Cos’è un outbound link e come si ottimizza per la SEO

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

I link in uscita, chiamati anche outbound link o link esterni, sono collegamenti ipertestuali che partono da un sito web e puntano verso risorse presenti su altri domini. Sono fondamentali per citare le fonti, possono influenzare credibilità e autorevolezza ma hanno bisogno di attenzioni lato SEO.

Sono link che conducono dal tuo sito verso altri domini.
Se ponderati, aumentano l’autorevolezza e l’affidabilità.
In alcuni casi, i link hanno bisogno di attributo nofollow.
Forniscono riferimenti utili per approfondire gli argomenti.

Inserire outbound link è un vantaggio, una regola fondamentale per creare un sito. Ma le recenti attenzioni di Google sui contenuti di qualità e la relativa gestione degli user generated content rendono urgente un post sull’argomento link in uscita SEO.

link in uscita
La gestione dei collegamenti in uscita.

Quello che mi sento di dire è che l’uso degli outbound link si accompagna alla naturale citazione delle fonti online e necessità di ampliamento dei contenuti, oltre a una dose di buon senso. Poi basta seguire queste regole per mettere i link in uscita.

Cos’è un link in uscita nel sito web

Ecco una definizione: il link in uscita è un collegamento che porta verso un’altra fonte. Un sito diverso rispetto al tuo che lo inserisce. Quando metti un link verso un’altra risorsa presente online stai portando il lettore altrove e devi scegliere le tue azioni.

Molti suggeriscono di limitare l’uso dei collegamenti esterni per non disperdere link juice, in realtà questi elementi sono fondamentali per completare il contenuto e renderlo attraente. Però devi rispettare alcune regole di buon senso, SEO e usabilità.

Da leggere: risolvere penalizzazione da Google Penguin

Esempio di link esterno su una pagina

Forse ti stai chiedendo come è fatto un link in uscita, come appare su una pagina web. Bene, in realtà non c’è alcuna differenza con altri collegamenti ipertestuali: ha un font di colore diverso, in alcuni casi è sottolineato. Ecco un esempio preso da Wikipedia.

esempio link in uscita
Fonti Wikipedia con link esterni.

Il link esterno segue le stesse regole di usabilità degli altri collegamenti: deve essere distinguibile dal font testuale di base. In alcuni casi, come nell’esempio citato in alto, i link in uscita hanno un simbolo con una freccia che parte da un riquadro, che simboleggia la pagina. Sta a indicare che si tratta di un hyperlink che esce dal dominio.

Qual è la differenza tra link interni ed esterni?

Link interni sono quelli che collegano pagine diverse all’interno dello stesso sito web, quindi rimani sempre sullo stesso dominio. I link esterni ti portano su un altro sito. Come quando citi una fonte, rimandi a un prodotto Amazon o metti un riferimento.

Dal punto di vista SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) l’internal linking aiuta Google a capire la struttura del sito e distribuiscono il valore tra le pagine; quelli in uscita mostrano che citi fonti e che alla base di ciò che pubblichi c’è impegno.

C’è un lavoro di ricerca dietro al tuo copy, quindi stai pubblicando contenuti di qualità. Attenzione, non basta migliorare il citation flow per raggiungere quest’obiettivo: sui contenuti ci devi lavorare veramente ma gli outbound link fanno parte del processo.

Come mettere link in uscita in HTML e su WordPress

Per creare un link cliccabile verso una fonte esterna – un outbound hyperlink – devi seguire la classica regola che prevede l’uso del tag HTML <a></a> più l’attributo href che indica l’URL di destinazione. Come appare il codice di un link in uscita?

<a href="https://www.esempio.it">Questo è un link in uscita</a>

Come puoi ben notare, non c’è alcuna differenza con qualsiasi altro link interno, se non la presenza di un dominio differente da quello che ti appartiene. L’unica divergenza tecnica è che spesso su questi link in uscita potresti trovare degli attributi particolari che comunicano delle intenzioni specifiche all’utente e al motore di ricerca.

come mettere un link
Mettere un link con WordPress.

Prima di parlare del valore rel di un collegamento ipertestuale in uscita è utile ricordare che per mettere un link esterno su WordPress non devi fare altro che utilizzare il blocco testo su Gutenberg, evidenziare l’anchor text e cliccare sul simbolo della catena. Poi incolli l’URL e il tuo lavoro è terminato: stai puntando verso una risorsa esterna.

Effetti dei link interni sulla SEO: penalità o benefit?

C’è sempre stato un velo di mistero dietro alla possibilità di fare un buon lavoro di inserimento di questi collegamenti ipertestuali. I link in uscita danneggiano la SEO? Troppi link esterni fanno male al sito web? Disperdono il PageRank e il link juice?

Dall’altro lato c’è un vero mito: quello dei link in uscita come beneficio per il posizionamento sui motori di ricerca. Del tipo, se cito fonti autorevoli automaticamente Google percepisce il valore del mio lavoro di web copywriter. Forse la colpa è anche di Yoast che dà come segnale positivo l’inserimento degli hyperlink in uscita.

Spesso si dice che gli outbound link possano aiutare il posizionamento di una pagina, considerandosi come un fattore di ranking. In realtà non la vedo come una condizione essenziale per cui deve esserci per forza un link in uscita in una risorsa.

Link in uscita e SEO.

Ecco le parole di John Mueller nel video tutorial: “linking to other websites is a great way to provide value to your users, often times links help users to find out more to check out your sources and to better understand how your content is relevant”.

Ovvero i collegamenti ad altri siti web sono un ottimo modo per fornire valore ai tuoi utenti, di solito aiutano a comprendere i tuoi contenuti. Cosa significa in sintesi? Non c’è una relazione diretta tra link in uscita e ranking nella SERP di Google.

Possibili penalizzazioni per link in uscita

Ora mi dirai: “Io so che se metto troppi link in uscita verso siti non attendibili posso essere penalizzato”. Un fondo di verità c’è, Google in qualche modo può penalizzare chi lavora male su questo tema, per questo gli outbound link vanno gestiti con cura.

In primo luogo c’è il rischio di essere definiti come un venditore di link in uscita al fine di influenzare il posizionamento di altri siti web. noi sappiamo che i backlink – i link in ingresso – influenzano il ranking. Quindi, molti business fanno un lavoro di link building.

Vogliono guadagnare menzioni e citazioni da portali con una buona domain authority (autorevolezza dominio destinazione) in modo da ottimizzare link equity e referral traffic. Rispettivamente valore SEO trasmesso e traffico generato da una fonte.

Chiaramente Google non è d’accordo con questa pratica e se individua determinati pattern – cronologia, link velocity, anchor text, fonti, pagina di destinazione – può effettuare penalizzazioni manuali. Senza dimenticare che esistono azioni algoritmiche e automatizzate che possono portare il tuo dominio verso l’estinzione.

Anche il guest posting è stato bollato come pratica potenzialmente negativa. Meglio lavorare su un Natural link profile e non comprare questi collegamenti, al tempo stesso ti consiglio anche di non vendere citazioni linkate se non vuoi farti penalizzare.

L’attributo rel per qualificare i link esterni

Hai paura di fare un lavoro di link spam mettendo dei collegamenti esterni? Non sei sicuro della rilevanza tematica e temi di beccarti una penalizzazione ma quel link può comunque dare valore all’utente? Ci sono delle soluzioni per evitare il peggio. Eccole!

Attributo rel=”nofollow” sui link esterni

Se vuoi suggerire un collegamento commerciale o di cui non puoi verificare l’autorevolezza – non vuoi dare valore alla fonte – puoi usare il rel="nofollow". Ma non è finita qui, ecco come mettere un link in uscita nofollow con il codice HTML.

<a href="https://www.esempio.it/" rel="nofollow">Testo ancora</a>

Ora, tutti i link in uscita devono essere nofollow? Non per forza, l’idea che tutti gli hyperlink outbound debbano essere automaticamente marcati con il nofollow per non disperdere link juice e Pagerank è vecchia. Ma è anche vero che, per evitare penalizzazioni manuali, spesso si utilizza questa soluzione preventiva.

Evoluzione nofollow: UGC e sponsored

Ci sono due attributi che servono a dare valore specifico ai collegamenti ipertestuali in uscita. Per qualificare i tuoi link in uscita su Google puoi usare anche il rel="sponsored" dedicato ai collegamenti di pubblicità o contenuti a pagamento, oppure ci sono i rel="ugc" per i ben noti contenuti generati dagli utenti.

Plugin WordPress per gestire gli attributi dei link

Sappiamo bene che se vuoi inserire questi attributi su un link in uscita su WordPress basta cliccare sulla modifica link e settare le caselle che ti consentono di inserire nofollow, UGC e sponsored sul singolo elemento. Ma ci sono anche dei plugin dedicati?

Sì, ad esempio se vuoi inserire un nofollow a tutti i link in uscita del sito puoi utilizzare diversi plugin come External Links, perfetto per aggiungere anche l’icona che indica la presenza di link in uscita e altri attributi come noopener and noreferrer. E per i commenti? WordPress già aggiunge nofollow ai link nei commenti di default.

Come scegliere i migliori link in uscita dal sito web

C’è una regola fondamentale: pensa al valore che puoi dare all’utente e al lettore. Ma anche alla correttezza nei confronti di chi ti ha aiutato a realizzare un determinato contenuto. Le fonti sono la base della conoscenza e i link in uscita ne rappresentano l’essenza sul web. per il resto, ecco alcuni punti essenziali da rispettare.

Inserisci outbound link pertinenti

Regola base? La risorsa linkata deve essere pertinente ai contenuti. Esempio: se in un post parli di patate lesse, inserisci un link verso una pagina che spiega cosa sono le patate e non verso quella che descrive la raccolta degli asparagi.

Se vuoi assicurarti che i link in uscita siano utili al tuo contenuto e, soprattutto, ben integrati nell’architettura generale dell’ottimizzazione SEO on-page assicurati che la regola della pertinenza sia al centro delle tue attenzioni editoriali.

Scegli link in uscita autorevoli

Così come fanno i bravi giornalisti devi verificare le fonti. Cioè, devi fare attenzione che il sito linkato sia autorevole e affidabile. Non deve essere una patacca. Quindi, al concetto della pertinenza affianco l’autorevolezza della fonte che stai linkando.

link in uscita - outbound link
Come mettere i link in uscita.

Vuoi valutare l’autorevolezza di un sito web in modo scientifico? Ma Come scegliere le risorse da linkare? Ci sono le linee guida dei quality rater che danno indicazioni chiare rispetto a quest’argomento. Non inserire link spam dalle tue pagine internet.

Non inserire link per fare digital PR

Speri che ogni link in uscita venga corrisposto uno in entrata, ma non è così. Non si tratta di egoismo ma di reale necessità e pertinenza dei contenuti. Non è una buona idea lavorare in questo modo per attivare un percorso di link building o link earning.

Poi i webmaster sanno che la validità di uno scambio di link è minore rispetto a un collegamento unidirezionale. Quindi, disinteressati a questo meccanismo. Linka i contenuti utili e non aspettare qualcosa in cambio, ma non chiedere neanche.

Pensa alle persone, non alla SEO

Il link verso risorse sterne dovrebbe essere un modo per essere d’aiuto all’utente. Una voce ufficiale di Google come Danny Sullivan, ad esempio, ha sottolineato l’importanza di citare le fonti negli articoli di giornale per avere una stampa migliore.

Vediamo la questione dal punto di vista dell’utente: avere un link contestualizzato, di qualità, utile per approfondire e verificare può essere d’aiuto? Bene, questo rende il contenuto sempre più diretto verso la qualità. Matt Cutts sottolinea:

In the same way that Google trusts sites less when they link to spammy sites or bad neighborhoods, parts of our system encourage links to good sites.

Questo significa che per la SEO può essere utile avere delle fonti di qualità da citare, ma al tempo stesso bisogna evitare di linkare siti spam, di bassa qualità, magari penalizzati. Fai una ricerca su Google, vedi dove si posiziona la pagina che vuoi menzionare: se è tra le prime posizioni nella serp è già un buon segnale.

Tecniche e strategie per ottimizzare i link outbound

Verifica, prima di inserire i link in uscita sulle tue pagine web, Domain Authority, pertinenza tematica, presenza di contenuti aggiornati e assenza di spam o altri elementi che ti insospettiscono. Usa tool come Semrush o Ahrefs per valutare l’affidabilità. E poi?

Anchor text ottimale

Il concetto di base: evita testi ancora troppo spinti e commerciali, ma aiuta il lettore a capire cosa sta per visitare con testi che abbiano senso nel contesto. Se stai linkando uno studio, qualcosa come secondo questa ricerca o il titolo dello studio va bene.

Evita il clicca qui che non dice nulla né a Google né ai tuoi lettori. Se linki una risorsa specifica, usa anchor text descrittivi che anticipano cosa troverà l’utente: non soffermarti troppo sull’ottimizzazione di questo microcontenuto se vuoi evitare problemi.

Numero di link in uscita

Non esiste una risposta netta a quanti chiedono il numero massimo di link in uscita nelle pagine. Ma l’eccesso di link in uscita può attivare l’attenzione di Google rispetto alla buona fede della risorsa, e può distrarre il lettore dal testo che hai pubblicato.

Se i link sono poco rilevanti, oppure portarlo verso risorse non rilevanti o credibili i rischi aumentano. Quindi usa il buon senso e non esagerare con i collegamenti inutili. Lo stesso vale, in ogni caso, per la gestione dei link interni su WordPress.

Target blank dei link outbound

Le regole HTML per il corretto inserimento dei backlink non valgono solo per quelli in entrata ma anche per quelli in uscita: utilizza sempre un anchor text semantizzato, title significativo se serve e target=_blank se vuoi aprire il link in un’altra finestra.

Link in uscita rotti

Assicurati anche che i link in uscita funzionino bene, che non ci siano collegamenti rotti: non è il massimo dal punto di vista dell’usabilità. Per fare questo puoi usare un tool gratuito come Xenu’s Link Sleuth o Screaming Frog. Io però uso anche Broken Link Checker, un plugin WordPress per individuare i collegamenti rotti (broken link).

Da leggere: come creare un link cliccabile sul sito

Come aggiungere outbound link: Q&A

I risultati di un corretto utilizzo degli outbound link sono chiari e, a parte gli eventuali inbound link restituiti che fanno sempre comodo, i lettori sapranno apprezzare la tua capacità di approfondire gli argomenti con il link giusto al momento giusto.

Come ti muovi in questo campo? Tu come inserisci i link in uscita sul sito? Per approfondire, ti lascio alcune domande con risposte per chiarire i dubbi principali.

I link in uscita danneggiano la mia SEO?

No, se puntano verso siti autorevoli e pertinenti non ci sono penalizzazioni SEO. Google apprezza i link a fonti di qualità perché migliorano l’esperienza utente su internet.

Devo usare sempre nofollow sui link esterni?

Non sempre. Il nofollow va usato per link sponsorizzati, UGC o siti ai quali non vuoi passare autorevolezza. Linkare con dofollow a fonti autorevoli è una pratica normale.

Quanti link esterni inserire in un articolo?

Non esiste un numero definito. Dipende dal tipo di contenuto, ma soprattutto dal suo scopo. L’importante è che ogni link aggiunga valore e sia veramente rilevante.

I link in uscita influenzano il bounce rate?

Solo se aprono nella stessa scheda e l’utente non torna sul tuo dominio. Considera l’uso del target=”_blank” ma ricorda che non è una pratica ben vista dall’UX.

Posso linkare siti competitor?

Sì, se ha senso per l’utente del tuo contenuto online. Linkare un competitor autorevole su un argomento specifico può rafforzare la tua credibilità, non indebolirla.

Riccardo Esposito

Sono un senior copywriter e un web writer freelance specializzato in AI e scrittura testi per landing page. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online (bio di Riccardo Esposito).

Categoria: Ottimizzazione siti

8 commenti su “Cos’è un outbound link e come si ottimizza per la SEO”

    1. Riccardo Esposito

      Sicuramente… è la sintesi di tutto il corollario quando vuoi gestire i link interni di un sito.

  1. Ciao Riccardo,
    come ti comporti nelle pagine “ci hanno scelto” oppure “i nostri clienti”?
    Metti i link ai siti (follow? nofollow?) o solo i loghi?
    Grazie

  2. Ciao Riccardo,
    complimenti per l’articolo intanto, sei stato molto chiaro e semplice allo stesso tempo.

    Volevo chiedere: cosa succede nel caso in cui gli outbound link sono di diversi paesi non comunitari e rimandano per esempio a wikipedia indonesiano o un blog di cucina giapponese?

    Facendo un esempio, in un blog si vuole pubblicare un articolo sui diversi modi nel mondo di fare il riso bollito! E il blog è di un e-commerce che magari vende pentole o qualsiasi altra cosa che sia pertinente . In questo articolo magari viene fatto un elenco di come si fa il riso bollito in malesia, sud africa, kenya prendendo le informazioni da siti web in altre lingue.

    Che succede in questi casi?
    Grazie,
    Vincenzo

    1. Riccardo Esposito

      Sai, veramente non riesco a trovare un motivo per cui non linkare siti con una lingua differente. L’importante è che siano tematici, utili. Al massimo puoi usare un bel nofollow.

  3. Ciao Riccardo come mi comporto quando l’outbond link è un numero di telefono per informazioni?

    1. Riccardo Esposito

      Se aiuta a ottenere più lead è cosa buona avere un link in uscito sul numero di telefono.

I commenti sono chiusi.

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