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4 leggi universali del Content Marketing

Cosa è il content marketing? Provo a dare una definizione: è quella strategia che prevede la creazione e la condivisione di contenuti rilevanti e di qualità. Obiettivo ultimo? Attrarre, coinvolgere, acquisire e fidelizzare la propria target audience, attuale e potenziale.

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Attraverso questa definizione di content marketing puoi individuare sfumature interessanti per il tuo business? Perfetto, con questo post scoprirai quelle che io considero le leggi universali del content marketing indispensabili. Leggi universali se vuoi creare una buona strategia basata sui contenuti.

1. Crea contenuti consistenti

Dati, esempi, case study, descrizioni tecniche, riferimenti storici: le fonti possono essere incredibilmente preziose per i tuoi contenuti. Tuttavia, queste informazioni devono essere presentate con chiarezza. Altrimenti diventano invisibili. Durante la stesura dei post assicurati che ogni parola rispetti le regole della leggibilità e aggiunga valore. Ecco alcuni suggerimenti utili:

  • Scrivi seguendo i principi della semplicità.
  • Evita periodi lunghi.
  • Lunghezza media delle frasi: sotto le 25 parole.
  • Argomenta in modo concreto, mai astratto.
  • Utilizza elenchi puntati per facilitare la lettura del contenuto.
  • Evita i dettagli inutili: cita e linka per approfondire.

Creare contenuti lunghi è una delle chiavi per portare al successo la tua content marketing strategy. Non scrivere, però, solo per soddisfare un’idea malsana di qualità = quantità. E non perderti in dettagli inutili, superflui. Offri valore e fai arrivare al lettore il tuo messaggio. I long content ti permettono di:

  • Trattenere per più tempo i lettori all’interno del tuo blog.
  • Affrontare più argomenti collegati al topic dell’articolo.
  • Aumentare le probabilità di ricevere backlink e condivisioni.

In linea di massima, come suggeriscono anche le ricerche di CoSchedule e SERPIQ, con i long form content puoi ricevere dei benefici per la SEO: la lunghezza del contenuto è in stretta correlazione (ma ovviamente non è l’unico fattore influente) con il posizionamento sui motori di ricerca.

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2. Non rivolgerti a tutti

Prima di scrivere contenuti utili e interessanti, è necessario capire a chi sono rivolti questi contenuti: devi conoscere il tuo target di riferimento. Non puoi rivolgerti a tutti, non puoi pianificare gli obiettivi.

L’utente cerca su internet perché ha dei problemi e sta cercando una soluzione. C’è il ragazzo che cerca uno smartphone a buon prezzo, o che vuole acquistare un paio di scarpe; c’è chi è alla ricerca di un’enoteca nella propria città. Il tuo blog deve affrontare temi specifici, capaci di fare centro.

Questo è il motivo per cui i blog di nicchia, in linea di massima, riscuotono un maggiore successo. Con un blog di nicchia devi restringere la tua audience, ma puoi creare relazioni durature con il lettore che frequenta con costanza il tuo progetto editoriale. Ma come si sceglie la nicchia?

Scegli qualcosa che conosci e ami

Sembra un concetto banale, vero? Forse è così ma viene spesso ignorato. Certo, è la pura verità. Se lavori a qualcosa che davvero ami o che ti appassiona, i tuoi sforzi saranno dei piaceri. Non devi per forza scegliere temi lontani dai tuoi interessi, puoi anche trattare degli argomenti piacevoli (per te) da una prospettiva diversa e innovativa. Devi sempre fare la differenza nel content marketing.

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La differenza tra oceano blu e rosso – Fonte immagine

Una volta scelta, dovrai verificare la presenza di un mercato di riferimento profittevole. Come? Verifica il volume di ricerca delle query care alla tua nicchia tramite il Keyword Planner, raffina tutto con Google Trend e Suggest. Ovvero gli strumenti per scrivere bene con Google.

Cerca una nicchia che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi. Fallo attraverso gli strumenti di Google, ma ricorda di osservare i dati qualitativi: le discussioni che si sviluppano sui social e nelle community. Poi misura il livello di competitività ed evita le nicchie ad alta concorrenza: cerca il tuo oceano blu.

Per approfondire: scopri e analizza i tuoi competitor.

3. Crea contenuti evergreen

I contenuti evergreen sono una miniera d’oro per tutti i blogger. Secondo Megan Marrs di WordStream, questo genere di post offrono informazioni sempre rilevanti per i lettori. Non hanno scadenza. A distanza di tempo conservano il valore e l’utilità. I contenuti sempreverdi non riguardano:

  • News del momento.
  • Statistiche o report numerici che possono variare.
  • Articoli incentrati su tendenze attuali.

Quando ragioni sulla possibilità di pubblicare determinati contenuti devi valutarne la scadenza. Qualsiasi articolo dedicato alle elezioni, ad esempio, diventerà obsoleto dopo mesi o addirittura giorni. Non può considerarsi evergreen, devi pensare ai pillar article se vuoi dare struttura al topic.

Da leggere: come scoprire e risolvere i problemi della tua nicchia.

4. Scrivi per gli umani (meno per le macchine)

La SEO (Search Engine Optimization) è sempre al centro delle attenzioni dei professionisti del web. Normale, giusto, sacrosanto. In qualche caso, però, queste attenzioni diventano morbose.

Non fraintendermi, la SEO è importantissima: ti permette di ottenere buoni risultati nel posizionamento organico. ma tu sei un webwriter: il tuo obiettivo è quello di coinvolgere i lettori. Vuoi che rimangano più tempo possibile all’interno del blog, vuoi che leggano i tuoi post e che li condividano, li commentino.

Sono gli umani a compiere le azioni, non i motori di ricerca. Ma l’altro obiettivo dev’essere quello di far arrivare i tuoi articoli nella serp di Google. Giusto? Quindi devi scrivere per gli esseri umani o per le macchine? Questa è la domanda, frequentissima sulle varie community e sui forum di settore.

La buona notizia è che non c’è bisogno di sacrificare l’uno per l’altro. Nella battle of content, uomini e le macchine possono coesistere come Dr.Jekyll e Mr.Hyde. L’unica differenza è che nel nostro caso coesistono pacificamente. I contenuti devono essere scritti per i lettori, in questo modo saranno automaticamente ottimizzati per i motori di ricerca. Se un contenuto piace al lettore, ed è scritto seguendo poche e semplici regole di ottimizzazione SEO, piace anche a Google.

4 leggi universali del Content Marketing

Semplici regole, ma non è solo una questione di keyword (fonte).

Tieni sempre presente il posizionamento sui motori di ricerca, ma concentrati sulla creazione dei contenuti per il tuo pubblico. Devi rivolgerti a loro. Verrai apprezzato dai tuoi lettori. E da Google.

Content marketing: la tua opinione

Ti è piaciuto questo articolo? Ti ringrazio per la lettura, e spero che il post ti sia stato utile. Ho cercato di riassumere i punti indispensabili per creare una buona strategia di content marketing: questi sono gli aspetti imprescindibili secondo me. Aspetta però, adesso tocca a te. Io ne ho elencati quattro di punti: scrivi qui sotto la tua quinta legge universale del content marketing.

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Riccardo Russo

Ciao, sono Riccardo Russo. Studio, bloggo e lavoro come Social Media Manager. L’obiettivo che mi pongo per il futuro è quello di accompagnare le aziende nell’intero processo di digitalizzazione. Leggimi su: www.russoriccardo.net.

9 Comments

  1. Ciao Riccardo, leggevo e parlavi (almeno da titolo) di content marketing (anche se mi sembra molto più content writing). Bell’articolo 😉 nulla da dire sulla forma, ben scritto, anche se sono nozioni che (personalmente) ritengo già trattate a sufficienza sul web e per me poco utili al momento (poi il titolo è molto baiting e ci sono cascato per pura curiosità :P…. non è vero, sono un hater a cui è stato chiesto di commentare).

    Hai parlato di, anzi linkato, il post sul “Pillar article” e non hai menzionato la pratica del “cornerstone content” che io ritengo una buona strategia di content marketing (e che sono due cose molto diverse leggendo il post di Riccardo sul “pillar article”). Scusami se sembro cattivo od un vero “hater”, ma lo ritengo *fuffa*, il post sul “Pillar” dice solo che un articolo deve essere di qualità ed aggiornato nel tempo. Correggetemi se mi sbaglio.

    Io ritengo che nel content marketing il lato che riguarda la creazione di un articolo di “riferimento”, globale a cui reindirizzano la maggior parte degli articoli con la stessa tematica, sia importantissimo come punto (ho riassunto in maniera grossolana e forse errata il “cornerstone content”, quindi ti rimando qui: https://yoast.com/cornerstone-content-rank/). Proprio a questo proposito, parlare di un solo pillar article o contenuto fine a sé, non mi pare il caso, specie se si parla di content marketing. I contenuti di un progetto web (editoriale e non) devono essere collegati tra loro e ben correlati nel “TOPIC”, nel content marketing la cosa non può essere sterile e riguardante un solo contenuto senza puntare ad un obiettivo più grande (come si dice: l’unione fa la forza, e vale anche per i contenuti). Nel content marketing ci deve essere una gerarchia ben stabilita tra contenuti.

    Inoltre parli di content marketing e non citi i link ed i backlink? E’ la prima cosa che serve per i contenuti sul web! Altrimenti il contenuto non cammina, gli spezzi le gambe e va sulla sedia a rotelle (In altre parole, intendo il link building fatto bene). Io ritengo che il Link building sia un altro aspetto fondamentale del content marketing. Sui link, anche se molti dicono che non sia più così, si basa ancora molta parte di web e dell’indicizzazione.

    Parli di lunghezza, qualità e tanto altro… ma il vero punto forte del content marketing è la “utilità” globale dell’articolo/contenuto. Bello, lungo, corto, spammoso, linkoso, noioso o che altro possa essere un contenuto… se è utile, non c’è miglior web marketing, il contenuto si condividerà e linkerà da sé. Nell’era dei social funziona così (ed anche i social io li tratto come collegamenti e poco più).

    Ci tengo a precisare che io sono inesperto nel settore e capisco poco di tutto, sono meno di un utente basso a riguardo, e mi scuso per imprecisioni, caos del testo ed anche per eventuali offese arrecate (se arrecate a qualcuno, non era mia intenzione).

    • Ciao Claudio, il titolo non lo considero baiting. Ho espresso il mio punto di vista, elencando i 4 punti che per me sono indispensabili se si ha intenzione di creare una content strategy profittevole.

      Per quanto riguarda i backlink, invece, hai perfettamente ragione. Li ho citati, ma mi sarei dovuto soffermare più a lungo.

      All’interno del post, ho trattato anche i contenuti “consistenti”, la cui caratteristica principale dev’essere quella di offrire valore. Aggiungere informazioni utili. Questo è ciò che conta. Condividere il nulla, lo considero fine a sé stesso e controproducente.

      Ti sei dimostrato più in gamba del previsto, e sappi che non mi hai recato alcuna offesa. Le tue sono delle critiche costruttive, che accetto senza alcun problema!! 🙂

      • Si, per il titolo ti do ragione. Forse ho inteso io male il titolo dandogli troppa enfasi riguardo la parte “leggi universali” (comunque il titolo ha sortito l’effetto desiderato e quindi lo riterrei buono, ma deve anche soddisfare le aspettative altrimenti, come in questo caso, io l’ho scambiato per “baiting” e potrebbe aumentare anche il “bounce rate”). Di solito leggo il titolo, apro il post, leggo i sub titoli, decido se leggere il post (tendo molto al TL:DR).

        Per i link hai parlato di “Aumentare la Probabilità di Backlink”, io invece direi proprio che servirebbe una strategia di linking, ormai la chiedono tutti (almeno parlando per i pochi personaggi con cui ho avuto a che fare), ma sul web pochi la attuano ed alla fine diventano “influencer” (lo diventi anche dicendo cavolate, i cosiddetti “GURU”). Continuando il discorso, (mi perdo spesso), molti lasciano marcire i propri contenuti basandosi sulla provvidenza, non funziona così ed a riguardo ti mando questo articolo che mi è piaciuto leggere oggi:

        http://blog.tagliaerbe.com/2015/09/condivisioni-link-contenuti.html

        Hai trattato di “Contenuti consistenti” (web writing) e non di “contenuti correlati” (web marketing)… ma qui forse ho io una bassa conoscenza/nozione del settore (e dico sul serio, non sono sarcastico). E sul condividere il nulla sono d’accordo, prima di tutto l’utilità.

        Mi fa piacere non ti sia offeso, anche perché spesso e volentieri i miei commenti non vengono pubblicati su blog minori (offendo probabilmente).

        Comunque sei molto bravo nonostante l’età, ti inizio a seguire e se posti su FB ti criticherò anche 😉

        • Le critiche di qualità hanno sempre il massimo benvenuto sul mio blog. Chi lascia inutili appunti senza metterci la faccia può anche andare vie: se le osservazioni sono utili la porta è sempre aperta. Personalmente mi hai dato la spinta giusta per approfondire il tema cornerstone content.

          A presto, ti tengo aggiornato.

    • Ciao Claudio, in ogni caso ho approfondito anche il concetto di cornerstone content http://www.mysocialweb.it/2015/09/18/cornerstone-content/

  2. Condivido tutto Riccardo. Che altro posso aggiungere? Forse solo un H2 con scritto “Distribuisci i tuoi contenuti in maniera efficace”. Sì perché potrai scrivere il contenuto più straordinario del mondo, ma se non lo distribuisci servendoti dei social o tramite un po’ di content syndacation, uscire dalla grande massa di parole che ogni giorno viene prodotta sul web è comunque dura.
    I guru del Web Writing americano dicono: “dedica alla distribuzione almeno lo stesso tempo che hai dedicato alla produzione del contenuto” e credo fermamente che abbiano ragione.
    Un grande blog post, unito ad una distribuzione fatta a dovere, tramite i social e i blog giusti = Bingo.
    Che ne pensi?
    Ciao e a presto!

    • Penso che hai aggiunto un pezzo importante per completare l’articolo: la distribuzione. Sono perfettamente d’accordo con il tuo punto di vista, è un aspetto centrale del Content Marketing.

  3. Personalmente ritengo la questione dei contenuti evergreen davvero importante. Alcuni influenti blogger italiani hanno addirittura rimosso la data dai propri post, non solo nel corpo della pagina ma anche all’interno del permalink.
    Per quei tipi di blog i cui post non risentono di una “data di scadenza”, credo sia una soluzione davvero indovinata. E non solo per approccio prettamente seo.

    • Ciao Luigi,

      Creare dei post sempre validi è un’impresa dura. Soprattutto per chi come me scrive ogni giorno. Personalmente monitoro una manciata di post, quelli che mi portano più traffico, e cerco di mantenere una manutenzione costante. Non sempre ci riesco…

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