Conviene dividere un articolo lungo in più post?

Può essere utile dividere un articolo in più pagine? E in puntate differenti? Meglio avere un unico post chilometrico o più piccoli? Ecco la mia risposta ideale al problema.

Molti blogger mi fanno questa domanda: “Ho scritto un contenuto lungo, mi conviene pubblicarlo o è meglio dividere un articolo lungo in singoli post?”. La mia risposta è chiara: “Devi fare in modo che l’articolo risponda alle domande dei lettori”.

dividere un articolo lungo in più post
Conviene dividere un post lungo?

Dipende. Lo so, odi questa soluzione. Ma ci sono delle scelte che riguardano il piano editoriale e i contenuti del blog che non puoi semplificare con un sì o con un no. Dividere un articolo lungo in più post è la soluzione vincente? Conviene?

La risposta si racchiude nella capacità del post di soddisfare un’esigenza. Spesso si parla di long form content e della capacità dei contenuti lunghi di posizionarsi sui motori di ricerca. Google ama gli articoli densi e ricchi di approfondimenti. Quindi nasce il mito della scrittura prolissa come compagna di gioco del SEO copywriting.

Meglio un post lungo o breve?

Un mito dell’articolo lungo si contrappone a un’altra diceria: i post brevi si leggono meglio. Il pillar article soddisfa le esigenze di chi vuole posizionarsi, il post sintetico si fa leggere da tutti. E viene condiviso.

Quindi? Cosa deve fare un blogger quando si trova di fronte un contenuto chilometrico? Pubblica o taglia? Deve dividere un articolo lungo per forza?

Un post non deve avere un certo numero di battute per presa di posizione, perché ti hanno detto che questo ti permette di ottenere buoni risultati SEO. Tutto dipende, in realtà, da cosa cerca il tuo pubblico. Quanto deve essere lungo un articolo?

La risposta è data dalla necessità di esprimere, nel miglior modo possibile, i contenuti utili al lettore: tante parole non è sinonimo di posizionamento.

Da leggere: i miei libri per imparare a fare blogging

L’articolo lungo serve sul serio?

Secondo molte ricerche SEO sì, il cornerstone content riesce a intercettare un volume maggiore di keyword. E si posiziona meglio. Con posizioni più interessanti nella serp, proprio come conferma il grafico di Backlinko in basso.

i post lunghi si posizionano meglio
Rapporto numero di parole e posizione nella serp.

Ma un post lungo non è sinonimo di ranking assicurato, così come un articolo breve non deve essere per forza emblema di leggibilità. Anche un long form content può essere facile da digerire grazie a un buon lavoro di scrittura e formattazione.

Conviene dividere un articolo lungo?

Quindi è utile pubblicare sempre post corposi e densi di parole? No, il rischio è quello di allungare il brodo inutilmente. Per rispondere alla domanda – dividere o meno un articolo lungo –  io punto su due variabili:

  • Rispondere nel modo più completo possibile.
  • Garantire nuovo materiale per il post.

Un articolo deve essere completo, ma la domanda che mi pongo è questa: le persone si aspettano di trovare un’unica guida? Hanno bisogno di un articolo completo?

Questa soluzione può essere interessante e utile, ma di solito funziona per gli argomenti corposi. Capaci di esaurirsi in un post di massimo 4.000 parole.

dividere un articolo lungo in più post
Meglio articolo lungo o breve?

Andare oltre vuol dire affrontare contenuti che vanno oltre l’articolo. Ma rispondere a una domanda semplice, che richiede 4 paragrafi, con 10 cartelle di testo vuol dire prendere in giro Google e il lettore. Un comportamento poco fruttuoso.

La risposta deve essere chiara

Affronto i punti singolarmente e metto al centro l’utente. Devo dare la migliore risposta alla sua domanda, e lo devo fare subito. Il primo paragrafo deve essere un manifesto di chiarezza. Come iniziare un articolo? Se possibile con una risposta, breve e comprensibile. In ogni caso chiarendo i temi che affronterai.

Poi devi articolare il post. Per capire come muovermi chiamo in causa uno strumento: le mappe mentali. Nel cuore della mappa metto l’argomento principale, ad esempio come guadagnare con il blog. Poi creo i figli andando dal generale al particolare.

articolo lungo: le mappe mentali
Ecco una mappa mentale per blog.

Cerco di scendere dalla scala di astrazione e di rivolgere l’attenzione verso topic specifici. Due le soluzioni che posso ottenere: scarsa o alta ramificazione.

Nel primo caso mi trovo di fronte a un argomento verticale, già ripulito dalle diverse sfumature. In questo caso un long tail article – ovvero un post dedicato a una esigenza ultra-specifica e basata su una keyword a coda lunga – risolve tutto.

Nel secondo caso del topic come guadagnare con il blog le ramificazioni sono diverse e ora posso scegliere cosa fare. Un unico articolo? Sarebbe una buona soluzione avere un tutorial per spiegare come monetizzare la presenza online.

L’importanza dell’articolo breve

Spesso non puoi racchiudere in un unico post tutta la conoscenza. L’argomento è troppo ampio, ci vorrebbe un libro per soddisfare la domanda. Anche Google lo ha capito e con il Fred Update ha dato maggior forza a determinati articoli brevi.

A volte il post approfondito non è sufficiente. Meglio premiare un articolo breve e focalizzato su un tema che posizionare un contenuto lungo non centrato su quell’argomento. Ecco la mia soluzione divisa in punti strategici:

  • Creo un unico pillar article.
  • Lavoro sulla struttura piramidale.

In primo luogo mi assicuro che ci sia interesse intorno a questi argomenti. Una buona analisi con Keyword Planner e Google Trends, insieme alla sempre valida ricerca base, è decisiva per capire cosa succede intorno a questo topic.

Trova nuove keyword per la SEO

Con Ubersuggest cerco parole chiave correlate che hanno la parola chiave principale più altri termini e mi faccio un’idea delle possibili evoluzioni. Answer The Public mi aiuta a lavorare sulle domande del pubblico e relative long tail keyword.

Guida: come usare Answer The Public.

L’argomento si esaurisce con un unico post? Lavoro con la tastiera e programmo un tutorial. Il topic è ampio e articolato? La struttura piramidale mi aiuterà a risolvere la situazione e a dare una risposta ai miei lettori. Continuo l’esempio:

  • Un cornerstone content affronta il topic affrontando la base.
  • Diversi pillar article definiscono argomenti ampi e centrali, meno generici.
  • Un numero maggiore di articoli si dedicano ad approfondire temi minori e sfumature.

Per capire devi solo guardare la mappa mentale: puoi scrivere un articolo denso e divulgativo capace di rispondere alla domanda come guadagnare con il blog e rispondere alla domanda del pubblico medio, che cerca domande generiche.

Così non devi dividere un articolo lungo

Soprattutto se vai oltre con il ragionamento. Infatti puoi anche scrivere articoli rivolti a un’audience più specializzata che ha già la risposta generica e cerca un focus.

Fino a esaurire gli argomenti. Nel frattempo hai dato tante risposte differenti a potenziali lettori che cercano nozioni diverse. A questo punto, un buon lavoro di link interni ti aiuta a dare omogeneità, creando una correlazione virtuosa.

Dividere un post in più pagine

Spesso non c’è bisogno di pubblicare più articoli ma può far comodo dividere un articolo WordPress in diverse sezioni. Creando una paginazione interna al singolo post. Come fare? In che modo è possibile dividere un contenuto in più parti?

Tutorial per paginazione interna WordPress.

Il video che ho lasciato è semplice, ti lascia le istruzioni base lavorando con WordPress Gutenberg. Come dividere un articolo lungo in più pagine? Devi usare il comando Interruzione di pagina. Vale a dire il comando HTML

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Per approfondire: 6 domande che ti devi fare prima di scrivere un articolo

Come dividere un articolo lungo

Conviene nel momento in cui l’argomento è troppo ampio per essere affrontato con un’unica pubblicazione, senza dimenticare che in questo modo preservi la continuità del blog. Non è una strategia vantaggiosa quando con un unico post dai una risposta netta alla domanda. Tutto dipende sempre dalle esigenze.

Meglio un buon contenuto lungo che tanti articoli inutili. Ma meglio una struttura a piramide rispetto a un post che, per quanto lungo, non riuscirà a coprire le esigenze dei lettori. Questa è la strategia, il mio modo di lavorare. Tu come procedi?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

16 COMMENTI

  1. Sto ultimando un post lunghissimo, non lungo. L’ho iniziato un anno fa, ogni tanto mi arenavo per la monumentalità del testo, ma alla fine, quest’anno, ho deciso di portarlo a termine e ci lavoro quasi ogni giorno.
    Dividerlo in più post non avrebbe senso, nel mio caso. Il lavoro di impaginazione richiederà un po’ di tempo. Sottitoli e anche un indice aiuteranno di certo la lettura. A fine di ogni “capitolo” metterò anche un rimando all’indice, perché per leggere il post non è necessario seguire l’ordine scelto da me, che è cronologico.
    Nell’introduzione del post avviserò il lettore della lunghezza e della possibilità di scaricarlo come ebook.
    Esperimenti come questo ogni tanto si possono fare.

    • Ma certo, l’importante è rendere leggibile il post che le tecniche che ben conosciamo. A proposito di indice: tu usi Table Of Content Plus? Un plugin veramente utile, io mi trovo bene.

      La possibilità di scaricare in formato PDF aiuta, così è facile da stampare. Hai pensato anche all’ePub?

  2. Non conosco quel plugin, l’indice lo faccio a mano, creo le ancore e lo inserisco in un box creato con uno shortcode del tema, ma ho anche un plugin che crea altri shortcode per fare box e altro. Magari provo a vedere Table Of Content Plus.
    Per l’ebook farò proprio un vero ebook in ePub e mobi, oltre che in pdf.

    • Ah, hai pensato a tutto 🙂

      Dimmi, qual è questo plugin che usi per fare box e altro? io sono sempre alla ricerca di una buona estensione per creare un riquadro di colore differente.

  3. Ne ho 2 di plugin: Creativ Shortcodes e WP Canvas – Shortcodes.
    Nella home page del mio blog, in sidebar sotto Risorse, puoi vedere 5 box colorati creati con il Canvas.

  4. Lungo o corto ? Guarda, forse dirò una banalità ma il post deve essere utile a chi legge.

    Devo dire però che da quando mi hai fatto scoprire il pillar article (si è tutta “colpa” tua ;D ) devo dire che non ne posso fare a meno !! Lo trovo molto utile.

    • Eh, l’utilità del pillar article è proverbiale! Guarda, io ragiono come una toolbox: ci sono strumenti per fare tutto. Tu devi capire cosa usare per ottenere determinati risultati.

  5. Concordo con Mr Tozzo, il post deve essere semplicemente utile. Non importa se lungo o corto. Diciamo che una lunghezza media, una risposta utile per il target, un corretto tone of voice sintetico e scorrevole fa tutto. I contenuti che non hanno una scadenza immediata come le news vengono consultati più spesso nel lungo periodo. Concordo con Riccardo che se il contenuto è espistolare va suddiviso.

  6. Io purtroppo eremita che lavora in .net e non ha molti plugin a disposizione… mi scrivo codice e quant’altro per rendere l’articolo al meglio… detto questo credo che non si debba proprio partire nella stesura dell’articolo sulla lunghezza, ma sull’esaustività della risposta che si dà… se per rispondere bastano tre righe bene, se invece ne servono mille altrettanto bene… io personalmente sono un navigatore anomalo, non uso il web solo per consultazione rapida, ma anche per studiare (se ne ho l’opportunità ovviamente)… quindi un bell’articolo che soddisfa le mie esigenze lo leggo e lo rileggo anche se è molto lungo…

    • Molto è dato dalla leggibilità: se è un post lungo e se è organizzato bene non è un male. Devi solo scegliere il metodo giusto per organizzarlo e migliorarlo. Per me un must è Table Of Content Plus, i link interni con ancore.

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