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L’ignoranza selettiva nel mondo del blogging

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Stavo parlando di digital detox con Francesco Margherita. All’improvviso salta fuori l’ignoranza selettiva. Un concetto che ho già avuto il piacere di leggere da qualche parte, e che si allinea perfettamente con tutto quello che ci circonda. Con la moderna struttura dell’informazione.

Ma, soprattutto, l’ignoranza selettiva diventa uno strumento indispensabile per trasformare il blogging in un piacere. E poi in un’attività capace di portare dei risultati degni di nota.

ignoranza selettiva

Ti suona strano. L’ignoranza, un approccio negativo nei confronti del sapere e della cultura, può portare risultati positivi? Può essere auspicabile non sapere. Ti do una grande notizia: in qualche caso può essere utile attivare un processo di ignoranza selettiva. Anche nel mondo del blogging.

Cosa è l’ignoranza selettiva?

La capacità dell’individuo di informarsi su uno o più argomenti utili, e di ignorare il resto. Oggi l’informazione è ovunque. Puoi leggere articoli, puoi ascoltare telegiornali, puoi costruire la tua dieta mediatica in mille modi differente, e con un costo limitato. Internet è il cuneo di questa rivoluzione.

Gli stimoli sono ovunque, le fonti sono infinite, hai sempre qualcosa da imparare. Poi ti rendi conto che in questo processo c’è un’altra variabile: l’autorevolezza. Mi sto informando bene? Sto leggendo un articolo capace di riportare informazioni giuste? Non puoi sapere tutto, non in questo mondo.

Questo vale anche nel mondo del web marketing, e in particolar modo del blogging.

Ogni specializzazione è collegata al tuo lavoro strategico. Fare blogging non è solo scrivere per il web, è questo è un punto assodato. C’è l’aspetto strategico da considerare, la gestione del piano e del calendario editoriale. Poi c’è l’integrazione con i social network, e con la newsletter. C’è il processo di lead generation da inglobare, e devi contestualizzare il blog nell’ottica inbound marketing.

Detto in altre parole, c’è un mondo da conoscere. Chi si limita a paragonare il blog alla scrittura – “Tanto che ci vuole, devi solo scrivere” – merita di bruciare all’Inferno per l’eternità. Ma lo stesso destino aspetta chi sacrifica la propria professionalità attiva per la teoria, per il continuo approfondimento. A un certo punto ti devi fermare e devi agire.

Perché l’ignoranza selettiva è importante per il blogging?

Perché non puoi e non devi sapere tutto. Devi essere competente, e lo devi essere in rapporto al tuo lavoro. Alla tua attività. Devi offrire un servizio valido ai tuoi clienti, e devi divertirti. Se non ti diverti mentre fai blogging stai sbagliando qualcosa. E che devi rivedere le priorità ora. Subito.

[pullquote align=”left” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Se non ti diverti stai sbagliando qualcosa. [/pullquote] Perdersi nell’approfondimento incontrollato è il male. Potresti iniziare oggi e finire tra mille anni, trovando sempre lacune e imperfezioni. Perché il web è in continua evoluzione, e ogni materia cambia da un giorno all’altro. L’ignoranza selettiva non ti consiglia di mettere da parte l’approfondimento, ma ti suggerisce di fare formazione su argomenti utili.

Voler approfondire tutto – e quindi diventare super esperto di SEO, web design, webwriting, email marketing, usabilità e chi più ne ha più ne metta – vuol dire approfondire il nulla. E trasformare il tuo progetto di blogging in una continua rincorsa alla perfezione. Una perfezione che non esiste.

Cosa devi sapere?

Devi concentrarti su una nicchia. Devi diventare uno specialista in una determinata fase del processo. Puoi specializzarti nel copywriting, magari con un occhio di riguardo al copy persuasive. Puoi diventare lo snodo tra blogging e newsletter, o essere la persona giusta per integrare la pubblicazione degli articoli nel processo di content marketing. O nell’attività di social media marketing.

Ignoranza selettiva, applicata al blogging, significa questo: concentrare le proprie attenzioni e le proprie risorse su argomenti utili alla tua attività professionale. Non è sinonimo di menefreghismo o di indifferenza nei confronti del mondo che ti circonda. Devi avere le conoscenze medie che caratterizzano una persona che fa parte di un certo mondo.

Devi essere a conoscenza di AdSense. Ma non devi essere per forza un esperto di questa piattaforma. Quando ti chiedono un metodo per guadagnare con il blog puoi citare questo programma, ma se ti chiedono di ottimizzarlo non devi essere per forza tu a farlo. Non devi sapere tutto.

Per approfondire: come diventare copywriter.

Tu applichi l’ignoranza selettiva?

Lo ripeto: sembra qualcosa di negativo, qualcosa da evitare. Ma l’ignoranza selettiva è un metodo efficace per definire con cura il proprio ambito di lavoro. E per concentrare le risorse cognitivi/economiche verso un obiettivo preciso. Verso ciò che ti serve, senza sprecare tempo.

Se non lavori in questo modo rischi di diventare un criceto che corre nella ruota: tanta fatica per nulla. Tanto movimento, tanto fiato sprecato per rimanere sul posto. Senza evoluzione, senza miglioramenti precisi capaci di dare una spinta in più alla tua attività online.

Io ho deciso: nel 2016 ci sarà tanto spazio per il digital detox, ma anche e soprattutto per l’ignoranza cognitiva. Mi concentrerò sugli argomenti che mi permettono di crescere nel mio ambito. Per tutto il resto ci sono le collaborazioni. Sei d’accordo? Lascia il tuo punto di vista nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

7 Comments

  1. Penso al concetto di blogging nei suoi aspetti generali e mi domando se il tema dell’ignoranza selettiva porta sempre lo stesso risultato; perché, secondo me, certamente difende e migliora la professionalità di un singolo freelance, mi spingo a dire che lo difende anche da se stesso perché gli crea un ambito di specializzazione, ma forse non è la stessa cosa quando utilizziamo il blog come strumento di divulgazione e come strumento di marketing per le aziende o per certi business. Questo perché, secondo me, viviamo in un contesto in cui le nozioni e le informazioni creano spesso schemi, interazioni e relazioni che sono uniche e dunque una troppa verticalità (l’ignoranza selettiva secondo me porta a questo) rischia di limitare l’opera del blog come strumento di informazione e miglioramento delle conoscenza di chi legge.
    Questo però è solo un dubbio.

    • Dobbiamo creare degli schemi. E poi i presupposti per distruggerli, ricrearli di nuovo. E di nuovo ancora.

  2. è la mia linea di pensiero, mi sto specializzando nei social anche se è sempre più richiesto che devi saper fare TUTTO. Ma non riesco ad applicare un ottimo SEOCopy se devo scrivere nel blog con piacere…
    Purtroppo non è l alinea di pensiero all’interno delle aziende.
    Ottimo articolo! Anche se questo è il mio primo commento in realtà ti seguo da mesi 🙂

    • Devi sapere un po’ di tutto, ma devi essere una bomba nel tuo settore. Non puoi essere una bomba in tutto. Non credo che sia possibile. Questo è il mio modo di vedere il mondo del web marketing.

  3. Credo fermamente che nei prossimi anni, quando la cultura del “digitale” si alzerà anche in Italia, chi ignorerà selettivamente, si affermerà sempre di più. Ma prima, occorre uno scatto culturale che ancora stento a vedere. Ovvero, nel web marketing, bisogna riconoscere l’esistenza delle diverse professionalità: ognuna con una propria specializzazione.
    A presto Riccardo, auguri di buone festività.

    • Ognuna con la propria specializzazione, anzi: le proprie specializzazioni. Ogni giorno il web marketing si ramifica e si definisce sempre di più. Il bello deve ancora venire. Secondo me, eh.

  4. Ultimamente si parla molto di versatilità lavorativa ovvero la capacità di sapere un po di tutto. Non è necessario sapere tutto in maniera specifica ma sapere di cosa si sta parlando e chi potrebbe aiutarci ad approfondire o a darci una consulenza senza però farci fregate. Io mi occupo di sviluppo e-commerce, corporate e seo.Quindi non conosco nello specifico ogni dinamica del web marketing e del social marketing ma so come muovermi e da chi farmi aiutare. quindi quando mi viene chiesto un progetto specifico che richiede conoscenze in più campi mi confronto con persone che hanno una conoscenza nel settore più ampia della mia e riesco a gestire progetti ampi e articolati. Quindi a mio modo di vedere non bisogna sapere tutto (sarebbe anche impossibile), ma sapere un po di tutto e avere una nicchia in cui si è esperti.

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