Pagina about me: come descriversi e presentarsi sul blog

Qual è il modo migliore per presentarsi su un blog in modo efficace? Esiste una regola per descrivere se stessi senza cadere nella banalità? Ecco le regole da rispettare sempre.

La pagina about me è indispensabile. Non puoi concepire un blog personale o aziendale senza una risorsa dedicata alle informazioni. Perché chi legge vuol guardare in faccia l’autore, e la pagina chi sono/siamo serve proprio a soddisfare il bisogno.

about me page
Scrivi una buona pagina chi sono.

Sai quanti articoli ha letto sull’argomento? Sai quanti post ti elencano i punti indispensabili per scrivere una pagina chi sono? Tanti. Ma sai cosa? A volte è più facile imparare dagli errori altrui. Per questo ho sfogliato la risorse personali di altri blogger e ho creato una lista dei principali errori di una una pagina about me.

Scegli le informazioni per la tua presentazione

La pagina about me non è un curriculum formato europeo. Non elencare tutti i lavoretti che hai svolto durante i mesi estivi, non usare un linguaggio da burocrate dell’ufficio collocamento. Inserisci solo le informazioni utili per chi vuole sapere qual è il tuo spessore professionale. Poi gli approfondimenti li puoi inserire in un PDF linkato nella pagina o sul profilo LinkedIn. Sulla mia pagina about me, ad esempio, ho inserito due versioni del curriculum: una dettagliata, una sintetica.

Ancora un dettaglio? Non scrivere mai quanti anni hai in una pagina about me. Non di certo per una questione di privacy, puoi tranquillamente inserire l’anno di nascita. Inserire gli anni vuol dire dover cambiare l’età sulla pagina a ogni compleanno.

Da leggere: come pubblicare un post su Google My Business

Aggiungi una foto personale di qualità sul blog

Vuoi sapere qual è la foto ideale per una pagina about me? Semplice, pulita, di buona qualità, professionale ma non troppo. Evita fototessere, foto di party universitari.

Glissa anche su immagini senza personalità. Sono ottime, invece, le foto scattate durante i congressi come relatore. Se vuoi un lavoro professionale devi ingaggiare un fotografo, oppure puoi chiedere a un tuo amico con le giuste qualità.

Non dimenticare una buona ottimizzazione SEO dell’immagine: se vuoi migliorare la pagina chi sono e farti trovare con ricerche pertinenti conviene usare il nome e cognome nel tag alt. Così hai più possibilità di posizionarti su Google Immagini.

Usa un tone of voice personalizzato e amichevole

Terza persona? No grazie. Ancora leggo pagine about me scritte in terza persona soprattutto su blog aziendali dal profilo datato. Un esempio di pagina chi siamo?

Riccardo Esposito è un webwriter e un blogger freelance che ha dedicato la vita alla comunicazione online”. Perfetto, hai già creato una distanza siderale con il lettore che si sentirà piccolo, che ti guarderà con grande ammirazione, e che non esiterà ad abbandonare la tua fanfara autoreferenziale. Naturalezza, ci vuole naturalezza.

Dividi la pagina chi sono da altre risorse del blog

Non confondere la pagina about me con quella dedicata ai servizi. La prima serve a presentare l’autore, la seconda deve spingere un’attività. Ora mi farai notare che nella propria descrizione è naturale inserire dei rimandi alla professionalità.

pagina about me
Come presentarsi al meglio sul blog.

Sono d’accordo. Ma non pensare che questa pagina possa sostituire una landing page dedicata alla promozione della tua attività. About me è una cosa, servizi è un’altra: non te lo dimenticare. A ogni servizio corrisponde una pagina di vendita.

Aggiungi pagina about me al menu di navigazione

Dove si trova la pagina chi sono? Non la trovo. Non si trova nel menu generale. La pagina about me si trova sempre nel menu principale, o comunque in una zona facile da individuare. Chi arriva sul blog vuole capire subito dove si trova e chi cura le pubblicazioni. Non vuole giocare a nascondino, non è un tuo obiettivo perdere tempo.

L’errore principale: sottovalutare l’importanza di una pagina about me. Molti blogger hanno semplicemente omesso questa risorsa. Hanno deciso di non pubblicare pagine dedicate alle presentazioni. Perché? Forse per noia, forse per noncuranza

Forse perché credono che non siano necessarie. A queste persone lascio un messaggio semplice: pubblica la tua pagina about me e mettila nel menu di navigazione del blog, subito dopo la home. Questa è la regola di base.

Da leggere: come scrivere una pagina chi siamo aziendale

La pagina about me è importante: sei d’accordo?

La pagina about me è importante perché rappresenta un ponte tra autore e lettore. Un punte che non può essere ignorato. Tu, ad esempio, hai creato una pagina adatta alle tue esigenze? Lascia la tua esperienza nei commenti.

Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2019.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. Chi mi conosce sa bene che io vado matta per le pagine di presentazione!

    La pagina “about me” è una delle prime cose che vado a sfogliare quando atterro su un nuovo blog.

    Credo sia fondamentale curare la pagina di presentazione, quindi ben vengano i post sull’argomento come questo tuo articolo.

    Farei attenzione a due cose però:
    1) Sì a una foto “semplice, pulita, di buona qualità”, no all’omologazione delle foto troppo costruite e professionali in modo artificioso.
    2) La terza persona è il male? Dipende dal tono usato. Se fosse una presentazione con la giusta dose di ironia l’uso della terza persona, contestualizzato, assumerebbe un senso diverso. Ecco, il punto fondamentale è proprio questo: personalità. La tua personalità deve trasparire da ogni riga di ciò che scrivi e nella tua pagina di presentazione deve essere protagonista.

    • Hai fatto bene a integrare con le tue osservazioni, Monia. Questo è lì spirito giusto: usare i commenti per raggiungere insieme un risultato migliore.

      Comunque, per continuare il tuo discorso, io lascio delle osservazioni. Forse sbaglio a chiamarle regole: per chi sa muoversi con disinvoltura e creatività le regole diventano obsolete.

  2. La mia pagina è divisa in tre: una con il mio lavoro, una con quello che trovi nel blog, una con qualche parola su di me.
    Credo di non aver seguito nessuna regola per rendere anche solo decente questa sezione su di me. In effetti per mesi ho evitato di avere una pagina AboutMe, fino a che Monia (si quella qui sopra) non mi ha convinto della sua utilità. Convinto poco, ma ancora meno mi convincono i numeri che vedo: sono irrilevanti le visite sulla pagina about me. Per me. Molto di più sulle altre sezioni e le altre pagine. Forse perché mi si conosce dai social, o forse perché è facile raggiungermi e farmi qualunque domanda, non so. So che questi sono i numeri che ho dalle statistiche del blog. Posso anche dirti che la tua ad esempio non l’ho mai guardata, (ok la guardo adesso perché mi hai incuriosito), come quasi tutte quelle che trovo. Niente Riccardo, questo è uno di quegli argomenti che mi creano un conflitto interno: da una parte capisco razionalmente che possono avere un peso, dall’altra non lo vedo questo peso e cerco disperatamente qualcuno di addetto ai lavori che riesca a farmelo vedere.

    • Ciao Andre. Ti lascio un pensiero: “La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso.”

      Ci sono cose che funzionano anche se non seguono le regole. Ci sono cose che, però, potrebbero funzionare meglio con poco. molto poco. Ti dico questo: ci sono blog che rubano il feed di altri autori per riempire la home page con gli articoli di altri autori. In pratica sono dei ladri di contenuti.

      Qual è il comune denominatore di questi furfanti: l’assenza di pagine about me e contatti. Sono personaggi non riconoscibili e non contattabili. La presenza di una pagina chi sono è indispensabile per dare chiarezza e fiducia.

      Vuoi un consiglio per la tua? Inserisci un’immagine bella.

  3. Ciao Riccardo, arrivo da twitter per chiederti un a piccola integrazione, ovvero consigli sulla pagina about us di una società. Tu presenteresti le persone? Singolarmente o come gruppo? Qualche consiglio? Grazie mille 🙂

    • Pagina about us per blog aziendali

      Bella domanda, Michaela. Bella anche perché in questo modo posso integrare l’articolo con un contenuto utile. Inizio sottolineando un punto: anche i blog aziendali hanno bisogno di una pagina about me, una pagina per presentare lo staff, le persone che scrivono e che danno voce alla piattaforma.

      Come si crea una pagina per un blog aziendale? Io mi muovo in questo modo: inserisco un primo paragrafo per presentare i motivi che hanno spinto l’azienda ad aprire il blog, e presento i contenuti che il lettore può trovare nella home page.

      Subito dopo largo alle presentazioni: lascio parlare le persone che scrivono nel blog. Solo quelle. Per presentare l’azienda c’è la pagina nel sito aziendale, per presentare gli autori c’è la pagina about me. Caratteristiche del lavoro:

      • Un paragrafetto per ogni autore.
      • Un’immagine per ogni autore.
      • Pulsanti social, email e Skype per ogni autore.

      Tono da utilizzare? Informale ma non balordo. Devi comunicare vicinanza ma anche serietà. Io uso sempre la prima persona plurale in questi casi: è il gruppo che parla.

  4. Mi piace tanto la risposta che comprende la citazione celebre sul calabrone.
    Fa capire, appunto, che a prescindere dalle regole, ci sono metodi personali e interessanti per presentarsi allontanandoci da ciò che non va fatto.
    Trovo sia un ottimo punto di partenza sottolineare cosa non fare, piuttosto che elencare una lista degli obblighi relativi alla propria presentazione. Questo rende decisamente aperta la discussione tra di noi, nei commenti.
    Il mio blog personale conteneva una presentazione moooolto spicciola e veloce, di quelle striminzite che si inseriscono su Blogger quando ci si rgistra la prima volta e non si sa bene di che morte morirà il proprio blog.
    Col tempo, poi, si è trasformato tutto… io e il blog stesso, ho sentito quindi la necessità di fare una sorta di lista dei post più importanti, che rappresentassero meglio la mia evoluzione personale.
    Ero partita con l’idea di fare una semplice lista, ma poi – tra un link e l’altro – mi sgorgavano le parole, a fare da collante… quindi quel che è venuto fuori è un romanzo confidenziale, nel quale racconto a grandi linee ciò che è successo nella mia vita, avvalendomi di link interni che vadano ad illustrare un approfondimento di quel che dico, collegandosi ai post più incisivi che io abbia mai scritto durante tutto il percorso.
    Paraculata per avere più link interni? Mi sono fatta una ragione del fatto che possa essere accusata di questo, il risultato mi piace tanto e un amico che ha casualmente scoperto quella pagina mi ha detto che l’ha trovata particolarmente interessante, da leggere tutta d’un fiato…

  5. Salve Riccardo,
    grazie per gli ottimi consigli, che, in teoria, condivido in pieno (ma fra il dire e il fare….).
    Se a tempo, mi farebbe piacere un suo parere schietto sul mio profilo about.me: anche le critiche (forse soprattutto quelle) mi saranno molto utili per migliorare.

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