Social media branding: quali sono i social utili per la tua presenza online

Punti di forza e di debolezza dei vari social network: quali sono quelli preferiti per fare un lavoro di branding? Ecco una riflessione firmata My Social Web che devi leggere e condividere.

Nel mio lavoro di consulente devo organizzare i canali per diffondere i contenuti di un’azienda o di un professionista. La domanda iniziale è sempre la stessa: ma le piattaforme sono davvero così importanti nel lavoro di social media branding?

social media branding
Come fare social media branding.

Dal mio punto di vista sì, credo che senza la forza del social web (blog, social, forum, community) sia difficile smuovere un brand personale o aziendale.

Ma cos’è il social media branding?

Una lavoro utile per creare consapevolezza di marca attraverso i social. Ecco cos’è il lavoro di brand awareness attraverso queste piattaforme. I mercati sono conversazioni, così dice il Cluetrain Manifesto, ed è da questo punto che dobbiamo iniziare a migliorare il lavoro di condivisione e diffusione dei valori giusti.

Quanti e quali profili social aprire?

Devi curare ogni profilo. E lo devi fare con serietà perché i clienti cercano risposte dal tuo brand anche sui social. Una ricerca pubblicata da Hubspot, basata sulle risposte di 569 consumatori, lascia un dato: i clienti si aspettano la presenza dei brand sui social. Su 3.5 piattaforme per l’esattezza (ovviamente valore medio).

social media branding
Su quante piattaforme deve essere presente un brand?

I valori più alti, che sfiorano la presenza su 4 social, arrivano dalle fasce giovani. Ovvero quelle comprese tra i 18 e i 44 anni. I social più quotati? La risposta è ovvia.

Facebook e Twitter sono le piattaforme popolari. L’84% si aspetta che un brand sia su Facebook, per Twitter siamo al 64%. YouTube raggiunge il terzo posto con il 44%.

brand e social network
Quali sono i social migliori da gestire?

Tutto questo, però, non tiene conto di un altro fenomeno: i video su TikTok. Non a caso è giusto prendere in considerazione dati aggiornati, secondo le statistiche recenti parliamo di 500 milioni di utenti attivi e un interesse alla pari con Snapchat.

Senza dimenticare che nel 2019 TikTok si è classificato al quarto posto tra le app più scaricate al mondo per iOS e Google Play per l’intero Q1 (datareportal.com).

Da leggere: come fare brand building

La presenza di un brand sui social

Dipende dagli obiettivi, in primo luogo, ma anche dalle risorse. Dipende anche dalla capacità di leggere i benefici che può portare un social al brand. Quindi il primo sogno da infrangere quando faccio consulenza è questo: non basta esserci.

Non basta creare una pagina per raccogliere i risultati. I più giovani, i consumatori compresi tra i 18 e i 29 anni, vorrebbero un brand presente su Twitter, Facebook, Instagram e  Pinterest. I più anziani, invece, preferiscono LinkedIn e YouTube.

Oggi non basta esserci, devi valutare con cura la tua presenza online per il lavoro da svolgere con il tuo brand. Non è vero che una strategia vale l’altre e che basta attirare l’attenzione.

È interessante notare come Instagram sia più popolare tra i giovani (18-44), un dato da collegare alla penetrazione dello smartphone che è maggiore tra i giovani:

“Nella fascia di età 18-24 anni infatti ben l’81% utilizza tali device per connettersi a internet”. E usare Instagram aggiungo io.

Pinterest, invece, rappresenti un punto di riferimento per il pubblico femminile. Un pubblico che ha trovato in questo social un nuovo strumento per raccontarsi.

social media branding

A questo punto è giusto domandarsi: il social media branding deve essere fatto ovunque? Anche, ad esempio, su Snapchat o TikTok? Non proprio, tutto dipende dal target di riferimento. Le persone che devi raggiungere rientrano nella Z Generation e hanno un’età compresa tra i 16 e i 24 anni? Può essere una buona idea esserci.

Da leggere: come fare personal branding

Tu fai social media branding online?

Ovviamente questi dati devono essere letti con una buona dose di relativizzazione. Nel senso che non sono dati validi sempre e comunque, ma indicazioni di massima che ti possono aiutare a capire qualcosa in più della realtà nella quale operi. Ad esempio, in questo caso il tuo aiuto può essere decisivo: ti ritrovi nei dati riportati?

8 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,

    grazie per la tua interpretazione dei dati. Sempre puntuale e analitica.
    Abbiamo da poco pubblicato su CnR un post dedicato a quali (come) Social scegliere per la comunicazione di un ristorante. Posso lanciarne il link in un commento? Ti secca? Lo ritieni utile valore aggiunto alla discussione?
    Un caro saluto e buon lavoro

      • Grazie mille Riccardo,

        come sempre eccellente padrone di casa!
        Ecco il link del post di Alessandro Fontana che abbiamo ospitato sul blog Comunicazione nella Ristorazione.

        Grazie e ancora complimenti per la fertilità della tua scrittura.
        http://www.comunicazionenellaristorazione.it/2014/11/come-scegliere-il-social-media-perfetto-per-il-tuo-ristorante/

        Buon lavoro

        • Ciao Riccardo, complimenti veramente per il tuo blog oserei dire perfetto e curato nei minimi dettagli, mi sto avvicinando al mondo del smm per poter svolgere questo ruolo nella nostra Società e i tuoi articoli mi sono veramente utili! Complimenti ancora!

  2. Ecco Riccardo, oggi leggendo questo tuo articolo ho avuto come un’illuminazione. No non che non lo sapessi, a furia di frequentare te e i tuoi colleghi ho imparato un sacco di cose. Ho avuto un’illuminazione su un’altra cosa, un dettaglio che forse a voi che fate questo mestiere serve: “… non basta esserci. Non basta creare una pagina per raccogliere i risultati.” – questo messaggio non arriva Riccardo. Ricordo bene quando ho mosso i primi passi sulla rete e questo concetto l’ho capito solo “frequentandovi”. Dovete trovare un altro modo per spiegarlo a chi la rete vuole sfruttarla ma avvalendosi dei servizi di un professionista, perchè chi la rete non la conosce da vicino come voi non riesce a vederla questa cosa.

    • Ciao Andrea, ti rispondo solo ora e mi scuso. Allora… Non arriva. Lo so, purtroppo è così. Per questo in alcuni casi faccio una breve formazione ai miei clienti. È più facile lavorare con chi riesce a cogliere lo spessore delle tue azioni. Secondo te è una buona soluzione?

      • Ma figurati Riccardo. Credo sia un ottimo metodo. – Non è proprio il tuo caso, perché tu ti occupi di scrivere più che di fare gestione di smm.
        Se ti può essere utile ho lasciato una traccia a Michele Papaleo in un commento dove suggerivo anche un elenco di piccoli step da far vedere al cliente prima di iniziare. Come un piano con obiettivi intermedi.

  3. Ciao! È la prima volta che lascio un commento, pensavo che sarebbe utile, per chi come me si rivolge esclusivamente ad un pubblico italiano, avere a disposizione dei dati riguardanti l’Italia in modo particolare. Sai dove posso trovarli?

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