La buona notizia: scrivere male è una condizione legata a fattori che puoi governare. La brutta notizia: per migliorare dovrai spezzarti la schiena, dovrai lavorare sodo e impegnarti giorno dopo giorno. È possibile migliorare, ma non è così facile come sembra e come vogliono farti credere.

Imparare a scrivere è come andare in palestra: all’inizio è una tortura, poi arrivano i primi risultati e vai avanti. Ma i miglioramenti sono minimi, non diventi un culturista in 6 mesi. Forse in 6 anni. Lo stesso vale per la scrittura. Senza contare che c’è il fattore genetico.

scrivere male

Vero, ci sono dei geni che si trovano a proprio agio con la scrittura. Toccano la penna e creano grandi cose. Ma io non credo nel potere indiscusso della propensione: puoi scrivere male anche se hai talento, perché la scrittura è una combinazione di elementi che devi governare.

Altrimenti sei destinato a rimanere fermo, immobile sulla tua posizione. Ti dico questo, e spero che possa esserti utile: ci sono delle trappole mentali che ti costringono a scrivere male. Molto dipende dalla conoscenza della lingua, è chiaro. Però ci sono delle abitudini che ti spingono verso la mediocrità. Quali sono? Io ho un elenco giù pronto, vuoi dare uno sguardo?

Superbia

Inizio alla grande e punto sulla superbia. Un sentimento che ti spinge a guardare il mondo dall’alto in basso, e a ragionare come uno stronzo. Io ho la verità in tasca, io sono l’unica persona al mondo con una buona ragione per parlare, io governo il mondo e gli astri. Io sono il primo motore immobile.

Tutto questo si traduce in una scrittura non mediocre, pessima. Incapace di relazionarsi con la persona che hai di fronte e che sta leggendo. Questo può funzionare quando sei l’autore di un libro universitario o di un codice civile, ma sul web hai i giorni contati: basta un click per mandarti a casa.

Il potere deve essere distante dalla massa per essere tale. La burocrazia è asettica, lontana. Stesso discorso vale per il barone universitario. Ma questi esempi sono distanti anni luce dal web, dal lavoro di SEO copywriting e persuasione. Abbandona la superbia, altrimenti i lettori ti scarteranno.

Soluzione: devi frequentare persone in grado di metterti in difficoltà, non sempre lo stesso giro di conoscenze. Soprattutto, mai prendersi troppo sul serio: i tuoi lettori non si meritano tutto questo.

Insicurezza

Questo è un punto interessante: le persone insicure (in linea di massima) scrivono male. Il motivo è semplice: non vogliono esporsi, non vogliono mettere in primo piano conoscenze e stile. Ovvero le caratteristiche che danno un senso alla scrittura: la tua firma si caratterizza per questo felice incontro.

Le persone vogliono leggere qualcosa di diverso dal solito, vogliono la tua esperienza e le tue conoscenze. Ma cercano una scrittura riconoscibile, una firma implicita in ogni periodo. Io devo riconoscere il blogger con uno sguardo, leggendo una frase. Impossibile? Dipende dalla capacità dell’autore e dalla sua libertà nei confronti dell’insicurezza.

Per superare questo punto, però, non bastano il desiderio e la faccia tosta. Devi conoscere il terreno di gioco, quindi le regole della lingua italiana. E devi fare esperienza. Devi leggere e scrivere, devi allenarti, devi scoprire trucchi e snidare meccanismi per goderti la scrittura.

Soluzione: osare, non temere l’errore, lasciar parlare quello che hai dentro. Vuoi essere sempre la persona giusta al momento giusto o vuoi eseguire solo il compito che ti viene assegnato?

Schemi

Gli schemi mentali sono ambigui. Da un lato possono essere utili per argomentare, per superare il blocco dello scrittore e costruire un articolo. Dall’altro lato, invece, ti portano verso la monotonia. Sempre la stessa headline, sempre lo stesso attacco: il tuo blog diventa noioso.

Lo schema mentale, portato alle sue estreme conseguenze, ti costringe verso l‘articolo fotocopia: uguale, lontano da qualsiasi evoluzione. Incapace di trasmettere personalità. Fino a diventare un comunicato stampa ripetuto all’infinito: contenuti, forma e stile diventano un unico blocco.

Soluzione: leggi, guarda, ascolta. Fa’ nuove esperienze. Prova a scrivere una poesia, poi un saggio, poi un tema delle superiori. Diventa qualcosa di diverso. Lo so, è difficile. Ma anche divertente.

Paraocchi

Questa è dura. Sul serio. Perché la chiusura mentale ti porta verso un’idea precisa: io ho ragione. Questo punto, poi, si dirama verso altre soluzioni: io so cosa vogliono i lettori, io conosco gli argomenti, io ho già capito quale punto devo affrontare per costruire un contenuto di qualità.

Poi i risultati non arrivano e la colpa è del fato, del web, dei blog che sono morti e che presto lasceranno spazio ai social. Sì, come no… Ma hai tolto i paraocchi prima di iniziare a scrivere? Hai cercato di capire (veramente) cosa vogliono le persone? Non c’è peggior blogger di chi crede di essere Jack Kerouac e di poter scrivere senza prendere in considerazione il pubblico.

Scrivere male

Devi indagare, devi scoprire cosa vuole il target, devi usare i tool messi a disposizione da Google per scoprire cosa cercano le persone che vuoi raggiungere. E poi devi frequentare le community per avere un’idea chiara. Lo scrivo su Etno Blogging e lo ripeto qui: le tue convinzioni valgono zero.

Solo in questo modo puoi scrivere articoli chiari, capaci di rispondere alle esigenze del lettore. Devi essere persuasivo, ma prima ancora devi informare: questa è la grande arma di chi sa scrivere. E per dare le informazioni giuste devi toglierti i paraocchi e guardare verso il lettore.

Scrivere male: qual è la tua opinione?

Queste sono le tare mentali che devi abbandonare se vuoi scrivere buoni contenuti online. Non è facile, non è un processo immediato, ma è un esercizio necessario. La scrittura è lo specchio di quello che hai dentro, e non è facile intervenire senza mettere in discussione quello che sei.

O quello che hai imparato nel tempo. Grammatica, sintassi, leggibilità: questi sono elementi facili da gestire. Sono regole che devi imparare. Scrivi qual è con l’apostrofo? Fai la prima figuraccia e poi metti a fuoco la situazione. Più difficile, invece, capire che per imparare devi sbagliare.

Ecco perché molti abbandonano la sfida e continuano a scrivere male difendendosi dietro al paravento, sempre instabile, dello stile personale. La mia opinione è questa: devi lavorare in profondità, devi imparare regole e fare pratica, ma soprattutto devi abbandonare delle costrizioni mentali che ti spingono a comunicare male. Sei d’accordo? Anche tu la vedi in questo modo?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

14 COMMENTI

  1. Ho ammirazione per chi come te scrive “dall’alba al tramonto”, io sono un “writer meditativo” che scrive su un portale di cultura in Joomla e su un sito di fotografia. Non riesco a creare contenuti giornalieri e i miei blog sono o scomparsi o molto trascurati.
    Sono quello che a volte fa lo “stronzo-so-tutto-io” e che mette gli accenti inopportuni.
    Ciao Riccardo

    • Ciao Stefano,

      C’è un rimedio a questa sindrome: mettere in discussione le proprie conoscenze. So di non sapere, dico bene? Qualcuno ha detto questa cosa un po’ di anni fa… non mi sto inventando niente!

  2. Sono molto d’accordo con le tue riflessioni e ti dirò che i primi 2 punti in elenco, si possono trovare esemplificati nella trama di Jerry Maguire con la sua “Relazione programmatica” buttata giù di getto in una notte insonne. Complimenti per il post.

    Ciao
    Mauro

    • Ciao mauro,

      Mi fa piacere che ti sia piaciuto il post. Non conosco Relazione programmatica, devo indagare. Comunque mi fa piacere aver intercettato questi punti con il mio post sullo scrivere male 🙂

  3. Ciao Riccardo,
    scrivo dalla metà dei miei anni (tanti, tanti), ma leggendo il tuo post trovo spunti per riflettere e migliorare ancora. Grazie!

    • Ciao Francesca, ti ringrazio. Secondo te posso aggiungere qualcosa a questa lista dedicata alla cattiva scrittura?

  4. Grazie dei suggerimenti. Io sono molto critico verso la mia scrittura. Però onestamente in giro si vedono delle cose…..Grazie dell’articolo, lineare e preciso.

  5. Mi piace molto la parte sull’ascolto. Mi piace anche il fatto che tu coinvolga il tuo pubblico chiedendo cosa ne pensa come stai facendo con me. In questo modo hai due vantaggi principali: mi fai sentire importante (sembra che ti interessi quello che penso) e se non scrivo delle cazzate magari potresti pure prendere qualche spunto su cui riflettere. Non mi piace la parte sull’utilizzo dei tools messi a disposizione da Google. Credo che chi ha un blog magari li debba usare all’inizio ma poi non dovrebbe avere padroni, eccetto il suo pubblico. E con il pubblico si interfaccia già su blog e social quando raggiunge certi livelli. Vedo gente che fa piani editoriali con Google ma che si capisce perfettamente che non scrive di pancia. Questo non perché non sia brava ma perché non ha capito come intercettare realmente il suo target.

    • La risposta arriva via articolo, non potevo scrivere tutto questo in un commento https://www.mysocialweb.it/2016/04/07/tecniche-di-scrittura-seo/

  6. Ho aspettato un po’ a commentare perché sono una che medita molto…e sono andata a rileggermi alcune parti del tuo libro Fare Blogging…a parte il fatto che mi ritrovo molto nella figura del gatto nero di http://www.valijolie.it (anche se con tendenza alla censura del fatto), mi sorge una domanda…per te scrivere bene è’ obbligo perché è’ il tuo lavoro…il tuo fare Blogging è’ un lavoro…ma quindi non ha senso fare un blog per chi di lavoro fa’ altro e vuole scrivere per passione?se il blog deve essere utile, quindi ha sempre un fine, non ha senso farlo per hobby?detto tutto questo, ho comprato il tuo nuovo libro e arriverà il 19 aprile, ovvero il giorno del mio ottavo anno di matrimonio…quindi grazie del regalo di averlo scritto!!

    • Ciao, anche per te la risposta arriva in un articolo https://www.mysocialweb.it/2016/04/08/domande-blogger/#Il_blog_deve_avere_un_obiettivo_professionale

      Oh, ma io ho i migliori lettori del mondo: mi danno una marea di idee 🙂

  7. Ciao Riccardo e grazie come sempre per gli spunti.
    Invertirei l’ordine degli argomenti. Numero uno: avere qualcosa da dire, un messaggio, un’informazione, un’opinione, qualcosa, perdiana, da comunicare. I blog noiosi o stile comunicato stampa, spesso sono solo vuoti di contenuti e colmi di retorica, di frasi fatte, di avverbi che finiscono in -mente, ridondanti.. insisti.. CONTENT CONTENT CONTENT CONTENT CONTENT… Ciao, grazie per i tuoi post. R

    • Ciao Roberta,

      Basta comunicati stampa nei blog, sono d’accordo. Diamo un volto e un’anima a quello che facciamo. Dobbiamo essere degni del blog che stiamo costruendo. Sei d’accordo?

  8. Ciao, il tuo articolo l’ho trovato interessante, sebbene lo abbia rapportato alla scrittura di romanzi. Conosco diverse persone che, come me, scrivono. Ma laddove io sono pronta a imparare e a essere criticata se sbaglio, altri hanno la supponenza di credersi chissà chi, non ammettendo mai le proprie défaillance. Grazie per aver detto le cose come stanno. Fa sempre bene sapere che, al mondo, c’è gente che la pensa come me 🙂

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here