Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
Scrivere male può dipendere dalla mancanza di pratica e conoscenze grammaticali, scarsa attitudine alla revisione dei testi e poca chiarezza. A volte non si scrive bene per superficialità o mancanza di fiducia in se stessi.
La buona notizia: scrivere male è una condizione legata a fattori che puoi governare (e sì, forse sei più intelligente). La brutta notizia: per migliorare dovrai spezzarti la schiena, dovrai lavorare sodo e impegnarti giorno dopo giorno. È possibile scrivere meglio?
Imparare a scrivere è come andare in palestra: all’inizio è una tortura, poi arrivano i primi risultati e vai avanti. Ma i miglioramenti sono minimi, non diventi un culturista in 6 mesi. Forse in 6 anni. Lo stesso vale per la scrittura creativa con una buona calligrafia.

Vero, ci sono dei geni che si trovano a proprio agio con la scrittura. Toccano la penna e creano grandi cose. Ma io non credo nel potere indiscusso della propensione: puoi scrivere male anche se hai talento, la scrittura è una combinazione di elementi.
Alcune ricerche dicono che scrivere male è sinonimo di intelligenza – abbandonare la buona calligrafia a favore di una scrittura senza fronzoli è sinonimo di vivacità mentale – ma ci sono delle trappole mentali della brutta scrittura che ti costringono a scrivere male.
Indice dei contenuti
La superbia e la cattiva scrittura
Inizio alla grande e punto sulla superbia. Un sentimento che ti spinge a guardare il mondo dall’alto in basso, e a ragionare come uno stronzo. Io ho la verità in tasca, io sono l’unica persona al mondo con una buona ragione per parlare, io governo.
Tutto questo si traduce in una scrittura non mediocre, pessima. Incapace di relazionarsi con la persona che hai di fronte e che sta leggendo. Questo può funzionare quando sei l’autore di un libro universitario o di un codice civile, ma sul web hai i giorni contati.
Il potere deve essere distante dalla massa per essere tale. La burocrazia è asettica, lontana. Stesso discorso vale per il barone universitario. Ma questi esempi sono distanti anni luce dal web, dal lavoro di SEO copywriting e persuasione.
Abbandona la superbia, altrimenti inizi a scrivere male. Soluzione: devi frequentare persone in grado di metterti in difficoltà, non sempre lo stesso giro di conoscenze. Soprattutto, mai prendersi troppo sul serio: i tuoi lettori non si meritano tutto questo.
Da leggere: come ottimizzare un articolo in ottica SEO
Insicurezza, fonte di cattiva scrittura
Questo è un punto interessante: le persone insicure (in linea di massima) scrivono male. Il motivo è semplice: non vogliono esporsi, non vogliono mettere in primo piano conoscenze e stile. Ovvero le caratteristiche che danno un senso alla scrittura.
Le persone cercano una scrittura riconoscibile, una firma implicita in ogni periodo. Io devo riconoscere il blogger con uno sguardo, leggendo una frase. Impossibile? Dipende dalla capacità dell’autore e dalla sua libertà nei confronti dell’insicurezza.

Per superare questo punto, però, non bastano il desiderio e la faccia tosta. Devi conoscere il terreno di gioco, quindi le regole della lingua italiana. E devi fare esperienza. Devi leggere e scrivere, devi allenarti, devi scoprire trucchi da copywriter.
Osa, non temere l’errore, lasciar parlare quello che hai dentro. Vuoi essere sempre la persona giusta al momento giusto o vuoi eseguire solo il compitino?
Gli schemi non ti aiutano mai
Gli schemi mentali sono ambigui. Da un lato possono essere utili per argomentare, per superare il blocco dello scrittore e costruire un articolo. Dall’altro lato, invece, ti portano verso la monotonia. Sempre la stessa headline, sempre lo stesso attacco.
Lo schema mentale, portato alle sue estreme conseguenze, ti costringe verso l‘articolo fotocopia: uguale, lontano da qualsiasi evoluzione. Incapace di trasmettere personalità. Fino a diventare un comunicato stampa ripetuto all’infinito: contenuti, forma e stile diventano un unico blocco. Soluzione: leggi, guarda, ascolta.
Fa’ nuove esperienze. Prova a scrivere una poesia, poi un saggio, poi un tema delle superiori. Diventa qualcosa di diverso. Lo so, è difficile. Ma anche divertente.
Scrivere male usando i paraocchi
La chiusura mentale ti porta verso un’idea precisa: io ho ragione. Questo punto, poi, si dirama verso altre soluzioni: io so cosa vogliono i lettori, io conosco gli argomenti, io ho già capito quale punto devo affrontare per un contenuto di qualità.
Poi il blog fallisce. Ma hai tolto i paraocchi prima di iniziare a scrivere? Hai cercato di capire (veramente) cosa vogliono le persone? Non c’è peggior blogger di chi crede di essere Jack Kerouac e di poter scrivere senza considerare il target.

Devi indagare, devi scoprire cosa vuole il target, devi usare i tool messi a disposizione da Google per scoprire cosa cercano le persone che vuoi raggiungere. E poi devi frequentare le community per avere un’idea chiara. Lo scrivo su Etno Blogging:
“Le tue convinzioni valgono zero”.
In questo modo puoi scrivere articoli capaci di rispondere alle esigenze del lettore. Devi essere persuasivo, ma prima ancora devi informare: questa è la grande arma di chi sa scrivere. E per dare le informazioni giuste devi guardare verso il lettore ideale.
Da leggere: come scrivere una relazione
Scrivere male: qual è la tua opinione?
Queste sono le tare mentali che devi abbandonare se non vuoi scrivere male. Non è un processo immediato, ma è un esercizio necessario. La scrittura è lo specchio di quello che hai dentro, e non è facile intervenire senza mettere in discussione quello che sei.
Grammatica, sintassi, leggibilità: questi sono elementi facili da gestire. Sono regole che devi imparare. Scrivi qual è con l’apostrofo? Fai la prima figuraccia e poi metti a fuoco la situazione. Più difficile, invece, capire che per imparare devi sbagliare.
Ecco perché molti abbandonano la sfida e continuano a scrivere male difendendosi dietro al paravento dello stile personale. Devi lavorare in profondità, devi imparare regole e abbandonare delle costrizioni mentali che ti spingono a non scrivere bene.
Categoria: Scrivere
Ho ammirazione per chi come te scrive “dall’alba al tramonto”, io sono un “writer meditativo” che scrive su un portale di cultura in Joomla e su un sito di fotografia. Non riesco a creare contenuti giornalieri e i miei blog sono o scomparsi o molto trascurati.
Sono quello che a volte fa lo “stronzo-so-tutto-io” e che mette gli accenti inopportuni.
Ciao Riccardo
Ciao Stefano,
C’è un rimedio a questa sindrome: mettere in discussione le proprie conoscenze. So di non sapere, dico bene? Qualcuno ha detto questa cosa un po’ di anni fa… non mi sto inventando niente!
Sono molto d’accordo con le tue riflessioni e ti dirò che i primi 2 punti in elenco, si possono trovare esemplificati nella trama di Jerry Maguire con la sua “Relazione programmatica” buttata giù di getto in una notte insonne. Complimenti per il post.
Ciao
Mauro
Ciao mauro,
Mi fa piacere che ti sia piaciuto il post. Non conosco Relazione programmatica, devo indagare. Comunque mi fa piacere aver intercettato questi punti con il mio post sullo scrivere male 🙂
Ciao Riccardo,
scrivo dalla metà dei miei anni (tanti, tanti), ma leggendo il tuo post trovo spunti per riflettere e migliorare ancora. Grazie!
Ciao Francesca, ti ringrazio. Secondo te posso aggiungere qualcosa a questa lista dedicata alla cattiva scrittura?
Mi piace molto la parte sull’ascolto. Mi piace anche il fatto che tu coinvolga il tuo pubblico chiedendo cosa ne pensa come stai facendo con me. In questo modo hai due vantaggi principali: mi fai sentire importante (sembra che ti interessi quello che penso) e se non scrivo delle cazzate magari potresti pure prendere qualche spunto su cui riflettere. Non mi piace la parte sull’utilizzo dei tools messi a disposizione da Google. Credo che chi ha un blog magari li debba usare all’inizio ma poi non dovrebbe avere padroni, eccetto il suo pubblico. E con il pubblico si interfaccia già su blog e social quando raggiunge certi livelli. Vedo gente che fa piani editoriali con Google ma che si capisce perfettamente che non scrive di pancia. Questo non perché non sia brava ma perché non ha capito come intercettare realmente il suo target.
La risposta arriva via articolo, non potevo scrivere tutto questo in un commento.
Ho aspettato un po’ a commentare perché sono una che medita molto…e sono andata a rileggermi alcune parti del tuo libro Fare Blogging…a parte il fatto che mi ritrovo molto nella figura del gatto nero di valijolie (anche se con tendenza alla censura del fatto), mi sorge una domanda…per te scrivere bene è’ obbligo perché è’ il tuo lavoro…il tuo fare Blogging è’ un lavoro…ma quindi non ha senso fare un blog per chi di lavoro fa’ altro e vuole scrivere per passione?se il blog deve essere utile, quindi ha sempre un fine, non ha senso farlo per hobby?detto tutto questo, ho comprato il tuo nuovo libro e arriverà il 19 aprile, ovvero il giorno del mio ottavo anno di matrimonio…quindi grazie del regalo di averlo scritto!!
Ciao, anche per te la risposta arriva in un articolo.
Oh, ma io ho i migliori lettori del mondo: mi danno una marea di idee 🙂
Ciao Riccardo e grazie come sempre per gli spunti.
Invertirei l’ordine degli argomenti. Numero uno: avere qualcosa da dire, un messaggio, un’informazione, un’opinione, qualcosa, perdiana, da comunicare. I blog noiosi o stile comunicato stampa, spesso sono solo vuoti di contenuti e colmi di retorica, di frasi fatte, di avverbi che finiscono in -mente, ridondanti.. insisti.. CONTENT CONTENT CONTENT CONTENT CONTENT… Ciao, grazie per i tuoi post. R
Ciao Roberta,
Basta comunicati stampa nei blog, sono d’accordo. Diamo un volto e un’anima a quello che facciamo. Dobbiamo essere degni del blog che stiamo costruendo. Sei d’accordo?