Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
Ecco la tua guida che ti spiega dove pubblicare articoli online e come fare blogging in modo professionale. In questo articolo trovi tutto quello che ti serve per iniziare in modo indipendente a scrivere su un blog e pubblicare.
- LinkedIn Pulse per networking professionale e visibilità B2B.
- Medium per monetizzazione e reach immediata su topic specifici.
- Blogger e WordPress.com per blog personali indipendenti.
- Substack per newsletter e contenuti a pagamento.
- Guest post su blog e magazine settoriali con alta authority.
Prima volta su questo blog? Vuoi iniziare a pubblicare articoli? Devi sapere che qui mi occupo di tutto ciò che riguarda il mio lavoro di web writer e copywriter freelance.
Quindi trovi articoli dedicati al mondo della scrittura online e del blogging. Vuoi un assaggio? Mi sembra giusto, ecco perché ho riassunto tutto in queste pagine.

La guida per pubblicare notizie, dedicata a lanciare articoli, non è altro che un semplice riassunto, diviso per argomenti e costantemente in fieri, di tutte le principali risorse pubblicate sul blog e disponibili in rete. Ovviamente il tuo aiuto è benvenuto.
Se hai curiosità o argomenti da approfondire fammelo sapere via email per pubblicare notizie online, sempre aggiornate. Ecco i miei approfondimenti per pubblicare online. Ecco una panoramica dettagliata delle piattaforme per pubblicare i tuoi contenuti.
Indice dei contenuti
Dove pubblicare articoli online gratis
La scelta della piattaforma dipende dai tuoi obiettivi. Se vuoi semplicemente scrivere e raggiungere persone senza complicazioni tecniche, Medium o Substack sono ottime opzioni. Medium se preferisci il formato articolo con visibilità immediata, Substack se vuoi costruire una newsletter e una relazione diretta con i lettori più fedeli.
Medium
Questa è probabilmente la piattaforma di blogging più conosciuta degli ultimi anni, con un design minimalista che mette al centro la scrittura. La cosa interessante?
Puoi iniziare a pubblicare articoli senza spendere un euro, e hai accesso immediato a una community già esistente di milioni di lettori. L’editor è pulito e intuitivo, non ti fa impazzire con mille opzioni di formattazione, puoi inserire immagini ma anche video.
La piattaforma è gratuita per chi pubblica, mentre i lettori possono scegliere se abbonarsi a Medium Membership per circa 5 dollari al mese per leggere senza limiti.
La parte interessante per gli autori è il Medium Partner Program: in pratica vieni pagato in base a quante persone leggono i tuoi articoli e per quanto tempo rimangono sulla pagina. Non diventerai ricco, ma è un modo per monetizzare online.

Il sistema di distribuzione funziona attraverso i topic, cioè argomenti tematici che aiutano i tuoi articoli a raggiungere persone interessate a quello specifico settore.
Hai visibilità immediata senza dover costruire tutto da zero. Ci sono anche gli svantaggi: il design è standardizzato e non puoi personalizzare, la proprietà dei contenuti è limitata, e dipendi dall’algoritmo della piattaforma che decide chi vede cosa.
Da leggere: come guadagnare scrivendo articoli
Wattpad
Wattpad è un mondo a parte: è la piattaforma per narrativa, racconti, fanfiction. Ha una community enorme e molto attiva, soprattutto tra i giovani lettori. Puoi pubblicare i tuoi racconti capitolo per capitolo, ricevere feedback immediato dai lettori.
È gratuito per gli autori, i lettori possono abbonarsi a Wattpad Premium per circa 5 dollari al mese per leggere offline e senza pubblicità. Il sistema di bozze ti permette di lavorare su progetti in corso, e l’ecosistema è perfetto per testare le tue storie.
Però non è adatto per articoli professionali, saggistica o blog tradizionali. È proprio un altro tipo di scrittura, con un target prevalentemente giovane e appassionato di storie.
LinkedIn Articles
Se hai un LinkedIn hai già visto la funzione per pubblicare articoli. È uno strumento sottovalutato ma potente, soprattutto se ti muovi in ambiti professionali o B2B.
Gli articoli che pubblichi rimangono collegati direttamente al tuo profilo, aumentando la tua credibilità nel settore e potenzialmente attirando opportunità lavorative.

LinkedIn Pulse gratuito e ti permette di raggiungere i tuoi collegamenti. Puoi aggiungere hashtag, ottimizzare per la SEO, e decidere se attivare o disattivare i commenti.
La distribuzione funziona: le persone già ti conoscono, c’è più probabilità che leggano i tuoi contenuti rispetto a una piattaforma dove sei uno sconosciuto.
Il limite è che gli strumenti di design sono basici, e il pubblico è solo professionale. Se vuoi contenuti creativi, visually appealing o rivolti al grande pubblico, LinkedIn non è la scelta migliore. Ma per posizionarti come esperto nel tuo campo? Ottimo.
Blogger (Google)
Blogger è un po’ il veterano delle piattaforme gratuite. Esiste da anni, è di proprietà Google e ti permette di creare un vero e proprio blog senza dover pagare nulla.
Con Blogger puoi gestire tutti i tuoi contenuti, integrare facilmente con gli altri servizi Google, e puoi anche monetizzare con AdSense inserendo pubblicità negli articoli.
La stabilità è il suo punto forte: essendo di Google, non devi preoccuparti che chiuda da un giorno all’altro. Non ci sono limiti al numero di articoli che puoi pubblicare, e se vuoi puoi anche collegare un dominio internet personalizzato a pagamento.
Il problema è che il design è un po’ datato rispetto alle alternative moderne, hai meno flessibilità rispetto a WordPress, e la community è meno attiva rispetto a piattaforme più recenti. È una soluzione solida, rodata. Ma un po’ vecchia scuola, è vero.
Substack
Substack negli ultimi anni è diventato il punto di riferimento per chi vuole creare una newsletter e costruirci sopra un business. Il bello è che unisce il formato newsletter con un archivio permanente che funziona come un blog. Puoi pubblicare gratuitamente tutte le newsletter che vuoi, e decidere se e quando introdurre contenuti a pagamento.
Il modello di business è semplice: tu decidi il prezzo degli abbonamenti, e Substack prende il 10% sui tuoi guadagni più il 3% di commissioni Stripe per le transazioni. Niente algoritmi che decidono chi vede i tuoi contenuti, niente giochetti.
Se qualcuno si iscrive alla tua newsletter, riceverà i tuoi articoli. Punto. Questo crea una relazione diretta con i lettori che è molto più solida rispetto ai social media.
Hanno anche introdotto le Note, che sono post più brevi simili ai social, e supportano i podcast. La personalizzazione grafica è limitata, e gli strumenti di segmentazione dell’audience non sono sofisticati come quelli di piattaforme di email marketing.
Un’altra cosa da considerare: il mercato italiano è ancora poco maturo per gli abbonamenti a pagamento rispetto a quello anglosassone. Molti creator faticano a convincere il pubblico italiano a pagare per i contenuti di qualità che produci.
Write.as
Write.as è la piattaforma per i puristi della scrittura e gli amanti della privacy. Minimalista all’estremo, non richiede nemmeno la registrazione per iniziare a scrivere. Non traccia i lettori, non mostra pubblicità, e supporta Tor per l’anonimato completo.
L’interfaccia è pulitissima, completamente distraction-free, e supporta Markdown per la formattazione. La versione gratuita ti permette di pubblicare, mentre con circa 6 dollari al mese puoi avere domini personalizzati e funzioni di newsletter.
È perfetta se vuoi concentrarti solo sulla scrittura senza pensare a metriche, engagement, o monetizzazione. Il rovescio della medaglia? La community è piccola, non ci sono strumenti social come like o commenti (a meno che tu non li attivi espressamente), e non è pensata per chi vuole costruire un business sui contenuti.
Piattaforme a pagamento e professionali
La cosa più importante è smettere di cercare la perfezione e iniziare. Scegli una piattaforma che ti sembra adatta, inizia a pubblicare con costanza, e dopo qualche mese valuterai se è quella giusta o se vuoi cambiare. I contenuti di qualità possono sempre essere migrati, ma il tempo perso a procrastinare non torna più indietro.
WordPress.org (self-hosted)
Quando si parla di WordPress bisogna fare una distinzione: WordPress.org è la versione self-hosted, quella dove installi il software sul tuo hosting e hai controllo totale. È il CMS più popolare, open source e gratuito, ma richiede un hosting e un dominio.
I costi variano parecchio: l’hosting può andare da 3 euro al mese per soluzioni basic fino a 30 euro o più per hosting gestiti e performanti. Poi devi aggiungere il dominio (10-15 euro all’anno), e se vuoi temi e plugin premium i costi possono aumentare.
Un tema premium decente costa tra i 30 e i 100 euro, mentre i plugin variano moltissimo a seconda delle funzionalità. Il grande vantaggio di WordPress è la flessibilità totale: puoi creare qualsiasi tipo di sito web, anche un blog personale.

Hai migliaia di plugin e temi tra cui scegliere, la SEO è forte, e puoi monetizzare come preferisci senza limitazioni. La proprietà dei contenuti è completamente tua. Gli svantaggi? Richiede competenze tecniche o il budget per assumere uno sviluppatore. Devi occuparti della manutenzione: backup, aggiornamenti di sicurezza, ottimizzazione.
Devi costruire il pubblico sempre da zero, nessuno arriverà sul tuo sito per magia. È una soluzione per chi vuole investire seriamente in un progetto a lungo termine.
Ghost
Ghost si posiziona come la piattaforma professionale per creator e influencer che vogliono monetizzare attraverso membership e abbonamenti. È molto più snella di WordPress, con un focus specifico su newsletter e contenuti premium.
Il design è moderno, veloce, e l’editor è un piacere da usare. La versione hosted parte da 9 dollari al mese e può arrivare a 199 dollari al mese per piani più avanzati. Essendo open source, puoi installarlo sul tuo hosting, ma perdi la gestione semplificata.
La piattaforma è ottimizzata per la SEO, si integra perfettamente con Stripe per i pagamenti, e ti permette di creare diversi livelli di abbonamento. È perfetta se hai già una strategia chiara di monetizzazione attraverso contenuti premium e membership.
Le prestazioni sono eccellenti e non dovrai impazzire con i plugin come in WordPress. Però ha una curva di apprendimento per le funzionalità avanzate, e ci sono i costi mensili. Se stai solo sperimentando, potrebbe essere eccessivo come investimento.
Squarespace e Wix
Queste piattaforme sono website builder: strumenti all-in-one che ti permettono di creare un sito completo con blog senza scrivere una riga di codice. L’editor è drag-and-drop, visuale e intuitivo. Parti da template già pronti e li personalizzi come preferisci.
Squarespace costa dai 14 ai 49 dollari al mese, mentre Wix parte da 10 euro mensili fino a 35 euro. Nel prezzo è incluso tutto: hosting, certificato SSL, supporto. Per chi vuole un sito aziendale completo con una sezione blog, sono soluzioni comodissime.
Non devi preoccuparti di aspetti tecnici, backup o sicurezza. Il problema è che paghi questi costi tutti i mesi, per sempre. La flessibilità è minore rispetto a WordPress, e se un giorno vuoi cambiare piattaforma, migrare i contenuti può essere complicato.
Anche la SEO, pur essendo buona, non è potente come quella che puoi ottenere con WordPress ben configurato. Sono ottime soluzioni per professionisti e piccole aziende che vogliono semplicità, meno adatte per progetti editoriali complessi.
Da leggere: migliori siti per pubblicare Comunicati Stampa gratis
Pubblicare su siti e testate a pagamanto
Oltre a pubblicare sui tuoi canali, esiste la possibilità di pagare per far uscire articoli sponsorizzati su blog e testate giornalistiche esistenti. Non stiamo parlando di pubblicità nel senso classico, ma di veri e propri articoli editoriali che parlano di te, del tuo brand o del tuo prodotto, pubblicati su siti con già un pubblico consolidato.
Questo approccio serve a tre scopi: fare link building per migliorare la tua SEO (i backlink da siti autorevoli contano), aumentare la visibilità del brand raggiungendo nuove audience e costruire credibilità apparendo su testate riconosciute.
I costi variano enormemente a seconda dell’autorevolezza del sito. Un blog di nicchia piccolo potrebbe chiederti tra i 50 e i 150 euro per articolo. Un magazine di settore medio si aggira sui 200-500 euro. Se vuoi apparire su una testata nazionale importante come Il Sole 24 Ore, preparati a spendere 1.000-1.500 euro o anche di più.
Ci sono anche blog di influencer dove il prezzo dipende dal loro traffico e dalla loro reach. Per accedere a queste opportunità puoi contattare direttamente le redazioni o i responsabili marketing dei magazine che ti interessano. Esistono anche agenzie specializzate che fanno da intermediari e hanno già partnership, oppure puoi usare piattaforme di content marketplace che mettono in contatto publisher e advertiser.
Un consiglio decisivo: scegli sempre portali tematicamente affini al tuo settore. Verifica la Domain Authority e il traffico stimato del sito per capire se l’investimento ha senso. E assicurati che il tipo di pubblico sia in linea con i tuoi obiettivi.
Una cosa da sapere: i vecchi siti di article marketing gratuiti, quelli dove potevi pubblicare gratis su centinaia di portali, oggi hanno perso quasi completamente efficacia per la SEO. Google li ha penalizzati pesantemente. Meglio investire su pubblicazioni di qualità piuttosto che disperdere energie su decine di siti spazzatura.
Alcuni consigli per scegliere dove pubblicare
Il mio consiglio è di iniziare con piattaforme gratuite per testare il tuo stile, capire che tipo di contenuti funzionano, e costruire un’audience. Non ha senso investire centinaia di euro in un sito professionale se non hai ancora chiaro cosa vuoi comunicare.
Non mettere tutte le uova in un paniere. Le piattaforme vanno e vengono, gli algoritmi cambiano, le policy si modificano. Usa più piattaforme in modo sinergico: magari pubblichi su Medium per la visibilità, su LinkedIn per il networking professionale.
Intanto costruisci una newsletter su Substack per avere un canale diretto con i tuoi lettori. La qualità dei contenuti viene sempre prima della piattaforma: puoi avere il sito WordPress più bello del mondo, ma se scrivi cose noiose o inutili nessuno ti leggerà.
Al contrario, contenuti di valore trovano sempre il loro pubblico, anche su piattaforme semplici. Costruisci una mailing list fin dall’inizio. È l’unico asset che possiedi: i follower su Medium, su LinkedIn o su qualsiasi altra piattaforma non sono tuoi.
Se domani quella piattaforma chiude o cambia le regole, li perdi. Gli indirizzi email nella tua lista invece sono tuoi, e puoi portarli con te ovunque. Infine, sperimenta con la monetizzazione solo quando hai già una community. Chiedere soldi prima di aver costruito fiducia e fornito valore è il modo più veloce per perdere credibilità.
Da leggere: come scrivere e pubblicare su WordPress
Tabella riassuntiva: dove pubblicare un articolo?
Non esiste la piattaforma perfetta dove pubblicare articoli. Esiste la piattaforma giusta per i tuoi obiettivi in questo momento. Se stai iniziando, probabilmente ha più senso partire da qualcosa di semplice e gratuito. Hai già esperienza e un pubblico online?
Potresti essere pronto per investire in una soluzione più professionale. Per aiutarti a orientarti, ecco una tabella che riassume le caratteristiche di ogni piattaforma.
| Piattaforma | Costo | Guadagni | Controllo | Migliore per |
|---|---|---|---|---|
| Medium | Gratuita | Media | Basso | Visibilità rapida |
| Gratuita | Bassa | Basso | Networking | |
| Substack | Gratuita | Alta | Medio | Newsletter |
| Blogger | Gratuita | Media | Medio | Blog semplici |
| WordPress.org | 50-300€/anno | Altissima | Totale | Progetti |
| Ghost | Da 9$/mese | Alta | Alto | Creator |
| Wix | 10-50€/mese | Media | Medio | Siti aziendali |
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Categoria: Blogging