Long tail keyword, spiegata semplice

Una long tail keyword è una parola chiave che comprende più termini. Anzi, un numero di parole superiore alla media, di solito da 4 in poi. Ecco cosa devi sapere per approfondire.

Sfruttare le parole chiave a coda lunga per posizionarsi su Google con chiavi di ricerca poco competitive ma ad alta conversione, che possono portare clienti veri. Reali e orientati all’acquisto. Questa è l’utilità delle long tail keyword nella SEO.

long tail keyword
Come usare la coda lunga.

Questa è la logica che spinge un lavoro di ottimizzazione SEO verso la strategia di web marketing: inutile scontrarsi contro i grandi player, meglio cercare una nicchia profittevole e facile da conquistare. Questa è l’utilità della long tail keyword.

Cos’è una long tail keyword, definizione

Con questo termine (tradotto dall’inglese parole chiave a coda lunga) s’intende una query espressa dal pubblico che contempla tre o più parole. Si contrappone alla fat head keyword, vale a dire le parole chiave secche composte da un singolo termine.

Si tratta di una keyphrase (frase chiave) con un intento di ricerca preciso. Definisce l’approccio strategico alla SEO e al web marketing da parte del blogger.

Le parole chiave con un unico termine sono molto difficili da conquistare. Hanno un alto volume di ricerca e, spesso, presentano un costo per click particolarmente alto.

Tanta concorrenza, o comunque un buon grado di difficoltà: hai tanti competitor intorno alla singola keyword che diventa una semplice vanity keyword.

Sto parlando di parole chiave che non hanno alcuna utilità in termini di business ma che confermano l’autorevolezza del tuo sito. La parola chiave a coda lunga, invece, ha un volume di ricerca inferiore. E spesso è molto più semplice da conquistare.

Da leggere: come mettere le keyword sul sito web

Perché usare le keyword a coda lunga?

Il tuo sito web, blog o ecommerce evita lo scontro diretto con i brand che hanno grandi potenzialità in termini di investimento. Si tratta di un approccio strategico che tende ad aggirare l’ostacolo puntando su obiettivi più semplici da raggiungere.

Ma soprattutto che danno maggiori risultati in rapporto alle risorse disponibili. Con quello che può investire un comune mortale si rischia il disastro se si sfida a viso aperto Amazon su Google. Se si aggira con un’azione di guerrilla marketing la SEO si sfrutta per avere visibilità solo dove serve. Vuoi approfondire l’argomento?

strategia oceano blu

In questo caso ti consiglio di acquistare e leggere un libro molto importante per organizzare anche un lavoro di SEO copywriting come questo.

Parlo del testo più famoso in questo campo: Strategia Oceano Blu di Chan Kim e Renée Maubourgne.

Grazie a questo contributo puoi individuare una strada ben definita per guidare il tuo business da un mare pieno di competitor a uno in cui sei praticamente solo.

Esempi pratici di long tail keyword

Dopo aver trovato una descrizione è giusto avere dei punti fermi: la long tail keyword (o parola chiave a coda lunga) è una ricerca fatta dall’utente con determinate caratteristiche. Ecco una lista da avere sempre a portata di mano:

  • È composta da oltre 4 parole.
  • Ha un volume di ricerca basso.
  • Ha una competitività altrettanto bassa.
  • Hanno un tasso di conversione alto.

Questo in teoria. Conviene posizionarti per la keyword Scrittura? È qualcosa di importante se sei un copywriter. Ma forse è meglio essere in prima pagina per le keyword che ti fruttano clienti. E te lo posso assicurare, non è scrittura.

schema delle chiavi a coda lunga
Lo schema delle fat head, chunky middle e long tail.

Altro esempio: può sembrare difficile posizionarsi per la query Meta Description? Certo, è una parola chiave secca. Che combatte contro siti ben strutturati.

Però puoi tentare una keyword diversa, ad esempio: come inserire la meta description su WordPress. È una long tail, e ti consente di monetizzare con più semplicità. Ovviamente se sei un webmaster, un blogger o un consulente SEO.

Coda lunga nel calendario editoriale

Questo è l’ultimo punto per organizzare la tua strategia editoriale: dopo i cornerstone content e i pillar article oggi voglio affrontare un tema che sto sviluppando molto nei piani editoriali personali e dei clienti: i post basati sulle long tail keyword.

In un calendario editoriale ci sono dei post lunghi e approfonditi che riguardano la base di partenza, i temi che affrontano la struttura del topic. Questi sono le pietre angolari, i già citati cornerstone content. Sono post enciclopedici, che puntano al posizionamento per le chiavi di ricerca semplici e con volume di ricerca maggiore.

Questi contenuti godono di un gran numero di link interni, e lo stesso vale per i pillar article. Sono post che affrontano temi più specifici, sempre con lo stesso approccio approfondito. Ma con un’attenzione in più verso temi specifici. E poi, nel mio piano editoriale, ci sono i long tail keyword article. Cosa sono? A cosa servono?

long tail
La piramide dei contenuti dedicati al blogging.

Inserire le long tail keyword nel piano editoriale è importante perché mi consentono di dare un senso alla struttura piramidale del calendario. Il vertice è composto dai cornerstone content, che si occupano dei temi chiave e non sono molto numerosi.

I long tail article, invece, rappresentano la base della piramide e sono più semplici da integrare. Sono numerosi perché non molto impegnativi (o almeno rispetto ai precedenti modelli elencati) e permettono di riempire il calendario editoriale con tutti gli aggiornamenti necessari per avere un blog sempre vivo e aggiornato.

Sfruttare la coda lunga sull’ecommerce

Il modo migliore per ottenere una buona base di partenza di partenza per il tuo lavoro di ottimizzazione SEO per ecommerce: una ricerca delle parole chiave da usare nelle pagine. In particolar modo negli articoli del blog aziendale. Motivo?

Semplice, quando decidi di posizionare le long tail keyword per ecommerce puoi lavorare molto ben incrociando ricerche informazionali e transazionali.

keyword seo
Differenza tra le varie keyword.

Mentre quest’ultime saranno veicolate verso schede, tag e categorie puoi usare i post per intercettare le prime. Che, solitamente, sono quelle più numerose e versatili. Ma come fare una buona keyword research per scoprire le chiavi a coda lunga?

5 tool per individuare le keyword a coda lunga

Ci sono diversi SEO tool gratuiti da usare per fare questo lavoro. Ce ne sono anche altri a pagamento, come Semrush che uso ogni giorno per questi lavori. Ma a volte non basta avere un’unica suite per cercare long tail keyword per siti e blog.

AnswerThe Public

Una realtà per avere i suggerimenti che riguardano cosa cercano le persone intorno a determinati termini. I risultati di Answer The Public puntano verso una diversificazione dei termini puntando verso le domande che fanno le persone sul web.

Guida: come usare Answer The Public.

Questo strumento permette di indagare tutte le ricerche che chiamano in causa una determinata keyword, così puoi usarla per definire la long tail e creare degli articoli specifici. In effetti è proprio qui che trovo molti titoli che poi trasformo in articoli.

Ubersuggest

Un sostituto di SEO tool avanzati come Seozoom. Grazie a Ubersuggest puoi avere informazioni sulle keyword utilizzando i dati di keyword planner e Google Suggest.

Answer Socrates

Cerchi un tool per trovare long tail keyword da usare nella scrittura di testi e articoli online? prova a usare Answer Socrates, versione gratuita di Answer The Public.

Keyword.io

La maggior parte degli strumenti lavorano solo su Google. Invece Keyword.io è un SEO tool perfetto per fare un buon lavoro di keyword research per ogni progetto. Il motivo: puoi ottenere correlazioni di query fatte anche su Amazon, eBay e Alibaba.

Completamento ricerca

Questa funzione vale per Google ma anche per altri portali come Amazon. Ecco, ad esempio, cosa succede quando sul sito web faccio delle ricerche dedicate ai libri.

long tail keyword
Completamento ricerca Amazon per scoprire parole chiave lunghe.

Puoi trovare buone informazioni per affrontare un piano editoriale strategico sul blog del tuo sito web. Ma anche per scrivere i testi delle schede dello shop online, delle categorie e delle altre pagine archivio che vuoi posizionare su Google.

Come scrivere un long tail article

Valutanti i tipi di keyword, da transazionali a informazionali, un long tail article si differenzia dagli altri. È più semplice dei cornerstone content e pillar article. Il motivo: dato che si tratta di un argomento specifico non c’è bisogno di scrivere molto.

Devi rispondere a una domanda. Riprendo lo stesso esempio: come inserire una meta description WordPress. C’è bisogno di scrivere un libro su questo tema?

No, devi definire con precisione questo tema. Quindi non c’è una regola: devi scrivere un articolo lungo o breve? Devi indagare le intenzioni e le necessità del pubblico. In primo luogo cercando le correlate della long tail keyword.

keyword - ubersuggest
I consigli che Ubersuggest ti fornisce sulle long tail keyword.

Ubersuggest è perfetto per questo compito. Infatti ti consente di espandere le keyword e di trovare long tail sempre più approfondite e specifiche. Che però deve seguire le regole base dell’ottimizzazione SEO on-page. Quali sono i punti?

Le regole non si infrangono, anche nel caso di un long tail keyword article devi ottimizzare le immagini per la SEO e creare una headline efficace. Anche perché i dati di Conductor su Search Engine Watch parlano chiaro: guarda il grafico, gli articoli ottimizzati bene on page con le long tail keyword danno buoni risultati.

keyword seo
L’importanza dell’ottimizzazione SEO on-page.

Lavora bene sull’ottimizzazione delle pagine web anche quando si tratta di una long tail keyword. A differenza di un articolo lungo non cerchi di coprire una parola chiave principale con una serie di correlate con volume di ricerca interessante: qui stai affrontando una keyword già ridotta all’osso. Ma, paradossalmente, molto succosa.

Per approfondire: dove mettere le parole chiave

Coda lunga e long tail keyword: opinioni?

Quali sono i rapporti tra le long tail keyword e la scrittura? È possibile sfruttare questi articoli nel calendario editoriale? Quali sono i passaggi che metti in pratica? Lascia nei commenti le tue idee e le impressioni per ottimizzare il processo.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    articolo utilissimo e interessantissimo… come sempre!

    Ti rigiro qua le due domande che ti avevo fatto su Twitter:
    1/ aggiornamento dei cornerstone, ogni quanto tempo?
    2/ la funzione di Yoast per i cornerstone è utile da usare? O conta solo i link?

    • Ciao Giacomo,

      Il cornerstone content si inserisce in una strategia di content marketing per blog in un modo molto semplice: definisce un tema di base. Quindi, come tutti gli argomenti di base non è soggetto a grandi cambiamenti. Tutte le modifiche che vanno fatte ai post seguono sempre il principio della necessità: vanno aggiornati quando ce n’è realmente bisogno. Non giusto per fare qualcosa.

      Funzione di WordPress SEO by Yoast… per me inutile, soprattutto se non hai la versione a pagamento. Serve solo a organizzare i contenuti, puoi farlo tranquillamente a mano sul calendario editoriale.

      • Ciao Riccardo,
        grazie tantissimo per la risposta tempestiva. Il discorso sui cornerstone, mi ha fatto venire un altro dubbio che suona un po’ come “viene prima l’uovo o la gallina?”… Ho iniziato a scrivere una rubrica di fitness nel nostro blog e, senza pensarci troppo, ho iniziato a trattare di argomenti vari, con cadenza settimanale. Sento ora la necessità di un articolo più corposo che faccia un po’ da raccoglitore. Va bene se il cornerstone viene fatto dopo aver già iniziato a scrivere i pillar? Cercando magari di raddrizzare il tiro dei pillar…
        Ti lascio qua il link alla rubrica per farti un’idea di quello che già c’è sul blog ilcuscinodellasuocera.it/fitness/ (sentiti liberissimo di cancellare questa parte di commento senza che mi offendo xD non sono alla ricerca di backlink, la domanda è più che sincera).
        Ti ringrazio per la disponibilità 🙂

        • Certo, si può fare tranquillamente così. Calcola che in qualche caso i cornerstone possono entrare in conflitto con le categorie. Io ad esempio ho posizionato lavoro online in prima pagina. ma non con un cornerstone, con una categoria.

          • Grazie per la dritta! Interessante questo discorso tra cornerstone e categoria! Chissà che non è materia per un tuo prossimo articolo 😉
            A presto e complimenti sempre!

            • Ci sono molte riflessioni sul tema SEO e categorie. Ecco un assaggio mysocialweb.it/2017/07/07/seo-on-page-categorie/

  2. No vabbeh mi si è aperto un mondo! (rispondo senza il reply che si sta restringendo a dismisura a forza di risposte)
    Avevo 427 tag (con 20+ bloggers ti lascio immaginare cosa c’era!) prodotti in meno di 6 mesi. Per fortuna i tag li avevo noindex. Invece le categorie sono abbastanza ok. Ho 19 categorie ben organizzate, che sono index ma senza descrizione, cosa che dovrò andare a fare piano piano…
    Grazie sempre Riccardo!

  3. Ciao Riccardo,
    ma le keywords a coda lunga spesso non hanno volumi di ricerca su Google ads o su Seozoom. Quindi cosa fare?

    • Qui entra in gioco l’abilità di un SEO copywriter che deve capire quando e come investire in una long tail keyword.

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here