

Il tempo necessario per scrivere un post varia, ma di certo non puoi risolvere in cinque minuti. E questo è solo l’inizio. Perché per pubblicare un articolo hai bisogno di molto altro. Ed è esattamente tutto ciò che dovrebbe conoscere chi ti chiede di scrivere un articolo in 1.800 giri di quadrante.

Che poi, facendo i dovuti distinguo, realizzare un post è un po’ come preparare una tesi di laurea. Prevede almeno tre fasi: selezionare le informazioni, stendere il contenuto, revisione a palla.

Per approfondire: come velocizzare la scrittura degli articoli

1. Selezionare le informazioni da inserire

Hai già un piano editoriale. Ma sei a corto di ispirazione, ti servono dei dati aggiornati sull’andamento di un certo tipo di mercato. Oppure hai bisogno di conoscere le ultime tendenze sull’utilizzo di un dato prodotto, o i risultati di uno studio fatto dall’Università X sulle reazioni del target Y alle nuove funzionalità di un social.

Quindi hai bisogno di fonti affidabili per dare consistenza al tuo articolo. Sia che usi Feedly, sia che tu preferisca spulciare nelle notifiche che ti invia Google Alert, la sostanza non cambia: ti tocca selezionare i contenuti in linea con le tue ricerche.

Passo successivo? Leggere, leggere, leggere. Intanto prendi appunti, annoti dati, selezioni statistiche e passi al setaccio tutto quello che diventerà parte del contenuto.

Questo vuol dire scrivere un post di qualità. In questa fase ti consiglio di stare lontano dall’orologio, se non vuoi fare la fine dell’urlo di Munch: prendi tempo.

2. Scrivi e crea i tuoi contenuti di qualità

Hai selezionato notizie, percentuali, case study, tutorial, opinioni altrui e sei finalmente solo con i tuoi pensieri, la tastiera e lo schermo. Cosa devi fare?

Vai di getto e scrivi quello che c’è da riferire sull’argomento del post, magari senza badare troppo alla forma, ché potresti perdere il filo e tralasciare qualcosa.

Come scrivere un articolo in 30 minuti? Devi avere ritmo e competenza per affrontare questa sfida. Ma ricorda sempre di non tradire la qualità.

Paragrafi, elenchi puntati e conclusione. Scrivere per il web non è un’attività semplice: sì, lo so che molti provano a sminuire la tua professione con chiacchiere da bar. Ma devi curare ogni dettaglio per ottenere un contenuto di qualità:

Sembra facile? Scrivere un post non è un gioco da ragazzi, molti ci provano e cadono. Quando arrivi fino alla fine del post tiri un sospiro di vittoria. Ma non è finita.

3. Rileggere e fare revisione dei tuoi articoli

Una volta completato l’articolo io ho l’abitudine di prendermi una pausa, anche solo di qualche minuto. Nel caso della recensione ci ritorno il giorno dopo.

Perché staccarti da quello che hai scritto e prenderne le distanze ti permette di rileggerlo con maggiore obiettività. Puoi individuare con semplicità refusi, contorsioni sintattiche improponibili, periodi che a leggerli rimani senza fiato.

Ricorda, per scrivere bene devi imparare a respirare. Ora smetti i panni del guerriero e indossi quelli del giardiniere per potare i rami secchi. Inizia la rilettura del testo:

  • Alleggerisci le frasi.
  • Rivedi la punteggiatura.
  • Sintetizzi la struttura.
  • Sostituisci termini.

Qui ti viene in aiuto un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari, anche se la ricerca di un lemma migliore ti toglie altro tempo. I 30 minuti intanto? Belli che andati.

4. Dopo la scrittura: devi curare il visual

Altri minuti che scorrono inesorabili, ma per un post riuscito è essenziale – ripeti con me: essenziale – completarlo con un’immagine di qualità. E un post riuscito è quello che viene condiviso, che ti permette di aumentare le visite del blog.

Potendo contare su un budget, trovi immagini ad alta risoluzione su Shutterstock, ma puoi anche usare quelle gratuite di Pixabay e personalizzarle con Picmonkey. Per ridurre il peso suggerisco Optimizilla. Le foto recuperate su Google meglio evitarle.

Da leggere: quanto tempo ci vuole per scrivere un articolo

Ce la fai a scrivere un articolo in 30 minuti?

Se ti dovessero chiedere di scrivere un post in 30 minuti sai come rispondere. E puoi anche aggiungere che più è lungo e articolato, più un post ha bisogno di tempo.

Sempre che ti stiano commissionando un articolo in linea con le regole basilari del content marketing. E non due righe tanto per pubblicare qualcosa.

Per evitare richieste simili sarebbe meglio agire a monte ed educare i tuoi clienti. Spiega loro cosa vuol dire pubblicare un contenuto di qualità e il reale lavoro che c’è dietro. Se sono interessati al risultato, eviteranno di proporti missioni impossibili.

Ora tocca a te dirmi come risponderesti. E se già ti è capitata una situazione simile, come ti sei comportato? Non gli avrai mica fracassato i timpani con una risata.

Nadia Merlo Fiorillo
Copywriter, webwriter e ghostwriter, scrivo testi per siti web, corporate blog, e-commerce, campagne DEM, lead generation e tutto ciò che è funzionale a strategie di Digital Marketing, Brand Positioning e Brand Identity. Non metto mano alla tastiera senza un'analisi preliminare del target di riferimento, dei competitor e degli obiettivi da raggiungere. Ecco il mio profilo LinkedIn.

26 COMMENTI

  1. articolo interessante e veritiero…
    assolutamente difficile anche se si è ferrati sull’argomento.
    Sono all’inizio del mio blog e riesco a pubblicare ogni 2 – 3 settimane per incastrarlo anche col mio lavoro.
    Anche se a volte il desiderio di pubblicare il tuo pensiero ti fa venire la voglia di scrivere anche solo 2 righe

    • Desisti.

      Pubblicare due righe non è il massimo se non sei un personaggio autorevole nella tua nicchia. Seth Godin pubblica post di pochi paragrafi. Ma lui può, lui è fonte di ispirazione. Noi dobbiamo ancora fare molta strada. E macinare contenuti di qualità.

  2. D’accordo su tutto, soprattutto sulla rilettura dell’articolo dopo aver fatto passare un po’ di tempo.

    Se scrivessi “di getto”, a parte la poca accuratezza dei contenuti, mi sfuggirebbero palate di errori e soprattutto ne risentirei in fluidità, visto che durante tale fase vado a sfrangiare tutti i pezzi inutili e correggo termini inadatti, o ripetuti a sproposito nella foga dello scrivere.

    Anche la parte visual porta via tempo, io stessa al momento non sono soddisfatta di come la sto gestendo: per ora mi limito a cercare immagini libere da copyright negli appositi siti, ma sarebbe utile investire più tempo per personalizzarle e arricchirle con loghi, frasi e ritocchi.

    Me lo ripropongo come mio step evolutivo successivo 😀

    • Ciao Kya, il massimo sarebbe, dove possibile, fare delle proprie foto e poi personalizzarle con Photoshop, ma un passo alla volta.
      Per la revisione, invece, se hai due occhi amici che ti leggono è un gran vantaggio 🙂

      • Ciao Kya,

        Se cerchi immagini gratis di qualità puoi dare uno sguardo qui mysocialweb.it/2009/07/07/ecco-dove-trovare-le-immagini-gratis-per-il-tuo-blog/

        Per la personalizzazione, invece, ti consiglio Canva: è praticamente perfetto, e ti permette di ottenere grandi risultati con uno sforzo minimo. O almeno questa è la mia esperienza.

        • Riccardo quel tuo post è stato uno dei miei primi punti di riferimento per la ricerca di immagini 🙂 grazie!
          Quanto a Canva, è la mia salvezza.
          Solo che sono ancora una frana con il calendario editoriale e la gestione dei tempi, quindi spesso pubblico così di corsa da non trovare nemmeno il tempo di usare quello…

      • Ciao Nadia, Photoshop sarebbe il top, ma non sono ferrata e porta via tanto tempo… Lo uso solo per scontornare 😀
        Forse Canva è un buon compromesso per i novellini 🙂
        Per quanto riguarda la lettura da parte di occhi amici concordo in pieno, spesso linko il post ai miei “correttori di bozze personali” prima di andare online.
        Tra l’altro, essendo completamente digiuni sul tema eLearning, mi sanno anche dire se ho scritto contenuti comprensibili per tutti.

        • Sì, Kya, Photoshop richiede molto tempo, per questo ti dicevo un passo alla volta. Nemmeno io so usarlo, ma in una prospettiva di lungo periodo si può mettere in conto un corso basic. E sono d’accordo anche sul test di comprensibilità: per un post leggibilità e chiarezza ueber alles :).

  3. Su un blog che seguo su un argomento dove sono abbastanza ferrato tempo fa mi sono messo a coronometrarmi e la media era 18 minuti, per articoli superiori alle 500 parole. Adesso solitemente mi prendo molto più tempo, anche perchè ho diminuito la frequenza di pubblicazione e preferisco prendermi più tempo per analizzare il testo e le frasi da un punto di vista SEO

    • Ciao Luca,

      Nel momento stesso in cui decidi di dare più tempo ai dettagli hai superato al quota dei 18 minuti. Diciamo di sì, anche io posso scrivere 500 parole dotate di senso il 18 minuti. Ma la qualità? Ti dico come la vedo io personalmente: minimo 60 minuti per partorire qualcosa di decente.

      • Ciao Luca,
        hai ragione quando dici che serve più tempo per preparare un articolo in ottica SEO. E questo vale ancora di più quando te lo richiedono le esigenze del cliente, sia esso un’azienda o un professionista che sta portando avanti una precisa strategia di marketing. In questo caso la qualità viene prima del cronometro, anzi il cronometro dovrebbe dimenticarlo. Personalmente, non scendo al di sotto dell’ora e mezza.

  4. Se c’è la possibilità, sarebbe meglio far “decantare” l’articolo per un giorno. A mente fresca, magari stampando il post su carta e rileggendolo ad alta voce, la revisione riesce anche meglio.
    Avendo poi qualcuno che può rileggerlo al posto tuo, hai ancora più possibilità di scovare quello che non va. Al di là del fatto che il confronto con un altro blogger è sempre un bel momento di crescita e di stimolo reciproco 🙂 .

    • Anche io ho questa abitudine di rileggere gli articoli che scrivo a voce alta. Personalmente se qualcosa non fila me ne rendo subito conto 🙂 Ottimo sistema.

      • Ciao Sara, leggere a voce alta ti aiuta anche a trovare il giusto ritmo di un periodo. La musicalità di una frase, infatti, è la prova che la lettura scorre senza ostacoli. E senza ostacoli, il senso del messaggio arriva al tuo lettore in maniera immediata.

        A volte scrivo un post e mi sembra che fili. Quando lo rileggo, invece, mi mi incastro in troppe dentali, mi fermo e la frase si spezza. A quel punto cambio un termine oppure l’ordine di alcune parole, o rivedo la punteggiatura. Se tutto diventa fluido, è segno che può andare. 🙂

  5. Per scrivere un articolo fatto bene 30 minuti sono pochi, verissimo. Dipende anche dal sito e dal contesto, dal contenuto e dalla lunghezza, ma ricordo ancora con terrore quando mi chiedevano di scrivere articoli all’improvviso “urgenti”. La qualità lì però era molto secondaria, si andava a quantità, e infatti i contenuti ne risentivano in modo spaventoso (e credo ne risentano ancora). Ora scrivo articoli con tempi che decidiamo noi o a seconda delle esigenze, i nostri clienti raramente hanno fretta e comunque si parla sempre al massimo di mezza giornata, più che sufficiente rispetto a 30 minuti! In molti purtroppo dimenticano che la qualità ha un prezzo, non solo economico ma anche di tempo. Ottimo post!

    • Ciao Jessica,
      hai centrato il punto: quantità contro qualità. Molti dimenticano che sfornare articoli sommari o al limite di un copia/incolla è darsi la zappa sui piedi. Perché ne risente non solo la qualità, ma anche l’immagine stessa del cliente.
      Come avete convinto i vostri clienti che un buon post richiede molto più di 30 minuti?
      Intanto, grazie per aver apprezzato l’articolo 🙂

  6. In 30 minuti (volendo anche meno se sei campione in dattilografia) puoi scrivere un pezzo fantastico, ma solo se trattasi di un argomento che conosci in modo eccellente, qualcosa in cui sei maestro e non temi confronti. Anche solo un’esitazione e i 30 minuti non basteranno mai. Scrivere come blogger professionista richiede un impegno di tempo e risorse ben superiore al semplice “butta giù qualche riga e posta”

  7. Per me è impossibile scrivere un articolo in 30 minuti, Prima di scrivere devo approfondire l’argomento e capire quali sono le caratteristiche del all’utente medio del blog dove verra pubblicato l’articolo.
    Inoltre io non rileggo l’articolo dopo qualche minuti solitamente lascio passare almeno 2/3 ore, in questo modo non ricordo come ho impostato l’articolo e mi viene più facile da correggere.

    • Concordo in pieno, Alfons. Tra l’altro, studiando il target dei lettori riesci anche a definire lo stile di scrittura più indicato. Senza tecnicismi, ovvio, ma puoi usare una terminologia che per altri utenti sarebbe fuori luogo, perché manca nel loro vocabolario quotidiano.

  8. Contando che per scrivere il mio ultimo articolo ci ho messo, tra una cosa e l’altra, due giorni di lavoro, direi che è proprio impossibile. Mediamente, solo per la fase di scrittura, impiego un pomeriggio. Ok, io sono sicuramente lenta perché non è da molto che mi sono affacciata al mondo del blogging, però mi viene da pensare che la gente non si renda conto nella maniera più assoluta di ciò che chiede. I clienti si dovrebbe mettere bene in testa che chi lavora nel campo delle nuove professioni del web non vende merce al dettaglio.

    • Sara, per la scrittura ti consiglio un libro che trovo sempre utilissimo: “Lavoro, dunque scrivo!”, di Luisa Carrada. Qui trovi l’indice mestierediscrivere.com/uploads/files/lavorodunquescrivo_indice.pdf
      È pieno di ottimi consigli ed è scritto seguendo le regole che l’autrice ti elenca nei vari capitoli.
      Indovina chi me lo ha consigliato? 😉

  9. 30 minuti per un post? Dipende molto dalla qualità. Mi è capitato di scriverne in 5 minuti, ovviamente la qualità era infima…
    Se si vuole fare un buon lavoro serve il giusto tempo.
    Grazie mille dell’articolo!
    Un saluto,

    Alex

    • Questo è un punto chiaro: scrivere un articolo in 30 minuti, impostando come parametro la qualità, è praticamente impossibile.

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